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11/03/16
DIALETTANDO...con Francesco Scerbo
Siamo semplicemente e sinceramente rammaricati, io e tutta la redazione, per attacchi assurdi e che creano serio scompiglio all'interno di ognuno di noi.
Non ci riusciamo a capacitare come si possa arrivare a tanto, come si possa avere la capacità di negare e rinnegare il proprio passato, come si fa a criticare senza averne la minima capacità, si reagisce per rabbia, per odio covato, per incapacità di affrontare un serio e concreto ragionamento.
Continueremo ad andare per la nostra strada con zavorre in meno, con pesi che portavano sicuramente ad un rallentamento del percorso da compiere.
I rami secchi vanno potati, e di netto, per poter dare nuova linfa alla pianta, e così darà buoni frutti.
In questo post tratteremo di un illustre e poco conosciuto calabrese, che diede lustro al suo paese e all'intera regione, stiamo parlando del Prof. Francesco Scerbo di Marcellinara (cz).
Nacque a Marcellinara (cz) 1849 e morì il 1927. Sacerdote e grande studioso di ebraico. Ebbe per amici Croce, Papini, Fausto Nicolini, Rohlfs e tanti antropologi, letterati e studiosi.
Insegnò all'Istituto Superiore di studi di Firenze.
Scrisse una grammatica ebraica(1888), Saggi glottologici (1891) Uno studio del dialetto di Marcellinara (1886), Un saggio di critica Biblica (1903) Pubblico salmi nella versione originale.
Quello che ci ha colpito è il suo lavoro sul dialetto di Marcellinara, che riteniamo una pietra miliare nello studio del dialetto calabrese.
Francesco Scerbo è citato anche nella Treccani, dove si tratta del dialetto calabrese, esattamente alla pagina 301 dell'VIII volume, della grande Treccani,
A Scerbo viene dedicata una piazza, a Marcellinara, ed un premio internazionale di poesia, questo per non far perdere memoria di un cittadino di Marcellinara che tanto lustro ha dato al suo paesello natio.
Il testo, in dialetto calabrese, del Prof. Francesco Scerbo è una tappa obbligata per chi intraprende lo studio e la ricerca sul dialetto calabrese.
Nessuno prima di Scerbo si era cimentato in un lavoro particolareggiato sul dialetto calabrese, certo era nello specifico il dialetto di Marcellinara, del resto nessuno può essere esaustivo quando si parla di dialetto, anche perchè basta spostarsi di pochi chilometri e il dialetto è completamente diverso.
Noi abbiamo intenzione di partire dall'inizio, esattamente dal Prof. Graziano Isaia Ascoli, che con il suo Archivio Glottologico Italiano, è stato il primo a trattare, non in maniera esaustiva, i dialetti e le romanze italiane.
Poi a seguire il nostro conterraneo Prof. Francesco Scerbo, che nel 1886, diede alle stampe "Studio sul Dialetto Calabro con dizionario"
Questo testo tratta, in maniera particolareggiata, il dialetto o la parlata di Marcellinara, Nessuno prima di Scerbo si era cimentato nello studio particolareggiato ed esaustivo su un dialetto particolare. Scerbo stesso nella prefazione dice: "che nessuno, neppure Ascoli, nella sua dotta rassegna dei dialetti italiani si addentra nel cuore della Calabria, contentandosi di solo rasentarla, per così dire, dalla parte della Sicilia e dall'altro lato della Terra d'Otranto, i quali due punti riflettono bene molte proprietà del dialetto calabro, ma non sono da confondere con questo."
Quindi il nostro pioniere è Francesco Scerbo di Marcellinara (cz).Una personalità così importante come il Prof. Francesco Scerbo non può restare relegata nel busto bronzeo dell’angolo della piazza o dietro i bianchi marmi della sua tomba, ritengo che ci si debba riunire per una serie di approfondimenti sul personaggio da tramutarli in volumi di sapere per noi stessi e per le nuove generazioni.
Nel suo studio, oltre ad un chiaro vocabolario, tratta la fonologia, e ciò le leggi dei suoni; sulle vocali, i dittonghi, le consonanti continue e le consonanti esplosive.
Poi tratta di morfologia, che è parte indispensabile per la comprensione del dialetto,
Ma ciò che a noi interessa è il fatto che Scerbo, per primo usò la lettera "K", egli è citato, come dicevamo, nella Treccani, insieme ad un cosentino di S.Fili, che sicuramente ne parleremo nei prossimi post.
Vorremmo contribuire alla conoscenza del nostro dialetto, troppe volte bistrattato e considerato lingua inferiore, noi, siamo certi che il dialetto è la nostra lingua madre, il dialetto è la nostra infanzia e il nostro pilastro per la conoscenza.
