30/06/15

Cambiare rotta







Lettera aperta

Abbiamo voluto mandare questa lettera aperta a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, anche perchè siamo convinti che, nonostante tutto, ancora c'è tantissima gente di buona volontà.
Noi vogliamo rivolgerci proprio a questa gente, e chiedere loro di fare ancora un ulteriore sforzo per sconfiggere quello che come sentimento si identifica appieno nell'invidia, nell'ipocrisia, nella mediocrità e nella totale ignoranza.
C'è necessità di mettere all'angolo, ma già sta succedendo,quelli che vivono di assurdo egocentrismo e di assoluta mancanza di idee e confronto, di studio e di ricerca. 
Quelli che vivono cercando di usare l'altro solo per proprio tornaconto personale, quelli che invidiano solo per la loro incapacità di maturare e confrontarsi.
La società ha bisogno di solidarietà, condivisione e cooperazione totale, per sfruttare appieno tutte le competenze e le idee che sono in un territorio, sia esso cittadino, o la piccola realtà di borghi che stanno totalmente scomparendo, è finito il tempo delle tavole rotonde fatte da politici incapaci ed incompetenti, di scalda poltrone che sono capaci solo a procacciare voti, la popolazione ha il diritto di partecipare e dire la propria, sempre, solo così una democrazia si può dire compiuta, perchè sino ad oggi la democrazia è stata monca, quasi cieca e totalmente sorda alle peculiarità del territorio.
Oggi che la polpa è finita, il cittadino-suddito sta prendendo consapevolezza e deve reagire, partecipare alla vita pubblica.
Il futuro non può essere fatto di finanziamenti a pioggia, di finanziamenti per una forma di assistenzialismo becero e assurdo, che porta verso la catastrofe morale e culturale.
Le nuove generazioni hanno bisogno di concretezza, di operatività e di tempi certi, purtroppo queste peculiarità non sono riscontrabili nell'apparato politico e amministrativo, quindi c'è urgente bisogno di una rivoluzione socio-culturale, che possa aprire la strada a quanti sperano, credono in un futuro in questa nostra martoriata terra calabra.



29/06/15

MEDIOCRI!!!






Non per partito preso, neanche per essere polemici o altro, ma odiamo gli ipocriti, i mediocri e i falsi profeti.
Purtroppo ne incontriamo tanti; c'è chi accusa gli altri quando poco tempo prima li difendeva a spada tratta. Tanti cavalcano l'onda del malcontento per essere con il popolino, altri cercano nel consenso una soluzione ai loro problemi psichiatrici, altri ancora usano i luoghi comuni  per farsi compiacere, noi a loro diciamo, anzi gridiamo MEDIOCRI!!
Ma quello che ci da veramente fastidio è la loro ipocrisia, la loro mediocrità, e la loro ignoranza, sanno solo copiare e criticare, invece di studiare, capire e farsi una propria idea.
Poi, la cosa che ci da, in assoluto, più fastidio, è che sembrano moderni, tolleranti e capaci di essere veri amici, invece sono dei bigotti e falsi, pronti ad accoltellarti appena esci fuori dai loro canoni di uomini assurdi e senza alcuna pietà cristiana, sono quelli che si lasciano sottomettere dalle proprie mogli, dalle loro compagne, e quando sono tra gli amici (falsi), criticano anche le compagne di una vita, sopportano da loro le peggiori cose, anche il tradimento palese e chiaro... ma che uomini sono, ci chiediamo!!.
Non accettiamo amici del genere, falsi, mediocri e ipocriti.
A te, che ancora credi in questi falsi profeti, ti mettiamo in guardia da individui del genere, che non è difficile riconoscere, basta analizzare il loro modus operandi, sono quasi sempre da soli, in macchina e anche a piedi, non hanno amici intimi ma solo amici superficiali e occasionali, per orgoglio non chiedono quasi mai, e ti criticano appena sei lontano da loro.
Spesso nella loro vita non hanno mai fatto nulla di concreto se non vivere da parassiti, oppure con un lavoro che, spesso, gli hanno regalato.
Dicono, in occasioni di elezioni, di fare politica, ma appena finite le elezioni, regionali, nazionali o amministrative, smettono di interessarsi veramente di politica, si scelgono quasi sempre il cavallo vincente, per poi criticarlo appena questi non fanno ciò che a loro torna buono.


Quindi, suggerimento, state lontani da chi guarda il sole da dove nasce e aspetta che tramonti, come le cicale, che tutto il giorno cantano, Loro criticano e creano focolai che prima o poi divampano in cattiverie e assurde situazioni, che solo loro riescono a creare, sanno di essere dei perdenti, dei sottomessi e dei falsi.



Con l'arrivo dell'estate riescono anche a passare da martiri sacrificali, riuscendoci benissimo,
attenzione gente la mediocrità è sempre dietro l'angolo. Serena e felice estate.
,

