Il fuoco è stato un punto di grande aggregazione famigliare; tutto si faceva con il fuoco, scaldava l'acqua per lenire le fatiche delle dure giornate nei campi, o a raccogliere, non prima di averla tagliata, la legna per i rigidi e lunghi inverni silani. Con il fuoco si cucinava un lento e gustoso sugo, a volte con carne di capra, o di altro tipo, io, preferivo la capra con quel suo profumo di selvatico e di primordiale. Con il fuoco si scaldava il cibo per i maiali, una delle poche fonti di sostentamento; carne, salumi e tutto ciò che si poteva preparare con il maiale. Il fuoco preparava le caldarroste, e mentre si mangiavano, magari a lume di candela, la nonna raccontava storie tra il fantastico, il reale e a volte il pauroso. Una di queste sere la nonna, con i suoi lunghi capelli avvolti in una bellissima treccia che tutte le mattine aveva cura di sciogliersi e pettinarsi, per poi raccogliere i capelli caduti e venderli a chi, di tanto in tanto, passava tra le vie del paese chiedendo chi avesse capelli da vendere, non so, e non mi sono mai chiesto, se si vendevano a grammi o con il noto sistema del baratto. Quella sera, la nonna, ci raccontò la storia di una nostra antenata,vissuta tanti e tanti anni prima, che raccoglieva nella sua grande casa i trovatelli, crescendoli, accudendoli e facendoli andare anche a scuola. Lei, Ermelinda, questo era il suo nome, donna ricchissima e gentile con un portamento quasi regali, nobile, con uno sguardo dolce e caritatevole, era alta Ermelinda, bella, ma non aveva preso marito per una storia che evitava ricordare, a se ma soprattutto agli altri, quando gli chiedevano i motvi, la sua riposta era sempre la stessa; "mi sono sposata con questi meravigliosi bambini che sono anche figli miei". Le giornate, nella grande casa, trascorrevano serenamente, e ogni bambino veniva seguito con molta attenzione, preoccupandosi principalmente di impartire loro sani e forti principi Cristiani. Questo non bastò, dopo qualche anno, uno di loro diventato adulto, fece ritorno nella grande casa di donna Ermelinda, ma con intenti poco pacisici; voleva impossessarsi di uno stivale d'oro pieno di moltissimi oggetti preziosi. Ermelinda avendo riconosciuto quello che era stato uno dei suoi ragazzi, venne uccisa dallo stesso e lo stivale, preziosissimo, gli venne preso dal suo ragazzo, ladro e assassino, che scappò a gambe elevate. Però dal piano superiore, attraverso le tavole del pavimento, alcuni ragazzi assistettero alla scena, e uno di loro riconobbe quel giovane ingrato, ladro e ora anche assassino. Dopo un primo momento di smarrimento, i ragazzi di Ermelinda raccontarono tutto alle forze dell'ordine che prontamente arrestarono quel giovane assassino. Venne condannata ad una pena durissima, così dura che morì in carcere, ma prima di morire aveva confessato al suo compagno di cella dove aveva nascosto lo stivale pieno di preziosi. Il compagno di cella, certo Gervasi, scontato la sua pene, si diresse verso la montagna di Bocchigliero, giunto nei pressi dell'oggiammare, incontra un esperto di cose segrete al quale chiede informazioni dove si trovava l'Olmo della Riforma, il bocchiglierese insospettito del forestiero, indicò un posto diverso. L'indomani il nostro paesano si recò all'Olmo della Riforma e trovò, dopo aver scavato, lo stivale pieno di oggetti preziosi, che tenne per se. Questa l'estrema sintesi di un romanzo che ci auguriamo possa essere presto pubblicato.
09/05/11
08/05/11
Musei aperti...e Oltre
Ia notte tra 14 e il 15 maggio (ultimo ingresso all'una) dalle 20 alle2 è la notte dei musei per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale. http://www.lanottedeimusei.it/ La Notte Europea dei Musei in Italia
Per il terzo anno l’Italia partecipa alla manifestazione, attraverso musei statali, civici e privati, aree archeologiche, gallerie, biblioteche, per un’emozionante ed insolita esperienza del nostro patrimonio artistico. Insolita perchè i musei le gallerie saranno fruibili durante la notte e gratuitamente. Ci corre l'obbligo di ringraziare http://turistadimestiere.blogspot.com/ che con certosina puntualità e passione ci informa su eventi, viaggi e tutto quello che può interessare un buon viaggiatore e Oltre
06/05/11
L'ultimo viaggio
C'era un silenzio assordante, in via Roma, a Bocchigliero intorno alle 16 di Giovedì 5 Maggio 2011, aspettavamo che il tuo feretro si avviasse, portato a spalla dai tuoi colleghi dell'Enel, verso la chiesa Madre, in Piazza del Popolo. Poi, un grande applauso ha rotto quella cappa di sgomento e tristezza insieme che attraversava l'intero paese. Ci siamo incamminati, accompagnandoti, in un assordante lungo silenzio, rotto dal rumore delle suole sull'asfato nero, non una parola durante l'intero tragitto che ci ha portato in Piazza. La chiesa era stracolma di gente, di fiori e di volti attoniti e increduli, che ha voluto mostrarti l'affetto e la stima verso quel sorriso che per sempre conserveremo nei nostri cuori, quel sorriso che elargivi a chiunque incrociasse il tuo sguardo, quella disponibilità che solo chi ti ha conosciuto ha potuto apprezzare. C'era anche il tuo collega incolume, con te nel fatale incidente, che ha voluto accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, la chiesa Matrice è raramente stracolma di gente, fatta eccezione per le grandi feste patronali,come in questa triste occasione, i volti, di tutti, segnati da una profonda tristezza per la perdita di un uomo che era sempre pronto ad aiutare gli altri. Ma tutti in questi giorni ci siamo chiesti il perchè succedono fatti di questo tipo, traggedie che gettano nello sgomento intere comunità, e perchè propio a te Filippo?? le risposte vanno cercate nella nostra fede e nella speranza della resurrezzione, siamo sinceramente e sentitamente vicini alla famiglia tutta. Ciao Filippo.