Resp. Blog
Piero Benincasa
26/02/16
"La patente"
L'Ignorante è colui che ignora, non conosce, non vuole e /o non può accede alla conoscenza,
L'Ignorante è colui che non ammette di esserlo, quello che va su tutte le furie quando viene apostrofato con; "Ignorante"!
L'Ignorante e colui che nei suoi discorsi, superficiali, fa in continuazione citazioni o da per oro colato quello che trova alla prima schermata di una ricerca, assai riduttiva, su Google, e ancora potrei continuare sino allo sfinimento.
Ignorare è la forza del progresso, per crescere e migliorare l'intera società, non è ignorante colui che è curioso, smanioso di sapere, di approfondire e di cercare tra le pieghe più nascoste le risposte alle tante domande che si pone chi non è, e soprattutto, chi non vuole restare ignorante.
Sembra invece di vivere in una società in cui è indispensabile primeggiare, usare l'io in maniera presuntuosa e a volte per egoismo non sano ma molto malato, che porta ad una forma di egocentrismo collettivo dimenticando che solo il gruppo, la squadra l'equipe riescono a raggiungere risultati di progresso sociale e morale.
Tutti siamo ignoranti, tutti ignoriamo la vastità del sapere, abbiamo perso, in questi giorni, una delle personalità di cultura che l'Italia vantasse; Umberto Eco, che tanto lustro ha dato all'Italia nel mondo, con la Cultura e la capacità di comunicare, di trasmettere la conoscenza.
Eppure c'è ancora gente che ignora che alla base di ogni discorso sociale, politico e anche economico c'è la Cultura, che passa e va declinata in tutte le sue forme, per arricchire l'animo umano, per non poltrire nell'ignoranza assoluta e credere di conoscere senza approfondire alcun argomento.
Nessuna risposta acculturata o intelligente meritano gli ignoranti patentati, per dirla alla Pirandello, il quale delle sventure altrui, o personali, ne faceva commedie buffe e con una grandissima morale di vita.
Chi di voi non conosce; "La patente" di Luigi Pirandello vada a leggerla, è una commedia breve, unico atto, che ha un forte significato morale e culturale.
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| Luigi Pirandello Premio Nobel per la letteratura 1934 |
Personalmente patenterei tante persone con una patente, non di Jettatore, come in "La patente" di Pirandello, ma con una meravigliosa pergamena di:"IGNORANTE PATENTATO".
Questi sono in tanti che sguazzano nel mare della superficialità, corrono per andare da nessuna parte, si affannano per il gusto di essere commiserati, coccolati, compresi, giustificati e forse coprono il loro essere ignoranti con il mantello dell'ipocrisia e della maschera che si son convinti sia quella che gli altri vedono. perdendo di vista la realtà.
Non si rendono conto che il tempo è gran maestro per far scoprire tanta cose e le verità.
Ivan Caputo
Redazione. Blog
25/08/15
Giro di boa
Siamo al giro di boa, ferragosto è passato, sotto la pioggia, e comincia l'ultima settimana di ferie e poi tutto ricomincia.
Abbiamo sentito e visto tante cose, in questa lunga estate afosa, africana, con repentini mutamenti di temperature e temporali che hanno fatto tantissimi danni, anche in Calabria, il governo Renzi, il 27 Agosto decreterà lo stato di calamità naturale. Qui è necessario aprire una parentesi, siamo vicini a tutti gli amici, e non sono pochi che abitano nella zona di Rossano, Corigliano e Mirto Crosia, noi , siamo vicini a quei paesi colpiti da questa tremenda bomba d'acqua. Tutti contenti, e no!! i problemi rimangono irrisolti, anzi si aggiungono emergenze alle emergenze. La Calabria è da sempre in emergenza; Emergenza 'Ndrangheta, Emergenza Sanità, Commissariamento Rifiuti, e poi, potremmo continuare ma l'elenco sarebbe troppo lungo.
Il governo della Regione, in meno di 7 mesi è stato rifatto di sana pianta, perchè quasi tutti, i componenti la giunta, sono indagati inquisiti e qualcuno anche addirittura condannato.
L'estate è ruffiana, ci si perde tra una luna incantata che fa la serenata ad una notte stellata, tra una musica e un ballo si mette da parte il fardello di problemi che si hanno davanti.
Si è calcolato che il Sud, d'estate, spende una montagna di danaro per feste ludiche e che non hanno un concreto valore, ci si perde, in Calabria, tra una sagra e un cantante più o meno famoso, non avendo, in concreto, nulla di realmente utile.
Anche questa estate è agli sgoccioli, ed è tempo di tirare le somme, il risultato di queste somme è quasi sempre negativo, senza possibilità di cercare dei segni più.
Questo stato di cose dovrebbe finire, anche perchè i denari sono finiti, i soldi elargiti con facilità a pseudo associazioni, o associazioni, che credono di fare cultura, ma non sanno neanche loro cosa fanno in concreto.