15/06/15

Origini di Bocchigliero






Abbiamo approfondito, molto, sulle origini del borgo di Bocchigliero. Abbiamo letto tutti i libri inerenti questa materia, e qui li citeremo.
Riteniamo molte ipotesi, sulle origini di Bocchigliero, assai fantasiose e soprattutto prive di documenti, solo ipotesi e deduzioni che, potrebbero anche non corrispondere al vero.
La lettura di molti testi, sulle origini del paese, fanno solo supposizioni, solo ipotesi e non ci danno un quadro esaustivo e veritiero sulla reale nascita del borgo.
Le notizie certe e documentate sono poche e, a volte, non molto chiare per comprendere con chiarezza storica-documentale quando Bocchigliero ebbe origini.
Alcune cose certe ci sono, come ad esempio il documento più antico che è stato trovato da Don Giuseppe Scafoglio al grande archivio di Napoli, questo è datato 1344, esattamente il 4 Gennaio 1344, esiste un contratto di permuta, tra il conte Carlo Ruffo da Montalto e Michele Cantone da Messina, ed è quest'ultimo a cedere al conte Ruffo; Bocchigliero, quello era il primo anno di regno di Giovanna, prima regina di Napoli prima di questo documento non abbiamo altri documenti ufficiali del paese, Poi abbiamo le chiese, una in particolare, la chiesa di S.Francesco ubicata  su di una collina detta " 'A colla e i latri" che dominava tutto il vecchio paese, "'A destra", che certamente è il primo insediamento del borgo.
Il primo vero ricercatore sulle origini di Bocchigliero è stato Don Giuseppe Scafoglio, era anche Prof. di storia, latino e geografia.
Egli, lo Scafoglio, esattamente il 1916, pubblicò un librettino sulla Madonna di Gesù, elevato in tempi recenti a Santuario Mariano.
In questo librettino dedica la prima parte alle origini del paese, e nello stesso periodo, il notaio Filippo Pugliesi stava lavorando ad un testo sulle origini del paese. Pubblicato nel 1936;" Ricerca sulla storia di Bocchigliero"
Ma andiamo con ordine, per farci un quadro esaustivo della cronistoria di Bocchigliero, tra ipotesi, storiografia, e storia vera e propria.Nel 1916, il Prof. Don Giuseppe Scafoglio pubblica questo libricino sulla Madonna di Gesu, o Madonna della Neve, e come dicevamo, la prima parte la dedica alla probabile origine di Bocchigliero.
Egli segnala, in questo librettino con meno di 80 pagine, utilissime notizie e con le poche certezze, riesce ad ipotizzare la nascita del borgo intorno all'anno 1000.
Egli, lo Scafoglio, attraverso le chiese, e alcuni dettagli di esse, riesce a capire che il nucleo abitativo nella "Destra, fu il primo ad essere abitato da diversi "casalini", che si erano creati intorno all'abitato, o al sito che sarebbe divenuto Bocchigliero.
Questi Casalini, nacquero, secondo Scafoglio e Fra Benedetto da Rossano, corista delle Riformate e lettore emerito, da alcuni abitanti di Campana,
Questi, spinti da un desiderio di esplorare terre fertili, si diressero ai confini del terreno di Campana,
Lo Scafoglio, così motivava la nascita dei primi Casalini.


"Doviziosa di territorio, Campana, però,
non trovava forze bastevoli in se stessa per
metterlo tutto in valore, dato l'esiguo nu-
mero dei suoi, i quali, per giunta,
vivevano agglomerati in un sol luogo; ed
il suolo aspro in parte, folto di selve, non
sempre facile ad essere percorso per le piene
dei torrenti.
In tale condizioni di cose, le zone più
lontane del territorio diventavano le meno
visitate e le più neglette."

C'è, a tale proposito, una tradizione orale,
bastava interrogare i vecchi del 1916, dice Scafoglio,
che raccontavano la storia simile al Frate Benedetto da Rossano,
e cioè che Bocchigliero nacque tenuta a battesimo da Campana,
anticamente, detta Kalasarna (o Calaserna e Caliserna) dal gergo popolare
Vero o falso noi non lo sappiamo, ma ci sembra che questa sia , tra quelle che abbiamo letto, la storia più realistica e forse corrisponde al vero, anche perchè, stando sempre alla lettura che da lo Scafoglio, Bocchigliero sarebbe nata intorno all'anno tra 1000/50.
Prova ne è la chiesa di San Francesco, sorta sulla "Colla e i latri"(Collina dei ladri), quasi a voler ascendere e arrivare in cielo, visto la posizione dell'abitato. "'A Destra", posta al riparo dai venti e esposta tra dove il sole nasce e muore.
Certamente, Don Giuseppe Scafoglio, non aveva alcun documento, oltre a quelli citati e, non si avventurò come invece fecero in tanti che hanno scritto sulla storia di Bocchigliero.
Il primo ad ipotizzare che Bocchigliero fosse la vecchia Arento, fu Filippo Pugliesi, di nobile famiglia, che nel suo libro " Ricerca sulla storia di Bocchigliero", fa tre ipotesi, ma si convince, e ne convince tanti, che Bocchigliero era la vecchia Arento, al punto che viene intitolata una piazza proprio ad Arento.
L'attuale P.zza Arento. Tutto ciò, purtroppo, senza una prova che documenti questa opportunità.
Poi è stata la volta del Prof. Rocco Giuseppe Greco, il quale, nel suo testo: BOCCHIGLIERO
"Cronistoria di una comunità calabrese tra brigantaggio e fame di terra", fa tante ipotesi e sminuisce altre ipotesi.
Ebbene su questo non siamo assolutamente d'accordo, non siamo d'accordo che Bocchigliero sia stata fondata dai Bruzi, non abbiamo nulla a tale proposito, ne tanto meno crediamo all'ipotesi che sia stata fondata dai Romani.
Le ragioni sono semplicissime, non abbiamo alcun documento che provi tutto ciò.
I Casalini, è vero, erano per lo più nomi di santi e monti, ma sono stati fondati prima dell'anno 1000, invece Bocchigliero è stato fondato, secondo noi, e i documenti lo dimostrano, intorno all'anno 1000/50, e allora si davano i nomi a seconda di cosa facessero gli abitanti.
Gli abitanti erano antichi costruttori di botti, da qui Bottigliero e quindi  Bocchigliero.
Questo lo afferma il Prof. Don. Giuseppe Scafoglio, che tutti citano, nei loro testi, ma che pochi conoscono veramente.
Altri si sono cementati nella storia di Bocchigliero, come il Prof. Alfonso Bastanzio.
Egli, nel suo testo " Bocchigliero:
Itinerario storico-archeologico-folkloristico", parla prevalentemente di questa città, Arento, una delle tante città nominate da tanti storici, ma mai rinvenuta, come tante altre, citate, e mai ritrovate.
Quando si parla delle origini di Bocchigliero, non si può sempre parlare di Arento, anche se era nel territorio di Bocchigliero, Bocchigliero va assolutamente distinto da Arento, e crediamo che Arento non era nel territorio di Bocchigliero, non abbiamo alcun documento che lo attesti, anzi si fa molta confusione tra gli storici, figurarsi fra amanti delle tradizioni locali.
Il prof. A.Bastanzio è un convinto sostenitore di Arento, ubicata in Basilicò, montagna di rimpetto "alla timpa e a Riforma", dove a più riprese sono emersi pezzi di epoca brettia-romana, e la chiesetta, che rimane ben poco, visto la non lungimiranza di amministratori che non si sono curati di salvaguardare quelle poche cose buone che c'erano. è stata costruita dai monaci Bizantini, i Basiliani.
ma a noi fare citazioni, o appoggiare questa o quella tesi non ci porta da nessuna parte,
Vorremmo solo capire quali di queste ipotesi e supportata da reali documenti?.
Noi su questo siamo intransigenti.
Nel testo, del Prof. A. Bastanzio, addirittura si ipotizza la greco Arento, la brettia Arento e la romana Arento, tutto ciò supportato da nulla, supposizioni e voli pindarici.
Noi non possiamo accettare che la genesi di Arento sia Bocchigliero.
Vorremmo attraverso questo blog, lanciare un confronto, un dibattito o in semplice convivio, per avere chiarezza su tanti aspetti del nostro amatissimo Borgo.
Siamo ormai quasi al settimo anno di vita del Blog, in buona parte dedicato al Prof. Don Giuseppe Scafoglio, morto il 29 Luglio 1936, e non il 1932, come riporta la lapide al cimitero.(A.Bastanzio)
Anche perchè, Scafoglio, insegnò a Rimini sino al Giugno del 1936.
Ovviamente di ciò che andiamo affermando abbiamo documenti che ne provano la veridicità.
Ma torniamo a questa breve cronistoria documentata di Bocchigliero.
In ordine cronologico abbiamo letto il lavoro fatto a sei mani da; Ciccio Filippelli, Ludovico Aurea e il Dott. Nicola Papparella. Bocchigliero dall'antichità ai giorni nostri tra storia e storiografia.
Nelle due prefazioni, di Carlo Barresi e del Sindaco  del 2010 Luigi De Vincenti,ci ha colpito un participio passato usato da entrambi nella loro prefazione, "documentato", e da questo noi ci aspettavamo che, finalmente, avremmo conosciuto le vere e "documentate" origini del Borgo.
Pregevole il lavoro di raccolta dei documenti, fatta da Ciccio Filippelli e da Ludovico Aurea, i quali,però, quando parlano dell'immagine ritrovata in Basilicò, (pag.271), fanno una confusione enorme, che qui vorremmo chiarire.