01/05/11
Riserve abbandonate ......e molto Oltre
Vorremmo continuare a dedicare ancora qualche cosa che a noi sembra rilevante. Prima capiamo di cosa parliamo
Corvo imperiale
Corvus corax - E’ il più grande corvo europeo con un'apertura alare di più di un metro e 30. e pesare 1500 grammi. In Italia è piuttosto raro e si nutre di carne di insetti e lombrichi, ma anche da carogne di topi, lepri e altri animali e nelle zone dove non esistono avvoltoi, occupano la loro nicchia.(protetti).
Loxia curvirostra - in suo nome deriva dal becco lungo che ha la parte inferiore rivolta verso l'alto e la superiore verso il basso, incrociandosi. Questa forma del becco gli permette di estrarre con facilità i semi dalle pigne. Vive nei boschi di abeti dove svolge anche la funzione di disseminatore, portando i semi ai bordi dei boschi.(protetti) Un bellissimo esemplare è stato recuperato, ferito, dalla polizia provinciale che, dopo il difficilissimo recupero, durante il recupero si è ferito un agente, ha affidato l'uccello al centro di recupero di Rende(cs). L'esemplare era nel territorio di Bocchigliero.(forse in una delle tante riserve). Ebbene, vorremmo, qui, dare una notizia, che siamo sicuri che pochissimi sanno. Bocchigliero, paese che sorge su una delle ultime propagini della Sila, che guarda il mare Jonio dall'alto e ne sfrutta l'aria marina, che è un mix di aria marina e silana http://www.parcosila.it/web/ Questo sperduto borgo ha dato i natali al primo prof. Universitario in patologia aviaria, si tratta del prof. Papparella Vincenzo docente di Patologia Aviaria a Napoli, al quale và riconosciuto il merito di essere stato il primo, per questo sposa il nostro motto :"La storia la fà chi arriva primo". Il nostro,poco amato, comune dovrebbe dedicare a lui, e alla sua memoria qualche cosa per ricordarlo. Noi, come al solito, andiamo Oltre, e per questo chiediamo: che una riserva,in Sila, prenda il suo nome, o almeno il suo cognome. Nove sono le riserve naturali biogenetiche. Fra queste, degne di nota sono “I Giganti di Fallistro”, 50 colossali alberi di pino con oltre 500 anni di età ed altri 5 di acero montano della stessa età, e la Riserva “Golia-Corvo”, area di diffusione e ambientamento dei cervi, dove ne vivono circa 150 esemplari.
Le altre riserve naturali statali biogenetiche sono: "Gallopane", "Tasso-Camigliatello", "Poverella-Villaggio Mancuso", "Coturelle-Piccione", "Gariglione-Pisarello", "Macchia della Giumenta - S. Salvatore", "Trenta Coste" istituite con Decreto del Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste del 13 luglio 1977.
All’Ente Parco è affidata la gestione delle suddette riserve. Tratto dal sito del Parco Nazionle della Sila
28/04/11
Confronto... crescita, rispetto, conoscenza e Oltre
La politica è tanto, e forse di più non abbiamo la pretesa o l'ambizione di rispondere in maniera
esaustiva alla fatidica domanda: Cosa è in realtà la Politica??. Certamente la capacità di progettare il futuro dei popoli, e poi la capacità di viverla con passione, con dedizione, con onestà intellettuale e con grande capacità di ascolto. Certo è che la Politica da molto tempo non è più questo, ma mero interesse personale o di parte, senza riuscire ad essere quella che dovrebbe essere.Come apprendere l’arte oratoria? Cicerone diceva:
La parola è segno distintivo dell'umanità e radice della sua capacità di interagire col mondo. Se a ogni cultura la parola in qualche modo interessa, in un mondo come il nostro, sempre più basato sulle opportunità offerte da una buona comunicazione, Cicerone si rivela, a sorpresa, ancora attuale. Lo mette bene in rilievo Paolo Marsich, il curatore di questo L'arte di comunicare che ha tutte le qualità per accattivarsi i lettori: è breve, agile, scandito in capitoli ben definiti, in una parola «leggibile». Quello della «leggibilità», discutibile parola tanto frequente in quarte di copertina e comunicati stampa, sembra essere il miraggio degli editori contemporanei, ed è il corrispettivo di una «comunicabilità», per così dire, di una capacità di spendere le proprie risorse per la buona riuscita di un discorso orale. Nel nostro tempo, come osserva Marsich, la parola comunicazione è diventata non certo sinonimo di un'arte, ma una sorta di specchietto per le allodole: «imperano» scuole di comunicazione, escono manualetti, anche scolastici, che pretendono di insegnare attraverso tecniche spicciole, in poche facili lezioni, la capacità di esprimersi bene in pubblico, convincendo i propri ascoltatori senza porsi il problema morale di ciò che viene loro proposto. Ebbene, alcuni di questi (come quelli che suggeriscono delle «tecniche» per assemblare un tema), hanno attinto dai trattati di Cicerone, ma snaturandone le intenzioni autentiche e ignorandone l'etica sottesa.
