| Il manifesto di Guido Scarabottolo, immagine del Festival Trame |
21/06/11
TRAME e Oltre
17/06/11
Eclisse........
La luna, astro presente da sempre nella storia dell'uomo, la luna come protagonista sin dai tempi primitivi per orientarsi con la terra; la semina, il raccolto, la cura dell'orto o il travaso del vino, la luna per la fecondità della donna, per la crescita dei capelli e per influenzare, nel bene e nel male, la vita dell'uomo sulla terra. Possono sembrare discorsi superati, vecchi, di un mondo che non c'è più, noi pensiamo di no, crediamo, ancora, che la vecchia e poco lontana sorella luna, come la chiamava S. Francesco d'Assisi,.influenzi la vita dell'uomo sulla terra ancora oggi, se il clima si modivica, la luna è complice silenziosa, attonia e incredula per come l'uomo stà inquinando, deturpando e soprattutto non rispettando la Natura, che si ribella con catastrofi naturali di potenze inaudite, che mai si erano verivicate, gli esperti li chiamano "cambiamenti climatici", pensiamo che siano incuria e saccheggio del territorio. La luna, anche in questi giorni è stata protagonista indiscussa per una eclisse, molto bella, ma vorremmo qui ricordare che, è stata protagonista in moltissimi film, opere immortali, tutti i poeti hanno dedicato un componimento alla luna, ognuno, nel propio cuore ha un pensiero romantico quando si pensa alla luna. Quindi vogliamo ricordarla con un componimento dialettare che dedidichiamo propio a lei... la luna.
Alla luna
Quannu ti guardu, 'ntra nuttata, oh Luna
mi pùarti ccu lla mente allu passatu:
cìentu e mill'anni e fforse kiù e quannu
'nzema alla terra tu si' stata fatta.
E ccertu e tannu 'nu pattu aviti fattu
ch'ancora tutte'e notte tu rispìetti
tranquilla e qqueta e ssenza grilli 'nkapu.
Aih cumu si' ddiversa e tutti nui
ch'ogne sepa amu pressu ed ogne cuntu
e dda vrigogna 'nn'amu fattu mantu!
Ma tu si' ssubba e nui,si' ssubba e tutti;
ni guardi, ti nni ridi e tti nni futti.
Passi e du mari, passi e da muntagna,
ssubba l'acqua ti fìermi e ssubba 'a niva
e mmustri sempre 'u stessu visu a ttutti
e ttant'apparti 'u lustru a ttutti sparti.
'U sà cchi ppienzu puru quannu guardu
ssa facce tua chi vidi sempre a stessa?
Pari ca dici ccu ssu pizz'a rrisu
"chissu vùostru è llu veru paravisu?
Tratta da: "Liriche in vernacolo Calabrese"di Emilio Benincasa
Pellegrini Editore
Alla luna
Quannu ti guardu, 'ntra nuttata, oh Luna
mi pùarti ccu lla mente allu passatu:
cìentu e mill'anni e fforse kiù e quannu
'nzema alla terra tu si' stata fatta.
E ccertu e tannu 'nu pattu aviti fattu
ch'ancora tutte'e notte tu rispìetti
tranquilla e qqueta e ssenza grilli 'nkapu.
Aih cumu si' ddiversa e tutti nui
ch'ogne sepa amu pressu ed ogne cuntu
e dda vrigogna 'nn'amu fattu mantu!
Ma tu si' ssubba e nui,si' ssubba e tutti;
ni guardi, ti nni ridi e tti nni futti.
Passi e du mari, passi e da muntagna,
ssubba l'acqua ti fìermi e ssubba 'a niva
e mmustri sempre 'u stessu visu a ttutti
e ttant'apparti 'u lustru a ttutti sparti.
'U sà cchi ppienzu puru quannu guardu
ssa facce tua chi vidi sempre a stessa?
Pari ca dici ccu ssu pizz'a rrisu
"chissu vùostru è llu veru paravisu?
