11/05/10

Rifiorire...e oltre

Quando arriva la primavera fiorisce tutto, anche ciò che sembrava oramai sfiorito per sempre. Il preambolo per dire che le opportunità non finiscono mai, anche quando il treno è passato oppure si pensa che non possa esserci altra opportunità. Ebbene pensiamo, che la vicenta dello sciopero del voto non possa e non debba finire così, anche perchè il rimpasto, all'interno della Giunta comunale di Bocchigliero, non porta nuova linfa, nuova energia a una Giunta stanca e senza la minima capacità programmatica e gestionale di un piccolo paese della Sila cosentina. Vorremmo si potesse ancora credere in uno scatto di orgoglio di tutti i BOCCHIGLIERESI, e non solo i residenti o gli oriunti, ma di tutti quelli che hanno nel cuore il paesello natio. Tutti quelli che per necessità hanno dovuto abbandonare il paese, anche colpa delle amministrazioni, che dagli anni 70' si sono succedute, senza avere la lungimiranza politica - programmmatica,e a poco sono valse le grandi famiglie che non hanno investito a Bocchigliero, chiediamo a tutti gli uomini di buona volontà di ascoltare questo estremo urlo di aiuto per cambiare ilcorso delle cose, che altrimenti porteranno il paese allo spopolamento totale.

29/04/10

Consigliere comunale a Mantova

Alle ultime elezioni amministrative, tenutesi un pò in tutta Italia, è stato eletto, nelle file del PDL un bocchiglierese già noto per la sua opera di prof. univerisatio all.universitò di Pavia, distaccamento di Mantova. Egli è stato amico di mio padre e mi ha cresimato, e per questo è mio "PARRINO". Si tratta del Prof.  Alfonso Rocco Linardi.A lui i più calorosi ed affettuosi auguri di buon lavoro come consigliere comunale di una importante città come Mantova, e che questo sia solo l'inizio di una lunga e fruttuosa carriera politica
AUGURI.......e oltre "parrì"

26/04/10

I sogni possono realizzarsi...e oltre

                                            
.Noi, non ci saremmo aspettati questa bella e straordinaria notizia,invecce....
ci siamo incontrati con il prof. Domenico Scafoglio, Docente Ordinario-Facoltà di Scienze della Formazione,
 Propio il il 22 prile 2010 ci siamo recati all'Università di Salerno, ed esattamente in uno dei tanti laboratori del dipartimento,Antropologia. qui abbiamo avuto il piacere di incontrare il Prof. Scafoglio, altri docenti e assistenti molto interessati alla nostra ricerca sul Prof. Don Giuseppe Scafoglio.Tutti, con in testa il Prof. Scafoglio, si sono complimentati per il lavoro fatto,per la completezza delle informazioni e la mole di materiale ritrovato .Abbiamo avuto una bellissima discussione, su come e dove stampare le opere di Don Giuseppe, e dopo ampia, e a volte accesa, discussione si è giunti alla determinazione di andare dall'Editore Rubbettino di Soveria Mannelli,. questo per dare più prestigio alla pubblicazione.Intanto insieme al corpo docente, con in testa il prof. Domenico Scafoglio, si è deciso di dedicare a Don Giuseppe una mostra fotografica itinerante che partirà dall'Università di Salerno, per poi giungere a Cosenza, e perchè no anche nel paese natio di Don Giuseppe; Bocchigliero. Certi di fare cosa gradita a quanti desiderano sapere di più sul nostro compaesano Prof. Don Giuseppe Scafoglio. E così il progetto continua...e và oltre.Vogliamo qui ringraziare il Prof. Scafoglio . le Docenti e gli assistenti che ci hanno accolto e ospitato in maniera straordinaria, a tutti loro da parte nostra và un semplice ma sentito GRAZIE!!!e oltre 

20/04/10

L'incontro.....e oltre

Serata fredda, quella del 19 Aprile 2010, a Bocchigliero. Avrebbe dovuto essere il contrario ma cosi non è stato, infatti pare che alcuni  componenti la giunta ( "ribelli"),non abbiano desistito, e uno in particolare, se non due sono rientrati e non abbiano resistito alle proposte, se non minaccie, da parte dei poteri forti di questo sperduto paese che stà comunque vivendo un periodo molto particolare della sua storia Politica e Sociale degli ultimi tempi. Ma, un inciso per onore di cronaca và assolutamente fatto, i metodi e i sistemi non sono cambiati, anzi, se si può, sono peggiorati e non di poco. Infatti erano le 23 e 25 qando il Sindaco con tre persone entrava nel Comune per una riunione, forse per fare il punto della situazione, dopo essersi consultato con i poteri forti che pure ancora esistono anche a Bocchigliero. La riunione si concludeva esattamente un'ora dopo alle 24 e 25. Cosa si saranno detti il Sindaco e quei tre signori all'interno del Comune? Quale strategia ancora si prova per rimanere in sella ad un cavallo ormai stanco e anche malandato?  E ancora quale stupido può ancora sperare che questa Amministrazione, prima Istituzione del Cittadino, stia vicino al Comitato dello sciopeo del voto? E invece propio la prima Istituzione per prima abbia lasciato solo i Bocchiglieresi, e con maestria sia riuscita a strumentalizzare la protesta? Cavalcandola senza ritegno e contegno. Nei precedenti interventi ho spiegato che non ero daccordo con il non voto, ma non per questo non si possa partecipare alla lotta per un futuro migliore. Lo sciopero doveva essere il volano per innescare quel circolo virtuoso che solo bene avrebbe fatto al paese. Insomma, un inizio di un vero cambiamento radicale e di comunione per il bene comune. Noi continuiamo a proporre delle strade, e a questo punto chiediamo all'Opposizione di dimettersi e chiedere spigazioni su atteggiamenti e comportamenti della maggioranza che rasentano la legalità. Se, poi i cittadini sono oramai assuefatti a questo stato di cose abbiano il coraggio di ammetterlo, anche perchè crediamo che questa non sia l'Amministrazione che i cittadini di Bocchigliero meritano.

