22/08/11

Anteprima " Forme del Sostantivo Calabrese" Quaderni

Unica foto di Don Giuseppe Scafoglio.
Non era passato tanto tempo,dalla morte di mio padre, che mi sono imbattuto in un illustre bocchiglierese, questo non ha cambiato i miei obiettivi, ma li ha accelerati e focalizzati, in poche parole ho, insieme ad alcuni amici, ritenuto giusto non far disperdere tanto materiale di un illustre calabrese, anzi un bocchiglierese che ha portato in alto il paese natio.."Vucchigliari"(Bocchigliero). Ma come? Semplicemente pubblicando articoli su importanti riviste di respiro Europeo. Don Giuseppe Scafoglio nasce a Bocchigliero nel mese di giugno del 1882, esattamente 11/6/1882, da Benigno e da Filippelli Maria Vittoria. Muore a Bocchigliero il 29/ Luglio 1936, in circostanze che oscillano dal suicidio, all'omicidio, fino ad arrivare alla morte accidentale. Don Giuseppe, dopo aver conseguito la laurea in lettere nell'Aprile del 1913,e in quello stesso anno esattamente a Luglio diploma di magistero in storia e geografia e anche il diploma di filosofia, tutto all'Università di Napoli, si dedica al suo primo lavoro che pubblicherà nell'ottobre del 1916 a Bari,"Bocchigliero e Santa Maria Di Gesù". Il libro tratta del rapporto profondo che c'era tra gli abitanti di Bocchigliero, e Santa Maria di Gesù. La profonda fede dei Bocchiglieresi nei confronti della Vergine, e Don Giuseppe vide un rapporto stretto, tra la nascita del paese e la costruzione della prima chiesa, e in questo libro, non più di ottanta pagine, vi sono delle notizie molto interessanti su Bocchigliero, in maniera particolare sulla sua fondazione, l'autore ritiene che Bocchigliero sia stata fondata qualche anno dopo l'anno Mille,ma dovete leggere tutto il libro per meglio capire come si arriva a questa data . Ma Don Giuseppe non si ferma a questo libro. Comincia, da allora, a girovagare per l'Italia, insegnò, anche, a Casal Monferrato, dove comincia a scrivere articoli storico-geografici sul " Corriere di Casale", rivista con articoli non firmati, e per questo motivo non sono stati da noi rintracciati, per il momento,ma sono gli unici articoli che mancano alla nostra ricerca. Don Giuseppe scrisse su impotanti riviste; Folklore Italiano, diretta da Raffaele Corso, illustre personaggio calabrese e prof. di Antropologia dell'Universita Orientale di Napoli, autore di libri e trattati sulla civiltà contadina in ogni dettaglio, Corso partecipò attivamente,come referente della Calabria, alla prima mostra di Etnografia Italiana che si tenne a Roma, nel 1911, e da quel momento diventa strettissimo collaboratore di Lamberto Loria.Non dal 1911, ma dal 1926 R.Corso diventa amico di Don Giuseppe. Don Giuseppe scrisse, anche, su "Enotria", e qui ci corre l'obbligo di ringraziare la responsabile dell'archivio di "Enotria", la sig. Noemi Riccò, e non possiamo dimenticarci del prof. Massimo Catellani di Reggio Emilia, che ha contribuito in maniera determinamìnte al ritrovamento di alcune conferenze di Don Giuseppe, nei 10 anni di insegnamento a Rimini, dove concluse la sua carriera. A tale proposito, ci sembra giusto ricordare che abbiamo rintracciato una lettera di un prof. di lettere di Rimini, tale Otello Pasolini, il quale cercava, nel 1986, notizie sul suo prof. di latino e storia, Don Giuseppe Scafoglio. Quella lettera fu la conferma che, come bocchiglierese, mi corresse l'obbligo, ci corresse l'obbligo, di ricercare notizie sulla vita e anche sulla  morte di questo personaggio controverso, ma certamente un uomo di gradi passioni e di vasta cultura.   La mia ricerca  parte da molto lontano,infatti, quasi dieci anni fà rilessi la prefazione della prima edizione dei "I MILLE PROVERBI CALABRESI" di Emilio Benincasa, mio padre, e nella parte finale dice "Innovazione di rilievo, nel presente volume, è l'uso della lettera"K" che ritengo pungolo di ricerca per chi scrive in dialetto calabrese, per due ragioni: una perchè la nostra Calabria è stata la Magna Grecia, ed i Greci hanno la K nel loro alfabeto; l'altra per averla riscontrata a pagina 301 dell'VIII volume della summensionata enciclopedia(TRECCANI), che tratta del dialetto calabrese". E' stato un vero pungolo, per me, e da quel momento ho iniziato, insieme ad altri amici, a ricercare l'uso della lettera kappa nel dialetto calabrese. Ovviamente sono partito dalla Treccani, nota enciclopedia Italiana,  http://www.treccani.it/Portale/   ed esattamente dalla pag. 301 dell'VIII volume, dove sono andato, attentamente, a leggere ciò che c'è scritto. Mi sono imbattuto in personaggi che oggi sono sconosciuti, ai più, ma all'epoca erano note personalità culturali nel campo dei dialetti Italiani, inoltre ho iniziato a studiare il nosto dialetto, e durante questa fase ho conosciuto un personaggio che scriveva in dialetto bocchiglierese, questo è Don Giuseppe Scafoglio......non solo scrive in dialetto calabrese, usando la lettera "K",ma nasce in me, e in un numero sempre crescente di persone e amici, non solo di Bocchigliero, una grande passione, tanta curiosità e molto mistero. Da questo momento inizia una nuova ricerca,non perdendo di vista la "kappa", questa volta ci concentriamo su questo personaggio che, ha scritto tanto e non solo in dialetto. Ma andiamo per ordine, mentre mi trovavo a Bocchigliero un caro amico, Domenico Fontana, artista, pittore, scultore e grande ricercatore delle tradizioni, degli usi e i costumi,  in una sola parola un grande appassionato del passato, delle radici, e con una grande voglia di trasmettere ad altri tutto questo, l'amico "Baffuto",(Domenico Fontana) negli anni ha raccolto documenti, foto e ha preparato,inoltre, diversi librettini, anche video, per  documentare la storia del passato del nostro borgo, e da pochi giorni ha pubblicato un libretto sulle chiese di Bocchigliero e non solo, anche dei monasteri e degli ordini religiosi che negli anni Bocchigliero ha ospitato, mi fece vedere questo quadernino fotocopiato" Forme del sostantivo Calabrese", di Don Giuseppe Scafoglio, dove c'è l'uso della "K".  Questo piccolo librettino, riuscì a far nascere in me una fortissima curiosità,ovviamente, che ben presto si trasformò in passione, a volte ossessiva. Il culmine, di questa ricerca, lo raggiusi quando ebbi la fortuna di incontrare il Prof. Domenico Scafoglio, Ordinario di Antropologia Culturale dell'Università di Salerno (Fisciano). Con il prof. Domenico Scafoglio, dopo diversi colloqui telefonici e uno scambio fitto di documenti, ci siamo incontrati all'Università di Fisciano(sa), dove sono stato sottoposto ad una serie di domande inerenti la mia ricerca su Don Giuseppe Scafoglio, i Docenti del dipartimento di Antropologia Culturale, erano curiosi di conoscere i metodi di ricerca dei documenti e degli articoli, da me rinvenuti in giro per l'Italia. E' venuto fuori che ciò che mi ha spinto in questo lavoro è stata la passione per la ricerca della lingua madre; il dialetto. Finalmente siamo giunti alla pubblicazione dei lavori scritti da questo sconosciuto, per i più,e siamo orgogliosi di presentarlo a tutti i bocchiglieresi, vicini e lontani. Non sapevamo come poter iniziare questa pubblicazione, ma poi l'aiuto c'è arrivato propio  dall'analisi di tutti gli articoli e le conferenze di Don Giuseppe Scafoglio. Abbiamo ritenuto giusto partire dai quattro quaderni "Forme del sostantivo Calabrese", che sono stati determinanti per la ricerca globale di tutte le opere di Don Giuseppe. Sono dei quaderni che sono stati scritti in anni diversi ma,insieme, compongono un lavoro meticoloso ed esaustivo per lo studio del sostantivo calabrese, ed in particolare bocchiglierese e non solo. Nei quaderni ci sono dei giudizi autorevoli sul lavoro di Don Giuseppe Scafoglio, giudizi che ci consentono di tracciare un profilo delle conoscenze culturali del nosto compaesano. Non va dimenticato che alcuni dei suoi testi, sono stati già ripubblicati, e sono serviti, grazie all'insegnante Giuseppe Scigliano, a restaurare le chiese di Bocchigliero, anche se Don Giuseppe non aveva un buon rapporto con il clero di Bocchigliero. Questa è una parte della prefazione, dell'imminente pubblicazione, dei "Quaderni sul sostantivo calabrese". Ci è piaciuta l'idea di pubblicare una parte della prefazione, per meglio inquadrare la figura di questo letterato, che tanto lustro ha portato a questo borgo in anni in cui non esistevano strade, ma semplicemente mulattiere e tratturi. Vogliamo rendere, il dovuto, omaggio a chi per troppo tempo è rimasto nell'ombra.