Ognuno si guardasse, non tanto allo specchio, ma dentro il proprio animo e farsi concretamente un'esame di coscienza, un serio esame di analisi del proprio passato e valutare ciò che si è fatto e ciò che si farà.
La maggior parte di chi scende a fare politica, di solito, nella vita non ha combinato grandi cose, imprese, volontariato o altre cose che hanno inorgoglito il proprio animo e le persone che erano attorno.
Il politico, spesso, non ha combinato nulla nella propria vita, e non combinerà nulla neanche in politica.
Noi ci auguriamo che chi fa politica possa pensare in maniera reale al bene comune, a progetti che mirino al futuro, a sinergie che, se messe insieme,possono fungere da volano per risalile la china.
Abbiamo sempre affermato che la cultura potesse essere un propulsore di idee, un concreto punto dal quale partire, per creare un circolo virtuoso per il cambiamento delle coscienze, soprattutto dei giovani, delle future generazioni, avide di conoscere e sapere.
Non si può scendere a livelli bassi, gridando e urlando, quando si ha un microfono in mano, e poi nel concreto ci si avvita su se stessi.
Ci proponiamo, da oggi, di non essere pesanti, forse , a volte, offensivi, vorremmo essere collaborativi, vorremmo dare il nostro modesto contributo, scevro da personalismi e interessi di parte.
Vorremmo, infine, partecipare alla costruzione di un futuro migliore.
Abbiamo sentito e visto tante cose, in questa lunga estate afosa, africana, con repentini mutamenti di temperature e temporali che hanno fatto tantissimi danni, anche in Calabria, il governo Renzi, il 27 Agosto decreterà lo stato di calamità naturale. Qui è necessario aprire una parentesi, siamo vicini a tutti gli amici, e non sono pochi che abitano nella zona di Rossano, Corigliano e Mirto Crosia, noi , siamo vicini a quei paesi colpiti da questa tremenda bomba d'acqua. Tutti contenti, e no!! i problemi rimangono irrisolti, anzi si aggiungono emergenze alle emergenze. La Calabria è da sempre in emergenza; Emergenza 'Ndrangheta, Emergenza Sanità, Commissariamento Rifiuti, e poi, potremmo continuare ma l'elenco sarebbe troppo lungo.
Il governo della Regione, in meno di 7 mesi è stato rifatto di sana pianta, perchè quasi tutti, i componenti la giunta, sono indagati inquisiti e qualcuno anche addirittura condannato.
L'estate è ruffiana, ci si perde tra una luna incantata che fa la serenata ad una notte stellata, tra una musica e un ballo si mette da parte il fardello di problemi che si hanno davanti.
Si è calcolato che il Sud, d'estate, spende una montagna di danaro per feste ludiche e che non hanno un concreto valore, ci si perde, in Calabria, tra una sagra e un cantante più o meno famoso, non avendo, in concreto, nulla di realmente utile.
Anche questa estate è agli sgoccioli, ed è tempo di tirare le somme, il risultato di queste somme è quasi sempre negativo, senza possibilità di cercare dei segni più.
Questo stato di cose dovrebbe finire, anche perchè i denari sono finiti, i soldi elargiti con facilità a pseudo associazioni, o associazioni, che credono di fare cultura, ma non sanno neanche loro cosa fanno in concreto.
Ognuno si guardasse, non tanto allo specchio, ma dentro il proprio animo e farsi concretamente un'esame di coscienza, un serio esame di analisi del proprio passato e valutare ciò che si è fatto e ciò che si farà.
La maggior parte di chi scende a fare politica, di solito, nella vita non ha combinato grandi cose, imprese, volontariato o altre cose che hanno inorgoglito il proprio animo e le persone che erano attorno.
Il politico, spesso, non ha combinato nulla nella propria vita, e non combinerà nulla neanche in politica.
Noi ci auguriamo che chi fa politica possa pensare in maniera reale al bene comune, a progetti che mirino al futuro, a sinergie che, se messe insieme,possono fungere da volano per risalile la china.
Abbiamo sempre affermato che la cultura potesse essere un propulsore di idee, un concreto punto dal quale partire, per creare un circolo virtuoso per il cambiamento delle coscienze, soprattutto dei giovani, delle future generazioni, avide di conoscere e sapere.
Non si può scendere a livelli bassi, gridando e urlando, quando si ha un microfono in mano, e poi nel concreto ci si avvita su se stessi.
Ci proponiamo, da oggi, di non essere pesanti, forse , a volte, offensivi, vorremmo essere collaborativi, vorremmo dare il nostro modesto contributo, scevro da personalismi e interessi di parte.
Vorremmo, infine, partecipare alla costruzione di un futuro migliore.
