28/08/12

Madre e matrigna; CALABRIA

 

Editoriale di Ernesto Galli della Loggia, tra i migliori giornalisti d'Italia, e che nessuno abbia qualche cosa da dire, questa è la storia, enti locali, comuni, province e regioni colpevoli, tutti hanno contribuito a depauperare un patrimonio che non tornerà più, con condoni e piani regolatori fatti per gli amici degli amici costruttori. Basta, vogliamo andare contro tendenza e pensare al futuro.

 

Il paesaggio preso a schiaffi

IMMAGINI E COSTI DELL'INCURIA
Il paesaggio preso a schiaffi

Trascorrere qualche giorno in Calabria - dico la Calabria solo come un caso esemplare (e pur sapendo di dispiacere agli amici che vi conto), dal momento che quanto è successo lì è più o meno successo in mille altre contrade della Penisola - significa essere posti di fronte ad uno spettacolo a suo modo apocalittico. Ed essere costretti ad interrogarsi su tutta la recente storia del Paese.
Lo spettacolo apocalittico è quello della condizione dei luoghi. Sono cose note ma non bisogna stancarsi di ripeterle. Centinaia di chilometri di costa calabrese appaiono distrutti da ogni genere di abusivismo: visione di una bruttezza assoluta quanto è assoluto il contrasto con l'originaria amenità del paesaggio. Dal canto loro i centri urbani, di un'essenzialità scabra in mirabile consonanza con l'ambiente, sebbene qua e là impreziositi da autentici gioielli storico-artistici, sono oggi stravolti da una crescita cancerosa: chiusi entro mura di lamiere d'auto, per metà non finiti, luridi di polvere, di rifiuti abbandonati, di un arredo urbano in disfacimento. L'inaccessibile (per fortuna!) Aspromonte incombente sulle marine figura quasi come il simbolo di una natura ormai sul punto di sparire; mentre le serre silane sono già in buona parte solo un ricordo di ciò che furono. Luoghi bellissimi sono rovinati per sempre. Non esistono più. Ma nel resto d'Italia non è troppo diverso: dalla Valle d'Aosta, alle riviere liguri, a quelle abruzzesi-molisane, al golfo di Cagliari, ai tanti centri medi e piccoli dell'Italia peninsulare interna (delle città è inutile dire), raramente riusciti a scampare a una modernizzazione devastatrice. Paradossalmente proprio la Repubblica, nella sua Costituzione proclamatasi tutrice del paesaggio, ha assistito al suo massimo strazio.

Ma oggi forse noi italiani cominciamo finalmente a renderci conto che distruggendo il nostro Paese tra gli anni 60 e 80 abbiamo perduto anche una gigantesca occasione economica. L'occasione di utilizzare il patrimonio artistico-culturale da un lato e il paesaggio dall'altro - questi due caratteri unici e universalmente ammirati dell'identità italiana - per cercare di costruire un modello di sviluppo, se non potenzialmente alternativo a quello industrialista adottato, almeno fortemente complementare. Un modello di sviluppo che avrebbe potuto essere fondato sul turismo, sulla vacanza di massa e insieme sull'intrattenimento di qualità, sulla fruizione del passato storico-artistico (siti archeologici, musei, centri storici), arricchita da una serie di manifestazioni dal vasto richiamo (mostre, festival, itinerari tematici, ecc.); un modello capace altresì di mettere a frutto una varietà di scenari senza confronti, un clima propizio e - perché no? - una tradizione gastronomica strepitosa. È davvero assurdo immaginare che avrebbe potuto essere un modello di successo, geograficamente diffuso, con un alto impiego di lavoro ma investimenti non eccessivi, e probabilmente in grado di reggere assai meglio di quello industrialista all'irrompere della globalizzazione, dal momento che nessuna Cina avrebbe mai potuto inventare un prodotto analogo a un prezzo minore?

Capire perché tutto ciò non è accaduto significa anche capire perché ancora oggi, da noi, ogni discorso sull'importanza della cultura, sulla necessità di custodire il passato e i suoi beni, di salvare ciò che rimane del paesaggio, rischia di essere fin dall'inizio perdente.

Il punto chiave è stato ed è l'indebolimento del potere centrale: del governo nazionale con i suoi strumenti d'intervento e di controllo. In realtà, infatti, in quasi tutti gli ambiti sopra evocati è perlopiù decisiva la competenza degli enti locali (Comune, Provincia, Regione), tanto più dopo l'infausta modifica «federalista» del titolo V della Costituzione. Lo scempio del paesaggio italiano e di tanti centri urbani, l'abbandono in cui versano numerose istituzioni culturali, l'impossibilità di un ampio e coordinato sviluppo turistico di pregio e di alti numeri, sono il frutto innanzi tutto della pessima qualità delle classi politiche locali, della loro crescente disponibilità a pure logiche di consenso elettorale (non per nulla in tutta questa rovina il primato è del Mezzogiorno). Questa è la verità: negli anni della Repubblica il territorio del Paese è sempre di più divenuto merce di scambio con cui sindaci, presidenti di Regione e assessori d'ogni colore si sono assicurati la propria carriera politica (per ottenere non solo voti, ma anche soldi: vedi il permesso alle società elettriche d'installare pale eoliche dovunque).
D'altra parte, si sa, sono molte le cose più popolari della cultura: elargire denari a pioggia a bocciofile, circoli sportivi, corali, sagre, feste patronali e compagnia bella, rende in termini di consenso assai più che il restauro di una chiesa. I politici calabresi sanno benissimo che la condizione in cui si trovano i Bronzi di Riace - fino ad oggi nascosti da qualche parte a Reggio, in attesa da anni di un museo che li ospiti - se è un vero e proprio scandalo nazionale, tuttavia non diminuisce di un briciolo la loro popolarità a Crotone o a Vibo Valentia.
Solo un intervento risoluto del governo centrale e dello Stato nazionale può a questo punto avviare, se è ancora possibile, un'inversione di tendenza; che però deve essere necessariamente anche di tipo legislativo. Ma per superare i formidabili ostacoli che un'iniziativa siffatta si troverebbe di sicuro davanti, deve farsi sentire alta e forte la voce dell'opinione pubblica, per l'appunto nazionale, se ancora n'esiste una. Non è ammissibile continuare ad assistere alla rovina definitiva dell'Italia, al fallimento di un suo possibile sviluppo diverso, per paura di disturbare il sottogoverno del «federalismo» nostrano all'opera dovunque.


 

26/08/12

News....e vecchie storie.

Tramonto sul lago Cecita Camigliatello Silano (cs)


Comincia da oggi la Settimana della cultura calabrese, organizzata dall'Universitas Vivariensis, http://www.universitasvivariensis.it/   la kermesse avrà come palcoscenico la Sila, ed in particolarere Camigliatello Silano. Da oggi fino al 2 settembre ci saranno passeggiate silane, giochi tradizionali e presentazione di libri "Agosto, libro mio non ti conosco" e in fine suoni e visioni per chiudere le serate. Ricchissimo il cartellone, vi suggeriamo una capatina per comprendere ciò che si muove nella cultura calabrese. Per il dialetto questa sera verrà messa in scena una commedia dialettale "'U sìarvu e 'ra patruna" di Paolo Guglielmelli, rivisitazione de "La locandiera" di Carlo Goldoni.

 

24/08/12

Volere è potere.....

L'apparire è come mostrare solo la parte esterna di una persona, ma oggi è molto importante apparire per essere, per stare con gli altri, per condividere gioie effimere, vuote piene del nulla dell'inutile, lontano dai problemi veri, reali, quotidiani e vitali. Continuiamo nel nostro silente e faticoso cammino, per non apparire, ma essere d'aiuto concretamente a chi ne ha bisogno.