Completamente diverso è infatti l'approccio di Cicerone, che data ormai quasi duemila anni fa: l'oratore non è un semplice «persuasore occulto», come diremmo noi, ma una persona innanzitutto fedele a una propria etica irrinunciabile, fondata sugli stessi valori che fondano anche la res publica e lo stato libero. È fondamentale, poi, che un buon oratore sappia molte cose, cioè abbia ampie conoscenze in diverse discipline, perché il suo parlare non sia meccanica ripetizione di concetti raffazzonati in fretta e senza basi. Altro aspetto fondamentale: la predisposizione, perché nonostante l'esercizio giovi se non ci sono doti naturali è ben difficile raggiungere l'eccellenza. Queste teorie basilari, tratte principalmente dal trattato in forma di dialogo De oratore, presuppongono nell'autore un'idea molto precisa anche del ruolo che questo personaggio complesso e impegnato doveva avere, e anche il fatto che la sua attività oratoria, non finalizzata alla gloria ma al bene comune, doveva svolgersi necessariamente dentro uno stato repubblicano. Solo in una repubblica dunque, come quella che Cicerone aveva sempre difeso contro i diversi tentativi di trasformarla nel «governo di uno solo», poteva nascere e prosperare una simile figura, che nell'arte della parola faceva confluire rispetto per lo stato, senso di giustizia, sincera volontà di migliorare i propri ascoltatori, capacità di sacrificio. Forse troppe qualità in una sola persona? Può darsi, ma l'oratore ideale che Cicerone aveva in mente era molto simile a lui stesso: che infatti lottò contro il malgoverno in Sicilia di Verre, contro il tentativo di colpo di stato di Catilina, si schierò contro Cesare perché credeva Pompeo il vero garante delle libertà repubblicane. Infine commise l'errore che gli fu fatale credendo nelle buone qualità politiche di Ottaviano, contro l'avidità di potere di Antonio. Quest'ultimo, nel breve periodo in cui si alleò con l'avversario, non fu altrettanto clemente di Cesare e fece uccidere Cicerone, nel 43 a. C. Quindi lui stesso fu coerente fino alla propria fine, coltivando con l'oratoria un ideale di vita, un sogno di civiltà. Perché «non c'è nulla di più nobile che riuscire a catturare l'attenzione delle persone con la parola, […] e questa è l'unica dote che presso tutti i popoli liberi […] ha sempre ottenuto riconoscimento e valore». Cicerone "Larte di comunicare"
25/04/11
Il Rosso e il Nero.......LIBERI!!!!
Oggi,come tanti anni fa ,l'Italia venne Liberata da un dramma che continuava da due lunghissimi anni di guerra cviile, di una mancanza di identità nazionale che, con l'8 settembre del 43' aveva spaccato l'Italia in due, la Repubblica di Salò, da un lato e i Partigiani dall'altro. Ma la maggioranza degli Italiani non stavano da nessuna delle due sponde, erano pervasi da un senso di insicurezza e di non identità, e propio a loro che va il nostro rispetto e la stima di noi ,gelosi, orgogliosi custodi della nostra ITALIANITA'
20/04/11
FOLKLORE
| Panoramica del rione "destra" di Bocchigliero |
veniva pubblicato un articolo sul Venerdì Santo a Bocchigliero.
CALABRIA
"Un suo angolo e il suo folklore"
Il Venerdì Santo a Bocchigliero
Sul lago Cecita, a 12 chilometri a nord est di Camigliatello Silano, si imbocca la statale 282 per la Fossiata. Qui un segnale indica Bocchigliero a 29 km. La strada è una delle più belle di tutta la Sila, con un fondo solido e scorrevole.Si snoda nel cuore dell'altopiano Silano,attraverso pinete di un verde senza pari e vallate silenziose e antiche che invitano al riposo e danno libero sfogo alla fantasia.E' facile,infatti,in queste vallate a mò d'anfiteatro naturale,vedere gli antichi Bruzi affrondare gli Osci o i vicini Morgeti,oppure vederli cariche di bottino razziato alla potente Sibari o alla piu antica Crotone,qui' rifuggiarsi.
Sono vallate che osservate,ad esempio,da Pettina Scura o da Isco Serrato lasciano senza respiro anche chi é avvezzo a simili spettacoli.Dopo questa passeggiata,tra tanto verde,tanta storia e tanta pace si arriva a Bocchigliero,costruita sui resti di Arento,città Bruzia.Si stende sul dorsale di una delle ultime propagine della sila...area e clima sono migliorati dalle splendida è lussureggiante vegetazione di castagne e di querce che incorniciano l'abitato di un verde intenso dove l'occhio riposa.