10/06/14
Libero pensiero
Abbiamo la fortuna di non essere "legati" a nessuno, noi continueremo per la nostra strada, indefessi ed incondizionabili, con obiettivi chiari e precisi. Durante lo scorso quinquennio, quando abbiamo fatto qualche manifestazione o incontro, abbiamo, sempre, invitato le Istituzioni di Bocchigliero, ritenendo doveroso farlo, noi continueremo ad invitare le Istituzioni, maggioranza ed opposizione. Non abbiamo nessun timore di non vedere le Istituzioni presenti, ci siamo abituati, ma riteniamo che il periodo che si è aperto è un nuovo periodo e per questo siamo fiduciosi e positivi.
Continueremo a chiedere alle istituzioni una biblioteca comunale, continueremo a chiedere uno sguardo attento e mirato a tutte le forme di cultura, continueremo a credere che la cultura possa essere volano di crescita sociale, civile e finanche economica.
Ci aspettiamo che "il nuovo" possa dare una spinta in questo senso, senza illuderci, senza pretendere, ma augurandoci che questo possa essere recepito e supportato.
Attenti ai tramezzi e alle mezze cartucce, sono sempre in agguato, pronti a salire sul carro dei vincitori, perchè "loro", vincono sempre.
Vogliamo che vinca la comunità, che il luogo e suoi abitanti siano al centro dell'azione politica-amministrativa, che si miri al futuro senza guardare in faccia a nessuno, senza trovare capi espiatori in mezzo alle carte della passata amministrazione, quel che è stato è stato. "Ogni popolo merita i governanti che si è dato". Ci vogliamo credere con forza, altrimenti, noi, continueremo per la nostra strada, stimoleremo, proporremo e criticheremo, come abbiamo sempre fatto, vogliamo un luogo migliore da lasciare alle future generazioni, affinchè il passato venga ricordato per dignità e onesta.
Il tempo è scaduto, per gli affaristi della politica, per chi della politica ne ha fatto un lavoro, per chi ha creduto che scendere in politica voleva dire fare carriera, la gente è stanca di tutto questo, il tempo è scaduto per le illusione dei finanziamenti, per costruire cattedrali nel deserto o opere incompiute, quinti basta con i sotterfugi, con le ipocrisie e le bugie dette a fini elettoralistici. Il vessillo dovrà essere l'onestà, la trasparenza e l'obiettivo il bene comune.
La gente, il popolo sono stanchi di falsi profeti, di imbonitori o di aspiranti onorevoli.
Concretezza e pragmatismo, senza tentennamenti, senza paura, quando si opera secondo scienza, conoscenza e coscienza, questa, a nostro avviso, la strada maestra.
Auguriamo a questa nuova amministrazione e a questa nuova opposizione che possano essere umili, uniti e concreti per il bene comune.
Redazionale
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CULTURA
05/06/14
Appello finale
Raccogliamo suggerimenti, critiche, proposte e tutto ciò che possa arricchire il dibattito, ebbene abbiamo accettato una provocazione che più di tutti ci ha fatto riflettere, non ci permettiamo di dire chi è stato a provocarci, ma parafrasando una notissima scena di un film con Albero Sordi, " Tu mi hai provocato!! e io te magno" Accettiamo la provocazione e lanciamo un forte grido di aiuto, un appello forte e chiaro, che nessuno potrà dire io non lo sapevo, useremo tutti i mezzi a nostra disposizione, da Facebook a Twitter per arrivare a Wazzup e anche a TV, per divulgare questa campagna-dibattito, che sappiamo quando si apre, ma non sappiamo, quando si chiude e se da questo possa nascere un documento comune propositivo, innovativo e che dia linfa, spinta e aiuto alla nuova amministrazione e al futuro del borgo, soprattutto al futuro, perchè la nuova amministrazione è pro tempore, il futuro no. Abbiamo bisogno, in tanti, di un periodo di rivitalizzazione, concordia e armonia, per poter porre fine ad un periodo di futili e incongruenti scontri, quasi forzati. Abbiamo già fatto appello a tutti quelli che hanno avuto e hanno esperienza amministrativa, e a tutti quelli che vogliono partecipare al dibattito, al consulto, all'ultima opportunità che abbiamo per non far morire un luogo fatto di memoria, storia, passioni e tragedie. Abbiamo il dovere di evitare tutto ciò, almeno ci corre l'obbligo di provarci, per i giovani, e per noi stessi per dire "Io ho partecipato", per essere parte del luogo, per avere qui le radici che hanno solo bisogno di essere annaffiate e curate, perchè la nuova stagione porti frutti sani e consapevoli. Vorremmo fare da ponte, da collegamento tra le idee e le istituzioni, tra il cittadino e la politica tra persone che vivono e persone che decidono. sta per partire una nuova stagione, questa è quella finale e determinante per tutti quelli che come noi amano le proprie radici.
Vorremmo che l'arte sposasse la cultura per creare un sodalizio vincente e non Oltre.
Aspettiamo con ansia le vostre critiche, i vostri suggerimenti per contribuire a non far perdere la memoria dei nostri padri.