10/04/10

La protesta continua e forse và oltre...




Mercoledì 7 Aprile 2010, verso le 18,00, si è tenuta una pubblica assemblea del comitato cittadino con un solo e unico scopo quello di allargare il comitato a tutti quelli desiderano iscriversi per lottare e protestare.

L’assemblea è stata fissata per domenica 10 Aprile 2010 alle ore 20,00.

Giorno 8 Aprile 2010 su “Calabria Ora”, quotidiano locale, la cronaca della serata riportata a pagina 33 recita: “Qualche piccolo battibecco” , vorremmo invece aggiungere che piccolo non è stato , ma, anzi ancora una volta la politica partitica ha fallito a Bocchigliero in tutte le sue forme.

Infatti è sembrato più un dibattito sulle questioni che non vanno,la minoranza, e su ciò che è stato fatto, la maggioranza. .

Molto si è parlato della casa di riposo “Santa Maria”, che pare possa uscire dal pantano in cui si trova grazie all’ aiuto del Vescovo e del Prefetto di Cosenza Antonio Reffucci.

Ma, andiamo con ordine, il primo a prendere la parola è stato Giovanni Bossio, uno dei promotori della protesta nonché facente parte del comitato, il quale ha ribadito i punti chiave di questa protesta: sanità, lavoro e viabilità ; di seguito sono intervenuti Josè Caligiuri, presidente del locale circolo di AN e forse futuro Presidente del PDL di Bocchigliero, che, con spigliata dilaettica ha anche lei ribadito l’abbandono in cui versa il paese Silano, poi è stata la volta di Raffaele Grillo, meccanico, anche lui membro del comitato che ha, con parole semplici, spiegato il motivo della riunione ,e cioè, quello di rendere pubbliche le assemblee per essere certo che domani nessuno potrà dire: “Io non sapevo”,dando infine l’appuntamento a domenica 10 aprile alle ore 20,00 per poter allargare il comitato e programmare il da farsi.

Poi è stata la volta di Giuseppe Santoro , capogruppo della minoranza, che ha sottlineato le incompiute, gli errori dell’ Amministrazione e lo scempio di piazza Arento; le pietre che proprio di stare ferme non ne vogliono sapere .

Dunque prende la parola il Sindaco De Vincenti che risponde punto per punto alle accuse che gli sono state mosse.

A questo punto la parola passa a Pino Jannelli, che attacca, con ferma decisione, il Sindaco, dopo essersi allontanato dall’assemblea, Jannelli, incomincia una forte e accesa discussione con il Sindaco .

L’assemblea si è dunque conclusa con offese , anche pesanti, che ledono il buon nome di un’intera popolazione.

Noi vogliamo solo ribadire la nostra proposta e aggiungere; che cosa ci interessa di piazza Arento, se

nessuno fra qualche anno potrà camminarci sopra?

La nostra è una proposta contro nessuno, ma per il bene di tutta la cittadinanza e ha i seguenti punti :

1)Dimissioni della Giunta e dell’intero Consiglio Comunale

2)Lista unica con tre punti chiari e realizzabili per i quali tutti e, ribadiamo tutti,oggi devono lottare

3)Un posto di primo Soccorso 118

4)Lavoro

5)Viabilità

Certi che rifletteremo su questo.

Meditate gente meditate. (L'uccelo nella foto è un rarissimo caso di cornacchia albina)

01/04/10

SCIOPERO:l'inizio della rivoluzione culturale...oltre

Ebbene mai slogan è stato più azzeccato, Bocchigliero è stato unito e ha vinto!, ha vinto la determinazione e il coraggio di non piegarsi ai ricatti, e riuscire a portare a termine un primo importante tassello di una battaglia che  è appena iniziata e, che senza dubbio, continuerà, deve continuare, per dare un senso a quanti credono ancora che il paese non deve e non può morire, a quanti sentono che qualche carta si deve e si può giocare. La percentuale dei votanti è stata bassissima, hanno votato meno di 75 anime. Alcune di loro venute da fuori per supportare l'ideale,se ancora esiste, o l'amico di turno, molto probabile, altri,invece si vocifera, perchè costretti dal loro datore di lavoro. Noi rispettiamo la scelta dei Bocchiglieresi, ma non condividiamo, ritenendo che il voto sia un diritto- dovere del cittadino. Ma, questa occasione, deve far comprendere che stando uniti si riesce ad ottenere una ottima visibilità, si riesce a ottenere quel lavoro che manca e il più delle volte non ci creiamo, e allora lo sciopero come volano propulsivo per innescare quel circolo virtuoso che ci consente di maturare la cultura della solidarietà, la voglia di cooperare per costruire un futuro per le generazioni che verranno,questa può essere l'inizio di una Rivoluzione Culturale che ci consentirà, stando insieme, di migliorare tutti noi. Anche "la Repubblica" si è occupata dello sciopero del voto a Bocchigliero,i quotidiani locali e le televisioni,tutto questo è molto interessante, se nessuno strumentalizza la cosa, e non possono i nostri amministratori locali affermare che la Regione Calabria ci ha abbandonato,loro di sinistra, quindi da oggi con il cambio della guardia,centro destra, noi gli suggeriamo di dimettersi e uniti si costituisce una lista unica. Oggi il nostro caro sindaco passa da una intervista televisiva, a una sui giornali, ma noi gli chiediamo dov'era l'anno scorso o ancora 2 3 o 4 anni fà? la risposta è semplicissima; era sindaco, e oggi sposa la protesta, ma caro sindaco perchè non ti dimetti per solidarietà e rispetto verso una intera popolazione? Questa sera, Bocchigliero presente alla trasmissione "Anno zero", condotta da Michele Santoro,ha con Susy Urso,rappresentante del comitato della protesta., con forza, ribadito le istanze dei cittadini, che chiedono ;di non essere abbandonati dalle istituzioni,di avere un servizio di primo soccorso e di non lasciare morire i paesi di montagna. Continuano, quindi, a rimanere accesi i riflettori su Bocchigliero, tutti dobbiamo adesso fare in modo che questi riflettori non si spengano. Altri episodi si sono visti in questi giorni, uno per tutti; L'articolo pubblicato da "Il Quotidiano", dove il pubblicista o giornalista dichiara che alcuni cittadini di Bocchigliero sarebbero stati costretti ad andare a votare, perchè il  datore di lavoro altrimenti non  rinnoverebbe loro il contratto, ebbene in queste parole, non troppo velate, c'è un reato, anche abbastanza grave, per ciò chiediamo, a chi di dovere, di indagare e approfondire questa faccenda che getta del fango su tanti onesti lavoratori di Bocchigliero. Infine, vogliamo attraverso questo blog augurare a tutti i residenti di ottenere ciò che desiderano, a quelli  che vivono fuori diciamo; che non ci serve nè la compassione, ne un pietismo di facciata, vorremmo sostegno e appoggio reale. Conosciamo bene i tempi biblici della politica, ma una cosa alla nuova Giunta Regionale  vorremmo chiedere; fate in fretta perchè non solo Bocchigliero stà morendo ma anche tanti paesi silani come;San Giovanni in fiore,Longobucco,Campana e Savelli.
Aiutateci a far rivivere la terra delle nostre radici e dei nostri padri.