E' qui che ogni anno,nel pomeriggio del Venerdi Santo,dalle chiesa madre,esce la processione preceduta dal Cristo vivente: un uomo vestito con una tunica rossa,con una corona di spine sul capo e con sullle spalle una voluminosa croce di legno. Vieni sospinto lungo la Via Crucis dai Giudei,vestiti con tuniche bianche e armati di picche,di spade,di lancie e di attrezzi atti alla crocefissione.
L'uomo che porta la Croce ha nome Saverio,come Saverio si chiamavano tutti coloro che lo hanno preceduto.
L'intera popolazione con devozione antica,segue il Cristo Vivente per le strade,intonando inni sacri. E' raro vedere tanta maestria quanto il Cristo ne impiega a portare la grande croce e nel cadere sotto di essa la prima, la seconda e specialmente la terza volta.
Curvo sotto la croce nera, affronda le vie del paese tra due ali di folla.Vieni spinto da Giudei che insistono sulla croce, le cui spinte fanno roteare il Cristo che stenda a reggersi in piedi, ai posti obbligati che sono segnati da una grossa e vecchia croce di legno, é una spinta piu forte che lo fa cadere, dopo una serie di sbandate e la perdita dell'equilibrio.Il Cristo è seguito da una bella statua di Madonna vestita a lutto, l'Addolorata con tanta mestizia sul suo volto espressivo da commuovere. La statua è portata a spalle da donne che vestite con abito da "Addolorata" incantano (pagano per portare la statua)fino a quanto un "incanto" superiore non venga a sostituirle.
Altre statue seguono portate a spalle con lo stesso sistema dell'Addolorata.
Le statue sono seguite dall'intera popolazione,mentre il Cristo,di tappa in tappa,segue la sua Via Crucis. Lungo il faticoso cammino viene asciugato dalla Veronica e aiutati dal Cireneo.
E' un sollievo per il Cristo che viene liberato dalla grande e pesante croce per circa 15 min.
Intanto si avvicina il crepuscolo e si accentono grosse torce che fannno luce a questa meravigliosa sciera che all'unisono intona il "Sono stata io l'ingrato o mio Dio perdono e pieta".
Tratto da "L'informatore Calabrese" Marzo 1976
19/04/11
La Montagna.....
Questo, dello stesso autore. è veramente uno spettacolo della natura......e non Oltre
18/04/11
L'aurora boreale
Questo è un filmato di un professionista, che riesce a
trasmettere emozioni e senzazioni che vanno Oltre.... http://www.facebook.com/TSOPhotography
14/04/11
Venerdì Santo
Questo video risale al 1987, quando alcuni ragazzi organizzarono la prima processione vivente del Venerdì Santo a Bocchigliero.La storia la fa chi arriva prima. Poi, questo video, sparì per moltissimi anni, quindi venne concesso a Giuseppe Lerose, amico di vecchia data, di pubblicarlo sul web, oggi noi lo riproponiamo per chi non l'avesse ancora visto. Vogliamo, a tutti voi, augurarvi una buona settimana Santa e una Pasqua di gioia e serenità.
Buona visione
Buona visione
CRISTO
| Lavoro di Mariolino da Caravaggio (falsario) |
Mattino di Pasqua
Cristo!
Tu salvatore delle genti
che un giorno in cielo
sollevasti il corpo,
solleva a te l'umanità che soffre
ed in te crede,
come il ladro in croce.
Solleva il mondo dalla fame amara
di pace, di giustizia, di perdono.
Solleva il male
che tormenta il corpo di tanta gente
che in un letto giace.
Dissolvi,
con il suono delle campane
che a festa suoneranno stamattina
dicendo al mondo che tu sei risorto,
il male antico:
l'odio e la vendetta, dal cuore umano
e rendilo pulito,
come quel giorno in cui gli regalasti
la terra per dimora e paradiso.
Da: "Tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa
07/04/11
LE VERGHE DI ORO ( Leggenda paesana)
![]() |
| Territorio nel 1930 ( TRECCANI Enciclopedia) |

Vogliamo raccontarvi una leggenda, che abbiamo trovato in un testo del 1862 (appena un anno dopo l'Unità d'Italia). Testo di cui vi abbiamo già parlato,"Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero", ma adesso entriamo in una di queste meravigliose prose con rime e con una scrittura oramai scomparsa, un pò come la divina commedia di Dante, più volte citato nel testo. La leggenda di cui ci racconterà Leonardo Mazza successe, se successe, durante gli anni in cui il simbolo di Bocchigliero, era questo,(nella foto),che è un nostro biglietto da visita" TERRA BVCCHIGLIERI ". Abbiamo scelto di presentarvi questo pezzo per non dimenticare, mai, le nostre Radici, Storiche e Culturali, che sono la nostra colonna portante nella costruzione dell'Identità Antropologica di un popolo...e sicuramente Oltre.
LE VERGHE DI ORO
________________________________________________
LEGGENDA PAESANA
Qual profondo del mar segreto abisso,
Che mai, si appaga della orribil piena
Di mille rivi, e di torrenti, e piogge,
E' il cuor dell'uomo! A Lui dell'onde azzurre
Il vasto interminabile orizzonte,
Gli estesi campi, le profonde valle,
E la stellata immensità dei Cieli
Son poca cosa. In lui terribil guerra
Fanno gli impulsi di contrarii affetti;
Onde rivolge inquieto il suo pensero
All'aquisto di un ben, di cui soltanto
E' rimasta quaggiù la ricordanza;
Felicitade io dico! Ahimè! affannoso
L'uomo la cerca fra gli onor; sul trono;
Fra lo splendore di ricchezze immense;
Nei dolci amplessi di vezzos'amante;
Ma invan! Del cuore suo duro governo
Fa la pervers'Ambizion, che cieca
Giammai non sazia la bramosa voglia,
E da oggetto volando in altro oggetto,
Ogni legame di natura spezza,
E sacrilega, orrenda, parricida
Infin diventa, senz'aver mai posa.