Tratta da: "Liriche in vernacolo Calabrese"di Emilio Benincasa
Pellegrini Editore
15/06/11
Dedica... ai figli
Questa persona intenta a fotografare è un giovane, figlio di un bocchiglierese doc che merita un post dedicato, Giuseppe Celeste , http://www.fotogiuseppeceleste.it/Home.html , ama la fotografia, e questo lo ha portato a fare il fotografo professionista, soprattutto sportivo, visto che lo sport è molto seguito, vi invito a visitare il suo blog, inoltre il padre è un grandissimo "nostalgico" del paese natio Bocchigliero, per il quale palpita, sospira, aspira e spera come noi, e come noi si augura un paese migliore che possa vivere su ricchezze poco sfruttate e a lungo ignorate, vorremmo dedicare questo post al figlio e al padre anche perchè i figli non esisterebbero senza i padri. Ma soprattutto perchè le cose dei padri vanno assolutamente trasmesse ai figli, futuro della storia, trasmissione di valori importanti e assolutamente non trascurabili per un futuro fatto di verità interiori che arricchiscono l'animo umano.Non sono, i valori, beni reali, ma immateriali e funzionali alla propia coscienza civile.
14/06/11
Cibo e Cultura
Apprendiamo e, con immenso piacere noi, divulghiamo. Anche perchè, la notizia, ci viene dal un blog a noi molto caro, vi suggeriamo di andarci a fare un giro, soprattutto a chi è innamorato dei viaggi nelle parti più belle del mondo, anche in Italia http://turistadimestiere.blogspot.com/
Appuntamento Sabato 18 giugno con lo Slow Food Day in 300 piazze italiane per celebrare i 25 anni dello Slow Food. La scelta della piazza non è casuale visto che l'organizzazione vuole interagire direttamente con il consumatore, presentandogli la filosofia che governa certe scelte e la produzione stessa nell'esaltazione della qualità, del localismo e in piccola scala. Tra le iniziative previste, vogliamo parlarvi di quella - interessantissima - organizzata a Napoli dall'Associazione Cinema e Diritti e Slow Food Napoli e intitolata CIBO E RISCATTO.
10/06/11
Grazie..e....
Stiamo ricevendo attestati di stima e simpatia da più parti, e quindi ci sembra opportuno e doveroro ringraziare, con un post dedicato, a quanti ci hanno seguito dalla prima ora e a tutti quelli che incontrandoci ci hanno condiviso e seguito. I ringraziamenti più sentiti vanno a tutti quelli che hanno un blog, per il loro impegno costante e discreto, silenzioso e pungente, innovativo e tradizionale, a tutti quelli che nella vita hanno passioni che, coltivano senza risparmio di energie, senza pudori o paure, a quelli che hanno due e più personalità che con la rete riescono ad esprimere e a spogliarsi dai fronzoli inutili e pesanti da portare, a quelli che provano a vincere le paure della vita, e a volte ci riescono, a tutti quelli che non smettono di sognare per un mondo migliore, fatto di stima e onestà intellettuale, a tutti quelli che non sanno rinunciare ai piaceri della vita; un tramonto il sorriso di un bambino o la dolcezza di una mamma, ed in fine a tutti quelli che riescono ad andare Oltre.........
08/06/11
Raddoppia......
Avendo avuto, dai collaboratori, suggerimenti specifici, abbiamo inteso fare un Blog dedicato ai filmati particolarmente interessanti, e a tutte quelle iniziative sociali, politiche e culturali per andare Oltre, abbiamo voluto tentare questa carta per supportare amici che ci hanno suggerito questo modo di fare blogger... noi siamo sempre pronti ad andare verso l'ignoto e forse Oltre, se volete fare un giro, noi ve ne saremo grati.