1) la colla dei ladri, è la collina di S. Francesco e non l'attuale piazza del Popolo


2) L'attuale chiesa di S. Francesco, era dedicata alla Vergine Immacolata, un tempo chiesa matrice.


3) La chiesa della Concezione è una chiesa di cui non si conoscono le origini.


Ma torniamo alle origini del Borgo, che purtroppo il testo non chiarisce affatto, anzi complica ancora, come se ce ne fosse bisogno.
Quando (pag. 274) si parla della fondazione di Bocchigliero si dice così: "Intorno all'ottocento novecento (non sappiamo cosa vogliono dire) pensiamo (800 A.c. o 900 A.c.)
Attenzione a quando si riportono notizie, perchè abbiamo notato, in tutti quelli che hanno scritto sulle origini di Bocchigliero, regna sovrana una grande confusione.
Ribadiamo la disponibilità di fare un convivio un dibattito aperto su questo argomento.




"Quando è stato fondato Bocchigliero?"


Unica foto di Don G.Scafoglio

















30/03/15

LE BRIGANTESSE





Prof. Domenico Scafoglio
Ordinario di Antropoligia Culturale  Univ. SALERNO


Entra nel vivo il progetto del Museo permanente sulle Brigantesse.
Abbiamo avuto notizia, ufficiale, che tra qualche settimana, il Prof. Domenico Scafoglio verrà a Bocchigliero, per rendersi conto, personalmente, se ci sono i presupposti per poter regalare al nostro borgo questa straordinaria opportunità.
Avere, in uno sconosciuto paese  che si estende su una delle ultime propaggini della Sila, l'unico Museo sulle Brigantesse, sarebbe l'occasione perchè, quanti interessati o curiosi, si recherebbero a vedere questa straordinaria e unica Mostra /Museo, che tratta esclusivamente di tutte quelle donne che sono state appunto Brigantesse, o compagne di Briganti.
Alla luce di questo revisionismo storico, quasi una moda, potrebbe veramente cambiare il futuro di questo meraviglioso angolo di Calabria; Bocchigliero.
Noi siamo certi che, se l'amministrazione pro-tempore è lungimirante, questa opportunità giocherà un ruolo determinante per la reale sopravvivenza del borgo, che ormai si trova in un percorso che inesorabilmente lo porterà all'abbandono totale.
Siamo altresì convinti che c'è necessità di queste cose, per poter rivitalizzare e concretamente far vivere il nostro amato e bistrattato paese.
Avevamo annunciato tutto questo al Comune, nella figura del Sindaco, il quale, ad onor del vero, ha dato la massima disponibilità ad individuare locali idonei per ospitare questa unica e meravigliosa Mostra/Museo.
Tra qualche settimana staremo a vedere!!!