Nell'amore gli versa entro le vene
Tosco mortal di Gelosia la orrenda
Cieca mània, che furioso il rende.
E nel desio delle ricchezze, il core
Gli rode orribil verme, l'interesse!
Quel funesto malor, che inoculando
Il suo veleno entro agli umani petti,
Spinge i mortali agli spergiuri, ai vili
Iniqui tradimenti ; ad ogn' infame
Lorda sozzurra; all'adulterio, al sangue.
A quai tremendi orribili delitti
L'uomo non spinge l'esecranda fame
Dell'oro? Ahimè di Polidoro io taccio!
E d'altri mille assai funesti casi
Orridi effetti di avarizia ingorda.
Dirò soltanto dell'orrendo scempio,
Che d'innocente garzoncello fece
Un uomo iniquo della patria mia,
Di cui si serb'ancor trista memoria
Fra i più tardi nipoti, a cui le vene
Tremar di orrore in ricordarlo ai figli.
D'alta montagna in su la cima siede
Di Bocchigliero la terra, che superba
Quasi Regina delle nubi stende
L'acuto sguardo da lontano al Jonio,
E dopo il ghiaccio dell'Inverno ride
Come sposa novella, inghirlandata
Da mille grati variopinti fiori,
Che lambe il bacio d'olezzante auretta.
Quivi, un secolo è già, vivea superbo
Di sue ricchezze di Fuligno un figlio,
Ricco di mandre, e di poderi; un vago
Garzoncello tenea qual guardiano
Di un piccolo stuolo di setosi porci,
Che in Vallodoro a pascolar mandava.
Mentre un giorno colà
Quel giovinetto
Pascer faceva le setose belve
IN mezzo al grembo di una valle opaca,
Quelle col muso rovistando, fuora
Dal rimosso terren trasser due verghe.
Appena egli le vide, assai giulivo
Corse, le prese, le guardò più volte,
E di acciaio, credendole, o di ferro,
Presto ne andiede, al suo Patron recolle,
Appena in su le stesse il guardo volse
L'avaro ingordo, ch'eran d'oro vidde;
E n'esultò.Mille carezze fece
Al garzoncello; e il dimandò più volte
Donde a te queste verghe?In vallodoro
L'ho rinvenute, il giovinetto disse,
Nel rovistio delle grugnanti belve.
Queste verghe di acciaio un dì nascose
L'avolo mio colà, disse quel furbo:
Orgiunto è il tempo, in cui riprender deggio
Quanto a me s'appartien: ragazzo, andiamo
Colà dove tu queste hai rinvenute
Era il giorno all'occasso: e l'orizzonte
Irradiava la purpurea luce
Del sol, che disparia nell'occidente.
Allor quei due solinghi e non veduti
Mosser di Vallodoro in ver la selva,
Delle verghe fatali alla scoperta.
Lieto innanzi ne andava il giovinetto,
E pensieroso e cupo lo seguiva
Dappresso il suo padron,che incerto,e tristo
Volgeva intorno sospettoso il guardo
Come lupo rapace, il qual si accinge
A dar la caccia alle dormenti mandre
Giunsero quivi allor che l'Universo
Della sera copriva il bruno ammanto,
E del crepuscol suo l'incerto raggio
Delle cose mostrava appena appena
Il morente colore. Allor posaro
Stanchi, anelanti a rinfrescar la lena
Sui verdi strati di olezzant'erbetta.
Primo il garzone incominciò. Signore,
Vedi il terreno rovistato?Il veggio.
Ebben! colà trovai quelle tre verghe.
Come scaltro mastino, il qual da lungi
Guarda la preda, e frettoloso addosso
Le corre: in simil guisa il folle avaro
Corse, tenendo in man rustica mazza,
E la diede al garzon, prendi, dicendo
Apr'il terreno: e quei tost'obbediva
Taciturno al comando del suo Sire.
Dopo alquanti minuti il buon garzone
Dato un colpo di marra, ode un tintinno
Di metalli oggetto, e più frequenti
Cadono i colpi allora, infin che scopre
Lunga cassa di legno infracidata,
Sentì l'avaro allor stringers'il cuore
Tra il timore e la gioia: in un momento
Aprì la cassa, e la rinvenne piena
Tutta di verghe di pregevol, oro.
Appena ei vide il gran tesoro, in petto
Sentì balzarsi per la gioia il core.
Ma poi temendo che il garzone avrebbe
La sua fortuna di svelato altrui,
Ed il Fisco Real stesa vi avesse
La sua mano possente; chè in quel tempo
Su i tesor il suo dritto aveva il Fisco,
L'orribil concepì fiero disegno
D'immolar l'innocente garzoncello,
Vittima sacra all'avarizia sua!