18/08/11

Tra il vento e la pioggia

Vorremmo condividere con voi alcune poesie, di un libro che abbiamo pubblicato un pò di anni fà..."Tra il vento e la pioggia". Postumo di Emilio Benincasa




             Prefazione
E' con immenso affetto che vogliamo ricordare la figura esemplare di nostro padre. Attraverso quest'opera inedita, vogliamo far patecipi amici e conoscenti gratificandoci tutti con la lettura di queste liriche che rappresentono il testamento spirituale di papà.Il nostro augurio è che, attraverso questa opera, sia recepito il suo messaggio: il rispetto per la natura, sua grande musa ispiratrice. La poesia come arricchimento dei valori sociali. L'amicizia come ricchezza inestimabile. L'amore come gratificazione del corpo e dell'animo, certezza per quanti guardono al di là della vita materiale.
                                                        
          I figli                                 
                                       
   Piero, Giovanni e Francesca



Testamento spirituale di nostro padre.


                                                          ANDRO'                      
      


                                                   Me ne andrò, un giorno!

                                                   me ne andrò lontano, 
                                                 
                                                   lontano nel nulla,     
     
                                                   come tutti;    

                                                   per portare nel mio zaino

                                                   la girandola del frutto della vita

                                                   al traguardo del tempo.

                                                   Busserò con mani stanche

                                                   al fatale battente.

                                                   Mi si aprirà la porta.

                                                   Aprirò il mio zaino

                                                   per risfogliare aritroso

                                                   le pagine del libro della vita.

                                                   E quando sotto mano scorrerà

                                                   quella che ho scritto con te,

                                                   ne piegherò con tenerezza un lembo.

                                                          E. Benincasa da  "Tra il vento e la pioggia"

                                                  
         
                               



                                                   
   