                                                II              ODONTIKOS 94'


C'era molta attesa per quel momento, i preparativi erano frenetici ma ordinati, tutto filava liscio e le cose andavano bene. Ma dal momento in cui cominciò a piovere tutto sembrò cambiare, gli imprevisti cominciarono a fioccare; uno fra tutti mi preoccupò in maniera seria, si doveva trovare una soluzione a quel dannato sciopero dei voli all'aeroporto di Milano, i relatori del sabato non avrebbero potuto raggiungere Taormina, esattamente L'Atahotel Capotaormina    http://www.atahotels.it/capotaormina . L'albergo è uno dei pochi al mondo costruiti al contrario, la hall del Capotaormina, è la parte alta, in cima all'hotel, i piani sono nella roccia fino al mare, o alla piscina con ristorante annesso, è un lembo di paradiso tutta quella zona con l'isola Bella, sembra una cartolina che fa parte dell'immaginario collettivo. Ma torniamo al problema, i ralatori, internazionali, pubblicizzati da tanto tempo non potevano mancare. Presi da solo la decisione, gli prenotai un volo su un jet che,  tramite un caro amico dell'Aereo Club di Crotone. Elio, questo il nome del pilota, che riuscì in meno di due ore a prenotare e far giungere i nostri attesi relatori al check-in, loro, i relatori, rimasero all'ibiti, non volevano credere alle loro orecchie, prima e dopo neanche ai loro occhi, si imbarcarono la sera del 21 Ottobre alle 17:55. Arrivarono all'aereoporto, Fontana Rossa di Catania, intorno alle 20, con un pulmino dell'hotel raggiunsero Taormina intorno alle 21, noi eravamo a tavola, si discuteva della prima giornata congressuale e della location, era propio il caso di usare questo termine inglese che indica luoghi idonei per girare dei film, e Capo Taormina meritava anche questo, si è un posto magico, un lembo di paradiso. Il giorno dopo si tenne regolarmente la seconda giornata congressuale anche se ero molto triste, perchè anche in quella occasione mancavano persone importanti ad applaudirmi, ed in particolare Riccardo, mio amico e maestro, a cui dedico questo racconto.

22/08/12

Angoli.....Passioni

Tanti angoli di paradiso esistono, dentro di noi e fuori, le albe, i tramonti sono spettacoli che trasformano in paradiso luoghi e persone. L'arte, le passioni e i talenti, sviluppati, portano ad essere ciò che si desidera!. La fotografia non può essere moda, tendenza, bisogna avere passione e conoscere la luce...... la poesia è l'intimo e la sofferenza la gioia e il dolore, è il sussulto dell'anima e forse Oltre.


   
  SERA DI SETTEMBRE
     (Parole lontane)




Ancora vanno
donne con vesti corte
fresche nel vento.
         
           Ma il giorno che abbassa
           bisbiglia
           parole d'ombra.
        
           E grappoli di ore
           chiamano e parlano
           come da casa lontana.

Un segreto pensiero
di resa
fa più dolce la sera.

Diviene persino agognata
se mette una maschera lieta.
Se promette silenzio.

E non cancellare il mare.




                                             Di Nevio Nigro       Le Donne Oscure   Campanotto Editore
                                                                                                     Feb.2000


       
 

19/08/12

Innovare...per il futuro.



http://www.fattoriastocchi.it/home.html
In tanti modi si può non dimenticare; Umberto Doninelli ha scelto la strada dell'innovazione e della trasformazione di ciò che era e ciò che è stata la sua infanzia. La Fattoria Stocchi, piccolo e delizioso Albergo 4 stelle, posto nel cuore pulsante della Rende moderna a pochi chilometri dall'università della Calabria (UNICAL) . C'era molta povertà in quel lontano 1940,quando Umbertino Doninelli,all'età di un anno, con  la sua famiglia si trasferirono in Calabria. Il papà Alcide e lo zio riuscirono a bonificare terreni paludosi avviando una florida azienda : Fattoria Stocchi .  Nel 1947, dopo anni di sacrifici, coltivarono per la prima volta il tabacco,lavorandolo nella stessa azienda.Chi entra oggi nell'Albergo Fattoria Stocchi si immerge in un ambiente familiare in cui si respira un'atmosfera accogliente e autentica, il ricordo del passato è tenuto vivo dall' innumerevoli foto-storiche all'interno delle sale arricchite da mobili originali e sapientemente restaurati, inoltre l'Albergo dispone di una palestra, di una piscina, sala ricevimenti,sala convegni e persino un servizio per accogliere animali domestici degli ospiti..Doninelli, ha saputo, come i suoi avi, essere un pioniere e rinnovarsi per guardare al futuro senza dimenticare il passato.

16/08/12

Oltre Ferragosto

Foto di:     http://minusca-minu.blogspot.it/2012/07/surface-per-pierooltre.html
Era verso la metà di Agosto quando decisi, senza sapere il perchè ,di intraprendere la strada dei blogger, di avere un luogo dopo poter condividere, con altri, una sorta di diario di bordo, di progetti che potevano interessare tanti, non tantissimi, come oggi, abbiamo conosciuto tanta gente in rete buona, sensibile, ma anche gente cattiva, arrogante, e violenta, c'è di tutto in questo mondo virtuale che apre all'unisono le porte di mondi diversi e complessi, di aberrazioni e fobie individuali. La bellezza spesso non è la perfezione statica ma un concetto dinamico e sinergico, che possa portare al benessere collettivo, senza sforzi e illusioni ma con onestà intellettuale e morale. Sulle ali dei sentimenti puri viaggia l'uomo saggio, con la coscienza in mano per riflettere la luce divina della conoscenza. Il ferragosto di un tempo non c'è più, i ricordi rimangono per essere raccontati e resi immortali.Grazie a tutti quelli che hanno apprezzato il nostro lavoro e anche a chi ci ha denunciati e criticati, perchè anche loro hanno contribuito alla nostra crescita.
La nostra foto di Ferragosto! per voi.

08/08/12

Associazionismo....e Oltre!.


Fontana di strada, per ricaricare gli animali e gli uomini!



Tante volte le associazioni nascono per affrontare problemi, discutere di politica locale e/o nazionale, a volte nascono come paravento, copertura per ottenere fondi e crearsi un becero ed effimero  bacino di voti e di elementi disposti a tutto per un misero boccone di pane duro o briciole,"rimasugli", in una sola parola mezze cartucce. Ma la musa è cambiata, i partiti inesistenti sul territorio e i movimenti che crescono e fanno innnamorare tanti, forse troppi, Grillo e il suo movimento ne è un chiaro ed inequivocabile segnale, non c'è fiducia nelle promesse, queste sono ormai inopportune e inutili, non attaccano più, al massimo ci si deve accontentare di una sediolina in un coll-center, per 400/600 euro al mese, briciole, cose assurde e spesso poco gratificanti per ragazzi laureati e senza un futuro!...........
La passata generazione,50/55, non ha saputo essese lungimirante, eppure, rileggendo la storia, i soldi, quelli veri e non virtuali, la Calabria li ha avuti, e anche tanti. Gli amministratori del passato hanno cercato di guardare la punta del loro naso e non Oltre, curandosi i propi interessi e non Oltre, progettando per il futuro cattedrali nel deserto o mezzi progetti che hanno abortito per tanti motivi, ma non per mancanza di soldi. Dov'è il bene comune di cui tutti, o quasi, si riempiono la bocca, dove si fa il bene della colllettività, e allora è tempo giusto perchè di tutto questo si faccia ammenda, si guardi seriamente e in maniera concreta al futuro, a quello che lasceremo ai nostri figli, alle future generazioni.
C'è da appellarsi a tutti gli uomini e le donne di buona volontà per attuare progetti che mirano ad un concreto sviluppo del territorio locale valorizzando ogni minima opportunita che viene dal territorio stesso, e le cooperative, se ben guidate, potrebbero essere un mezzo su quale poter percorrere la strada del futuro. Volere e potere diceva qualcuno, altri aggiusero che:" l'uomo è portato a sbagliare, solo i grandi uomini lo ammettono". 