In quel momento, in cui dense copriano
Tenebre il mondo,lo condusse in riva
Di un ruscello vicino: ed impugnato
Terribilbrando minaccioso alzava
L'esecrabile destra, onde ferire
Il meschinello. Appena egli lo vide
Minacciargli la vita, genuflesso
Cadde ai suoi piedi, e dimandò più volte...
Perchè mi uccidi? Cosa mai ti ho fatto?
E singhiozzando gli chiedea perdono
Delle sue colpe, se qualcuna in lui
Commessa egli ne avea. Ma quello in petto
Roder sentia dell'interesse il verme,
Ond'era sordo alla pietà. Più volte
Vibrò nel petto all'infelice il brando,
E quei cadde, chiamando nel morire
Il dolcissimo nome di Maria....
Quindi gettollo il fiero in mezzo all'onde
Del rio, che mormorando i suoi lamenti
Alzav'al Ciel per così gran delitto.
Torna, ciò fatto alla fatale cassa
Dell'auree verghe e le trasporta in casa:
Invan si tenta coi delitti orrendi
Comprar felicità! Crudo rimorso
Fa nel petto del reo terribil guerra:
Gli turba i sogni, e lo molesta in veglia
Coi tremendi latrati. Hai stolta, e vana
Lusinga dei mortali! Allorchè l'uomo
Cerca il bene nel male. Il mal peggiora,
Fassi reale, e il ben presto dispare
Qual nebia mossa da contrarii venti.
Lo sciagurato, a cui grondava il sangue
Dell'innocente dall'infame destra,
Non ebbe mai nel viver suo riposo:
Stava solingo: e sbigottito il guardo
Volgeva intorno, come un uom che teme
La vendetta di alcuno. I sogni suoi
Turbava orribil gigantesco spettro!
Livido il volto, e scarmigliato il crine
Volgea su lui lo sguardo minaccioso,
E gridava: Crudel, nel fuoco eterno
Andrai perduto! E mentre vivi, in pace
Non poserai per un istante il capo!!
E gli mostrava insanguinato brando,
Su cui scolpiva con la destra mano:
" Sangue innocente! E rivolgendo il ferro
V'imprimeva " Del Ciel giusta vendetta!
A tal vista, a tai detti egli tremava:
Volea gridar, ma gli moria la voce
Nell'affannoso straziato petto:
Onde dal sonno si destava; e intorno
Volgea smarrito e spaventato il guardo.
Gridando: aiuto! aiuto! aiuto! aiuto!
E si mettea sul viso ambe le palme.
Così puniva il Ciel l'orrendo scempio
Dell'innocente anciso giovinetto,
L'ombra del quale, orribile fantasma!
Tremar faceva l'uccisore infame.
Tra i rimorsi, le veglie e la paura
Visse molti anni quell'incordo avaro,
Privo dei lumi; che a punirlo Iddio
Dell'avarizia sua, dei suoi delitti.
Gli tolse il mezzo di veder dell'oro
Il funesto splendor, che l'abbagliava,
Fino a renderlo, ahimè! Vile omicida,
Giunse al fine per lui l'ora fatale,
Che l'appellava dell'Eterno Al Trono,
Qual reo dinnanzi alla Giustizia vera.
Egli moriva: e nel morir più volte
Maledisse il Creato, e l'esistenza
Dell'alma sua, che nel terribil nulla
Volea già spenta. Ahi sciagurato! Eterna
Terribil'esistenza ora ti aspetta
Nella cupa infernal sede dei rei,
Dove iuvan dei tuoi falli avrai cordoglio.
Ivi a neri caratteri vedrai
Scritta del Ciel terribile sentenza "
" Ecco la valle, ove la gioia è morta!
" Lasciate ogni speranza voi ch'entrate!
Nè avrai benigno spirito, che ti dica:
Quì si convien lasciare ogni paura;
Ma di Cerbero invece la fumante
Triplice gola troverai, che in petto
Ti verserà d'inferno ardenti fiamme.
Infatti egli moriva: e allor che inquieto
Al suo corpo un addio dava lo Spirito,
D'angeli neri orribile caterva
L'accolse in seno, ed esultante sparve.
Da : "_________ Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero___________"
31/03/11
Cartolina di tanti anni or sono....
Eravamo ragazzi quando abbiamo girato questo video moltissimi anni fa, il nostro era uuno spirito da rivoluzionari, volevamo cambiare alcune cose, che potevano cambiare tante cose. Così non è stato! e forse così non sarà... buona visione e Oltre.....