http://foxoltre.blogspot.com/
http://foxoltre.blogspot.com/
07/06/11
Referendum... e molto Oltre
Questa informazione abbiamo voluto darla in maniera chiara ed esaustiva, per meglio comprendere come si vota. Ma il motivo principe che ci ha spinto a essere chiari è la nebbia che regna su questo argomento, e poi c'è un becero e basso interesse di molte amministrazioni, tra cui quella di Bocchigliero, Dipignano e tante altre, per gli scrutatori e i presidenti che, pare siano sempre gli stessi o le mogli, o i parenti più stretti, se questo è il livello siamo veramente alla frutta, chiediamo all'Amministrazione Comunale di Bocchigliero e Dipignano chiediamo, quali i metodi per assegnare questi compiti?, non si potrebbe fare a sorteggio?, e ancora se una Amministrazione non si rende conto che queste cose vanno concertate con le opposizioni, o con gli stessi cittadini, è veramente arrivata al capolinea, non c'è più nulla da mangiare, però, certamente le Amministrazioni non possono mangiarsi la dignità dei cittadini, anche perchè, di tanti,cittadini, ne hanno abusato per i loro interessi personali e Oltre. Con la decisione della Cassazione, che ha stabilito che il referendum sul nucleare si svolgerà anche se il governo con il decreto omnibus ha abrogato per un certo tempo la normativa a cui i quesiti si riferivano, si rimette in moto la macchina referendaria anche per il quarto dei quesiti previsti. Due giorni di voto, quindi, per dire SI' o NO su quattro temi: la privatizzazione dell'acqua, i profitti sull'acqua, il legittimo impedimento e appunto il nucleare.
QUANDO SI VOTA. Le urne saranno aperte domenica 12 e lunedì 13 giugno. Il 12 si potrà votare dalle 8 alle 22, il 13 le urne apriranno alle 7 e chiuderanno alle 15.
COME SI VOTA. Gli elettori devono presentarsi, con un documento d'identità valido e la tessera elettorale, presso la sezione elettorale indicata sulla tessera stessa. Il voto deve essere espresso con una X sull'opzione scelta in ciascuna delle quattro schede: una per ogni quesito. Come tutti i referendum abrogativi, bisogna votare SI' se si vogliono cancellare le norme al centro dei quesiti. Con la vittoria del NO, invece le norme rimarrebbero vigenti. I QUATTRO QUESITI -
PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA (scheda rossa)
Il titolo completo del quesito è 'Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica' e si riferisce all'abrogazione dell'articolo 23 bis della legge 133/2008. Sono le norme che permettono l'affidamento dei servizi idrici ai privati. Votando SI' si vota contro la privatizzazione dell'acqua. Con il NO, invece, si lascia intatta la possibilità di affidare i servizi idrici ai privati.
PROFITTI SULL'ACQUA (scheda gialla)
Il secondo quesito propone l'abrogazione di una parte dell'articolo154 del decreto legislativo 152/2006. Nello specifico, se vincessero i SI' sarebbe abrogata la norma che prevede che i privati possano stabilire una tariffa per il servizio idrico tenendo conto della "adeguatezza della remunerazione del capitale investito", ovvero garantendosi un profitto. Votando NO la norma rimarrebbe valida.
NUCLEARE (scheda grigia)
Il titolo del quesito, riformulato dalla Cassazione alla luce delle norme introdotte col decreto omnibus, sarà 'Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare'. Per votare contro il nucleare in Italia, gli elettori dovranno scegliere il SI'.
LEGITTIMO IMPEDIMENTO (scheda verde chiaro)Il quesito sul legittimo impedimento mira ad abrogare una parte della legge 51 del 7 aprile 2010 dal titolo 'Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza'. È la norma che introduce la possibilità per chi è impegnato in attività di governo di non comparire nelle aule di giustizia.
Abbimo voluto dare queste informazioni, semplici e conprensibili per dare a tutti la possibilità di comprendere cosa andremo a fare il 12 e 13 Giugno, siamo convinti che il Referendum così come è non possa che essere modificato, affinchè i Referendum non siano solo abbrogativi, e anche perchè molte volte non riescono a raggiungere il quorum, indispensabile perchè il Referendum sia valido.