03/03/14
Gruppi o lobby...."Ti piace vincere facile?"
Chiediamo alla nuova maggioranza di puntare su cose concrete e fattibili, come, ad esempio, una biblioteca comunale, dove poter raccogliere tutta la cultura possibile, e aiutare i giovani in un percorso politico-culturale. Il Borgo di Bocchigliero ha vissuto anni bui, anni di illusioni e vane promesse, che hanno portato il paese a questo stato, ma non tutto è perduto, ci sono dei margini di manovra che consentirebbero al paese di rinascere e vivere dignitosamente, tutto questo dipende da me, da te e da tutti noi, se abbiamo a cuore il paese, possiamo farcela, con la capacità di un vero e sano confronto che possa partorire idee nuove e poter uscire dalla palude in cui si trova.
Ci corre l'obbligo di augurare alla nuova amministrazione ogni bene e che possa fare tesoro di questi nostri suggerimenti, che altro non sono che, spunti per una vera rinascita, civica e morale.
Cittadino bocchiglierese.
| Rione "destra" Bocchigliero |
23/08/13
C'era una volta...
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| P.zza del Popolo qualche anno fa. |
Ma torniamo a chi potrebbe far conoscere, bene, il nostro Scafoglio. Certamente l'Amministrazione Comunale, che potrebbe e dovrebbe intitolargli una via, una piazza, una sala del comune o ancora una mnemoteca, che manca a Bocchigliero. Almeno chiediamo di correggere la sua lapide al cimitero, perchè la data di morte è sbagliata. Noi, con mille difficoltà, stiamo portando avanti il progetto dei "Quaderni" sul Sostantivo Calabrese. Stiamo aspettando una prefazione importante e poi verranno pubblicati.
non abbiamo dubbi sull'importanza del lavoro svolto da tutta la nostra redazione, che è riuscita a raccogliere quasi tutti gli scritti di questo bocchiglierese quasi sconosciuto. Vogliamo augurarci che a breve qualche cosa si muova, credo, è ne ho certezza. che l'Amministrazione, ed il Sindaco credano in questo progetto, che potrà dare nuova linfa al borgo, ed essere ricordato lontano. Tutto sembra coincidere, apprezziamo tanto la massima disponibilità da parte delle Istituzioni locali, che sono, e spesso si perdono, il volano e il crogiolo del futuro., stiamo apprezzando e ricevendo complimenti e gratificazioni, abbiamo necessità di atti concreti che possano creare quelle giuste sinergie per poter operare nella massima trasparenza e serenità....e non Oltre.
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| Unica foto di Don Giuseppe Scafoglio. |
![]() |
| Chiesa di S.Rocco |
26/08/12
News....e vecchie storie.
| Tramonto sul lago Cecita Camigliatello Silano (cs) |
Comincia da oggi la Settimana della cultura calabrese, organizzata dall'Universitas Vivariensis, http://www.universitasvivariensis.it/ la kermesse avrà come palcoscenico la Sila, ed in particolarere Camigliatello Silano. Da oggi fino al 2 settembre ci saranno passeggiate silane, giochi tradizionali e presentazione di libri "Agosto, libro mio non ti conosco" e in fine suoni e visioni per chiudere le serate. Ricchissimo il cartellone, vi suggeriamo una capatina per comprendere ciò che si muove nella cultura calabrese. Per il dialetto questa sera verrà messa in scena una commedia dialettale "'U sìarvu e 'ra patruna" di Paolo Guglielmelli, rivisitazione de "La locandiera" di Carlo Goldoni.
31/08/11
.......Donne?..