23/03/11
Lungimiranza.... e non Oltre

Avere questa dote, questa peculiarità, questo vedere oltre è fondamento base per fare politica, e riuscire, perchè no, ad essere lider. Infatti si dice; è stato un grande statista lungimirante, oppure la scelta del lider è lungimirante, da vero lider, o ancora merita ciò perchè ha creduto in questo prima degli altri. Noi siamo certi che essere lungimiranti comporta dei rischi e non è sempre facile decidere e di conseguenza prendere delle decisioni, ma siamo altrettanto certi che tanti pur scendendo nell'agorà, non hanno ne questa ne altre capacità. Ma qual'è la certezza che ci conforta? quella di essere convinti che senza lungimiranza non si può amministrate, non si può fare il bene comune, non si può progettare il futuro, non si pensa alle generazioni che verranno, non si passerà alla Storia. Il fine giustifica i mezzi, questa è una delle frasi che ricorreva molti anni addietro quando della politica se ne faceva una passione, una missione ma poi tutto è cambiato, la politica si e messa alla mercè di quanti hanno usato, e usano la politica e il potere per scopi personali, o ancora peggio per corrompere e ricattare la società civile. Arricchendosi alle spalle dell'onesto cittadino che non riesce più a distinguere l'illegale dal legale, il giusto dalle ingiustizie, il cittadino onesto vive immerso in mille paure, e nell'impotenza più totale rispetto alle lobby in tutti i settori, anche in quelli della pubblica amministrazione, soprattutto in quelli. Ecco allora la nostra,una delle tante, battaglie che stiamo conducendo; La Rivoluzione Culturale, senza contrapposizioni ma con il chiaro intendo di crescere, per affrontare le sfide del presente e progettare il futuro. Molti che partecipano al nostro blog hanno avuto esperienze politiche e oggi si sentono quasi in dovere di scndere in campo per dire la loro, per confrontarsi e discutere di quello che si può o si deve fare, sempre con metodi e sistemi corretti. Tanti amici fanno politica, sparsi in tutta l'Italia. Il prof. Rocco Linardi a Mantova, e tra le altre attività è direttore di un museo http://www.valentigonzaga.com/ Saverio Iacovino è vice Sindaco e Assessore ai Lavori pubblici in un ridente paesino del piacentino, Monticelli d'ongina. L'origine di Monticelli risale all'epoca romana, in quanto la zona era un punto strategico sul Po, come è testimoniato dai reperti trovati e, ora conservati nel Museo Archeologico locale. Ma invitiamo, se vi trovate da quelle parti ad andare a visitare Monticelli. http://www.comune.monticelli.pc.it/ . Con Saverio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchere, e ci siamo detti tante cose sul paese natio, e sul suo furturo, sulle difficoltà che ci sono nell'amministrare un piccolo comune e ancora che il fine di un Amministratore debba essere quello dell'interesse generale e non il particolare e soprattutto non fare il propio interesse. Poi c'è Rosario Berardi,Assessore ai Servizi Civici, Società Partecipate, Reti Tecnologiche, Informatizzazione, Edilizia Scolastica del Comune di Pioltello (MI), e poi tanti altri impegnati attivamente in politica. http://www.rosarioberardi.it/, Rosario è il più longevo della politica. Tanti altri si occupano di politica e soprattutto a loro va il nostro accorato appello per aiutarci in questo percorso tortuoso e in salita ma siamo convinti che la strada delle sinergie, del confronto e dell'azione siano giuste. La politica è mediazione, partecipazione, confronto e scontro (verbale) dialettica e proposizione, dinamismo e pragmatismo. Credere non più in ideali pindarici, ma in cose concrete e praticabili, in progetti che possano creare quel reale sviluppo, senza aspettate i contributi statali o sussidi falsi, o ancora peggio vivere da parassiti. Vorremmo, dopo 150 anni dall'Unità d'Italia, vivere una nuova e reale Primavera, che punti su valori che il tempo non può mutare ma la storia si!!!
21/03/11
SOLSTIZIO....dI Primavera
Giorno e notte sono in perfetto equilibrio,tempo di magie, di richiami primordiali, di venti lontani che portano, con l'aiuto del destino, o del fato, arie nuove, cambiamenti repentini e inattesi. Risveglio dei sensi e nuova vita. La campagna si inonda di mille colori e assume quel tratto di giovinezza che è sempre dentro di noi, deve essere sempre dentro di noi, per rinnovarsi, riveggetare, rivitalizzarsi e cogliere i profumi, i colori e gli odori della nuova e rigogliosa stagione. La primavera è stata fonte di rivoluzioni culturali e di popolo che hanno ridato dignità e speranze mai sopite , come le grandi" primavere" di Praga, d'Europa e i grandi cambiamenti epocali al grido di "PRIMAVERE". Noi crediamo che la Storia si ripete e che nessuno può negarci la speranza di un mondo migliore, di una terra migliore di un Uomo migliore e Oltre.Un volo di cirri
nel cielo azzurro
dove la forza che han dentro
le spinge.Si spostano e vanno,
si spostano e vengono.
Sono come il pensiero
che corre su tutto;
sul bene e sul male
nel chiaro e nell'ombra.
E si ferma là...
dove nessuno può dire s'è bene,
dove nessuno sa dire s'è male.
da " tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa
18/03/11
E' Primo vero fiore
| Lo zafferano della Sila |
17/03/11
Differenziando... senza stoccaggio
1) Quanto tempo rimane stoccata la spazzatura differenziata (plastica e vetro) in prossimità delle stalle all'interno della famosissima Aria Attrezzata?
2) L'umido dove verrà stoccato in attesa che diventi riutilizzabile?
3) Della discarica in località "Tre arie" cosa ne sarà?