04/08/12

L'altra politica

In questi giorni di ferie, di calura con nomi mitologigi, non si placa la polemica tra la Procura di Palermo e il capo dello stato. Qualcuno ancora si ostina ad usare il condizionale per la trattativa stato- mafia. La presidenza della Republica ha denunciato la Procura di Palermo e qualche giornalista si ostina ad usare il condizionale, Perchè?... questo bisognerebbe chiederlo a Eugenio Scalfari. Ma noi non lo perdoniamo, come ha fatto Antonio Ingroia. Perchè queste sono accuse di calunnia ad un organo dello stato, la magistratura, superiore a qualsiasi giornalista, anche di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, e padre del giornalismo italiano.
Antonio Ingroia non è solo un magistrato integerrimo, che applica “la legge eguale per tutti”, è anche un gran signore. Domenica sera, durante un dibattito alla “Festa dell’Unità”, ha replicato alle accuse di Scalfari (fondate sul nulla, se dovessimo usare una locuzione molto in auge nel Colle più alto), ma lo ha anche perdonato in nome della sua storia di padre del giornalismo.

di Antonio Ingroia

Sono assai stupito che un padre del giornalismo, in genere molto attento a essere dettagliatamente informato su tutti i temi che è solito affrontare, ignori la normativa ed esprima un’opinione così disinformata, accusando la Polizia giudiziaria e la Procura di Palermo di illeciti gravissimi. Noi abbiamo sempre e soltanto applicato la legge con il massimo delle cautele (…)

Oggi purtroppo [Scalfari] commette un infortunio che normalmente non accade a giornalisti di questa levatura, semplicemente non essendosi informato sulle leggi vigenti in Italia oggi, e accusando [la Procura di Palermo] di aver commesso degli illeciti … siamo tra la diffamazione e la calunnia, ma comunque sorvoliamo, perdoniamo a Scalfari per la sua storia questo tipo di reazione per la verità un po’, diciamo così, sopra le righe.

30/07/12

Orgoglio italiano, orgoglio Calabro



Riecheggia ,nell'aria, l'inno nazionale e tutti ci emozioniamo, dopo i Mondiali le Olimpiadi , ci fanno sentire orgogliosi, o forse no!! Il popolo italiano ha un Orgoglio di patria, vive i sentimenti di patria o non ha questi valori? . Nella confusione abbiamo perso di vista queste cose che sono le nostre radici di popolo. Noi italiani proveniamo da radici che affondono nel lontano medioevo e nel Risorgimento, per poi continuare con l'Unità d'Italia nel 1861, esattamente cento anni prima della mia nascita. Il nostro inno rammenta i valori dell'italiano nella figura di Balilla, che scagliò la prima pietra nella rivolta di Genova, per tornare indietro ai fasti di Roma caput mundi. E Oggi quella storia e quei valori non possono essere dimenticati, abbiamo necessità di sapere da dove veniamo, per essere certi dove andiamo. Un caro e affettuoso augurio va alla longobucchese,Rosalba Forciniti, che mi ha fatto sentire orgoglioso della mia terra, la Calabria, che viene ricordata solo per fatti negativi, che non merita il posto che occupa nelle classifiche più disparate, noi calabresi non meritiamo questo, ma abbiamo bisogno di un riscatto politico, sociale e culturale che passi attraverso le nuove generazioni e guardi al futuro con decisione, orgoglio e voglia di riscatto, grazie alla campionessa di judo, che con la sua medaglia di bronzo ha dato uno scatto a tutti quelli che ancora credono in una vera e prosperosa rinascita.

12/07/12

Pensare

Meravigliosa foto di una nostra amica blogger, vai a vedere le sue foto|   http://minusca-minu.blogspot.it/


                                                                      Il flusso positivo


Il flusso positivo del successo.
L'ottimismo è la chiave del successo, tanti lo hanno raccontato, ma pochi lo conoscono veramente. Abbiamo potuto apprendere che chi pensa positivo riesce a realizzare i progetti, non si ferma alle prime difficoltà, non si demoralizza con facilità, vede il bicchiere sempre mezzo pieno. E' preferibile accettare le situazioni che abbiamo difronte, reagendo e continuando il nostro cammino. I tempi bui vanno affrontati, fanno parte della vita che dobbiamo viverla guardando al futuro. L'auto-motivaione, la voglia di affrontare sfide sempre più difficili ci consentono di rinnovare il nostro entusiasmo, c'è necessità di trovare nuovi scopi, attività gratificanti che possano renderci felici. Certo è che i pensieri positivi sono un polo di attrazione per gli eventi positivi, mentre i pensieri negativi ci intrappolano in una spirale di energia negativa. Tutto questo può dare l'idea di una filosofia teorica e non pratica, noi, vi garantiamo che basta crederci e volerlo con autorevolezza e convinzione, per poter mettere in moto il flusso positivo del successo.                  



10/07/12

Calabria



Calabria
Cca sù nnati patrimma e mamma mia
e cca dormanu 'mpace 'u sùonnu eternu.
Ccca sugnu natu pur'io Calabria mia.
Ti stìanni longa longa 'ntra dui mari
e Rocca a Rreggio e 'nzinu a Praia a mmare.
Sulu 'ntre vrazze tue nasce e cci crisce,
cumu si Cristu cci avisse benedittu,
'a kianta e l'ordurusu bergamottu.
Sti mari chi ti sù nnaca e ccuruna
sù nnietti e cchiari cumu 'nu brillante,
mentre 'stu cìelu pare fattu a mmanu
e 'nu pitture chi dare s'è ffattu
culuri ed arte e Cimabue e dde Giotto.
'U Pollino chi tieni ppe ccuscinu
'u vìentu e tramuntana ti ripare,
ccussi fa Dolcedorme 'mpampinata
dduve 'a dimura l'aquila cci ha fattu.
L'Aspromonte chi tieni ppe trapunta
è 'nn'atra perna e da cullana tua
dduve l'olive sù cculure e argìentu
cumu 'nu mantu de 'na fata antica.
'Mmìenzu, assettata cumu 'na regina,
a Sila nostra, chi 'ntre vrazze tene
'u Cecita, 'u lagu Arvo e ll'Ampollino:
tre specchi e acqua pura cumu 'u cìelu,
atre tre perne e da cullana tua.
Cca nasce e crisce portugallu e ffagu,
oliva ducia e glianna de carigliu,
uva frammosa e ppumu limuncìallu.
Cca fa llu nidu 'a quaglia a Primavera
e lla beccaccia, e vìernu, cci dimure.
'U sule chi t'allumine e tti scraffe
cunkje lla ficu, 'u pumu e lla cerasa
e ssutta 'a corkja reste e lle 'nsapure.
I figli tuvi, sparsi ppe llu munnu,
sentanu sempre 'u desideriu e tie:
e 'stu sule e 'stu cìelu e 'ste muntagne
e 'sti laghi e 'sta gente e dde l'affettu
ch'un trovanu stapìennu a ttia luntani
e prìestu o tardu pensanu a tturnare
ppe bìdare 'stu cìelu cristallinu
chi doppu vistu nun si scorde mmai.


Da: "Liriche in vernacolo calabrese"

02/07/12

Fortuna!

Questa è una delle bellissime foto del nostro amico blogger  Miguele    http://miguelemele.blogspot.com/
Pensieri in libertà, intrisi di storie e fortuna, di ombre e di luci non lontani nel tempo breve della vita. Oggi il tema del giorno è la fortuna, che incide moltissimo sulla vita degli esseri viventi, ma oltre  questo la dote principale è il coraggio di osare, di proporsi ed essere anche criticati, giudicati e a volte gratificati... non fu vana gloria, ma lavoro, passione e ricerca, per arricchire la mente e l'Uomo nel suo insime.
              