15/08/11

Progetto, proposta......risposte

Athos Faccincani
Pietre e fiori raccontano

La serata, del 9 Agosto 2011 a Bocchigliero, è stata  squisitamente culturale,e per questo abbiamo voluto seguirla con piacevole attenzione. Vari sono stati gli interventi, ma quello su cui vogliamo focalizzare la vostra attenzione è stato l'ultimo, e cioè l'intervento del nostro amico e collaboratore Domenico Fontana, artista a tutto tondo, e non solo pittore, il quale ha proposto un progetto a tutti, ma in particolare al Sindaco e all'Amministrazione, un messaggio chiaro ed inequivocabile. La Portoghese, affermata studiosa di restauro, soprattutto di tessuti antichi, e appassionata di storia antica, potrebbe restaurare i tessuti ritrovati nelle cripte della chiesa della Madonna di Jesu, alla modica cifra di:" vitto e alloggio", e creando le basi per un laboratorio di restauro, dove i giovani potrebbero crescere e imparare un'arte, quella del restauro di tessuti antichi. Bello, anzi bellissimo tutto questo, essendo in perfetta sintonia con lo spirito del nostro blog... recuperare, rivitalizzare e sviluppare nel rispetto della storia millenaria di un Popolo. Ma, a tale proposito, noi di Bocchigliero Oltre, non abbiamo sentito ne una risposta e neanche un applauso dal pubblico.... e quindi non ci resta che fare, da questo modesto e umile blog, un appello a tutti gli uomini di buona volontà, all'Istituzioni, alla gente comune e anche all'opposizione di Bocchigliero, affinchè sposino questo progetto,per tutto quello che in quella serata si è affermato; Conservazione e restauro di tutti gli oggetti trovati, rivalutazione delle opere presenti e, aggiungiamo noi, rispetto del nostro passato per amare il presente e soprattutto il futuro. Ma, noi, vogliamo andare Oltre, il progetto di restauro dei tessuti, con la Prof. Lucia Portoghesi, appassionata, è una prima tappa, concreta, per dare un tangibile segnale di una forte volontà sociale e politica della comunità di Bocchigliero. La Prof. Portoghesi ha già visionato e catalogato tutti i tessuti che sono stati rinvenuti nella chiesa della Madonna di Jesu, e ritiene fondamentale proseguire con un restauro per una conservazione di quelle stoffe, che risalirebbero al 500',  abbiamo appreso, da nostri collaboratori, che la Prof. Portoghesi  è disponibile a  creare un laboratorio di restauro a Bocchigliero, senza spese esose o aumenti in corso d'opera. Ma quali le richieste della Portoghesi? semplice: vitto e alloggio, con la promessa di avviare una scuola di restauro, e coinvolgere i ragazzi per restaurare questi capolavori, che i nostri avi ci hanno lasciato, inoltre, la Prof., alla fine pubblicherebbe un testo, che andrebbe ad arricchire la storia e la cultura di questo borgo, lontano dai frastuoni e dalle luci della ribalta nazionale. A noi interessa, fortemente, che questo progetto venga realizzato, e allora abbiamo bisogno che i cittadini, le Istituzioni e tutti gli uomini di buona volontà, contribuiscano fattivamente, per andare Oltre. Aspettiamo risposte, da chi ama questo borgo, tra le montagne della Sila, da chi è desideroso di non fare perdere questi tessuti, che potrebbero essere il volano per una rivitalizzazione culturale e turistica del paese, che necessita di uno scatto di orgoglio che, forse, non ha mai avuto. Durante la serata si è parlato di scempi perpetrati ai danni di alcune chiese, e allora perchè questo non si ripeta, abbiamo il dovere civico e morale di intervenire, senza tentennamenti di sorta, senza scuse economiche e di bilanci da far quadrare, qui c'è in gioco la dignità di un popolo, di chi ha voglia di riscatto, e noi andremo avanti, senza fermarci d'avanti ai silenzi ignobili, di chi non vuole fare nulla, di chi guarda al propio orticello senza guardare oltre, di chi, negli anni, non ha mosso un dito per recuperare alcune opere ormai andate perse.  Vorremmo che questo progetto, ambizioso, si realizzi con il contributo di tutti, ma se questo non dovesse accadere andremo avanti da soli. Senza paura e con la certezza che si farà la cosa giusta, noi di Bocchigliero Oltre, impiegheremo tutte le nostre energie per restaurare e conservare questo patrimonio dell'intera comunità e non solo.   

14/08/11

Cultura e storia..in una notte di mezza Estate (ANTEPRIMA)

Anche  questa Estate, c'è stata la serata culturale a Bocchigliero, ma il nostro blog è andato Oltre, aggiungendo un serio progetto di recupero di alcuni oggetti rinvenuti durante il rifacimento del pavimento della chiesa della Madonna di Jesu. Ma questo lo vedremo più avanti, intanto vogliamo parlarvi dei due libri presentati in Piazza del Popolo a Bocchigliero. Il primo è stato quello del prof. Alfonso Bastanzio, già da noi recensito e pubblicato sul blog, testo storiografico, che aggiuge ipotesi a quelle già proposte da altri, ma la cosa che ci ha colpito sono i riferimenti ad un personaggio da noi conosciuto e mai trascurato, Don Giuseppe Scafoglio, primo a scrivere sulla, probabile, nascita di Bocchigliero nel lontano 1916, personaggio a cui abbiamo dedicato ancora poco, ma tra breve pubblicheremo i suoi quaderni sul sostantivo calabrese, con prefazione del prof. Domenico Scafoglio, Ordinario di Antropologia Culturale all'Università di Salerno. Bastanzio, nel suo intervento, spiega le ragioni di questo suo lavoro di ricerca personale e non scientifica, ipotesi e supposizioni non supportate da documenti. Ma una critica, forte e sincera, riteniamo di doverla fare sull'uso del dialetto, che Bastanzio ha usato, per riportare canzoni del passato, critichiamo  l'uso sbagliato del dialetto supportati dalla letteratura dialettale esistente, omettiamo i nomi di tanti studiosi del dialetto,ma non possiamo dimenticarci di citare Don Giuseppe Scafoglio, bocchiglierese, il quale ci ha lasciato un patrimonio di cultura dialettale enorme, quattro quaderni sul sostantivo dialettale calabrese, di imminente pubblicazione. Di contro dobbiamo, sinceramente e con spirito costruttivo, ringraziare il Prof. Alfonso Bastanzio, il quale ha contribuito ad arricchire il patrimonio di cultura locale come mai nessuno aveva fatto, raccogliendo una miriade di canzoni antiche, che altrimenti sarebbero andate perse.... grazie.  Domenico Fontana, amico e collaboratore del blog, ha fatto un lavoro di catalogazione di tutte le opere esistenti nelle numerose chiese del paese, con un npò di storia, per dare una chiara idea di ciò che le chiese custodiscono, lavoro certosino e accurato, questa pubblicazione, fatta dall'amministrazione, merita un posto particolare per la sua peculiarità. Una sorta di archivio, o anche un vademecum, per chi volesse visitare le chiese del paese. Ma il fontana non va presentao come un semplice pittore, ma un artista a tutto tondo, anche scrittore e ricercatore di storia e folklore locale, egli cura personalmente la Pinacoteca e il Museo della civiltà contadina, unici punti di riferimento artistici -culturali del paese, un grazie è insufficiente , noi all'amico "baffuto" regaliamo la nostra sincera stima e raccogliamo la sua proposta di un progetto ambizioso, che tra breve pubblicheremo. Una notizia c'è da dare, a breve dovrebbe aprire la bibblioteca, finalmente! queste le testuali parole del nostro Sindaco.... noi aspettiamo fiduciosi.  


12/08/11

Per te...Alè

L'essere presenti è determinante, per avere un quadro esaustivo di tutte le sfaccettature, altrimenti non visibili. Molte volte è il dettaglio che compone l'insime, ed è dal dettaglio che bisogna partire, per avere un quadro chiaro dell'insieme. E' una filosofia che solo gli amanti dell'arte riescono a sposare, a tradurre in... arte. L'animo umano non ha confini, non è misurabile, non richiede scuole particolari o master... ma anima sensibile si nasce o si può anche diventare, per esperienze o errori che ci capita, anche spesso, commettere. Non vogliamo tediarvi ancora, in piena estate, di filosofia, ma questo preambolo era importate per ringraziare, con questo post, una ns affezzionata, Alè http://deixaaser.blogspot.com/ , che costantemente, con il suo blog, ci tocca corde sensibili ai sentimenti arcani e immorrtali, perchè i sentimenti non hanno tempo.. ma vivono senza spazio e tempo per andare Oltre.
Grazie della tua grande senzibilità.