06/01/10

Le tradizioni delle feste natalizie......

Come avevamo annunciato pubblichiamo l'articolo di molti anni fà;"Le tradizioni delle feste natalizie a Bocchigliero", pubblicato su Enotria, rivista di respiro Europeo, sulla quale scriveva don Giuseppe Scafoglio, il quale descriveva, con dettagli e accuratezza gli usi, i costumi e le tradizioni dell'epoca. Certamente quello che leggerete non esiste più, ma è di vitale importanza trasmettere queste cose ai giovani per far capire loro come eravamo per conoscere le propie radici, che sono i pilastri fondanti di un popolo e quindi di ogni singolo individuo. A questo post desideriamo dei commenti per poter aggiungere la seconda parte dell'articolo, pubblicato nell'Aprile del 1931,questo, e la seconda parte nell'Agosto dello stesso anno. Qui mi corre l'obbligo  ringraziare l'UVI;http://www.uiv.it/, unione italiana vini, nella persona della sig. Noemi Riccò, responsabile promozione e sviluppo,che ha contribuito alla ricerca di questo e di altri articoli pubblicati dal nostro compaesano don Giuseppe Scafoglio. Spero che il sistema sia buono.... clicca le pagine......buona lettura.




25/12/09

Le feste.....e le tradizioni



Era l'aurora dell giorno dell'Immacolata e ho avuto il piacere di osservare colori straordinari che spesso,a dire il vero, si osservano da questo remoto lembo di Calabria, Bocchigliero (cs). La sera prima, il 7 dicembre è tradizione preparare dei falò nei vari rioni del paese, e un tempo, non troppo remoto, si faceva a gara tra i rioni per fare il falò più grande e che durasse più a lungo.I falò hanno origini pagane, essi servivano a scacciare tutto quello che era negatività; dalla siccità, alle abbontanti piogge,o alle copiose nevicate,  nonchè magarie e fatture di ogni genere,qui mi piace ricordare un vecchio proverbio: "allu munnu a essare cumu nu prisuttu, ne tantu magru ne grassu tuttu"., insomma  la virtù stà nel centro. E "Focare", questo il nome dialettale, non hanno origini religiose ma si perdono nella notte dei tempi pagani. Inoltre si festeggiava intorno al fuoco; con canti, balli e brindisi il solstizio d'inverno, per l'allungarsi delle giornate e per i primi germogli, forieri di abbondanza, rimasti sotto il freddo terreno per molto tempo. , e "focare" come altro momento aggregativo e sociale, per fare nuove e più sincere amicizie, e perchè no innamorarsi durante la serata dei falò. Oggi non è più così, "e focare" non hanno più questo antico significato, ma è giusto che le giovani generazioni conoscano il vero spirito dei falò.I Falò si fanno la vigilia dell'Immacolata,il 7 dicembre, e la vigilia di Natale, il 24 dicembre. Spero abbiate apprezzato, il 15 u.s., la bellissima puntata di Geo & geo, dedicata alla pece, se così è stato allora sintonizzatevi  su Rai 3 il primo gennaio 2010, dopo le 17, per guardare la puntata dedicata alla strenna, "a strina". Rituale questo molto antico e oggi non più in uso. Essa, la strenna,faceva parte delle tradizioni delle feste natalizie,consisteva in una semplice ed efficace richiesta da parte dei bambini agli adulti; genitori, zii, e parenti, "Buongiono e buon anno fammi la stremnna che è capo d'anno", questo il primo di gennaio, la risposta,da parte degli adulti, era quella di mettere le mani nel portafoglio per prelevarne qualche moneta e far così felici i bambini. Ricordo perfettamente che, quando noi eravamo bambini, facevamo questa cosa con molto entusiasmo e devo dire anche soddisfazione, raccogliendo dai parenti tante monete sonanti da poter spendere a nostro piacimento. C'era poi la strenna che la sera della vigilia, il 31 dicembre, veniva fatta da cantori di ogni genere, amici, conoscenti e anche sconosciuti. Questi, armati di strumenti musicali, i più disparati, andavano in giro per i rioni del paese, "e rughe", e individuata la casa amica
 cantavano la strenna, che augurava a tutti i componenti della famiglia successi e felicità......anche questa tradizione è scomparsa, ma non nei ricordi di quanti l'hanno vissuta, e comunque, a breve, pubblicheremo uno sritto sulle tradizioni delle feste natalizie. L'ultima festa è l'Epifania, un tempo anche dedicata agli animali, dell'epifania vogliamo qui ricordare una bellissima poesia:    