                                            ALLA FURTUNA


E quannu sugnu natu, e ssu' ttant'anni,
'un sugnu statu 'mpace 'nu mumento
jennu girannu sempre, notte e jjurnu,
ppe tti scuntare, Furtunella 'ngrata.
T'haju chiamatu spissu, citu e fforte,
ma m'ha rrispusu l'ecu chiacchiarune.
Sarà ca si' 'nzurdata e nnun mi sìenti
o sìenti e mmi fa' 'a ricchia e du mercante.
Fatte vidìre, Furtunella 'ngrata!
Fatte vidìre e nnu ti vrigugnare
ch'u sacciu: si strazzata o culinula.
Fatte vidìre, ca tantu ti ritruovu
ch'e scarpe su' ssulate e nnu mi stancu.
Quannu ti si' stancata e mi lassare
girannu sulu ppe 'sti munni munni,
vèstate tutta nova e ddamme 'a manu
chi mi nni porte subb'a strada 'mpara.


        Tratta da: Liriche in vernacolo calabrese
          Pellegrini Editore 1981, di E.Benincasa.

22/06/12

Storie...Romanzate




Le storie nascono dalla vita vissuta, si possono, poi, romanzare, raccontandole aggiungendo o a volte omettendo; luoghi città o situazioni riconoscibili a chi li ha vissuti.
Racconterò alcune storie, episodi medio-brevi, anzi brevi, che forse ho vissuto, o mi hanno raccontato, oppure fatti da me romanzati o ancora di pura fantasia. Il blog, in questi anni, non ha cercato,  di aumentare i visitatori, ma ha voluto precorre i tempi, ha creduto in qualche cosa che oggi possiamo affermare con certezza che avevamo visto bene, perchè gli altri; Le università, i centri o poli di ricerca erano attrezzati per trovarci, avendo capito l'importanza della comunicazione, la rete, internet e tutti quei mezzi di comunicazione che occorrono alla ricerca per il domani, per il futuro. L'uomo si è accorto che senza la conoscenza del passato  non si va da nessuna parte!, assolutamente da nessuna parte, forse il tempo è appena appena sufficiente per recuperare, e il nostro motto da oggi sarà : "La storia la fa chi arriva prima". Solo allora si raggiunge quell'immortalità storica oggettiva a cui l'uomo ambisce per natura per atavica ed immortale genetica. L'immortalità per aver lasciato, alle generazioni che verranno,un segno, una traccia o un ricordo che verranno tramandati all'infinito ...........

ppe jjungere alla serra ch'a signatu,
'na notte e Ottobre, quannu sugnu natu.
                                                                              
                                                                       
Ma torniamo a queste storie o racconti brevi,
dopo attenta lettura del materiale esaminato, quasi all'unanimità, si è deciso di raccontarvi una storia successa tanti anni or sono.


                         Il Volo!
  1.          Correva l'anno 1994, c'era sciopero dei traghetti e in Sicilia non si poteva arrivare in macchina e neanche in treno, quindi per alcuni giorni la Sicilia si poteva raggiungere solo in aereo. Peter, il protagonista, aveva bisogno di essere, a tutti i costi, entro le 19,00 del 16 Luglio al Motel Agip di Palermo, se non ricordo male l'anno prima, proprio al Motel Agip, era stato catturato Totò Riina. Peter, che gestiva diverse attività, si occupava, anche, di associazionismo professionale volontario, e con i mezzi, pochi, a sua disposizione prenotò un aereo bi-posto per Palermo. Fu fortunato, Peter, dopo solo tre o quattro telefonate e un fax riuscì a prenotare un volo personale per Palermo. L'aereoporto di partenza era raggiungibile, da Peter, in trenta-quaranta minuti al massimo. Erano le 16,00 del 16 Luglio del 1994, e tutto filava liscio. Ma forse i tempi erano molto ristretti, bisognava fare in fretta!!. Ma Peter, anche se in ritardo, avrebbe raggiunto Palermo. Il ritardo ci fu, con alcune sorprese e piccoli colpi di scena. Dopo il disbrigo delle pratiche aereoportuali, decollarono e Peter si riuscì anche a rilassare. I tempi si erano ristretti, si faceva molto tardi, ma il pilota, Elio, nato in un piccolo paesino di montagna, era cresciuto con il sogno di volare, e con la voglia di osare, e forse c'era riuscito, propose a Peter di atterrare in un piccolissimo aereo club nel cuore di Palermo: Bocca di Falco!!!   L'aereo club Bocca di Falco era diventato famosissimo in tutto il mondo per note vicende di trasporto di sostanze stupefacenti, tra cui morfina base, per poi produrne eroina di eccellente qualità, e veniva esportata in tutto il mondo. Elio, il pilota sosteneva che se fossero atterrati a Punta Raisi, l'aereoporto di Palermo, certamente, Peter,avrebbe fatto più di un'ora e mezza di ritardo.Peter, a cinquecento e più metri di altezza e con sotto il mare dovette decidere, e decise di atterrare nel cuore di Palermo,aereo club "Bocca di Falco", con tutte le conseguenze che ne potevano deriva. Appena atterrati si videro arrivare, prima la finanza, con annesso gruppo cinofilo, poi l'esercito con ben due campagnole della FIAT, anni 70', con sette o otto militari armati di tutto punto, ed in fine una macchina dei carabinieri. Furono i carabinieri a chiedere; brevetto di volo e documenti, intanto i militari erano schierati con le armi puntate a terra, e i finanzieri con i cani, bellissimi esemplari di pastori tedeschi.  Aveva i baffi il carabiniere che chiese i documenti, non molto alto e con dei binari sulla giacca, scoprirono dopo che si trattava di un maresciallo Capo. Il maresciallo con i documenti in mano chiese ad entrambi di allontanarsi dal velivolo e di accomodarci in un piccolo angolino che si era creato con i mezzi. L'attesa fu breve, al suo ritorno chiese a Peter se conosceva un signore del suo paese, e alla risposta affermativa di Peter, il maresciallo affermò che aveva fatto servizio proprio al suo paese. L'ora incombeva e il maresciallo chiese a Peter, come mai si trovasse a Palermo, in tutta fretta, erano già le sette e qualche minuto, Peter spiegò il motivo, e il maresciallo, consultatosi con gli altri, fece salire Peter sulla macchina dei carabinieri e con le sirene spiegate, raggiunse il Motel Agip alle 19,15, in perfetto,orario..                    
                                                                               Tratto da :I Racconti..
                                                                                                 

11/06/12

Grazie!!!



Immagine tratta da: Wikipedia 

Ci concediamo un periodo di riflessione, ci fermiamo per raccogliere le idee e ricominciare a porci degli obiettivi chiari e precisi, puntando a cose reali e concrete, che possano essere d'aiuto a quanti, e sono tanti, hanno bisogno di una piccola spinta per poter cavalcare l'onda giusta!, per tutti quelli che vedono il bicchiere, ancora, mezzo pieno, per quelli che credono nei loro sogni e per noi stessi, che miriamo ad una crescita culturale e spirituale. Tante ne abbiamo sentite in questi anni, ma in concreto poco o nulla è cambiato, anzi, se si vuole essere precisi, si è tornato indietro. Ma essendo. noi, ottimisti di natura ancora speriamo in una vera e concreta rivoluzione culturale, che possa ridare dignità a quanti hanno sempre creduto possibile che questo accadesse. Ci tocca fare l'ennesimo appello a tutti gli uomini di buona volontà, a chi crede in un futuro migliore per le generazioni che verranno, sposando la politica come missione, con passione e lealtà, senza fini personali o economici. Noi ancora crediamo in una sana e vera politica, che miri al bene comune, che sia lungimirante e progetti il futuro. Non dobbiamo assolutamente allontanarci dalla politica, perchè questo pegiorerebbe le cose, se ancora possano peggiorare. Abbiamo visto politici rubare, sposare idee folli e senza futuro, amministratori che, per pochi spiccioli, si sono svenduti al miglior offerente, e ancora partiti sciogliersi come neve al sole, ma siamo certi che ci saranno tempi migliori per poter fare concretamente POLITICA, raccogliendo le istanze e i bisogni della gente, senza pensare a opere faraoniche ed inutili, la politica dei piccoli passi, per arrivare lontano.... lontano e forse Oltre    http://it.wikipedia.org/wiki/Politica