14/03/15

"Di male in peggio"



E' palese, tutto sembra molto chiaro; come dice un vecchio proverbio tradotto in italiano
" Dalla padella alla brace".
Si, alla regione Calabria da Scopelliti a Oliverio, che ancora non riesce a partire dopo più di 90 giorni dal suo insediamento, quando di solito si dovrebbe già vedere cosa si è fatto nei primi cento giorni, invece, Oliverio, si preoccupa di non aver avuto, dal Governo Renzi, assegnata la carica di Commissario Straordinario alla sanità, e critica il quinquennio di Scopelliti, accusandolo di essere il carnefice della Calabria, noi siamo certi che Lui, sarà il becchino, affossando ancora di più questa martoriata regione, che rimane fanalino di coda per servizi e disoccupazione giovanile.
Le cose non vanno meglio nei piccoli centri,e si convocano incontri con i cittadini per continuare ad accusare la precedente Amministrazione di aver sperperato denaro pubblico ed aver indebitato il comune, qui i tempi, se si può sono ancora più lunghi, dove anche le opposizioni non partecipano fattivamente e propositivamente alla vita del paese. Naturalmente ci riferiamo al piccolo borgo di Bocchigliero, che sta vivendo un periodo di degrado culturale veramente grande.
Vengono chiusi occhi per cose gravi e si aprono, anzi si spalancano per piccoli episodi che possono interessare singoli individui, si guarda al piccolo perchè non si ha una visione globale, forse mancano idee, che possano concretamente far uscire da questo stato di cose il paese, ridonandogli identità e dignità. Oramai ci si risponde sui social (facebook)
Alba bocchiglierese
Non c'è da cercare la luna nel pozzo,non c'è necessità di avere dei finanziamenti palesemente di normale  amministrazioni, c'è necessità di avere lungimiranza e pensare a concreti progetti di sviluppo che mirino ad una valorizzazione del territorio e puntando sulle poche, ma ottime, cose rimaste, come la nostra lingua madre, che potrebbe fare da volano per uno sviluppo culturale. vanno rivitalizzate le cooperative per dare un futuro a quanti sono rimasti, pochi, ma aspirare ad una crescita sostenibile, attraverso la cultura cooperativistica, dare vita ad una serie di percorsi, sentieri per apprezzare ed amare le nostre splendide montagne, e i fiumi, che sono una grande risorsa per il futuro, vanno rivalutati dal punto di vista turistico.
Non abbiamo la verità in tasca, ma abbiamo la convinzione che il confronto, e anche lo scontro debbano produrre concrete e certe realtà.
Ma tutto questo e altro va messo in campo attraverso idee che mirino al futuro.
Invece ogni scusa è buona per denigrare, offendere e avvitarsi su se stessi.
Tutto questo non giova a nessuno, questo vecchio modo di fare politica amministrativa, in questo sperduto borgo, è come un tarlo, come una malattia genetica, come qualcosa che non si riesce proprio a modificare, non si riesce ad estirpare e, al contrario, con il tempo si sono affinate le tecniche e si da sfogo alle proprie frustrazioni, quasi uno sfogo che rende soddisfatti e appagati chi accusa e chi risponde.
Anche in caso di calamità naturali si cerca di additare e di accusare, dimenticando che il ruolo degli oppositori è più importante di chi amministra...meditate gente meditate




09/03/15

Felicità





Tutti hanno il diritto di essere felici, nessuno escluso.
Con questa affermazione chiara e inequivocabile è stato aperto un convegno internazionale di psicologi e psichiatri.
Dove , tema principale è stata la ricerca della felicità, si è argomentato sul tema senza tralasciare il minimo dettaglio.
Per essere sereni e felici è necessario essere sinceri e onesti, primo con se stessi e poi con gli altri, c'è necessità di sentirsi sicuri per il proprio futuro e per il futuro dei propri figli, oggi mancano queste certezze, e quindi di conseguenza manca la sicurezza e la serenità,  quindi è complesso essere felici.
La felicità è stata paragonata a tante cose, ma una in particolare ci ha colpito.
la F è come un treno in corsa, quando si sta nel corridoio, la capacità dell'uomo è riuscire a stare in equilibrio, senza cadere.
La F è un lasso di tempo, a volte breve,  tra una sofferenza e l'altra.
Cercarla a tutti i costi, e attraverso il materialismo, è assolutamente inutile, dura pochissimo.
Molte volte è necessario spingersi oltre, per poter essere felici, cercando di avere il coraggio di osare di spingersi verso orizzonti non abituali.
Le conclusioni del convegno sono state semplici e concrete, aiutando, chi era presente, a sperimentare alcune tecniche di respirazioni che aiutano il benessere fisico,
"Mens sana in corpore sano"
Ciò che è importante, nella spasmodica ricerca della felicità, è avere il corpo meno inquinato possibile, per avere una mente sana.


03/02/15

Il cuore e il sentimento.




Spesso ci si chiede come conciliare il cuore con la ragione, i sentimenti con la realtà, a volte cruda e dura, altre volte dolce e piacevole.
In questo può esserci d'aiuto la psicoanalisi, che  oggi viene praticata per lo più in senso strettamente medico e non dal punto di vista del sentimento, del confronto, dell'ascolto. Molti medici credono che le depressioni, gli esaurimenti, gli stati d'ansia e tutte le patologie psichiatriche, si curano prevalentemente con i farmaci.
Ebbene! da oggi pare che questa tendenza viri a modificare il principio, tornando alla vecchia e attuale psicoanalisi, che mette al primo posto non i farmaci ma il rapporto stretto e sentimentale tra il professionista e il paziente, quindi il paziente deve essere ascoltato e compreso per poter dare la giusta cura che non diventa primaria ma complementare, per svolgere una azione sinergica con i sentimenti più lontani e veri, che ogni paziente psichiatrico ha dentro il cuore.
Andare in analisi, vuol dire anche questo, il professionista deve conoscere ogni dettaglio della vita del paziente, dalla tenera età, sino alla situazione presente, con i dati, si riesce a stabilire un contatto, che permette al paziente ed al professionista di entrare in sinergie mentali che, a volte, anche senza troppi farmaci, si riesce a stabilire un nuovo equilibrio mentale. Tutti miriamo a stare meglio, a conciliare il cuore con la razionalità, ma nessuno può dimenticare che con i veri sentimenti non si può e non si deve scherzare, perchè sono la prima causa di malattie psichiatriche.
Sin dai primi anni di età il piccolo nato viene influenzato dall'ambiente in cui vive, e proseguendo il cammino si incontreranno le difficoltà proprio per i primi anni di vita, da 0 a 9 anni,
attenzione a non litigare davanti ai propri figli, a non trascurali troppo e soprattutto è necessario parlare loro, per capire le esigenze e cercando di entrare in simbiosi armonica con i bambini.
I bambini sono come dei registratori vuoti e con tanta voglia di toccare, annusare, assaggiare e scoprire il mondo, gli oggetti e amare incondizionatamente i propri genitori, se questi riescono solo in parte ad assolvere al loro difficile, anzi difficilissimo ruolo di genitori educatori e guide per la vita.
Questa in sintesi l'analisi che a noi sembra più corretta.
Non ci si fascia la testa ancor prima di rompersela, allora c'è sempre tempo per modificare il proprio stile di vita. Approfondisci
             IL VASO DI PANDORA DELLA PSICOANALISI
                      di Nicola Ghezzi
                      Psicoterapeuta.