Queste alcune delle domande che sorgono spontanee, poi se vogliamo andare Oltre, come sempre, ci verrebbe da chiedere altre semplici e concrete cose, come un approfondito resoconto dell'operato dell'Amministrazione a tutti i cittadini di Bocchigliero, residenti o non residenti,
13/03/11
Il confessore e ....Oltre
Molte volte nella persona di tutti i giorni,che ci serve con, profesionalità, cortesia e gentilezza la colazione o tutto quello che ci può occorrere durante una giornata di lavoro, si trova il nostro confessore, la persona con la quale potersi sfogare, indignare e perchè no confessarsi. Questo è un giovane amico,Eugenio, che si prende cura, amorevolmente e con affetto, dei tanti clienti che affollano il bar che frequento quotidianamente. Questo post è dedicato a lui ma non solo anche a chi amorevolmente dedica, con passione e amore,il propio tempo ad ascoltare gli altri che hanno necessità di farsi ascoltare, di esprimere il propio parere,in una sola parola di confessarsi, di liberarsi e quindi di scaricare le propie tensioni che accumuliamo quotidianamente, che forse sono dentro di noi da tanto tempo e in qualche modo cerchiamo di sputarli fuori. Ma quello che ci chiediamo è, chi confessa i confessori?, chi li ascolta, chi comprende questo ruolo sociale importante e indispensabile?? Non vogliamo essere troppo obsoleti, ma abbbiamo bisogno di punti di riferimento, di valori, di obiettivi concreti e attuabili, di cose che in altri periodi erano appannaggio di una minoranza poco ascoltata e culturalmente vecchia. Allora si ascoltavano altri maestri, forse cattivi, ma che avevano un seguito, nella scuola e nella società tutta. Abbiamo il bisogno impellente di credere in un futuro migliore, abbiamo bisogno di avere dei valori veri, come la patria, l'identità antropologica, le radici fonte del nostro futuro e per questo pilastri portanti del nostro presente.
Grazie a tutti i CONFESSORI......e Oltre
Grazie a tutti i CONFESSORI......e Oltre
06/03/11
Disquisizioni filosofiche....e non Oltre!
Stranamente,e senza volerlo ci imbattiamo in alcune cose così evidenti che non possiamo che approvare senza neanche discutere. Guardiamoci attorno o intorno, e ci accorgiamo come tutti,anche noi, corriamo e abbiamo i tempi contingentati, non abbiamo,più, nessun confronto con l'altro, per poterci arricchire, ci si illude che i nuovi mezzi di comunicazione ci tengono in contatto e ci danno la possibilità di confronto con tanta gente lontana. Ma sarà vero tutto questo?. A noi ci sembra propio di no, ci manca il confronto diretto, ci manca l'espressione dell'altro per leggere, nella mimica facciale e del corp,o il disappunto o la reazione reale che il freddo pc non potranno mai darci, ci manca il profumo dell'altro, gli atteggiamenti, le movenze in una sola parola il dettaglio per andare Oltre. L'espressione mimica spesso è la cartina di tornasole per capire se quel che stai dicendo piace o meno, è più facile mascherare l'ipocresia davanti alla tastiera del pc. Mi torna in mente una massima di Socrate, il quale diceva : "Il dialogo è il sommo bene", che è inprescindibile per gli uomini, anche se in verità non definisce la verità una volta per tutte. Anche questo determinante è importante, perchè la verità va sempre messa in discussione. Ma la cosa determinante per Socrate,era la "maieutica", cioè " l'arte della levatrice" che nel metodo socratico sta per " tirar fuori" dal giovane allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti volevano imporre le propie vedute agli altri con la retorica o ancor peggio con l'arte della persuazione. Forse è propio così, viviamo in una società dove tutti ci propinano, con sermoni, con infiniti discorsi, argomenti o modi di pensare diversi dai nostri. Si, forse il dialogo è una delle carenze della nostra società, e le verità che ci propinano sono dentro di noi..... solo ed esclusivamente dopo esserci confrontati a lungo con qualcuno, e poi noi e solo noi ci faremo la nostra idea, giusta o sbagliata che sia, ma con una certezza ; questa verità, questa idea è nostra, giusta o sbagliata che sia ma Nostra.
03/03/11
Primavera....e Oltre
E' tempo di semina, è tempo di fioritura,rinasce la vita, risveglio dei sentimenti sopiti e ... Oltre. L'aria è ancora fredda la notte, ma il giorno c'è più luce, fà buio più tardi in questo periodo dell'anno,...La primavera, tempo d'amore, ritorneranno a breve le rondini e, se potranno, rifaranno il nido nello stesso posto,come faranno questi piccoli uccelli a riconoscere il posto esatto dell'anno prima?... è l'istinto che li aiuta, è il desiderio antico come il mondo che gli consente tutto questo; l'AMORE. Anche tutto ciò che sembrava morto rifiorisce dando vita ad una infinità di colori e profumi che a breve inonderanno l'aria. La prima viola, l'odore forte della zagara o il profumo dei fiori di campo, che riusciranno ad inebriarti il cuore.
Fioritura
Al tepore d'un cuore,
nella gelida notte,
sei fiorito, cespo di ginestra!
al letargo del freddo di Gennaio.
Col suo gelido manto
ti brucerà la neve
arrestando l'intero germoglio!
E i cespi,
a te vicino,
mai sapranno l'effimera tua gioia.
Da "Tra il vento e la pioggia" E. Benincasa
Fioritura
Al tepore d'un cuore,
nella gelida notte,
sei fiorito, cespo di ginestra!
Sei fiorito e mostri i fiori gialli
come sfidaal letargo del freddo di Gennaio.
Col suo gelido manto
ti brucerà la neve
arrestando l'intero germoglio!
E i cespi,
a te vicino,
mai sapranno l'effimera tua gioia.
Da "Tra il vento e la pioggia" E. Benincasa
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