08/08/11

Fuggire...Oltre

La calma della sera ti permette di riflettere su quello che saranno le  tue decisioni, sbagliate o giuste che siano.
Fuggire.. Oltre per sentirsi lontani da tutto e da tutti, per cercare, tra le pieghe del passato, il tuo presente.. il tuo futuro, e poi arriva la sera, senza anzie, senza sole ma con grande silenzio.... tutto si allontana per sfuggire dai tuoi perchè.


Ali di farfalla nella notte

Dorme la città
sotto una coltre blù
di silenzio e profumo.
Fari di luce, occhi attenti
ne vegliano il sonno.
Una sagoma,
leggera e svolazzante come una falena,
scivola aggraziata nella notte.
La segue il ronzio della catena della bici
che cresce, decresce
e poi si disperde.
I lembi della gonna,
ali di farfalla nella notte,
vanno.
E' stato un attimo!
Per strade opposte
ci separa il silenzio.

                                      Tratta da: "Tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa.


                                         
                                                                                                    
                                                                                                        
                                                                 












06/08/11

Il Pasticciere Gargiulo........Casa Reale


La Rex  transtatlantico costruito nel 1932

C'era una volta un pasticciere, Alfredo Gargiulo, che lavorava per la casa Reale di Napoli. Prima che lavorasse per la casa Reale di Napoli, volle imparare bene l'arte del pasticciere, egli faceva tutto con immensa passione e amore per quel mestiere che, giorno dopo giorno si svelava ai suoi occhi come limpida alba di settembre, come l'aprirsi di un fiore in attesa dei raggi caldi e dolci del sole, come qualcosa che cresceva e maturava come i vini d'annata. Viveva a Marano di Napoli,Gargiulo, sotto i Camandoli, e nella piazza centrale aprì la sua pasticceria. Nel porto di Napoli c'era la nave Rex, che attendeva ordini che arrivavano in maniera contrastante, l'ordine precedente veniva smentito da quello successivo, correva l'anno 1939, la guerra era alle porte, il grande transatlantico non era più usato per le sfavillanti crociere di Capodanno e Natale, ma era stata  requisita e adibita a trasporto di ammalati, insomma era un ospedale galleggiante.  Annualmente, c'era il cavalire Vincenzo Renzelli che, si recava a Napoli da Cosenza, Renzelli era un monarca, e qui alla casa Reale conobbe un pasticciere che volle portare con se a Cosenza. Vincenzo Renzelli lavorava come cameriere in un bar-pasticceria di Cosenza, ma aveva le idee chiare sul suo futuro, infatti,poco dopo, sposò la figlia del titolare del bar-pasticceria dove lavorava, e ben presto aprì il suo caffè Renzelli, oggi tra i più antichi della città, intuì subito che gli occorreva un bravo pasticciere, per lanciare il suo Caffè. Avendo conosciuto il pasticciere Gargiulo, iniziò un lungo rapporto telefonico tra il Renzelli e il Gargiulo, il primo cercava, in tutti i modi, di convincere il secondo a venire a Cosenza, per lavorare come pasticciere  nel suo Caffè. Alfredo Gargiulo, per un certo periodo desistette all'offerta, ma quando ci furono i primi bombardamenti su Napoli, capì che era giunto il momento di allontanarsi da Napoli. Partì,Gargiulo, allo volta di Cosenza nel 1940 e lavorò presso il Gran Caffè Renzelli per molti anni, l'anno successivo fece venire la famiglia, aveva sei figli Alfredo Gargiulo, l'ultimo nato sotto i bombarbamenti di Napoli nel 41', tra questi solo uno segui le orme del padre, Michele. Michele Gargiulo aveva dodici anni quando venne a Cosenza, volle fare, anche lui, il pasticcire e nel 1954 Alfredo Gargiulo aprì, a Cosenza, la sua pasticcerie. Certo è che il Gran Caffè Renzelli, rinomato e conosciuto per la sua pasticceria, deve il suo successo a Alfredo Gargiulo, che selezionava personalmente ogni ingrediente che gli occorreva, per creare i suoi meravigliosi pasticcini, torroni, frutta candita e tutto quello che si faceva in pasticceria, creava vere opere d'arti. La tradizione di questa meravigliosa pasticceria della Casa Reale di Napoli, continua a Cosenza con Michele Gargiulo anno di nascita 1929, anno di depressione economica. Michele all'età di 82 anni continua a sfornare dolci e alta pasticceria napoletana, con arte e amore, così come il padre gli ha insegnato, conosco personalmente il Cavaliere Michele Gargiulo ed egli stesso mi ha raccontato questa storia del pasticciere Alfredo Gargiulo della Casa Reale di Napoli e della tradizione della sua famiglia, dei bombardamenti e della nave Rex, ancora oggi, il Cav. Michele Gargiulo, si sveglia prestissimo e quasi con la stessa passione di un tempo, si reca alla sua pasticceria in Corso Mazzini,221  a Cosenza. Io personalmente apprezzo moltissimon "i raffioli", fatti con pan di spagna e crema particolarissima, il tutto ricoperto con zucchero e appena sotto una fettina di cedro. Pare che fossero, i raffioli, i preferiti dalla Casa Reale di Napoli. Ho voluto raccontare questa breve storia per non dimenticare, perchè sono convinto che dopo Michele Gargiulo finirà la vera pasticceria napoletana a Cosenza, tra le migliori al mondo... grazie di cuore al Cav. Milchele Gargiulo e a suo padre il pasticciere Alfredo Gargiulo.