27/05/12

Papaveri e paperi


E' un ragionamento che volevamo fare da un pò di tempo, condividendolo con tutti voi, e non siete più pochi! anzi vi diremo di più; siamo troppi. Questo può essere un sillogismo secondo il grande Aristotele? No questo non è un sillogismo.Ma è una costatazione dei fatti, siamo subissati da richieste di  pubblicità, da inserire nel blog-sito, ma noi continuiamo cosi.. con qualche pausa, più o meno lunga e soprattutto non vivendo ansie da statistiche, anzi avevamo pensato di chiudere il blog per eccessivo impegno, ma poi ci siamo detti; non abbiamo ansie da prestazioni e quindi come và, và sempre bene. Ma torniamo al nostro ragionamento, non tutti i politici sono ladri, ma oggi si pensa che tutti i politici sono ladri, monta l'anti-polica, avanza il movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.
I  cosiddetti grillini, chi pensa che legalità e crescita vadano di pari passo è grillino, chi non accetta i finaniamenti ai partiti è grillino, chi pensa alla politica come missione è grillino,ma quando gli stessi diventano politici anche loro sono ladri? Crescono come funghi le liste Cinque Stelle, ma quasi tutte non hanno ne testa ne coda, inesperti e incapaci di amministrare, privi  di un vero programma che oltre alla protesta, forte, no ha una vera  una proposta.  Da pochi giorni è stata ricordata la strage di Capaci, ma siamo capaci di non dimenticare, e ancora, siamo capaci di fare ammenda di quello che è stato?. Noi ci placheremo quando l'intreccio tra politica e mafia sarà svelato, quando saremo capaci di vedere con gli occhi dei giusti e la fede del cuore. Fare politica è un esercizio complesso e per nulla semplice, ma è l'unico modo per partecipare alla vita sociale, politica e religiosa di un borgo, di una città, di una nazione. Vorremmo che gli uomini, di buona volontà, possano contribuire fattivamente al miglioramento della vita socilale, economica e religiosa, per poter consegnare alle future generazioni un mondo migliore. Non faccioci illudere dai facili sillogismi, che servono a chi deve nascondere e coprire malefatte e intrighi a limite della legalità, non siate attratti da facili ascesce, perchè di facile non c'è quasi nulla.... ecco un sillogismo, quindi attenti e vigili nelle scelte, non sempre facili, scelte che contribuiranno ad avere solidi pilastri dove poter costruire un futuro migliore...e Oltre. 

Luci e ombre

22/05/12

Oltre..Bocchigliero


Tanti si sono cimentati nella ricerca delle origini di Boccchigliero, sulle origini di questo splendido borgo situato tra gli 830m. e 1140m., sul livello del mare,ma pochi sono riusciti a dare una spiegazione storica, sulle origini del comune di Bocchigliero. Ma prima di parlare delle origini, si deve tenere in considerazione la storia del paese, che è fatta principalmente da pastori e contadini, Bocchigliero è uno dei 155 comuni della provincia di Cosenza, ed è uno dei paesi più isolati di tutto il territorio nazionale, il paese più vicino dista oltre 17 chilometri, sul versante jonico, e 40 chilometri da Camigliatello Silano, verso la Sila. Questa strada di collegamento è stata costruita i primi anni 30', dal regime fascista, Ministro dei lavori pubblici era Michele Bianchi, che visitò anche Bocchigliero. La strada di collegamento con il mare Jonio, è stata costruita dopo il 1916. Fino a quell'anno Bocchigliero era priva di strade di comunicazioni aveva, però, le mulattiere che servivano per trasportare la merce; olio, vino e formaggi, soprattutto. Tanti sono le testimonianze scritte in cui si parla di Bocchigliero come importante centro di produzione di vino e formaggi. Noi non crediamo che Bocchigliero sia la vecchia Arento, ma siamo convinti che il paese sia nato attorno all'anno mille, e questo lo si capisce dalla costruzione della prima chiesa, quella di S. Francesco costruita intorno al 1100, la chiesa, per chi non l'avesse notato, aveva, in principio, l'entrata verso il rione Destra, con  la costruzione di nuove case venne aperta l'attuale porta, e conferirgli maggiore importanza. Riteniamo, inoltre, che il paese sia stato poco contaminato da elementi linguistici esterni, e abbia conservato il suo dialetto quasi integro. La ricercatrice, di Oxford, che il mese scorso è venuta a Bocchigliero, Chiara Cappellaro, ci ha confermato tutto questo, inoltre il 29 di Maggio, presenterà la sua relazione, evidenziando l'integrità del dialetto bocchiglierese, e la particolarità di alcuni sostantivi e plurali. Noi ci auguriamo che il paese possa essere citato e valorizzato dal punto di vista squisitamente culturale, per avere un punto fermo dal quale partire, e ci impegneremo per rivalutare la figura umana e culturale di Don Giuseppe Scafoglio che tanto lustro ha dato al suo amato paese: Bocchigliero.

14/05/12

ITALIANO

Castello di S. Severina (kr)

E' ormai un dato accertato, un dato di fatto, lo dicono giornali, ricerche, mezzi di comunicazione e soprattutto lo dicono i fatti. Da oltre 12 anni in Italia non si parla l'italiano, i ragazzi che entrono all'Università non conoscono la lingua di Dante e di Petrarca, di Svevo e di Pirandello, padri della nostra lingua. Oggi, ma già da più tempo, ci siamo inglesizzati, fagocitando parole su parole, non dando i termini in italiano, e di conseguenza facendone uso, poi aggiungiamo a questo le abbreviazioni, sempre più frequenti, sui social-network (parola inglese), e l'aggiunta di termini dialettali, spesso scritti male e senza alcun criterio metodologico. Riscopriamo le nostre radici latine, e studiamo la complessa e frastagliata grammatica italiana, che merita essere conosciuta per conoscere le nostre radici e per amare una tra le più belle lingue del globo. Poi, e non per ultimo, conosciamo i nostri dialetti, per apprezzare e amare la lingua dei nostri padri e conprendere, ancor meglio, la nostra madre lingua:"L'ITALIANO". Attenzione, nessuno vuole fare il purista, nè l'accademico della "Crusca", ma o noi sembra che i cambiamenti linquistici necessitano di tempi lunghi, per consentire alle nuove generazioni di leggere e decifrare le radici familiari e sociali , se tutto ciò viene meno viene a mancare l'empatia , e allora c'è il rischio di precipitare in una inevitabile Babele, con conseguenze inimmaginabili. Forse questo può derivare dalla scarsa conoscenza della nostra meravigliosa letteratura italiana?, o ancora che l'uso smodato delle parole inglesi, possa nascondere la nostra ignoranza?

10/05/12

Anniversario.


Fior di Maggio

'A morte.

Quannu scade llu tiampu ch'è ssignatu,
trase 'ntre case senza trucculare
e nnun ti dune tìampu 'nu minutu

mancu ppe ddire, aiutame Signure!
U gguarde subb'e porte si c'è scrittu

conte, barune, principe o garzune
e nnun si vinne, cumu fanu tutti.
Iu,quannu vene, si mi dasse tìempu,
li vorre ddire, 'mmentre mi nni porte,

tu sula, subba 'a terra, si' lla giusta.



Tratta da: "Liriche in vernaclo calabrese"

di E. Benincasa
N.28/10/1930
M10/5/1996


05/05/12

A tutti i bocchiglieresi!


Bocchigliero, panorama.

Abbiamo ricevuto una lettera di ringraziamenti da parte della Dott. Chiara Cappellaro, ricercatrice linguista dell'Università di Oxford, che ci ha onorato della sua presenza dal 19 al 21 di Aprile u.s.. Desideriamo pubblicarla perchè giunga a tutti i bocchiglieresi, quelli che c'erano ma soprattutto per quelli che non c'erano.