                                                                "A BIFANA"
Iu ma ricùardu lenta, janca e bekkia,
'na vesta longa, tinta e mmenza rutta,
'nu saccu 'ntuppellatu subb'i spalli
e pupe, cavalluzzi e ppalle e gomma.
Subba 'nu libru vìekkju l'haju vista
doppu chi 'n'annu, a sira e a Bifana,
'a mamma m'avìe dittu pe 'mpicare
'ntra cimineja 'nu quazìettu luangu
ch'a mmenzannotte passave lla Bifana
e 'ntru quazìettu e di guagliuni buani
lassave jocarìelli e ccose bone
e ccinnara e ccarbuni ppe lli tristi.
Stampatu m'è rrimastu 'mprunta e 'nkore
chillu chi cc'ere 'ntru quazìettu miu:
na palla e gomma subb'u foculare
e 'ntru quazìettu, 'mpinti a 'nna patata,
'nu pugnu e quattru sordi tutti nùavi
'na busta e garramelle e 'nnu turrune
e 'ntru pedale cinnara e carbuni.

Da "Liriche in vernacolo calabrese" di E. Benincasa
Dimenticavo, un sereno Natale a tutti voi e un ottimo 2010,che possiate ottenere tutto ciò che desiderate......e oltre.

01/12/09

Aspettando Geo & geo....su Rai 3


Il 29 di novembre, domenica, abbiamo avuto il piacere di assistere alla registrazione di un redazionale, che il nosto concittadino Pino Jannelli, ha voluto dedicare alla pece, oggi poco sfruttata, ma un tempo importantissima per l'uso che ne veniva fatto. Infatti della pece e del metodo per l'estrazione ne parla Plinio,con dettaglio certosino; è ovvio che parlando di pece non si può dimenticare il pino di cui ne è sempre stata ricca la nostra Sila. La Calabria e la Sicilia erano le maggiori produttrici di pece utile per la calafatura. La calafatura era tenuta in debita considerazione e di vitale importanza, essa consiteva nel chiudere accuratamente lo spazio  tra una tavola e l'altra e rendere impermiabile lo scafo, addirittura sulle navi da guerra venivano imbarcati operai detti calafati, che insieme ai maestri d'ascia, provvedevano ad eventuali falle che le cruenti battaglie potevano produrre. Ecco perchè l'importanza della pece ai tempi dei Romani. Ma noi, tanto per cambiare. andiamo oltre....... e in questo post vogliamo mettere in evidenza che, ancora una volta, il territorio di Bocchigliero sale alla ribalta nazionale anche grazie all'amico Pino Iannelli, che da anni collabora con Geo & geo, nota trasmissione pomeridiana, che va in onda tutti i giorni da lunedì a venerdì su RAI 3. Pino va in onda in diretta nazionale tutte le settimane, da quest'anno prepara anche redazionali in tutta Italia dalla durata di ben 12 minuti, noi gli chiediamo, e gli auguriamo di farne tanti dalle nostre parti per dare visibilità ad un territorio bellissimo ma poco conosciuto e sopratutto poco sfruttato da chi ne ha la responsabilità. Questa è una grande opportunità che va colta con entusiasmo da quanti, e non sono pochi, credono ancora in un futuro migliore per la nostra terra. Queste foto sono state fatte durante le riprese,insomma un modesto backstage che il nostro blog-sito vi offre in anteprima. Non sappiamo quando il redazionale andrà in onda ma quasi sicuramente nel mese di dicembre.Siamo certi che tutti i Bocchiglieresi gradiranno tutto ciò.