                                                                          

19/01/15

Dialettando...





Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue Locali. 17 Gennaio 2015
Anche in uno sperduto paese tra le montagne della Sila Grande o anche Sila Greca, o ancora nella Selva Sila , si è tenuta la giornata del dialetto e delle lingue locali.
Come abbiamo ampiamente documentato,, è iniziata, la serata, con un saluto che, una ricercatrice della Oxford University, ha voluto mandarci......" il dialetto è molto più che desinenze grammaticali, fonemi e verbi irregolari. Il dialetto è ciò che ci permette di esprimere la parte più vera, genuina e schietta del nostro essere".. è solo un passaggio della lettera che abbiamo letto, di Chiara Cappellaro.  info Oxford 
     ma questo è quello che a noi ha colpito di più;l'espressione sentimentale del dialetto, la sensazione che il dialetto possegga le nostre basi, le nostre radici, anche se ricoperte da uno strato, a volte, di scorie di consumismo e tecnologie che portano ad una necrosi lenta ed inarrestabile.
Si punta ad una tutela delle tradizioni, per preservare, conservare e divulgare la cultura dei nostri padri, dei nostri nonni e di tutte le componenti femminili che hanno saputo sostenere e supportare , a volte, i capricci degli uomini.
La serata è proseguita ribadendo che i dialetti stanno scomparendo, che è necessario fare qualcosa per conservare e custodire la nostra lingua madre, lingua che apprendiamo appena riusciamo a parlare, che ascoltiamo dalle nostre nonne, dai nonni e da tanta gente anziana, e non, che parla il dialetto. Alla bella tavolata era presente l'unica persona vivente che ha scritto e ancora scrive in dialetto; il Prof. Ludovico Aurea,autore, tra l'altro, di un vocabolario dialettale della Sila Greca, inoltre ha pubblicato una raccolta di dittati e proverbi calabresi, nello specifico bocchiglieresi, ed è in procinto di fare un aggiornamento al vocabolario integrandolo di nuovi e rari vocaboli, proprio per trasmettere alle future generazioni la "Lingua Madre".
Il Prof. Aurea, ci ha delucidato su tanti aspetti del dialetto, e ci ha ricordato parole che oramai non si usano più.


Poi è stato finalmente resa pubblica la relazione della Dott.Chiara Cappellaro,
Intera relazionerelazione di una ricerca fatta dalla Dott., proprio a Bocchigliero, due anni fa.
Siamo orgogliosi di ciò che si evidenzia nella ricerca e per questo siamo soddisfatti di questa giornata sul dialetto, perchè abbiamo tante cose sulle quali puntare.Grazie Dott. Cappellaro, per l'impegno e la dedizione al suo lavoro.















la serata è proseguita tra una pizza, un bicchiere di birra, la bella  compagnia  e discutendo del valore del dialetto e della necessità di salvaguardare quel poco che è rimasto.
Poi, è stato presentato, in anteprima, il lavoro di raccolta dei Quaderni del sostantivo calabrese, di Don Giuseppe Scafoglio, i quaderni, quattro, verranno presentati nella prossima primavera, per essere da guida a chi vorrà interessarsi del dialetto.
Ripetendo le stesse parole della Dott. Chiara Cappellaro " I Quaderni di Giuseppe Scafoglio, un'opera che certo merita di essere conosciuta e diffusa"
In fine sono state lette delle poesie in dialetto calabrese che hanno chiuso in maniera spettacolare la meravigliosa serata interamente dedicata alla "Lingua Madre"

Una delle poesie...........

         
           






16/01/15

DIALETTO: Giornata Nazionale.



Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con la giornata Nazionale dei Dialetti e delle lingue Locali.
Il nostro Blog-sito, come l'anno passato, si fa promotore di questo momento dedicato al Dialetto.
Per quest'anno, abbiamo inteso di vivere il momento in modo conviviale, infatti ci incontriamo in un locale, per dar vita ad una  serata dedicata al dialetto, alla "Lingua Madre". questo il tema di quest'anno, dedicato proprio alle origini della lingua dialettale.
In questa occasione, presenteremo alcune cose in anteprima.
Pubblicazione del sostantivo dialettale calabrese.
Saluti da parte di una ricercatrice di Oxford University, e avremo la relazione su una ricerca che è stata fatta proprio a Bocchigliero circa tre anni or sono.
Tutti sono invitati a partecipare, per dare il loro contributo alla "Lingua Madre"
Durante la serata avremo vari interventi di esperti di dialetto, con  la lettura di brani e poesie in dialetto calabrese, a tutti gli assenti, documenteremo, con dovizia di particolari, l'intera serata.
Riteniamo che non far perdere la nostra lingua madre sia un compito arduo e nobile che supera tutti gli ostacoli.


13/01/15

EUROPA

Questa è la copertina di Charlie Hebdo di domani, abbiamo voluto dedicare questo post ad un episodio che, come le torri gemelle dell'11 settembre, cambierà il corso della storia, l'Islam estremista ha colpito il cuore della vecchia Europa, ancora non unita come dovrebbe essere, potrebbe, questo episodio, accelerare il processo di unificazione dell'Europa.
C'è, dopo questo attentato, in Francia voglia di difendere il diritto all'informazione, alla satira e alla libertà di opinione.
C'è il sacrosanto diritto di essere uniti a difendere la LIBERTA'.........il diritto di difendere l'orgoglio di appartenere ad un continente che ha una storia di sangue e morte per arrivare ad essere un popolo libero e che vuole vivere in Pace.