Caro Piero,
sono io a dover ringraziare,di cuore, te e tutti i bocchiglieresi, che ho conosciuto durante la mia breve visita a Bocchigliero. Come linguista, che studia le varietà romanze, posso solo confermarvi l'interesse che il vostro dialetto ha in una prospettiva storico-comparativa, e incoraggiarvi a continuare l'opera di documentazione e valorizzazione del dialetto di Bocchigliero, opera già iniziata da   
Don Giuseppe Scafoglio; mi auguro che possa realizzarsi un centro studi a lui dedicato, anche perchè un personaggio del genere non può essere dimenticato dalle future generazioni. Ci tengo, inoltre, a ringraziare le persone che mi hanno fatto dono di materiale dialettale, con grande generosità, come; Ludovico Aurea,  Francesco Filippelli e il sign. Mingrone (suocero di Giuseppe Santoro)
Come visitatore (per la prima volta in Calabria), voglio dire che mi sono sentita accolta, nella vostra comunità, con il calore che si riserva a famigliari e cari amici. Grazie, sinceramente e dal più profondo del cuore ancora grazie, spero di tornare presto.
Un ringraziamento particolare a Giuseppe Santoro e alla sua famiglia, a Gianni Vincenzo, a Vincenzo Ricca e alla sua famiglia, all'artista Domenico Fontana, ma soprattutto a te Piero e alla tua famiglia.
A Udine, con mia mamma e Numa, e a Oxford si continuerà a parlare di voi con tanto affetto e gratitudine.
Grazie,
Chiara Cappellaro.
Fiori di campo in Sila a Bocchigliero

01/05/12

L'altra Politica......e Oltre!


Abbiamo certezza che le acque sono in movimento, in fermento e di questo, noi, ne siamo epidermicamente convinti, speravamo in un sub-movimento, in uno scatto di orgoglio, uno scatto di reni, forse ci eravamo illusi. Certo è che le squadre si stanno, fattivamente, preparando a vincere, anche perchè la posta in gioco è alta... per qualcuno altissima Crescere vuol dire affrontare nuove e più difficili prove  da raggiungere a tutti i costi, così pare, voci di popolo.  Ma andiamo alla faccenda con più focalizzazione del particolare. Al nostro caro paesello natio si lavora per la prossima campagna elettorale, che si terrà nella primavera del 2014. Il capo gruppo della minoranza, Giuseppe Santoro, ha deciso di ricandidarsi per mettere a disposizione della cittadinanza e dell'Aurora, lista civica, la sua esperienza maturata in questi anni, e riuscire a vincere la partita decisiva,  rimettendosi in gioco e raccogliere il lavoro fatto dall'opposiione, compito difficile e complesso. Sarà il futuro prossimo e le scelte a determinare il raggiungimento di tale obiettivo. A noi la strada ci sembra in salita, anche perchè la parte opposta è determinata a vincere per consentire al tempo di far sedimentare il ricordo sbiadito di alcune scelte non propio corrette. Abbiamo avuto il piacere di parlare con il comune e con il clero, Istituzioni che ci consentono di crearci la nostra opinione. Opinione libera e lontana da luoghi comuni, abbiamo desiderio di vedere il nostro paesello amministrato come si deve, senza voli pindarici, senza prime donne, ma assolutamente in modo corale, puntando a ciò che è rimasto e senza credere o sperare nella manna dal cielo. Per questo vorremmo dare il nostro contributo, partecipare in maniera attiva alla vita politica del paese. Il sindaco attuale, Luigi De Vincenti, non può più ricandidarsi, e prepara il terreno per la sua successione, creando non pochi mal di pancia all'interno del suo gruppo.Non è corretto instaurare uno stato di paura collettiva in un borgo che ha necessità di liberarsi da ataviche situazione che condizionano la vita civile e morale di inermi cittadini minorenni. Quale la soluzione?.... semplice, una rivoluzione culturale, che parta dal basso per approdare... Oltre. Non si ha più necessità di antipolitica, ma di vera e concreta politica che amministri la cosa pubblica in maniera trasparente. Bocchigliero, vive uno dei momenti più bassi della sua vita civile e religiosa, c'è molta disaffezione, anche, verso la chiesa, forse il pastore non riecse a governare il suo gregge, o lo fa in maniera non corretta, ma non c'è un vivaio di giovani che seguono il clero, nella figura del parroco, figura determinante per una piccola comunità come quella di Bocchigliero. Non è più tempo di schivare le propie responsabilità, in primis i cittadini di Bocchigliero, che hanno,negli anni, contribuito a questo stato di cose, poi le Istituzioni che, non hanno saputo cogliere le vere esigenze del cittadino, vogliamo sottolineare la mancanza di punti di aggregazioni culturali, sociali e religiosi. E' tempo di riscossa, di riscatto sociale e polititico di uno scatto di orgoglio che possa dare dignità a quanti vivono il borgo di Bocchigliero. Suggeriamo all'opposizione di stare lontana da giochi e giochetti del passato, di affidarsi a famiglie portatrici di voti ma prive di idee e di proposizioni, ma fare leva su quel poco di buono che è rimasto, contare sulle intelligenze per partorire una lista migliore del passato. La maggioranza uscente dovrebbe avere il coraggio di assumersi le  proprie responsabilità, che hanno portato a questo stato di cose, virando verso rotte più concrete e facendo il bene comune, al clero diciamo di fare ciò che gli compete e non Oltre! E' tempo che i cittadini si riappropiamo della loro centralità e non siano preda di questo o di quello, che fanno di tutto per un voto, e non delle idee. Alle prossime amministrative le liste saranno più magre otto, un numero esiguo per comprendere tutta la comunità. Forse, di questo non ne abbiamo certezza, si farà la terza lista, e spagginerà la situazione attuale, creando ancora più confusione. I cittadini di buona volontà devono partecipare attivamente alla vita politica sociale e religiosa di un borgo che si trova in uno stato comatoso ma reversibile con la volontà di guardare oltre, di pensare al futuro e ai figli di Bocchigliero, vicini e lontani che hanno nel cuore il propio paese. Le Istituzioni hanno un ruolo guida in una comunità, devono pensare per tutti e non per pochi, devono avere la capacità di guardare lontano per progettare un futuro migliore, per le generazioni che verranno. Questo vorremmo... che, chi rappresenta i cittadini abbia la capacità di non pensare al propio orticello ma vedere la situazione in modo globale. Abbiamo avuto il piacere di ospitare, a Bocchigliero, una ricercatrice dell'Università di Oxford, e non abbiamo ricevuto da nessuna Istituzione locale neanche un semplice ringraziamento.... anzi qualcuno aveva scritto, ma senza ricordare che il nostro blog-sito ha contribuito in maniera determinante a questo fantastico evento. scegliendo il luogo dell'incontro, il teatrino parrocchiale, e la cena, presso "il Castelluccio", che abbiamo offerto alla Dott. Chiara Caappellaro.  Ma questa è tutta un 'altra storia.

22/04/12

Grazie!!!!