19/11/09

Lettera aperta a Gesù Bambino ........tanti anni fà

Caro Gesù Bambino, millenovecentosettantasei anni or sono, nello scendere per la prima volta sulla terra, hai portato un messaggio "Gloria nel più alto dei Cieli e pace agli uomini di buona volontà".
Sei voluto nascere in una grotta, forse per far capire agli uomini che la migliore delle virtù è la modestia, ormai anacronistica nel contesto del vivere umano, così come l'onestà, la giustizia, la legalità, la coscienza, la bontà, relegata nell'angolo più polveroso dei ricordi del passato.
Ma perchè non mandi la Stella che ha guidato i Re Magi alla Grotta della umiltà, ad illuminare le menti di quanti, seguendo la scia del guadagno per il guadagno e del facile arricchimento, hanno  perduto la strada della Grotta e imboccata quella del danaro.
E non dirmi che quella stella ha perduto la sua luce per i troppi anni che sono passati, perchè per uscire dal buio in cui viviamo, ne basta una che dia luce quanto una candela.
Così che, i presidenti vedano che sono troppe le corone ed i telegrammi inoltrati alle famiglie di chi con troppa facilità cade. Così che, i politici, i sindacalisti, i governanti, i responsabili della cosa pubblica, riescano a vedere il caos che hanno creato, le storture che ci circondano, l'abulia che regna padrona in ogni angolo del nostro Paese, il lassismo, il permissivismo, la prepotenza in ogni ceto ed in ogni classe, che sono divendati l'abito mentale dei più, un punto di merito, la punta di diamante per essere Qualcuno.
Così che, chi vuole sanare, o finge di farlo, l'economia dello Stato veda che è impossibile farlo col solo sacrificio delle classi meno abbienti, mentre nulla si chiede, o quasi, a chi ha.
Ricordando, evidentemente, il Padula il quale diceva:" Chi ha,è,e chi non ha, non è".
E dimenticano che non è stato il popolo minuto a rosicchiare lo Stivale, con preferenza per il Piede, perchè nudo ed indifeso da quando, per convenienza è stato attaccato allo Stivale.
Così che, questo vivaio di braccia e di voti a poco prezzo, che è il Sud, veda il tradimento continuo che si stà perpetranto sulla sua pelle da oltre un secolo e a tutti i governi che si sono succeduti, fino a questo attuale.
Così che veda ancora questa generosa gente di Calabria, che a più viene negata la bellezza delle loro montagne, dei loro laghi limpidi, dei loro mari azzurri, per andare fuori a cercare lavoro, umiliazioni e nostalgia, come se nella loro terra non ci fosse spazio sufficiente per costruire posti di lavoro e le possibilità naturali per esportare i manufatti,ma solo quello per costruire centrali elettriche la cui energia come le braccia, serve ad altri; o come se non fosse stata questa, "terra urbertosa", la patria maggiore dei greci: La Magna Grecia.
Così che, gli Uomini di Buona Volontà a cui va il mio saluto ed il mio augurio sincero, possano vedere chiaramente e sicura la strada da percorrere per arrivare al Faro della Grotta, e da questa continuare il cammino intrapreso.
                               Emilio Benincasa
Questo è un pezzo di un giornale che veniva pubblicato a Cosenza e impaginato a Bocchigliero e si chiamava  "L'informatore Calabrese". Ci è sembrato ancora attuale, e presto pubblicherermo altri pezzi altrettanto attuali. Questo è tratto da: Anno II N°1 Gennaio 1977.



12/11/09

Atto intimidatorio!.....da chi?


Quello che abbiamo appreso a  mezzo stampa ci riempie di enorme sdegno, e vorremmo qui spiegarne i motivi.
Nei giorni scorsi, a Bocchigliero c'è stato un atto vile e senza un chiaro motivo, questi i fatti: Lo scorso 3 di Novembre alle 22 circa presso la casa del consigliere di maggioranza Fortunato Lerose, veniva appiccato fuoco con una tanica  di liquido infiammabile, una miscela contenente gasolio. Con l'aiuto dei vicini Fortunato Lerose riusciva a domare le fiamme, quindi veniva presentata regolare denuncia presso la locale caserma dei Carabinieri. Giorno 5 Novembre, sul Quotidiano della Calabria a pag. 30 veniva pubblicato un articolo inerente l'accaduto.
Dove il sindacato Sdl intercategoria, nato nel 2007 dalla fusione di due sigle storiche del sindacato italiano, lancia delle chiare accuse che a nostro avviso offendono la dignità di quanti stanno operando per il bene dei lavoratori della casa di riposo "Santa Maria" di Bocchigliero, e il coordinatore regionale Bruno Graziano, ritiene che questo sia un atto nei confronti di Lerose, per l'impegno e la difesa del livello occupazionale. IL coordinatore regionale afferma che il sindacato non si piega ad alcun avvertimento di carattere mafioso o clientelare.Noi chiediamo come BOCCHIGLIERESI che , il sindacato denunci queste cose e non cerchi di fomentare strane ed occulte manovre. Vorremmo conoscere, dal sindacalista, a cosa non si piega il sindacato, e soprattutto chi minaccia il sindacato e i lavoratori ???? Poi  per la solidarietà al consigliere Lerose,noi non abbiamo alcun tentennamento, e l'atto và condannato con forza e sdegno, ma non strumentalizzassero episodi come questi . Oggi sembra che i sindacati abbiano la verità in tasca, se così è questi signori denunciassero le cose alle autorità preposte e la loro coerenza e serietà la mostrassero sul campo. Noi non riteniamo affatto corretto l'intervento del sindacalista sulla faccenda e per questo chiediamo che si faccia chiarezza sull'episodio e si imbocchi la via maestra per accertare la verità.

09/11/09

Amici e Maestri........