04/08/11

Leggenda e tradizione. Madonna di Jesu o Madonna della Neve

C'è una strana atmosfera nell'aria di piena Estate, i colori rispecchiano le sensazioni, la musica ci porta in mondi di emozioni vicine e lontane, ricordi mai sopiti nella palude dell'anima, i libri amici silenziosi e complici nelle notti estive, mentre cerchi la tua strada,  in attesa costante che qualche cosa avvenga, anche per merito o colpa nostra, che ci si svegli dalla depressione globale in cui l'essere umano stà lentamente ed inesorabilmente cadendo, perdendo di vista alcuni punti fondanti dell'Essere. Non vogliamo essere pessimisti, al contrario, vediamo nella società aria di riscatto, voglia di rivalutare, di raccogliere, di conoscere e di guardare avanti con fiducia, energia, rispetto e con una visione culturalmente evoluta rispetto al passato. Ma, senza dimenticare, noi ricordiamo qui alcune cose sulla Madonna della Neve, che si festeggia il 5 di Agosto, una nostra conoscenza così ricorda l'evento

 Santa Maria Maggiore
Madonna della Neve

Torna domani a Roma il rito che si perpetua da anni nella Basilica di Santa Maria Maggiore. La basilica è conosciuta anche come Santa Maria della neve o Basilica Liberiana. La sua storia è infatti legata al suo fondatore, Papa Liberio, e ad un evento miracoloso che accadde sul Colle Esquilino.
. Il 5 agosto del 356, sul colle nevicò abbondantemente e il Papa tracciò nella neve il perimetro della nuova basilica. Ogni anno, in quella data, si commemora l'evento con una suggestiva "nevicata" di petali bianchi dal soffitto di legno dorato. Ovviamente questo piccolo rito rende ancor più particolare la visita di una basilica che ha tesori inestimabili come il pavimento in stile cosmatesco, le cappelle, i mosaici e un'area archeologica nei sotterranei - aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 18 - che val la pena di visitare. Domani alle 10 e alle 17 ci sarà la nevicata di petali bianchi in occasione rispettivamente della messa pontificale e dei vespri. L'altro appuntamento speciale, con rievocazione storica del miracolo, musica classica e nevicata artificiale è previsto tra le 21 e le 24. Non mancate!   http://turistadimestiere.blogspot.com/, noi adesso vi raccontiamo un pò di storia della Madonna della neve, che si festeggia a Bocchigliero. Oggi, 4 Agosto, è la vigilia, anche a Bocchigliero c'è una storia sull'apparizione della Madonna, questa, naturalmente, la apprendiamo dal nostro cittadino illustre e poco conosciuto, che per primo raccontò questa leggenda, nel suo libretto "Bocchigliero e Santa Maria di Gesù, pubblicato a Bari nel 1916 . Ci racconta che un frate, ospite del convento della "Riforma", trascrisse la storia di una certa Suor Ortenzia, la quale per ben quattro volte gli venne in sogno la Madonna, la quale gli chiedeva di andare a prendere, nella chiesetta diroccata in località "Basilicò", la sua immaggine con il bambino e di portarla in paese. Così, dopo varie peripezie, venne trovata l'immaggine della Madonna e portata in paese, nella chiesa di S. Francesco, alla fine della colla dei ladri. La Madonna indicò il luogo dove avrebbe dovuto sorgere la sua chiesa, facendo nevicare presso l'attuale rione Riforma, anche se all'epoca il convento dei frati Riformati non esisteva e questa si chiamava Cozzo di San Lorenzo. Venne costruita la chiesa a lei dedicata.  

Posted by Picasa

03/08/11

A Zicin...


Beniamino Ciccotelli
I limoni


Abbiamo voluto, anche a te, dedicare un post, meritato, per "doti"  sul campo e per i tuoi commenti dettagliati e acuti, pieni di spunti e di interessanti concetti interioti che ci hanno fatto optare per questo meraviglioso lavoro, dai nostri critici ritenuto di alto valore artistico. I limoni. Anche perchè sposano bene con i tuoi post. Ma  non solo, riteniamo inoltre importante la tua capacità di sintesi attrattiva e di apparente trascuratezza nelle risposte ai commenti, quasi ti mettessero in leggera difficoltà,  sembra, dalle risposte collettive, che ti manchi il respiro per una forma di imbarazzo nel ricevere complimenti, si vive per questo, per sentirci gratificati non per quello che riceviamo ma per ciò che diamo, scusami se ho usato il plurale, ma anche per noi è così, ci piace andare sempre Oltre....... e qui, visto che questi a te piacciono, vorremmo fare con  un semplice gioco: Alle domande che vengono poste bisogna rispondere con brevità, capacià di sintesi, e chi pùo spiegarrne, in un secondo tempo,i motivi della risposta. Questo "gioco" è frutto di una lunghissima ricerca per la scelta di personale o collaboratori  o ancora soci con specifiche doti,requisiti tecnici culturali e umani. Spero sia tutto chiaro. Ma facciamo le domande.

Definire l'intelligenza, che cosa è per te intelligente?, chi è intelligente?

Definire la cultura, chi è accultuarato? chi è l'ignorante?


Aspetttiamo , se ti và, le tue risposte......grazie

02/08/11

A Red.....



Lavoro di Antonella  Cinelli
Sola
 
Questo post è dedicato ad una mia tenera, sensibile ,sincera e cara amica blogger. Per molto tempo non ho visto il suo volto, questo non ha modificato il sentimento sincero e schietto che provavo e provo per lei, sono felice per la sua elevazione, per il suo mutamento, brava Red !! la tua autostima è cresciuta notevolmente.... si è elevata.
Per questo, oltre al meraviglioso quadro, gli dedichiamo una poesia che pochi ricordano, fà parte de "I fiori del male" di Charles Baudelaire per riconoscerle ciò che si è conquistata.......

                                                              Elevazione

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate,
anima mia tu ti muovi con agilità,
e, come un bravo nuotatore che fende l'onda,
tu solchi gaiamente, l'immensità profonda
con indicibile e maschia voluttà
Via da questi miasmi putridi, và a purificarti nell'aria superiore,
e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i limpidi spazi.
Alle spalle le noie ei molti dispiaceri
che gravano con il loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d'ala vigoroso
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
che plana sulla vita e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

                                                                Tratta da "I fiori del male" Charles Baudelaire.



    

                                                                




30/07/11

Una storia di Bocchigliero e molto Oltre

Per i tanti che non sanno, propio, dove si trova Bocchigliero (cs), vogliamo descriverlo così come lo fece Don Giuseppe Scafoglio nel lontano 1916, in una delle sue prime pubblicazioni "Boccchigliero e Santa Maria di Gesù".
Postura.
Degna di rilievo mi sembra la postura della montagna di Bocchigliero.
E' Bocchigliero un ameno villaggio del piovente di Est della Sila. Sorge, alta e remota, sul primo e più eminente tratto di un lungo ed ampio contrafforte, notevole per i grandi castagni del suo dorso appiattito,per pendici festose di lussureggianti vigneti, nonchè per due fiumane, le quali, bagnandole da tre lati, lo separono da una mastodontica cerchia di selvose montagne, vero anfiteatro verdeggiante, di cui si abbellisce tutto intorno. battuto dai venti, a cagione del sito suo in luogo aperto, il paese ricevene, in compenso, il primo raggio del sole nascente e l'ultimo dell'occaso, e guarda nel golfo di Taranto, lontano venticinque chilometri,e pur visibilissimo per l'azzurro carico che,da Cirò a Rossanno,si distende in lunga fascia tagliata in tre parti dalle linee piatte ed ineguali di una cortìina di montuose catene,mentre,più a Nord-Ovest e piu lontana,si scopre la bluastra massa del monte Pollino.