Non potevamo credere a ciò che la Dott.Chiara Cappellaro ci ha sottolineato in questi due giorni, dedicati interamente alla nostra lingua madre, alle nostre radici, al nostro passato, al nostro presente, in una sola parola al dialetto di Bocchigliero!.
Il dialetto di Bocchigliero è un dialetto speciale, unico e ancor di più perchè nel tempo ha subito pochissime modifiche, grazie alle poche influenze esterne, infatti Bocchigliero è lontano da altri centri abitati, per questo non ha avuto quelle grosse modifiche di altri dialetti.
La Dott. Chiara Cappellaro è venuta nel nostro piccolo e lontano borgo in veste ufficiale, per un progetto molto più ampio, i cui risultati verranno prima discussi a Stoccolma e poi verrà fatta una pubblicazione, e quasi certamente si parlerà del dialetto di Bocchigliero. In particolare la Dott. Cappellaro aveva con se tutti i quaderni del sostantivo calabrese di Don Giuseppe Scafoglio da Bocchigliero. Noi lo stiamo studiando da molto tempo, lei, la Dott. Chiara ci ha confermato che lo scritto di Scafoglio è "una miniera d'oro", ci ha detto letteralmente così, noi lo pensavamo, ci credavamo, ma adesso, detto da una ricercatrice dell'Università di Oxford è qualche cosa di meraviglioso, anche perchè stiamo per pubblicare i quattro quaderni del sostantivo calabrese di Don Giuseppe Scafoglio. Come da programma la ricercatrice ha intervistato alcune persone anziane per ascoltare e registrare la loro pronuncia, signore che dobbiamo ringraziare di vero cuore, poi il venerdì alle ore 18,00, nel teatrino parrocchiale la Dott. Chiara ha incontrato la cittadinaza, spiegando loro in dettaglio le ragioni della sua venuta, il metodo è quello di essere sul campo, e verificare il parlato con interviste audio e video.  Ma il motivo principe è stato quello di verificare alcuni plurali, che il nostro Don Giuseppe trascrisse nel lontano 1930. Pare che il dialetto bocchiglierese non abbia subito grosse modifiche, questo è moltissimo, considerando che siamo nell'era di internet e di inglesismi che storpiano, e a volte mutano totalmente la lingua madre; il dialetto.  La ricercatrice ci ha promesso che ritornerà a Bocchigliero e ci aiuterà a far conoscere l'opera straordinaria di un nostro paesano, un nostro concittadino che tanto lustro ha dato al paesello di Bocchigliero in anni in cui non esistevano mezzi di comunicazione rapidi ed efficaci come oggi. Inoltre ci ha promesso che scriverà una piccola prefazione dei quaderni del sostantivo, e questo aggiungerà spessore culturale e valore internazionale all'imminente pubblicazione. L'incontro è stato seguito da moltissimi bocchiglieresi, personaggi che hanno scritto sulla storia di Bocchigliero, in dialetto, raccogliendo i "dittati"(proverbi) e molti giovani, a tutti va il nostro sincero e sentito ringraziamento, la sera di venerdì abbiamo organizzato una cena, al Castelluccio di Vincenzo Ricca, dove la Dott. Chiara, la mamma Teresa e il simpaticissimo Numa, hanno potuto gustare i prodotti tipici di Bocchigliero, un grazie sincero va anche a loro, a tutta la famiglia Ricca, per la gentilezza e il calore con cui ci hanno accolto. Abbiamo avuto modo di sentire, e vedere la ricercatrice il sabato 21 Aprile, nella mattinata ha voluto visitare; la Pinacoteca, il museo contadino ed in fine la casa natale di Don Giuseppe Scafoglio. E' rimasta molto colpita dall'accoglienza che gli abbiamo riservato e per questo noi come bocchiglieresi ne siamo fieri, orgogliosi. Attraverso questo sito-blog, dedicato a Don Giuseppe Scafoglio e a Bocchigliero, la Dott. Chiara Cappellaro ringrazia tutti i bocchigllieresi, e questo non è un addio ma un semplice arrivederci a presto.Noi vogliamo ringraziare di cuore la Dott. Chiara, con un semplice
GRAZIE!!!


18/03/12

OXFORD a Bocchigliero

Finalmente ci siamo!, una ricercatrice dell'università di Oxford verrà nel nostro paese, infatti la dott. Chiara Cappellaro ci onorerà della sua presenza per approfondire sul campo alcune cose che tramite il nostro sito-blog, ha trovato interessanti,  già da diverso tempo che abbiamo contatti con lei, ma adesso concretizziamo la cosa, noi facciamo appello a tutti i bocchiglieresi per essere presenti tra il 19 e il 21 Aprile, a Bocchigliero per essere presenti a questo evento straordinario e per nulla banale, continuiamo a credere che la cultura possa essere un volano per una vera e concreta rinascita di un borgo che ha poche speranze di sopravvivere, senza innovarsi e credere in strade nuove e forse pionieristiche, ma che vale la pena percorrere, per il futuro di questo luogo, che nella cultura può trovare sfogo e arricchimento. Chiediamo all'amministrazione locale, già avvisata dalla stessa Dott.Chiara Cappellaro, di accoglierla nel migliore dei modi, noi saremo presenti e cercheremo di soddisfare ogni sua richiesta. Riteniamo altresi, che questo evento non rimanga isolato e possa essere il primo di una serie, che rivaluti storia, cultura e tradizioni troppo in fretta dimenticati.Il vantaggio di un borgo come Bocchigliero, è principalmente quello di essere stato un posto che ha avuto pochissime influenze linguistiche, vista la lontanana con i centri più vicini, noi siamo pronti a fare la nostra parte, dando alla Dott. Chiara  Cappellaro, tutto quel materiale dialettale in nostro possesso. Siamo certi che i cittadini di Bocchigliero faranno la loro parte e ci auguriamo che le istituzioni facciano altrettanto.  

16/02/12

Generalizzando!!!!!

Non è difficile generalizzare... restando nel vago e usando condizionali inutili,per creare la notizia, per suscitare nella mente di chi ascolta curiosità, a volte morbosa e che diventa pane d'ascolto, audience che aumenta e quindi va bene!!!! questo è il giornalismo oggi, non si approfondisce non si va ad accertarsi con sicurezza di quello che è successo. I giornalisti sono lungimiranti quando, nei loro articoli di fondo, prevedono le catastrofi, o danno facilmente torto o ragione senza conoscere approfonditamente i fatti, sono richiesti in trasmissioni video e audio, e fanno ascolto, cioè sono utili alle trasmissioni, e le trasmissioni sono utilissime per la loro carriera. Questo è informare o cavalcare l'onda, o accarsi nel mostrare la nave Concordia in tutti i loro servizi e poi meravigliarsi se la gente va al Giglio propio per colpa loro? Per avere la foto vista al telegiornale o da Giletti! Torniamo ad un sano e corretto giornalismo per informare con onestà e approfondendo ciò che si afferma per regalare unicamente la verità... e Oltre.

10/02/12

Emergenza dopo emergenza..... polemiche e parole!

Cosenza e la neve.

Troppe polemiche, troppe parole inutili in questi giorni di emergenza. Ora è l'ora dell'emergenza, dopo le polemiche, da Nord a Sud le polemiche sono state roventi; tra sindaci e protezione civile, tra cittadini e Istituzioni, ma ora è l'ora dell'emergenza, quindi è importante rimboccarsi le maniche e lavorare, ognuno faccia la sua parte, certo è che i Comuni, che si affidono ai privati per spazzare la neve, dovranno pagare, il Governo ha garantito che, essendo emergenza, i soldi si troveranno, forse ancora nelle accise della benzina. Ma ci siamo chiesti il Governo dov'è stato, solo dopo una settimana si fa sentire!!!!, Monti è occupato a fare conti, a guadagnare prestigio economico finanziario, alcune prestigiose riviste internazionali, hanno ipotizzato che Monti possa salvare l'Europa!! sic!   si preoccupino delle emergenze, almeno il ministro dell'interno e quello della difesa. Altri dovranno spiegare,a 870 metri sul livello del mare, come mai erano sprovvisti di spazzaneve......forse è stato rubato? o forse non ha avuto la corretta manutenzione??.. noi a queste domande vorremmo delle semplici risposte, ma soprattutto sincere.

31/01/12

Generale Inverno

E' tempo di risveglio, le giornate si allungano, il sole si concede più volentieri e sbocciano i primi germogli, alcuni fiori e i pochi animali in letargo si godono questa breve Estate di Gennaio.. tra poco, molto presto tornerà il Generale Inverno, per farsi sentire in tutta la sua "freddezza" e forse Oltre. I giorni della merla propio quest'anno sono i più freddi degli ultimi 27/30 anni, ma dopo il tempo sarà bellissimo e se i giorni della merla sono freddi la primavera sarà bellissima, aspettiamo battendo i denti.