11/01/15

Concludendo!

Si avvia a concludersi questa lunga e strana estate, qui, in Calabria, a dire il vero adesso sembra estate.
Politicamente qui, sempre in Calabria, il clima è rovente, Si sono concluse le primarie del PD
 vinte da Mario Oliverio, non abbiamo azzeccato il pronostico,
 noi pensavamo non vincesse, e invece...,Poi si è appena chiusa la polemica con l'UDC e il NCD, correranno da soli e il PD con, ancora non si sa!!FI correrà da solo, con Wanda Ferro candidata a Presidente. Naturalmente i grillini andranno da soli. siamo ormai ad una settimana dal voto e tutti i candidati vogliono conquistare gli indecisi, quelli che tentennano, quelli che aspettano promesse, in cambio di voti.
E' finito questo tempo?, oppure è vivo e vegeto il tempo del clientelismo, del pressapochismo e dell'improvvisazione?.. , pur di essere eletti a consigliere regionale.
Vince Mario Oliverio con una percentuale bulgara, forse fa accordi e brucia vecchi compagni,come Pietro Lecce, ex sindaco di Spezzano della Sila e poi assessore alla cultura della provincia di Cosenza, Il vecchio ha vinto, non è cambiato nulla, anzi, riteniamo che la musica è cambiata, ma i musicanti restano sempre a loro posto.
La calabria è in balia di pressapochisti e avventurieri, di nani e ballerine, di tramezzi e ruffiani, di uomini che tali non sono.
Continuerà la nostra battaglia affinchè  le cose cambino, noi ci crediamo e siamo disponibili ad aiutare questo lento ma inesorabile cambiamento. Abbiamo poco tempo per forgiare le coscienze dei calabresi, che sembrano immutabili.quindi coraggio e forza dovranno essere nostre armi, fiducia e perseveranza i nostri proiettili. Il presidentissimo Mario Oliverio è riuscito a convocare l'assemblea per la fine dell'anno, per i saluti e un brindisi di augurio, pare pretenda le dimissioni dei dirigenti regionali.
Noi, ci auguriamo che tutti gli  uomini di buona volontà facciano il loro dovere, e ci auguriamo che ci portino lontano da questa situazione di degrado morale e civile, perchè toccato il fondo non si può che risalire.
L'anno che sta per concludersi è stato un anno rocambolesco, straordinario e irripetibile, in una sola parola unico.
Auguriamo a tutti voi che il 2015 sia l'anno giusto per risalire la china e restituire dignità a tutti i cittadini italiani.
Felice Anno Nuovo.
L'anno è iniziato ma in politica novità zero, inciuci tanti la regione è in mano al PD e al NCD.
Povera Calabria.






Solidarietà alle pungenti matite di tutto il mondo, viva la libertà di stampa.                            

04/09/14

Quale futuro!





L'autunno incalza, le temperature scendono e sale l'attesa per le prossime elezioni regionali calabresi. Ma anche l'attesa per le primarie del PD è snervante, soprattutto per l'ex presidente della provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che non molla per nessuna ragione, anche se è certo di perderle, le primarie, ma il suo obiettivo è altro. Poi, il centro destra ha cominciato ad aprire tavoli, per prepararsi alla netta sconfitta , nessuno vuole candidarsi e nessuno vuol fare figuracce, Ncd e FI, correranno insieme, per arginare questa valanga di voti che arriveranno al centro sinistra, ed in particolare al PD di Renzi. I vecchi tramezzi della politica si fanno avanti per barattare questo con quello, per decidere le sorti della martoriata Regione Calabria, fanalino di coda in tutti i sondaggi e in tutte le classifiche. Deponete le armi dell'inganno, delle ingiustizie, delle vessazioni e dei ricatti, c'è necessità di coscienza, di presa d'atto che poco è rimasto da fare  per salvare questa terra,  e questo va fatto da uomini e donne di buona volontà, che abbiano a cuore l'interesse collettivo e non personale o addirittura interesse familiare. Non abbiamo molto tempo per risollevarci, e quindi Basta!, basta con i giochetti e le promesse da marinaio, basta con il pressapochismo che regna sovrano, basta con gli inutili sprechi, con le lobby deviate e corrotte che gestiscono i voti dei calabresi. Basta!!! lo vogliamo dire anche ai semplici cittadini, soggiogati e sfruttati dalla classe Politica e anche da Amministratori senza scrupoli e senza dignità.
I giochi non sono stati ancora fatti, c'è tempo per avere uno scatto di orgoglio, che porti ad un recupero di dignità dei calabresi tutti.
Abbiamo un territorio vocato all'agricoltura e alla zootecnia, ma questo non importa ai nostri politicanti, a loro interessa prendere finanziamenti che fanno muovere l'economia, ma non hanno prospettive per il futuro, non hanno progetti che mirino alla stabilizzazione dei precari, non guardano al di la del proprio orticello, e spesso mirano all'interesse personale, basta!!, siamo esausti di essere trattati da sudditi e non da cittadini, non possiamo essere considerati dei numeri, abbiamo necessità di essere considerati per quello che è il nostro reale valore.. La Calabria si sta ulteriormente spopolando, e i giovani vanno all'estero o al nord, per lavorare. Quindi, basta! con l'illusioni e concretamente miriamo a quello che rimane da fare, molto, tanto, anche perchè c'è da bonificare le coscienze, operazione che richiede tempo ed impegno, e forse una intera generazione. Basta! a coloro che hanno avuto possibilità di operare e ancora si difendono con i denti e le unghie, anche perchè nessuno li crede più, sono indifendibili, inascoltabili e a volte presuntuosi e arroganti.
Popolo calabrese, e a voi che ci rivolgiamo per cambiare questo triste stato di cose, per cambiare rotta e puntare verso un futuro che abbia i colori dell'arcobaleno, dove si senta forte la solidarietà, la stima e il rispetto per l'altro, per questo vi chiediamo di dire Basta!!, di essere convinti della propria libertà di decidere. Il tempo è gran maestro e noi sappiamo aspettare, ma vi esortiamo a cominciare a lavorare per una Calabria migliore.
Andrebbe bene anche questa proposta di Mario Maiolo.
da questo sito