Questo scriveva, Don Giuseppe Scafoglio, oltre un secolo fà, inoltre nel raccontare la storia della Madonna di Jesu, egli racconta una storia sulle origini del paese, Bocchigliero. Chiunque scrive, qualsiasi cosa, su Bocchigliero deve partire dai lavori di Scafoglio, che è stato il primo a raccontare di Bocchigliero; postura, clima, prodotti. Secondo il nostro motto "La storia la fà chi arriva prima", siamo costretti a smentire taluni scritti; storici, storiografici e folkloristici, che commettono errori per tanti motivi, tra questi ,quello di non conoscere tutti, o quasi, gli scritti di questo illustre letterato conosciuto da luminari dell'epoca, come dimostrano alcune lettere, ringraziamenti e apprezzamenti al suo lavoro. Molti amici di Bocchigliero continuano a chiamare l'attuale Piazza del Popolo, "Colla e i latri". Ma, non è Piazza del Popolo  "la colla", ma bensì la collina di S.Francesco, perchè un tempo rifugio di briganti e di ladri. Questo, naturalmente, lo riporta sempre Don Giuseppe, e spiega che oggi(1916),  molto meno di ieri, viene chiamata "Colla dei ladri". Vogliamo puntualizzare questo, soprattutto per non trasmettere e divulgare cose non corrette. Stiamo per pubblicare il primo lavoro di questo letterato sconosciuto ai più, in collaborazione con l'Università di Salerno, e il prof. Domenico Scafoglio,  http://www.disced.unisa.it/Personale/Docente/Scafoglio.htm  ordinario di Antropologia Culturale, ci ha promesso una prefazione che noi, volentieri, inseriremo nel testo. Ma di cosa si tratta?. Sono quattro quaderni che trattano in maniera dettagliata il sostantivo calabrese, ed in particolar modo il dialetto parlato a Bocchigliero.  Vogliamo partire dal dialetto, e per questo abbiamo raccolto tutti i quaderni de "Le forme del sostantivo calabrese" ,scritti da Don Giuseppe, dal 1928 al 1931, quindi partiamo dalla lingua madre per scoprire, lentamente, questo personaggio avvolto dal mistero, tante sono le cose un pò misteriose che abbiamo trovato durante questi anni di ricerca delle pubblicazioni del prof. Giuseppe Scafoglio. Questo lavoro, in dialetto, servirà da guida a quanti, e sono pochi, intendono scrivere in dialetto, anche qui c'è, da parte nostra, indignazione per come sono state scritte alcune cose in dialetto,in altra pubblicazione,recentemente,  indignati ma non arresi, noi conbatteremo le nostre battaglie per la Verità, costi quel che costi.... e forse Oltre.

Prof. Domenico Scafoglio
Ordinario Antropologia Culturale Fisciano (sa)
Laureato col massimo dei voti in lettere classiche all'Università di Napoli, con tesi di laurea in Archeologia, Domenico Scafoglio ha inizialmente approfondito gli studi di letteratura di tradizione orale in chiave antropologica, che anche successivamente ha costituito per lui uno dei territori di ricerca fino ad oggi (Terre e briganti; Introduzione al Decamerone popolare; Norma e trasgressione nella letteratura popolare; Racconti erotici italiani di tradizione orale; L'epos brigantesco popolare nell'Italia meridionale; Poesia erotica popolare in Calabria, ecc.);  per approfondire e conoscere tutta la bibbliografia di D. Scafoglio, vi rimandiamo alla sua pagina dell'università di Fisciano(sa)




27/07/11

Tentazione.......forte



Almà Ch.


La tentazione è forte quando c'è la passione per la ricerca, in tutti i campi, ma noi, qui, vogliamo parlarvi della ricerca storica-antropologica, a cui ci dedichiamo con passione e piacere,capire e conoscere le nostre radici, per meglio capire chi siamo e quale la nostra direzione e vocazione, cosa c'è scritto nel passato di ognuno di noi?. Qui vogliamo interessarci, in maniera dettagliata, del passato dell'intera Calabria, madre e matrigna, terra meravigliosa e con violente ed estreme condizioni. Amiamo questa terra, e ci auguriamo che possa riscattarsi, rivitalizzarsi e uscire da una rassegnazione atavica che ci condiziona quotidianamente, che non ci consente di valorizzare il nostro patrimonio; naturalistico-storico- culturale-archeologico, che abbiamo, e non riusciamo a dargli il giusto valore che meriterebbe. Siamo la regione dell'Italia che ha più coste, ma non riusciamo a decollare turisticamente, a parte rare eccezioni, siamo la regione che ha più Parchi Nazionali, ma non riusciamo ad avere un turismo montano, come in altre parti d'Italia, abbiamo beni archeologigi di valore inestimabili ma, anche qui, poche sono le aree inserite nei circuiti internazionali. E' un fattore genetico, che non ci consente di intraprendere in questi ambiti, o manca una cultura del turismo, che possa innescare quel meccanismo virtuoso di lavoro, legalità e produttività?. Noi non conosciamo la risposta, o le risposte, ma certamente una Cultura turistica, la Calabria, non l'ha mai avuta, , dove il clientelismo, il pressapochismo e l'improvvisazione regnano sovrani. Non ci sono fabbriche che inquinano, nessuna azienda che scarica residui inquinanti, è solo la mancanza di volontà degli amministratori locali, di destra e di sinistra, che hanno fatto della politica- clientelare la loro unica bandiera, per mantenere il potere, che passa da padre in figlio, quasi fosse ereditarità fare politica. Questo è successo anche alle ultime elezioni Amministrative a Cosenza, dove  i candidati più votati sono stati figli di, navigati, politici locali, ma anche Regionali. Allora cosa fare? ciò che è corretto; ribbellarsi a questo stato di cose, puntando sul merito, c'è necessità di una Rivoluzione Culturale vera, fatta di un lavoro lungo e certosino, che punti ad obiettivi condivisi e raggiungibili, e ancora c'è necessità impellente di un vero rinnovo della classe politica Calabrese, che possa fare da volano alle crescenti generazioni. Per tutto questo e molto altro vi suggeriamo un libro, ai Calabresi e a tutti gli amanti delle "controstorie" molto interessante ed esaustivo sulla storia della Calabria e sul presente, il libro è "Controstoria delle Calabrie" di Ulderico Nisticò edito da Rubbettino. Oggi ci sono le condizioni perchè una controstoria si verica, stà ad ogni singolo Calabrese prenderne coscienza