Noi parleremo dei rapporti che ci sono stati tra Don Giuseppe Scafoglio e il Maestro Calabrese del folkore Italiano; Raffaele Corso, fu con certezza maestro di Don Giuseppe, il quale ebbe l'onere e l'onore di occuparsi della raccolta di oggetti e usanze della Calabria; ebbe infatti l'incarico di occuparsi di questo per la prima grande mostra di etnografia italiana, a Roma, che venne organizzata da Loria, su incarico dell'onorevole Ferdinando Martini, presidente del comitato per le celebrazioni del cinquantenario dell'unità d'Italia,che propose, a Loria, di trasformare il museo di Firenze in esposizione. La mostra di etnografia si tenne a Roma nel 1911. Ma su questo aspetto esiste un testo di Luigi Lombardi Satriani e Annabella Rossi del 1973
CALABRIA 1908-10 La ricerca Etnografica di Raffaele Corso
edito da De Luca.
E Per saperne di più su Raffaele Corso basta andare su:  http://www.proloconicotera.it/documenti/Nikotèrie01.pdf dove troverete tutto o quasi su R.C. Noi andiamo, come sempre, oltre e parleremo del rapporto quasi sconosciuto che Don Giuseppe ha avuto con R.C..                                                              
Don Giuseppe cita egli stesso questo rapporto amicale, e non solo, con il Corso e qui riportiamo ciò che pubblicò nella prima  puntata del libretto su "Forme del sostantivo calabrese".
Dall'illustre calabrese, dott.RAFFAELE CORSO, professore di Etnografia nel R. Istituto Orientale di Napoli:
                                                                                        Posillipo,12 Aprile 1928  
     Gentile Professore,
Vedo con piacere il primo saggio da Lei preparato sul sostantivo calabrese, e mi auguro che presto seguiranno gli altri per completare lo studio della morfologia bocchiglierese.
Ella ha fatto, accoppiando la conoscenza della parlata alla passione dell'argomento, un lavoretto utile e degno di essere imitato per ogni luogo dove il si suona.
Coi migliori ossequi                                                                                           Suo
                                                                                                                     R. Corso
Inoltre il Corso, cita G. Scafoglio in "Folkore Italiano" dic. 1929 VII pag.305 dove dice: "Questo richiamo è utile a chi voglia studiare la leggenda o il miracolo della neve nel suo significato ciclico.....
"Bocchigliero è così caratterizzata dal proverbio, che rientra nella classe dei blasoni popolari: "A Buccuglieri c'è 'nu malu cuozzù, Avanti chi ci annuvùle, ci jazze!"...
"Ci auguriamo di veder presto completa la storia di Bocchigliero non solo nella parte storica, propiamente detta, ma aqnche in quella demografica, onde tutta la vita del popolo vi sia rappresentata nel suo passato e nel suo presente,nelle opere e nelle usanze, nelle feste e nelle cerimonie, nelle legende e nelle canzoni che allietano il lavoro nei campi e nelle case".  E' molto evidente come R. C. sproni Don Giuseppe al lavoro di ricercare e catalogare gli usi e i costumi di Bocchigliero conoscendone le potenzialità. questa citazione è fatta dal C. da "Bocchigliero e Santa Maria di Gesù" Soc.Tip. Ed. Barese 1916.
La foto, Raffaele Corso.

27/10/09

Foto particolare della piazza......e che castagno...





E' con vivo piacere che annunciamo il primo lavoro di:Bocchigliero oltre....stiamo per finire, si può anche ordinare, un cd con queste e altre foto del passato oltre 450, di cui alcune inedite, il costo del cd,Storia di Bocchigliero, è solo per spese sostenute. Questi lavori noi intendiamo fare, ma non solo, vorremmo scuotere le coscienze con la riscoperta di valori veri,con una piccola e silenziosa rivoluzione culturale che punti al cuore del probblema,animando quelle coscenze sopite dall'atavico pessimismo e dal fatalismo che oramai fanno parte del nostro DNA, ma non per questo deve continuare questo stato di cose, che non consente un dibattito tra il cittadino, spesso suddito, e le istituzioni,tiranne, per ottenere un confronto democratico e civile che porti, realmente, al bene comune. La cultura come volano della crescita civile di un popolo, di una regione, di una città, di un borgo e come riscatto morale e orgolio di un popolo troppo spesso sottomesso e vessato da poteri occulti e intrecci tra mafia e politica, fra massoneria e servizi segreti, riducendo sempre più la linea tra legale e illegale costrincendo il cittadino onesto a fuggire da questa terra; madre e matrigna, la Calabria che non riesce ad uscire da questa voragine di scandali senza fine. Noi vorremmo una terra più madre che matrigna, più civile che viololenta e, non con la continua rincorsa a coprire, nascondere e affossare la parte sana, che ancora è la maggioranza, che vuole riscattarsi e consegnare alle future generazioni una Calabria migliore.

per prenotare il cd scrivere a gattica@live.it sarete da noi contattati il costo è di 5 euro






15/10/09

Tolleranza...uguaglianza, giustizia e ......


L I B E R T A'

Oggi voglio sottoporvi un caso di una donna, una semplice donna Cubana che non può uscire da Cuba per andare a ritirare un premio. Quindi, lei lancia un grido da internet per gridare la sua gioia e anche la sua rabbia, si può urlare di gioia o di rabbia, lei, Yoanì Sànchez è donna capace di creare attorno a se un grande movimento di opposizione ai divieti. Divieto di viaggiare, di esprimersi in una sola parola di sentirsi liberi, noi raccogliamo l'urlo di Yoanì Sànchez e da questo blog- sito vi chiediamo di conoscere questo blog e sostenere le campagne per la libertà. Cuba è ora che cessi i divieti per i suoi figli che non devono più considerare Cuba matrigna, ma solo patria e mamma con nel cuore i tesori di un glorioso passato in cui tutto era possibile. Per questo combatte Yoanì, perche i suoi nipoti possano vivere su di un isola come era un tempo, LIBERA. L'indirizzo è : www.desdecuba.com/generationy/ La foto è inedita, pubblicata la prima volta da Don Giuseppe Scafoglio sulla rivista Enotria nel giugno-luglio 1930 e non posso qui omettere istituzioni a livello nazionale che hanno contribuito in maniera determinante alla pubblicazione di queste foto http://www.uiv.it/, questo è l'indirizzo dell'Unione Italiana Vini, essa ha una lunga e prestigiosa storia nell'Italia pre e post bellica, ancora oggi gode di prestigi mondiale. Ma vorrei, in modo particolare, ringraziare la sig. Noemi Riccò resp. promozione e sviluppo, per la sua meravigliosa gentilezza e disponibilità.

