18/01/14

Dialettando e oltre



Giornata del dialetto e delle lingue locali, promossa dall'ANPLI, Associazione Nazionale Pro-loco Italiane. Anche nel piccolo borgo di Bocchigliero(cs), si è celebrato un momento per non far disperdere un patrimonio culturale che sta scomparendo; il dialetto. Diversi interventi si sono susseguiti durante la serata, dopo l'introduzione e le motivazioni della giornata, è intervenuto l'insegnante elementare in pensione Prof. Ludovico Aurea, autore di un vocabolario in dialetto e un libro di proverbi e dittati bocchiglieresi. Il suo intervento è stato ascoltato con attenzione e coinvolgimento dei presenti, che sono intervenuti, e da questo è nato un bellissimo scambio di opinioni sulla lingua dei nostri padri, sulle parole scomparse e che solo le persone più anziane ricordano appena . Poi è stata la volta dell'artista Domenico Fontana, che nelle sue ricerche storiche spesso si è trovato difronte al dialetto, che è una lingua vera, genuina e alcuni termini quasi
intraducibili, "'U baffuto", l'artista di Bocchigliero, che gestisce anche un blog, http://bocchiglieropro.blogspot.it/, e si occupa di storia del territorio e in particolare di Bocchigliero, e delle sue misteriose origini. Poi  la platea è intervenuta,chiedendo a gran voce di ricostituire la  Pro-Loco, che serve al paese per creare veri momenti aggregativi e può essere un mezzo per rivalutare quello che di buono è rimasto nel territorio, cercando di tenere ben lontana la politica, che ha fatto solo danni al territorio, al paese e ai bocchiglieresi.. La discussione si è prolungata e non siamo riusciti a leggere neanche una delle quattro poesie in dialetto che avevamo preparato. Un grazie speciale a tutti gli intervenuti, a chi crede che il passato non vada dimenticato e a chi crede ad un futuro per questo remoto borgo calabro. Vi riportiamo qui di seguito una delle poesie che avremmo dovuto recitare, dedicata a Bocchigliero.

                                                                  'U PAISE MIU                  

Sta 'ncavarcatu subba 'nu cristune,
cumu 'nu vìekkju subba 'na sumera,
'stu paìsiallu dduve sugnu natu
tant'anni arrieri.
Arento si chiamave 'ntiepi antichi,
mò cumu Vucchiglieri è ccanusciutu.
E pini e cerze e dde castagne antiche
ha 'nna curuna.
Cca, 'ntra 'nu campusantu pittirillu,
guardati e 'nu cipressu giuvanìallu
dduv'u cardillu cante e ffa llu nidu,
dormanu i miji.
'A gghiazza, ch'è 'ntru 'mmìenzu e du paise
è ccumu 'nu salotto 'ntra 'na casa
dduve si parre e stanu sempre 'nzema
picculi e ranni.
Cca si vide ll'amicu ccu ll'amicu,
cca si parre dde caccia e dde pallone,
cca si fanu cuntratti e ssi cunkjude
e cca... Si campe!.

Tratta da "Liriche in vernacolo calabrese" di Emilio Benincasa
Pellegrini Editore   1981

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