24/01/12

Il borgo........

C'è un luogo dove il cielo è più azzurro, quando si creano alcune situazioni metereologiche particolari, è certo che questo posto sia stato classificato uno dei cieli d'Europa più stellati in assoluto. Soprattutto perchè non ci sono fonti luminose eccessive. Questo è un paesello arroccato su una delle ultime propagini della Sila, Bocchigliero in provincia di Cosenza, lontano dai frastuoni della città e dallo smog delle macchine, sempre più vicino all'abbandono, tra breve rimarranno gli impiegati comunali , la giunta e forse l'opposizione e una enorme massa di persone anziane, il paese è finito, o sta per finire, solo con un vero impegno collettivo si riuscirebbe a risollevarne l'amara sorte. Ma cosa veramente e concrecatamente bisognerebbe fare?. La prima cosa riuscire ad essere veramente uniti e solidali, puntare al bene collettivo e mantenere la propia dignità, combattendo giorno per giorno, per non fare scomparire questo borgo di poco più di mille anime. Noi, che amiamo questo borgo facciamo un forte e sentito appello a tutti i bocchiglieresi nel mondo per mettersi al capezzale di un moribondo e fare una diagnosi con annessa cura, che possa far di questo borgo un paese, una cittadina e perchè no, una metropoli di montagna, scherzi a parte, vorremmo che in questo periodo critico per tutti, tutti riflettessimo sul futuro del nostro tempo e forse Oltre.

18/01/12

Rivoluzione??


Abbiamo pubblicato su facebook un piccolo pensiero, o se volete abbiamo informato, su quanto sta succedendo in Sicilia..... vorremmo farvelo conoscere anche a voi, blogger per passione, o forse per tanto, tanto altro che a noi non sfugge, perchè a noi piace andare Oltre...
  • In Sicilia, regione di 5 milioni di abitanti, la gente esplode, assale i benzinai, oramai a corto di benzina e i supermercati, il tutto mette una regione in ginocchio, al collasso... così le primavere arabe che hanno portato ad uno stravolgimento democratico inpensabile fino a qualche tempo prima, allora, bhe!! c'è nessesità di organizzarsi per tempo, per non farsi trovare impreparati agli eventi prossimi, ma noi andiamo OLTRE, senza tentennamenti o indecisioni. guardando avanti e partecipando all'Agora, alla piazza, alle cose politiche, isomma c'è necessità di scendere in campo, mettendoci la propioa faccia e il propio coraggio, ma soprattutto la propia dignità.La Sicilia è bloccata dagli aderenti al Movimento dei Forconi. Questo è un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse e maltrattamento da parte delle istituzioni. La rivolta infatti nasce proprio da questo e dalle politiche in materia di eccise dei carburanti per il trasporto e agricoltura.

13/01/12

Crisi e Oltre


La parola più usata, in questi ultimi tempi, è propio crisi, ebbene bisogna necessariamente fare un ragionamento più complesso, per comprenderne il significato vero del termine. Nello studio della piscologia e pischiatria la crisi è un momento di cambiamento, anche tumultuoso, ma che porta ad una crescita umana profonda e una maturazione del propio modo di essere. Crisi è anche sofferenza, sacrificio, privazioni e tutto quello che comporta una "Crisi". Oggi la crisi è di sistema, con la globalizzazione, tutti siamo diventati più poveri, non riusciamo a fare, con la stessa cifra, ciò che facevamo un mese prima, i mezzi di comunicazione ci bombardano di storie sulla crisi, suicidi, rapine, scippi e tutto questo fa aumentare le paure, che si amplificano divenendo patologiche , e così la società si ammala e aumentano i costi della martoriata e sanguisuga sanità italiana. Noi vorremmo sorreggere la fiaccola della speranza del futuro di chi verrà dopo di noi, vorremmo dare alle future generazioni un mondo almeno come quello che abbiamo trovato, sapendo che non è semplice, ci vuole impegno, perseveranza e costanza. Concludendo dobbiamo conservare bene la nostra parte decisionista e non farci abbindolare da falsi profeti o santoni ciarlatani, che riecono a penetrare nel tessuto sociale con troppa facilità, soprattutto in tempo di "CRISI". 

09/01/12

La ladra dei ricordi.

  E' l'Alzheimer, la foma più grave di perdita di memoria, abbiamo appreso da diverse fonti, giornali, libri , riviste e siti web che questa malattia colpisce in maniera violenta e irreversibile la nostra memoria, cancellando tutto ciò che c'era, anche le nostre emozioni, una sorta di depressione totale e ancora irreversibile. Una magnifica ed esaustiva risposta l'ha data la dott. Amalia Bruni, dirigente deil centro Regionale Calabrese di Catanzaro e Lamezie Terme, di Neurogenetica dell'Azienda Sanitaria. "cos'è l'Alzheimer?" "E' una grave affezione degenerativa del Sistema Nervoso Centrale che determina il progressivo declino delle funzioni cognitive e il contemporaneo deterioramento della personalità e della vita di relazione". Noi ci sentiamo di aggiungere che, i famigliari e tutti quelli che ruotono attorno a queste persone vogliono non lasciarli soli. Cercare di trattare i malati in maniera dignitosa e condividendo il loro stato di Malati perchè derubati dain ricordi dagli affetti... e forse dela stessa loro vita....


03/01/12

La Befana

Lavoro eseguito dall'insegnante Teresa Brunetti, per Liriche in vernacolo calabrese

Tra pochi giorni arriva,come da tradizione, la Befana e noi vogliamo ricordarla con una poesia in vernacolo calabrese. Come avevamo promesso la traduciamo in italiano, pur sapendo di perdere la musicalità vernacolare ,lasciamo a voi la libertà di decidere, buona lettura.


                              ' A  BIFANA
                                                          
             Iu ma ricùardu lenta,jiaca e bekkja,
             'na vesta longa, tinta e menza rutta,
             'nu saccu 'ntuppellatu subb'i spalli
             e pupe,cavlluzi e ppalle e gomma.
             Subba 'nu libru vìekkju l'haju vista
             doppu chi 'n'annu, a sira e a Bifana,
              'a mamma m'avìe dittu ppe 'mpicare
              'ntra cimineja 'nu quazìettu lùangu
              ch'a mmenzannotte passave lla Bifana
              e 'ntru quazìettu e di guagliuni buoni
              lassave jocarìalli e ccose bone
              e ccinnara e ccarbuni ppe lli tristi.
              Stampatu m'è rrimastu 'mprunta e 'nkore
              chillu chi cc'ere 'ntu quazìettu miu:
              'na palla e gomma subb'u focularu
              e 'ntru quaziettu, 'mpinti a 'nna patata,
              'nu pugnu e quattrusordi tutti nùovi
              'na busta e garramelle e 'nnu turrune
              e 'ntru pedale cinnara e ccarbuni.

                                              
                             LA BEFANA

           Io la ricordo magra, bianca e vecchia,
           con una veste lunga, sporca e per metà  rotta
           un sacco stracolmo sopra le spalle pieno
           di pupazi, cavallini e palle di gomma.
           Sopra un vecchio libro l'avevo vista
           dopo che un'anno, la sera della Befana,
           mia mamma mi aveva detto per appendere
           nel camino una calza lunga
           che a mezza notte sarebbe passata la Befana
           e nella calza dei bravi ragazzi
           lasciava  giocattoli e cose buone
           e cenere e carbone per i monelli.
           Stampato mi è rimasto in fronte e in cuore
           quello che c'era nella mia calza:
            una palla di gomma sopra il camino
            e nella calza, attaccati ad una patata,
            un pugno di quattrosoldi tutti nuovi
            una busta di caramelle e un torrone
            e in fondo  cenere e carboni.
                   

                                                           Tratta da: Liriche in vernacolo calabrese
                                                                        di Emilio Benincasa