Alla presentazione del romanzo, "L'ultima brigantessa", ci saremmo aspettati, che tra gli illustri ospiti presenti, ci fosse stata una rappresentante del gentil sesso, visto l'argomento. La serata, estiva e culturale, non ha focalizzato affatto il ruolo,determinante e rivoluzionario, della figura femminili nelle "bande" brigantesche. Le brigantesse devono essere considerate le Amazzoni d'Europa, visto che alle donne era severamente vietato l'uso del cavallo, e le brigattesse cavalcavano, inoltre non erano relegate a ruoli secondari, come cucinare, ruolo prettamente maschile all'interno delle "bande", loro, le brigantesse, curavano le ferite riportate durante le battaglie , con erbe che reperivano in loco, conoscendo minuziosamente ogni pianta medicinale"...oghe cimuzza chi 'ntra Sila crisce è mmedicina ppe ll'umane ambasce" (da: Liriche in Vernacolo Calabrese) contribuendo in maniera determinante alle energie del gruppo, e quindi alla loro forza. Queste e altre cose, noi, non abbiamo sentito quella sera del 22 Agosto in piazza del Popolo alla presentazione del testo di Rocco Giuseppe Greco "L'ultima Brigantessa", che merita altre presentazioni. Avremmo preferito considerazioni fatte da esperti o appassionati, come il nostro amico e conterraneo prof. Domenico Scafoglio; Ordinario di Antropologia Culturale all'Università di Salerno, esperto in brigantaggio femminile, ha tenuto, a Catanzaro, la mostra fotografica sulle Brigantesse. patrocinata dalla Provincia di Catanzaro. Il romanzo del Prof. Greco, "L'ultima brigantessa", merita una dettagliata analisi per quello che è stato il lavoro di un uomo di cultura, un educatore lungimirante e attento ai cambiamenti, ma fedele alle tradizioni e alle propie origini, infatti il prof. Greco è origirario di Bocchigliero e non può,ogni anno, non essere nel suo paese natio, anche senza la famiglia, per immergersi nel suo passato, ritrovando gli amici d'infanzia e trascorrendo momenti di ricordi oramai lontani, ma non troppo per non essere ricodordati. Il romanzo entra nel mondo di una donna che morirà in carcere e combatterà tutta la vita con entusiasmo, coraggio, forza e volontà eroica, ...questa la vera storia di Ciccilla, sottotitolo del romanzo dell'Editore Marco Valerio di Torino
http://www.marcovalerio.it/lultima-brigantessa-anteprima/ . La serata avrebbe dovuto entrare nell'anima della protagonista e leggerla minuziosamente, per assaporarne la parte sava, vera .. di una donna alla macchia... una brigantessa, l'ultima. Come è raro incontrarne oggi vere brigantesse, con valori e dignità. Noi non facciamo di ogni erba un fascio, ma selezioniamo accuratamente tra quelli che meritano essere ricordati e quelli che non meritano essere ricordati, tutti hanno una storia di vita da raccontare, da non dimenticare è una forma di forte equilibrio mentale per non perdere la memoria. Ribadiamo che la storia è stata sempre scritta dai vincitori, mai dai vinti, anche perchè alcune volte, se si rimaneva in vita, si era troppo stanchi per scrivere la storia. I briganti non erano tutti sanguinari e violentatori e quant'altro, i briganti, come quello citato dal charman della serata, facente funzione di relatore e critico, Domenico Strafaci detto Palma,brigante, non era affatto sanguinario, molti briganti erano persone che, nulla avevano a che fare con le uccisioni violente, ma solo quando c'erano costretti. Forse, non ci si è letti la storia di Longobucco,dove vengono riportate cose molto interessanti sui briganti. Ad esempio, quando era ricercato dai gentarmi, le donne si recavano in chiesa e pregavano, affinchè il loro protettore, il brigante Palma, si salvasse dalla cattura, dove si legge la malvagità e la violenza dell'uomo sull'uomo... questo brigante in maniera particolare era un Robin Hood, rubava ai ricchi per dare ai poveri. I ricchi non sempre riuscivano ad aver rapporti con i
briganti, ma spesso contrattavano per il quieto vivere. La storia non può più essere celata, da più tempo si stà facendo luce su un periodo troppo buio del nostro risorgimento. Noi crediamo che, dopo oltre 150 anni, bisogna chiarire molte cose, con serenità e documenti. Non accettiamo, da nessuno, posizioni estremiste, cerchiamo la verità, difficile da identificare se si continua a difendere i Piemontesi, che sono stati invasori, senza capire che, con altro spirito avrebbero dovuto intervenire, e non commettendo veri e propi eccidi.......
Grazie al Prof. Greco, per averci regalato un testo che consigliamo a tutti, ma in particolar modo a tutte le donne che riescono ad andare Oltre.