Il consigliere regionale del Pd calabrese Mario Maiolo annuncia di voler procedere nella costruzione di un programma condiviso e partecipato che possa operare da collante per la costruzione di un vero Governo di responsabilità regionale per permettere alla Calabria di uscire dal guado della paralisi economica, istituzionale e sociale nella quale la regione è precipita

Riunire le forze positive della Calabria, gli Amici della Calabria – afferma Maiolo – e coinvolgerle in un processo democratico, perché condiviso, unitario e partecipato, di costruzione di un Programma per la nostra Regione è un obiettivo irrinunciabile”. “A tal fine – prosegue Maiolo – venerdì sarà presentata sul web  una piattaforma online condivisa per la costruzione del programma alla quale gli stakeholders attivi sul territorio regionale e impegnati nella vita economica, sociale e politica della Regione, e i singoli cittadini e gruppi di cittadini, potranno accedere per condividere e costruire la loro visione della Calabria del futuro”. “Il modello per la nuova Calabria dovrà essere ispirato al modello della strategia a favore dello sviluppo sostenibile vigente in Europa che verte sulla promozione e tutela dei diritti fondamentali, la solidarietà intra- e inter-generazionale, la garanzia di una società aperta e democratica, la partecipazione dei cittadini, delle imprese e delle parti sociali, la coerenza e integrazione delle politiche, l’utilizzo delle migliori conoscenze disponibili”. “Poche e inderogabili le azioni per dare slancio alla Regione e affrontare un’incisiva azione di governo che vertono sullo sviluppo di temi specifici d’importanza strategica per la crescita della nostra Regione: lavoro, occupazione, precariato, ricerca, università, mobilità, innovazione, fondi Ue, economia sostenibile, “Turismi” e riforme dell’assetto istituzionale e burocratico della Regione”. “È giunto il momento – conclude Maiolo – in Calabria e per la Calabria, di assumersi la responsabilità di individuare soluzioni programmatiche credibili e condivise che siano frutto della collaborazione delle forze positive esistenti in Calabria per la costruzione di un Governo con un programma organico, realistico e lungimirante sulla cui base possa distinguersi chiaramente tra chi ha “a cuore” il futuro della Calabria, vuole mostrare la sua “amicizia” verso la propria terra e chi, invece, vuole mantenere lo stato attuale che agevola direttamente o indirettamente clientelismo e collusione, favorendo la rete negativa che tiene legati i “nemici della Calabria”.

29/08/14

Il sogno infranto

Da una riflessione estiva con Francesco Vulcano
Tanti anni or sono i nostri padri sono emigrati con un sogno, unico e chiaro; costruire la casa per i figli. Loro, i nostri padri, sono riusciti a realizzare il loro sogno.Questo è avvenuto con immensi sacrifici e privazioni,in terra straniera. Ma nel frattempo tutto è cambiato, i figli son dovuti partire, non all'estero, come i loro padri, ma in Italia, al nord. Il lavoro nella loro terra non era più un diritto, ma era diventato figlio del ricatto politico e di forte sudditanza verso la classe dirigente, che riusciva a tenere sotto scacco i poveri lavoratori. Le case, almeno a tre piani, iniziavano ad invecchiare, poca manutenzione e il lavoro inesorabile del tempo, che impetuoso tutto travolge e invecchia. Gli anni trascorsi hanno portato ad una amara e triste constatazione, i nostri padri hanno visto infranto il loro sogno di vedere i loro figli abitare quelle case, ormai invecchiate. Chi ha infranto il sogno dei nostri padri?
Tanti, ma prima tra tutti la classe dirigente, Amministratori Locali e politici Regionali, poi è arrivata, intorno al 72/74 la Provincia, che ha continuato sulla scia degli Amministratori Locali e Regionali, hanno illuso il cittadino di un futuro migliore, di condizioni socio-culturali che sarebbero migliorate, nulla di tutto questo, siamo, come Calabria, fanalino di coda in ogni statistica o sondaggio, e manca, ancora, una seria e concreta programmazione, che permetta un vero e sereno futuro, infrangeranno anche la dignità del popolo Calabrese?

19/08/14

Ricordo!



Il vento ti sarà amico in questo viaggio..........


Avremmo voluto scrivere altro,durante il mese di Agosto,
 avremmo voluto parlarvi delle serate culturali,     
 delle serate danzanti, dei cantanti noti e meno noti, dei caroselli   
 sparsi in tutta la regione, ma quello che è successo, a Bocchigliero,
 non può non vederci in prima fila a testimoniare l'affetto, la stima e la simpatia che avevamo e continueremo ad avere per Giuseppe Spataro,
 per tutti "Peppinella"
Ci hai lasciato mentre ti dedicavi alla rinascita della festa dell'Unita, mentre stavi per raccogliere il frutto, i frutti , delle tue fatiche
Prendevi tutto con grande slancio e passione; dalla partita, serale, a carte, alla presidenza della squadra di calcio locale, sino al tuo ultimo e travagliato incarico di Segretario della locale sezione del PD a Bocchigliero, amavi il tuo paese, eri amico di tutti, anche se in questo ultimo periodo, non sono mancate le arrabbiature e le delusioni, a volte anche da persone che non ti saresti mai aspettato, eri un buono, un uomo di pace, e questo possiamo testimoniarlo. Ma lo testimonia anche l'Amministrazione Comunale, con il lutto cittadino, che è una forma alta di rispetto verso la tua persona, verso la tua figura di persona del popolo.
Oggi ti accompagneremo al piccolo cimitero di Bocchigliero, siamo certi che tutti ti accompagneranno in questo ultimo e triste viaggio attraverso la strada principale del paese, almeno noi crediamo che tutti ti accompagneranno, anche chi , nell'ultimo periodo ti ha un pò deluso, ma tu lo dicevi, passerà, e il solco verrà chiuso con la volontà di tutti.