By Francesca 

26/07/11

Premio letterario Nazionale... in Calabria


Questi i finalsti del premio(in ordine alfabetico per Editore)



In Calabria aTropea (vv) – L’inattesa vittoria della esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura”alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) sul “magistrato-scrittore” Giancarlo De Cataldo (autore de I traditori, Einaudi) e sulla scrittrice Marta Morazzoni (autrice de La nota segreta, Longanesi) chiude la quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea. Donatella Di Pietrantonio si è aggiudicata il Premio, superando gli altri due finalisti con un netto distacco. Questi i voti ottenuti dai tre autori: Di Pietrantonio 167 voti (pari al 59,9 % dei suffragi totali), Giancarlo De Cataldo 57 preferenze (20,4% dei voti totali),  Marta Morazzoni con 55 voti totali (pari al 19,7 % dei consensi). A decretare il verdetto finale sono stati i 409 sindaci di tutta la Calabria col voto combinato di una giuria popolare composta da 43 persone tra accademici (Accademia degli affaticati”), studenti e cittadini della località turistica. La vittoria della scrittrice esordiente, che nell’albo d’oro del prestigioso premio segue a quella di Roberto Saviano (Gomorra), Gianrico Carofiglio (Ragionevoli dubbi), Carmine Abate (Gli anni veloci), Mattia Signorini (La Sinfonia del tempo breve) conferma due caratteristiche del Premio già evidenti nelle passate le edizioni: la capacità di scoprire e “lanciare” nuovi talenti letterari e quella d’intercettare e interpretare le principali tematiche di attualità, come in questa edizione le donne. Ha dedicato il premio, emozionatissima, ai suoi affetti e alla sua terra, l’Abruzzo. Il racconto di un amore tra madre e figlia “andato storto da subito” in un Abruzzo (dagli anni Quaranta ai giorni nostri) “luminoso e aspro”, che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana, ha conquistato oltre la metà della giuria. Una storia personale tutta al femminile che si intreccia alla Storia (fatti di piccoli e grandi avvenimenti), la malattia che riavvicina la figlia alla madre, l’importanza della memoria storica e individuale e il racconto delle diverse sfaccettature della femminilità sono elementi ricorrenti nel romanzo e del dibattito di stretta attualità sul rapporto tra donne e letteratura, donne e impegno civile. I tre testi finalisti del “Premio Tropea” sono stati, infatti, scelti all’interno di una rosa di 21 libri selezionati dalla giuria. Il coinvolgimento dei sindaci calabresi è uno tra gli elementi più innovativi e “democratici” del Premio. Oltre ai finalisti, nella serata conclusiva condotta da Pasqualino Pandullo (Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”, promotrice del Premio) e Livia Blasi (giornalista della sede Rai di Cosenza),  Gian Antonio Stella ha discusso di bellezza e tutela del territorio con l’antropologo Mauro Francesco Minevino, autore di “Statale 18”, ed. Fandango e Fernando Miglietta responsabile del Padiglione Calabria alla Biennale di Venezia. Stella, Minervino e la bellezza deturpata del nostro “Bel Paese”. Gian Antonio Stella ha mostrato, al numeroso pubblico affluito in questa ultima serata di premiazione, delle slide: un percorso fotografico da Nord a Sud che mostra il degrado dei nostri luoghi più belli e l’incuria che colpisce impunemente il nostro patrimonio architettonico. Basterebbe invece poco, ha rimarcato il giornalista-saggista, ma soprattutto basterebbe la buona volontà di chi è al governo (destra o sinistra che sia) per ridare lustro ai nostri luoghi, così come è stato fatto alla Venaria reale di Torino tornata agli antichi splendori. L’antropologo Mauro Francesco Minervino ha rincarato la dose toccando un altro tasto dolente che ferisce il nostro paese e la nostra regione in particolar modo: l’espansione selvaggia dell’edilizia che distrugge il paesaggio soffocandolo con colate di cemento. Posti brutti fanno persone brutte ha sottolineato, riprendiamoci la nostra bellezza. L’intensa voce di Marco Falaguasta, noto attore di diverse fiction tra cui “Paura d’amare” (Rai 1), ha guidato gli spettatori tra le pagine dei libri in concorso, con la lettura di alcuni brani, accompagnato al pianoforte dal direttore musicale del premio Sergio Coniglio. Il Premio è stato consegnato, nella serata conclusiva, dal vincitore dell’ultima edizione Mattia Signorini, rivelazione dello scorso anno con “La sinfonia del tempo breve” (Salani

25/07/11

Iperrealismo "fotografico"


Gianluca  Capozzi
Piazzetta

Gianluca Capozzi è nato ad Avellino nel 1973. Nel 1997 completa gli studi all’accademia di belle arti di Firenze e nel 1995 partecipa per un anno al progetto Erasmus alla Facultàd De Bellas Artes, di Granada. La sua pittura iperrealista racconta i suoi viaggi caratterizzati da una luce forte e da toni caldi. Man mano che ci si avvicina alla tela, l'immagine perde verosimiglianza, le parti si astraggono dal contesto guadagnando una loro identità. Ha scritto di lui Maurizio Sciaccaluga. Ci è piacito tanto questo artista iperrealista, a cui abbiamo voluto dedicare un post, anche lui, partecipa attivamente alla campagna dell'associazione ANPO http://www.anpo.it/index.php ,pochi sono in questa scuola di Artisti "fotografi",artisti della reatà, ma la sua pittura va oltre, quasi fatta da puntini come la grana di una carta fotografica, ricerca spasmodica del dettaglio per andare Oltre.