26/07/11
Premio letterario Nazionale... in Calabria
In Calabria aTropea (vv) – L’inattesa vittoria della esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura”alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) sul “magistrato-scrittore” Giancarlo De Cataldo (autore de I traditori, Einaudi) e sulla scrittrice Marta Morazzoni (autrice de La nota segreta, Longanesi) chiude la quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea. Donatella Di Pietrantonio si è aggiudicata il Premio, superando gli altri due finalisti con un netto distacco. Questi i voti ottenuti dai tre autori: Di Pietrantonio 167 voti (pari al 59,9 % dei suffragi totali), Giancarlo De Cataldo 57 preferenze (20,4% dei voti totali), Marta Morazzoni con 55 voti totali (pari al 19,7 % dei consensi). A decretare il verdetto finale sono stati i 409 sindaci di tuttala Calabria col voto combinato di una giuria popolare composta da 43 persone tra accademici (Accademia degli affaticati”), studenti e cittadini della località turistica. La vittoria della scrittrice esordiente, che nell’albo d’oro del prestigioso premio segue a quella di Roberto Saviano (Gomorra), Gianrico Carofiglio (Ragionevoli dubbi), Carmine Abate (Gli anni veloci), Mattia Signorini (La Sinfonia del tempo breve) conferma due caratteristiche del Premio già evidenti nelle passate le edizioni: la capacità di scoprire e “lanciare” nuovi talenti letterari e quella d’intercettare e interpretare le principali tematiche di attualità, come in questa edizione le donne. Ha dedicato il premio, emozionatissima, ai suoi affetti e alla sua terra, l’Abruzzo. Il racconto di un amore tra madre e figlia “andato storto da subito” in un Abruzzo (dagli anni Quaranta ai giorni nostri) “luminoso e aspro”, che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana, ha conquistato oltre la metà della giuria. Una storia personale tutta al femminile che si intreccia alla Storia (fatti di piccoli e grandi avvenimenti), la malattia che riavvicina la figlia alla madre, l’importanza della memoria storica e individuale e il racconto delle diverse sfaccettature della femminilità sono elementi ricorrenti nel romanzo e del dibattito di stretta attualità sul rapporto tra donne e letteratura, donne e impegno civile. I tre testi finalisti del “Premio Tropea” sono stati, infatti, scelti all’interno di una rosa di 21 libri selezionati dalla giuria. Il coinvolgimento dei sindaci calabresi è uno tra gli elementi più innovativi e “democratici” del Premio. Oltre ai finalisti, nella serata conclusiva condotta da Pasqualino Pandullo (Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”, promotrice del Premio) e Livia Blasi (giornalista della sede Rai di Cosenza), Gian Antonio Stella ha discusso di bellezza e tutela del territorio con l’antropologo Mauro Francesco Minevino, autore di “Statale 18”, ed. Fandango e Fernando Miglietta responsabile del Padiglione Calabria alla Biennale di Venezia. Stella, Minervino e la bellezza deturpata del nostro “Bel Paese”. Gian Antonio Stella ha mostrato, al numeroso pubblico affluito in questa ultima serata di premiazione, delle slide: un percorso fotografico da Nord a Sud che mostra il degrado dei nostri luoghi più belli e l’incuria che colpisce impunemente il nostro patrimonio architettonico. Basterebbe invece poco, ha rimarcato il giornalista-saggista, ma soprattutto basterebbe la buona volontà di chi è al governo (destra o sinistra che sia) per ridare lustro ai nostri luoghi, così come è stato fatto alla Venaria reale di Torino tornata agli antichi splendori. L’antropologo Mauro Francesco Minervino ha rincarato la dose toccando un altro tasto dolente che ferisce il nostro paese e la nostra regione in particolar modo: l’espansione selvaggia dell’edilizia che distrugge il paesaggio soffocandolo con colate di cemento. Posti brutti fanno persone brutte ha sottolineato, riprendiamoci la nostra bellezza. L’intensa voce di Marco Falaguasta, noto attore di diverse fiction tra cui “Paura d’amare” (Rai 1), ha guidato gli spettatori tra le pagine dei libri in concorso, con la lettura di alcuni brani, accompagnato al pianoforte dal direttore musicale del premio Sergio Coniglio. Il Premio è stato consegnato, nella serata conclusiva, dal vincitore dell’ultima edizione Mattia Signorini, rivelazione dello scorso anno con “La sinfonia del tempo breve” (Salani
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Questi i finalsti del premio(in ordine alfabetico per Editore) |
In Calabria aTropea (vv) – L’inattesa vittoria della esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura”alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) sul “magistrato-scrittore” Giancarlo De Cataldo (autore de I traditori, Einaudi) e sulla scrittrice Marta Morazzoni (autrice de La nota segreta, Longanesi) chiude la quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea. Donatella Di Pietrantonio si è aggiudicata il Premio, superando gli altri due finalisti con un netto distacco. Questi i voti ottenuti dai tre autori: Di Pietrantonio 167 voti (pari al 59,9 % dei suffragi totali), Giancarlo De Cataldo 57 preferenze (20,4% dei voti totali), Marta Morazzoni con 55 voti totali (pari al 19,7 % dei consensi). A decretare il verdetto finale sono stati i 409 sindaci di tutta
23/07/11
PREVENZIONE tumori e molto altro
| Fernando De Filippi Vento che parli con voce leggera di foglie |
Oggi, sappiamo bene che una corretta alimentazione è fondamentale per la buona salute. Oltre poi alle abitudini dietetiche personali, incidono sulla qualità degli alimenti, numerosi altri fattori: la globalizzazione del commercio di prodotti alimentari, l’urbanizzazione, i cambiamenti degli stili di vita, i viaggi internazionali, l’inquinamento ambientale, la contaminazione deliberata, catastrofi naturali e causate dall’uomo. Lo scopo di questo libro è quello di fornire informazioni il più corrette ed esaustive sulla corretta alimentazione in relazione alle patologie tumorali, grazie anche all’aiuto di autorevoli specialisti, ma con un linguaggio chiaro, semplice e comprensibile a tutti. Questo è un sunto che troverete sul sito della rivista," Prevenzione tumori" alla quale, da anni siamo abbonati, bimensile molto interessante, che naturalmente parla della prevenzione dei tumori,
ma non solo, parla di cultura del vivere, arte, pittura e cerca nuove sinergie per sposare battaglie comuni che tutelino la dignità, la salute il benessere, il piacere di vivere, scrollandosi atavici retaggi che non hanno più motivo di esistere alla luce di orizzonti, sino a ieri impensabili. Se volete, dateci uno sguardo e sappiate che "Donare è uno dei veri senzi della vita". http://www.anpo.it/index.php11/07/11
NEWS a Bocchigliero
| Opera dell'artista D.Fontana |
08/07/10
La serata magica.....e oltre.