La tua morte deve essere da monito, a quanti credono di essere immortali, a chi crede che valga più un posto al sole e non la stima di un vero amico, questo tragico evento deve farci capire che non c'è alcun bisogno di essere faziosi e cattivi, non è necessario portare rancore, non serve odiare per piccole ed inutili cose, tu sei stato la presenza costante in questo piccolo borgo, sei stato anche consigliere comunale, hai partecipato, sempre, alla vita sociale ed economica del tuo paese, hai amato il tuo paese, anche se spesso non sei stato corrisposto. Forse non credevi in una rinascita del paese, ma il tuo impegno ci porta a pensare che eri un vero guerriero, che non ti stancavi mai di combattere contro le ipocrisie e le falsità. Amavi il tuo paese, amavi i bocchiglieresi e per questo volevi sempre partecipare, per dare il tuo sincero e spensierato contributo. Con la tua attività di piccolo imprenditore ti conoscevano anche all'estero, ti piangeranno in tanti, forse ti piangeranno anche chi in maniera palese ti aveva deluso, perchè tutti conoscevano il tuo animo buono e sincero, non portavi rancore, ma eri costantemente alla ricerca di una soluzione, non temevi l'avversario, che per te non era un nemico da abbattere, ma persona con la quale confrontarsi. Questi alcuni valori che sono stati costanti nel tuo percorso di vita. 
Grazie, e che il cielo ti accolga.
Questa sera cercheremo la nuova stella che, in cielo brillerà luminosa, sarà la tua stella da dove ci guarderai mai con distacco, ma con sguardo amorevole 
Ciao "Peppinè"           


                                                                                          Redazione Blog
                                                                                        Resp. Piero Benincasa



31/07/14

Tra una fiaba e un racconto

Ultimo lavoro di Angelo Rocco Viola, sono delle favole, dei racconti brevi che ti prendono per mano e ti portano lungo i sentieri inesplorati di arcani ricordi, di simboli chiave nella mente di un bambino e quindi anche nell'adulto, che rimane sempre un pò bambino. Come la figura della nonna che, racconta le storie ai nipoti irrequieti e curiosi, con rara maestria.  L'abbandono della terra natia che si è stati, e si è, costretti ad abbandonare, per lavoro. Questi alcuni dei temi trattati nei racconti di Viola, che costantemente mira a dei chiari messaggi di attenzione verso l'ambiente,la natura, verso i valori veri, ossatura portante di una società che va in frantumi, ma la speranza e la rinascita sono anch'essi presenti per dare viva e concreta opportunità a chi non crede più in un futuro migliore. Siamo onorati di poter recensire un'opera di un bocchiglierese doc, che ama profondamente le sue radici, la sua storia, ed è consapevole che senza radici si è in balia del vento e di tutte le intemperie della vita.
Vi invitiamo alla lettura di questi racconti per assaporare  un tempo che non c'è più, ma non per questo deve essere dimenticato, ed è proprio questo uno dei motivi cardini per cui, Viola, ci regala questi racconti, tanti inediti, e alcuni di altre sue pubblicazioni. E' presente il suo paese natio, Bocchigliero, ad esso è dedicato un racconto, come punto irremovibile del passato. Si sentono forti i sentimenti d'amore per la donna amata e per la propria terra.
L'auspicio, l'augurio sincero che facciamo all'autore che questa fatica abbia il giusto riconoscimento, e la maggiore diffusione possibile.

11/07/14

ESERCIZIO (Psicosomatica)

Non abbiamo alcuna intenzione di continuare a cercare la felicità nelle cose materiali, non è più consono ai tempi agitarsi per avere, per possedere illudendoci di essere felici.
Troppe sono state le esperienze, o errori, per non essere certi di queste affermazioni.
La serenità, l'equilibrio e di conseguenza la felicità, si trovano nelle cose più banali, semplici, forse scontate, ma solo rivalutando le cose che ci sono passate per mano potremmo essere sereni, apprezzare i gesti quotidiani, ad esempio;  abbracciare, di tanto in tanto, un parente verso il quale si nutre affetto, sorridere e trasmettere serenità può appagare la sete di dare che è in ognuno di noi.
Donando arricchisci la tua anima inquieta, in precario equilibrio tra una depressione latente e fobie che ti seguono quotidianamente.
Voglio ricordarvi un semplice gesto per rafforzare la vostra auto stima
Da: corso di auto stima di Riza Psicosomatica  vai a Riza Psiosomatica   
Tutte le mattine, davanti al tuo armadio, devi mettere la cosa più bella che hai, devi gratificarti vestendoti con l'abbigliamento che, quel giorno, ti senti di poter indossare "la cosa più bella che hai".
ripeti tutte le mattine l'esercizio e ne trarrai beneficio.
Non fare sempre la stessa strada al mattino, concediti di cambiare percorso e noterai cose nuove, cose che dovevi vedere da tempo, e se pur non ci sono stati cambiamenti, per te, sono cose nuove.
Fidarsi è un esercizio complesso, poi di questi tempi, ma è necessario farlo, anche perchè da soli non ci si riesce a fidare neanche di se stessi.
Vorremmo che le cose semplici prendessero il sopravvento, che l'essenza tornasse ad essere il vero obiettivo, e si smettesse di rincorrere chimere abbaglianti ma vuote, belle fuori e brutte dentro.
L'era della concretezza e del pragmatismo faccia posto ad un periodo troppo lungo di decadenza morale e civile, dobbiamo riappropriarci della nostra essenza e della nostra coscienza. Solo cosi non si rischia l'aberrazione e la fine totale.