12/10/09

La foto...inedita........autunno




La vita è un cammino alla ricerca di se stessi attraverso gli altri.... ed il passato è una strada maestra per arricchire la propia vita . Le foto sono inedite e rinvenute in alcuni articoli su una rivista di respiro Europeo quale era ed è Enotriahttp://www.uiv.it/servizi/edit_inter.html. Rivista sulla quale scriveva Don Giuseppe Scafoglio,sacerdote e insegnante di latino, storia, geografia e italiano.Don Giuseppe inoltre scriveva anche su altre riviste tra cui " Folklore Italiano", dove pubblicava interessantissimi articoli, molto dettagliati, sulle tradizioni Calabro-Bocchiglieresi. Egli documentava,anche con foto, gli articoli in maniera scrupolosa, seguendo, alla lettera, le regole che il suo maestro,Raffaele Corso, aveva codificato, e per questo, il Corso, ottenne la libera docenza per l'insegnamento dell'Etnologia presso l'Univerità di Roma, dopo il 1911 avendo partecipato, con trionfale affermazione, al Congresso Etnografico di Firenze. E nel '22" per chiara fama" gli fu conferita la cattedra di Etnografia all'Istituto Universitario Orientale di Napoli, ove restò da maestro sommo fino al 1953, quando andò in pensione, ma del Corso avremo modo di parlarne in un apposito spazio a lui dedicato. Anche degli articoli di Don Giuseppe avremo modo di parlarne più approfonditamente. A  E' autunno e pare che il freddo sia alle porte ma il freddo non fermerà il crescendo di curiosità attorno alla figura di Don Giuseppe che tanto lustro ha dato a un paesino tra le montagne della Sila, Bocchigliero che era già conosciuto da tanti uomini di cultura dell'epoca, tra cui Raffaele Corso e finanche il notissimo tedesco studioso di dialetti, il primo a pubblicare il vocabolario dialettale Calabrese; Gerardo Rohlfs, ma anche di lui avremo modo di parlare .Mi dispiace che in tempi moderni, nell'era della globalizzazione tanti non conoscono questo borgo,che non credo stia morendo, anche se da studi demografici si nota un forte calo di abitanti, quello che non deve mancare è la voglia di riscatto, annullare il degrado e la mancanza di una sana politica culturale che possa ridare giusta dignità a quanti si sentono "Vucchiglierisi"........e non hanno perso la voglia di crederci. Noi con questi contributi cerchiamo di andare oltre..............


Le foto sono chiare: Una rappresenta le Donne "Vucchiglierise" e l'altra l'abbondanza di uva, propia di questo periodo

30/09/09

riflettendo...................


Leggendo, e pensando a questo progetto, mi sono chiesto; come fà, chi legge, a comprendere il progetto nella sua interezza?. Non è cosa facile,ma noi ci vogliamo provare. E come?.Cercando di partire dall'inizio, senza tralasciare nulla, e, sopratutto, non dimenticare di ricordare quanti ci hanno spinto e incoraggiati a continuare per non disperdere tante energie che, se canalizzate, possono dar vita a una grande progetto complessivo che possa contribuire a migliorarci attraverso gli altri non pretendendo troppo dagli altri ma tanto da se stessi. Tante volte ci siamo chiesti se costruire un luogo , o piazza virtuale, dove poter confrontarsi ed esprimere il propio pensiero, anche se diverso dal nostro, e anche in questo caso la risposta definitiva è stata:SI. Noi pensiamo, che sia una necessità dei tempi e delle reali necessità. Oggi, più che nel passato, si ha la necessità di essere sempre in contatto con gli altri per tanti e tanti motivi, che non stò qui ad elencarvi. Ma torniamo al nostro progetto, vorremmo recuperare e rivalutare tutto ciò che merita non essere dimenticato, per trovare nuovi stimoli, nuove e più vigorose energie che sinergicamente creino le condizioni per un futuro miglore. Partendo dall'inizio, qui, voglio ricordare la disponibilità di tanti BOCCHIGLIERESI,possessori di siti internet, che hanno pubblicato alcuni appelli da noi fatti per avere notizie su di un illustre bocchiglierese, che già dagli anni 20' portò molto in alto il paese BOCCHIGLIERO, egli infatti scriveva di folklore su riviste di respiro EUROPEO. Quindi, per questo e tanto altro andremo a scoprire usi e sopratutto interpretare quella cultura,quella vita spirituale, quel mondo pittoresco e favoloso che affiorava autentico, integro ed incontaminato nelle tradizioni popolari, tramandate oralmente da generazioni in generazioni. In questo scritto vogliamo far conoscere a tanti le tradizioni i riti e i momenti felici di un mondo che non esiste più, e vogliamo che chi ci sarà dopo di noi possa conoscere ed eventualmente apprezzare, il nostro passato, le nostre radici. Ma non dimenticarsi del presente, segnalando tutto ciò che riteniamo apprezzabile, godibile e bello......................