24/07/11

Festval Euromediterraneo.. in Calabria

FESTIVAL EUROMEDITERRANEO 2011


Altomonte 24 Luglio – 25 settembre 2011



Direttore artistico Enrico Provenzano



Programma

Teatro “Costantino Belluscio” ore 21.00



24 luglio “Serata d’Onore a sostegno della Cultura” Con Giorgio Albertazzi, Massimo Ghini, Richy Tognazzi, Simona Izzo, Cosetta Gigli, Raffaele Paganini, Eleonora Giorgi e il contributo sul tema “Cultura e pace nel Mediterraneo” della cantante Nòa.
A condurre l’attrice Natalie Caldonazzo
25 luglio Nòa in concerto
26 luglio Corrado Augias in “Leopardi e L’Italia”
2 agosto Enrico Bertolino in “Lampi accecanti di ovviet
4 agosto spettacolo con ritmi travolgenti del “Flamenco vivo”
6 agosto Recital di Gianfranco Jannuzzo
7 agosto Peppe Barra in “La commedia degli errori”
10 agosto La Notte Bianca della magi
16 agosto Vanessa Incontrada in “Miles Gloriosus”
17 agosto concerto di Giovanni Allevi “Alien world Tour”

Pensiamo  sia un evento che merita essere divulgato, e per chi in questo periodo si trova in terra di Calabria una capatina vale la pena farla 

23/07/11

PREVENZIONE tumori e molto altro


Fernando De Filippi

Vento che parli con voce leggera di foglie

Oggi, sappiamo bene che una corretta alimentazione è fondamentale per la buona salute. Oltre poi alle abitudini dietetiche personali, incidono sulla qualità degli alimenti, numerosi altri fattori: la globalizzazione del commercio di prodotti alimentari, l’urbanizzazione, i cambiamenti degli stili di vita, i viaggi internazionali, l’inquinamento ambientale, la contaminazione deliberata, catastrofi naturali e causate dall’uomo. Lo scopo di questo libro è quello di fornire informazioni il più corrette ed esaustive sulla corretta alimentazione in relazione alle patologie tumorali, grazie anche all’aiuto di autorevoli specialisti, ma con un linguaggio chiaro, semplice e comprensibile a tutti. Questo è un sunto che troverete sul sito della rivista," Prevenzione tumori" alla quale, da anni siamo abbonati, bimensile molto interessante, che naturalmente parla della prevenzione dei tumori,
ma non solo, parla di cultura del vivere, arte, pittura e cerca nuove sinergie per sposare battaglie comuni che tutelino la dignità, la salute il benessere, il piacere di vivere, scrollandosi atavici retaggi che non hanno più motivo di esistere alla luce di orizzonti, sino a ieri impensabili. Se volete, dateci uno sguardo e sappiate che "Donare è uno dei veri senzi della vita".   http://www.anpo.it/index.php








21/07/11

L'altra verità......



Fragolina selvatica della Sila(cs)


Posti come questi sono dei luoghi  lontano dalla massa, sono riserve che non sono incluse in nessun percorso segnalato, io ci vado, la prima decade di Luglio, le raccolgo per mangiarle, solo con un pò di zucchero e lasciate per 30 min. in frigo. Sono ghiotto di queste leccornie naturali,  e che mi riportano alle mie lunghe e meravigliose estati in sila, da bambino, con la mia famiglia,  i mie parenti e gli amici di famiglia. Il mese, per la Sila, era il mese di Agosto, e aveva il suo tripudio di massa a ferragosto o " A menz'Agustu", si mangiava all'aperto con grigliate di carne ,salsicce e pancetta, allora si doveva organizzare tutto: il fuoco, con il treppiedi " 'U tripidu", che serviva per cuocerci la pasta, e dopo si cominciava ad arrostire la carne. Ogni tanto vado in questi luoghi per stare con me stesso e ascoltare il silenzio immerso in luoghi senza tempo.

                                                MONADE
Ho sognato tante cose
da bambino.
Le ho cercate girando per il mondo.
Le ho viste:
sono sempre svanite
come fonte nel deserto.
Ho una monade
in un angolo di terra
ed un filo di sogno
che corre nelle stelle
e sa portarmi a lei.
Ci vado, ogni tanto.
Ci vado e mi ritrovo.
Mi ritrovo con tutti i miei sogni
che son rimasti sogni
e pendono attaccati
al soffitto
d'un cielo di cristallo


da: "Tra il vento e la pioggia" di Emilio Benincasa  pubbl. postuma a cura di  Piero Benincasa

18/07/11

Patrimonio dell'umanità

foto del blog    http://turistadimestiere.blogspot.com/
Posti che sono patrimonio dell'umanità rischiano di perdere il loro facino, la loro bellezza, per colpa dell'inciviltà del turismo di massa, che stà diventando eccessivo e oramai insostenibile. Chiuque,  si reca in questi paradisi, crede di portarsi a casa qualche cosa, fotografate e cogliete l'attimo, godete con i vostri occhi, inebriatevi del profumo della terra e del mare, ma rispettate ciò che trovate, perchè domani anche chi verrà dopo di voi potrà godere di rare ed affascinanti bellezze, che rischiano di scomparire per sempre...... buone vacanze a chi và, e buon ritorno a chi rietra........dopo una ricca settimana di riposo.... noi non andiamo in vacanza... siamo sempre in una forma di riposo e di serenità, facciamo ciò che ci piace, ci stressiamo al punto giusto e non abbiamo ambizioni di diventare ricchi .. lo siamo già.... ricchi nell'animo e molto Oltre

15/07/11

Passato..e Oltre

foto tratta da:  http://miguelemele.blogspot.com/
Pensiamo, anzi siamo certi che bisogna mettere dei paletti fermi, e continuare il cammino alla ricerca di una ricostruzione certa del passato, e come entrare in analisi e confessarsi con se stessi, con onestà intellettuale e rigore, non lasciando niente al caso, studiando, leggendo, approfondendo argomenti che ci appassionano, che ci piacciono e ci affascinano.E', il nostro, un percorso  a volte tortuoso ed in salita, altre volte in piano, anche se con difficoltà ad ogni angolo, paure, speranze, sogni e qualche volta, grandi e brevi sprazzi di felicità. Andare aritroso non è complicato, non include solo delusioni, a volte, andare indietro è la strada maestra, per ritrovarsi e proseguire sereni il cammino lungo il sentiero della vita



                                              Sono figlio

Sono figlio del cielo
e ne conosco l'azzurro
e la tempesta.
Sono figlio della terra.
e ne conosco i frutti
aspri e amari.
Conosco i fiori e le gemme,
le spine e gli inganni.
Sono figlio del vento
e so che quando infuria,
pur di non morire,
corro al riparo.
Sono figlio della notte
e quando è buio
mi fermo sempre
ad aspettare il giorno,
per andare.

                        Da  " Tra il vento e la pioggia" di Emilio Benincasa