La serata del 26 Giugno 2010, sicuramente, è stata un momento alto di incontro e analisi di versi che devono essere tramandati alle future generazioni e anche ai giovani che ignorano molti vocaboli dialettali ormai in disuso per tanti motivi. La serata, nella cornice del teatrino parrocchiale di Bocchigliero, ha visto la presenza dell'editore Atanasio Bisignano, che nella sua analisi critica è riuscito a spiegare la statura artistica-culturale di Emilio Benincasa. La nuona edizione, in tiratura limitata, delle "Liriche in vernacolo calabrese", ha, tra le altre cose, una meravigliosa analisi del prof. De Bonis, che recita..... DIMENSIONI
L'autore del libro di poesie "LIRICHE IN VERNACOLO CALABRESE" è un uomo a tre dimensioni: una prima, dominante, propia di chi si confondecon-la storia della sua terra, per diventarne egli stesso pagina scritta, con uno struggente rimpianto e amore. La seconda dimensione è quella di chi sente scandire sulle sue spalle la sofferenza individuale e cosmica e se ne fà portavoce solitario. La terza, infine è di chi ancora sa avere un cuore giovane, che tradisce una sottile speranza per qualcosa che puo e dovrà cambiare Ma il tema conduttore delle sue poesie e un grande amore, dove è difficile scindere le radici abbarbicate al grembo materno, da quelle alla propria terra. Affetti paralleli e complementari che si avvertono nei ricordi della sua infanzia ( A bifana, per esempio), o nella descrizione del suo paese(u paise miu) , vivificanto dal ricordo struggente dei suoi cari defunti e pur sempre presenza attiva e significativa.Nelle poesie di questo poeta calabrese, palpita l' immagine della saggezza come viene intesa in alcuni famosi versi di V. Cardarelli
" e il saggio non è che un fanciullo che si duole di essere cresciuto"
Mario De Bonis
Ma la serata è stata magica per le emozioni che ha creato, anche grazie a quanti hanno potuto esserci. Il nostro parroco, Don Agostino, con piglio spirituale, e con la dialettica che lo contraddistingue ha scandagliata una delle poesie di E. B. "Allu Signure", e ha sottolineato la fede e la devozione al Signore del Benincasa, che con questa preghiera ringrazia il Signore per avergli dato una meravigliosa famiglia. Altro momento importante è stato quando l'editore Atanasio Bisignano, nel suo intervento ha sottolineato la grandezza poetica e artistica del B., che con pochissime parole riesce a dare il messaggio di valori; rispetto per la natura e amore per la donna amata, capacità di sintesi e sinergie artistiche si colgono nella poesia dialettale del B..
Quindi è stata la volta del figlio dell'autore, attore principale per la ripubblicazione Piero Benincasa ha qui voluto portare i saluti del Prof. Domenico Scafoglio, ordinario all'università di Salerno. I ringraziamenti sono andati agli amici e in modo particolare all'ins. e "parrina" Teresa Brunetti che ha, e non di poco, accresciuto il valore artistico dell'opera. Intervento acuto e dettagliato è stato quello dell'altro figlio dell'autore il Dott. Giovanni Benincasa, che ha saputo erudirci sul significato profondo delle liriche in vernacolo, e sull'insegnamento che possono darci. Il tutto intervallato dalla lettura di alcune poesie lette da Gianni Vincenzo e Piero Benincasa. L'appuntamento per la presentazione istituzionale sarà fatta il prossimo 29 Luglio alle 19,00 presso l'albergo "Fattoria Stocchi" a Rende via F. Todaro,20 http://www.fattoriestocchi.it/
Alla presenza del Prof.Domenico Scafoglio, che annuncerà novità su Don Giusepe Scafoglio; precisamente una mostra di fotografie di Don Giusepe e la pubblicazione di tutti i suoi scritti, nonchè le conferenze e gli articoli pubblicati su "Folklore Italiano" e "Enotria" due tra le riviste ,allora anni 30', di respiro Europeo, dovrebbe essere presente, alla serata, l'assesore alla cultura della provincia di Cosenza, Dott. Pietro Lecce, e l'editore Atanasio Bisignano.
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