oltre........autoritratto Mattia Preti


Mattia Preti e’ da considerarsi il più grande pittore della Calabria. Nasce a Taverna il 14 Febbraio 1613 da Cesare e Innocenza Schipani, appartenenti al ceto degli onorati e quindi in grado di procurargli una buona educazione. Fu, infatti, affidato alle cure del sacerdote Marcello Anania, persona qualificata e dotta.Nel 1630, migra a Roma presso il fratello Gregorio anche egli avviato già alla pittura. In quell’ambiente conosce la produzione pittorica di Caravaggio e dei caravaggisti, avvertendone un forte richiamo e cominciando a creare egli stesso opere di geniale magnificenza; Longhi lo ritiene “Secondo solo a Caravaggio”. Visse a Roma per trent’anni, viaggiando nel frattempo per l’ Italia e all’estero: Bologna, Cento, Venezia, Genova, Le Fiandre e Spagna. Comincia così la sua notorietà da pittore, le commisioni di dipinti, le protezioni di potenti mecenati, tant’è che nel 1642 fu nominato Cavaliere di Malta. Dal 1653 il pittore soggiorna a Napoli ove esegue cospicue serie di affreschi e numerose pale d’altare, divenendo personalità di spicco nella città. Ivi definisce il suo stile in modo più personale all’interno del realismo figurativo vigente in quella città, ed esegue dipinti di matrice caravaggesca mediata attraverso lo studio dell’opera di Battistello Caracciolo e di Massimo Stanzione. Nel 1656 incontra il giovane ma già affermato astro nascente della pittura napoletana Luca Giordano. Tra il 1657 e il 1659 esegue gli affreschi votivi dipinti sulle porte della città per la fine della peste, purtroppo oggi perduti; nei bozzetti per i distrutti affreschi Mattia Preti sfodera tutto il suo repertorio, dai ricordi caravaggeschi (i morti dal corpo livido in primo piano) al Guercino, e attraverso di lui i veneti, e ancora la contemporanea pittura romana, per costruire una composizione teatrale, consapevolmente drammatica. Esegue il ciclo, sul soffitto della chiesa di San Pietro a Maiella, con Storie della vita di San Pietro Celestino e Santa Caterina d’Alessandria, le due redazioni del Figliuol prodigo che oggi si trovano al museo di Capodimonte e a Palazzo Reale a Napoli, il San Sebastiano per la chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori e la Madonna di Costantinopoli nella chiesa di Sant’Agostino agli Scalzi.
Nel 1661 è richiamato dal Gran Maestro dell’Ordine, il Cottoner, a Malta, dove si stabilisce e si impegna come pittore ufficiale dei Cavalieri dell’Ordine nella decorazione della cattedrale di San Giovanni a La Valletta e in numerose tele per le chiese dell’isola. Fino al 1699, anno della sua morte, produce a Malta una mole di opere che, collocate nel contesto creativo dell’intera vita, fanno ipotizzare al Sergi una produzione complessiva di oltre 400 tra tele ed affreschi.
Dal 1672 realizza numerose tele nelle chiese della natia Taverna, molte delle quali sono esposte nella chiesa di San Domenico e nel Museo Civico.
La pittura è stata per Mattia Preti l’essenza della sua vita ed il tramite per avvicinarsi a Dio, tanto che amava dire ai poveri che considerava tanto: “per voi dipingo, non avendo per me bisogno di nulla”. L'artcolo è tratto da: http://tavernailbelpaese.wordpress.com/

29/09/09

Storia del folklore Italiano


E' Giuseppe Pitrè, il più grande raccoglitore e studioso di tradizioni popolari. Molti, e non solo i Siciliani, devono essere grati a Pitrè per il lavoro da lui svolto lungo il corso della sua vita. Nacque a Palermo il 21/12/1841, e morì il 10/04/1916.Per saperne di più, noi ci affidiamo alla rete e a tale proposito segnaleremo di volta in volta siti o blog che riteniamo interessanti. http://www.irsap-agrigentum.it/pitre1.htm . Questo ci sembra intereressante per le informazioni che ci ha dato. Ma tornado a G. Pitrè, noi ne parliamo per un motivo molto semplice, avendo detto che non vogliamo tralasciare nulla, ci è parso corretto parlarvi del pioniere del Folklore. Fondò la demopsicologia, ossia la scienza che studia le tradizioni e la cultura di un popolo,quindi le radici e la storia popolare del nosto paese, che insegnò a Palermo. voglio qui ricordare ciò che disse di sua madre :"era la mia Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane".

26/09/09

sfumature....e colori



E' importante non perdere di vista il presente, ed è per questo che questo spazio è dedicato al presente. Quello che vedete sono sculture di un artista che ha dedicato la sua vita all'arte,alla ricerca delle cose del passato e soprattutto a tutte le espressioni artistiche e culturali. Egli, ha raccolto,nel Museo della civiltà contadina; oggetti che venivano usati dai contadini, ma non solo, ha sempre contribuito alla crescita socio -culturale e politica della comunità di Bocchigliero, e spesso non ha avuto, da nessuno, i dovuti elogi ed encomi che , un artista come lui merita. Noi vogliamo rendergli omaggio e pubblicamente dirgli un semplice grazie. Domenico Fontana è, tra l'altro, un vero ricercatore, un etnografo del folklore;egli infatti ha catalogato e, con ordine certosino, raccolto decine di foto del nostro passato per dare alle future generazioni un punto fermo nel riconoscere le radici, per sapere come eravamo, e l'evoluzione, nel bene e nel male, che abbiamo avuto. Inoltre,e non infine, ha organizzato una Pinacoteca, raccogliendo opere di artisti locali e non, nel palazzo Tucci a Bocchigliero, ma di questo e altro avremo modo di parlarne in futuro.Noi, avremo modo di collaborare con Fontana, perchè egli ha condiviso il nostro progetto e siamo felici di averlo tra i nostri più attivi collaboratori.Vogliamo qui ringraziarlo per le foto e la sua squisita disponibilità..........
per saperne di più:
.....andando oltre...........Grazie "Baffù"


























25/09/09

Poesia: omaggio a BOCCHIGLIERO




U' PAISE MIU


Sta 'ncavarcatu subba 'nu cristune
cumu 'nu viakkju subba 'na sumera
'stu paisiallu dduve sugnu natu
tant'anni arrieri
Arentu si chiamave 'ntiampi antichi
mò, cumu Vucchiglieri è ccanusciutu.
E pini e cerze e dde castagne antiche
ha 'nna curuna.
Cca 'nta 'nu campusantu pittirillu,
guardati e 'nu cipressu giuvaniallu,
dduv'u cardillu cante e ffa lu nidu,
dormanu i miji.
'A gghiazza, ch'è 'ntru 'mmienzu e du
paise è cumu 'nu salottu 'ntra na casa
dduve si parre e stanu sempre 'nzema
picculi e ranni.
Cca si vide ll'amicu ccu ll'amicu.
cca si parre dde caccia e dde pallone,
cca si fanu cuntratti e ssi cunkjiude
e cca... Si campe.