05/06/11
Orgoglio e dignità... non Oltre
Non abbiamo parole per poter esprimere la nostra indignazione verso la sordità di chi non vuol sentire, la cecità di chi non vuol vedere , l'inerzia di chi si illude di andare ..Oltre. Noi siamo ad un bivio in cui non possiamo fermarci allungo, anche perchè le posizioni di stallo non ci piacciono,e, al contrario, preferiamo sbagliare e comunque scegliere. Le scelte molte volte possono essere giuste o sbagliate, ma vanno fatte, senza tentennamenti o paure bisogna decidere. Noi abbiamo deciso di continuare in questa battaglia di civiltà e di rivalutazione del nostro passato, per consentire alle generazioni che verranno di essere orgogliosi di chi li ha preceduti, e cioè Noi, i tempi sono maturi per affrontare la tormenta, che sarà certamente difficile e complessa, e quando perderemo una battaglia non avremmo perso la guerra, ma ci servirà da monitor per continuare nel cammino,non facile, verso orizzonti nuovi. Abbiamo la pretesa e l'ambizione di guardare Oltre, e per questo siamo pronti a condividere, con chi lo volesse, le nostre battaglie. Abbiamo tentato di proporre alcune cose da noi ritenute importanti, ma non hanno avuto seguito, noi le riproponiamo con forza e convinzione. Vorremmo che ci fosse più interesse verso la cultura, perno e fulcro di ogni popolo che possa chiamarsi tale, e allora proponiamo una biblioteca comunale, che possa raccogliere i testi che già sono in possesso del comune di Bocchigliero, circa 1000 libri sono stati donati dall'editore Pellegrini di Cosenza. Dove sono questi libri? Vorremmo inoltre che la biblioteca fosse dedicata a personaggi che hanno dato lustro alla nostra comunità, come Don Giuseppe Scafoglio, o Leonardo Mazza. Vorremmo che le iniziative culturali avessero un seguito, che si cercasse di amministrare in maniera lungimirante e non per mero interesse di lobby,o solo per alcune famiglie e ancora vorremmo che la nostra comunità avesse uno scatto di orgoglio e dignità, per rinascere dal torpore in cui si trova, vorremmo che le infernali macchinette mangia soldi che sono presenti in tutti i bar venissero eliminate dagli stessi abitanti e creare punti di aggregazione sociale che mancano da troppi anni. Non chiediamo cose impossibili, ma concrete e fattibili per restituire orgoglio a una comunità troppe volte bistrattata e umiliata.
02/06/11
Al Direttore.... Auguri
E' ufficiale, l'Assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri ha nominato il Direttore artistico del Festival Magna Grecia Teatro. La scelta è avvenuta tra venti esperti con curricul di altissima qualità. L'Assessore punta a far diventare la kermesse manifestazione di punta dell'estate calabrese.Noi vorremo che Giorgio Albertazzi, con il suo carisma, la sua cultura teatrale, le sue doti naturali valorizzasse l'evento per far diventare la manifestazione calabrese, come il festival del Teatro di Taormina o il festival del Teatro antico di Siracusa, ma la scelta di Albertazzi è anche per riuscire a valorizzare ulteriormente i siti archeologici che ospiteranno gli spettacoli; l'Anfiteatro dei ruderi di Cirella a Diamante (cs), il Parco archeologico di Capo Colonna (kr),l'Abbazia Benedettina di Lamezia Terme (cz), il Tempio di Marasà a Locri (rc), l'Anfiteatro in località Motta a Palmi (rc), l'Arena del Castello Svevo di Reggio Calabria, il Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia (cz), l'Area archeologica di Cassano allo jonio (cs), il Parco delle Rimembranze del Castello Normanno di Vibo Valentia (vv), il Parco Archeologico di Kaulon a Monasterace (rc), l'Area archeologica dell'antica Medma di Rosarno (rc)http://www.kaulon.it/medma.htm, il teatro Torre Marrana di Ricadi (vv) e la Villa Romana di Casignana (rc) http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_romana_di_Casignana . Abbiamo inserito solo alcune informazioni sui siti, per poter lasciare a voi la ricerca di questi posti meravigliosi che il passato ci ha consegnato e noi abbiamo il dovere di tramandare alle future generazioni con l'orgoglio di un popolo con una storia millenaria. Ci auguriamo che il grande attore e regista riesca a lanciare questo Festival a livello internazionale, affinchè possa attrarre gente da molto lontano, noi ringraziamo anticipatamente Albertazzi, che farà del suo meglio, e siamo certi che nessuno meglio di lui avrebbe potuto avere questo arduo compito, grazie Giorgio, e arrivederci a presto, noi ti aspettiamo in Calabria. http://www.magnagraeciafilmfestival.it/
30/05/11
Prima...........Vera
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| Foto di http://miguelemele.blogspot.com/ |
Post a cura di Francesca
29/05/11
Fiore di Ginestra
La ginestra è presente da sempre nel sud dell'Italia,è parte dela macchia mediterranea, in particolare in Calabria, dove quest'anno è particolarmente abbondante. Giacomo Leopardi ha dedicato una poesia alla ginestra, uno degli ultimi lavori del Leopardi, quasi un testamento spirituale del poeta. Un paesano, ha dedicato molti anni allo studio della ginestra ed in particolare alla lavorazione della stessa, Pasquale Filippelli, ha partecipato a convegni e conferenze sul tema, se volete saperne di più andate sul suo sito per approfondire l'argomento.
http://www.pasqualefilippelli.it/ Noi qui vogliamo ricordare che esistono molte varietà di Ginestra; la ginestra del carbonaro, la meno bella da vedere ma profumatissima, e poi la ginestra, ed in particolare il suo profumo è tra i ricordi dell'infanzia e quindi indelebile. Vogliamo ricordare che questo arbusto perenne fiorisce in questo periodo e inonda di profumo l'intera macchia mediterranea, regalando a chi passa per le strade della Sila un doppio regalo uno all'olfatto l'altro alla vista.
27/05/11
Melograno....
Il nome di Genere Punica deriva dal nome romano della regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese, (Popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); le piante furono così nominate perché a Roma i melograni giunsero da quella regione
Post a cura di Francesca
| Fiore di melograno |
Questo è un periodo in cui questo meraviglioso fiore di melograno ci regala questa meraviglia di colore e forma, Il melograno si ritiene originario dell'Asia sud – occidentale, ed è stato coltivato nelle regioni caucasiche da tempo immemorabile. È attualmente coltivato ampiamente in Armenia, Azerbaijan, Iran, Turchia, e nelle parti più aride del Sud-Est Asiatico, dall'Arabia al Pakistan, India, Malesia, Indonesia ; è inoltre coltivato nelle regioni aride dell'Africa tropicale È presente da epoca preistorica nell'area costiera nel bacino del Mediterraneo, risulta storicamente che vi sia stato diffuso dai Fenici, dai Greci e in seguito dagli Arabi. Fu introdotto in America latina dai colonizzatori spagnoli nel 1769, ed è attualmente coltivato ampiamente in Messico e, negli Stati Uniti, in California ed Arizona.
Il nome di Genere Punica deriva dal nome romano della regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese, (Popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); le piante furono così nominate perché a Roma i melograni giunsero da quella regione
Post a cura di Francesca
26/05/11
Maggio... verso la fine
Sera di Maggio
Sera di maggio fatta di profumo
di zagara, vagante per il cielo
colmo di stelle , limpido e pulito.
Mormorar di ruscelli immacolati,
frinir di grilli, graciar di rane,
sapore marino sulle labra
sbocciar di rose e canti d'usignoli
che l'animo conducono per mano
nel mondo arcano di una vita sana
che piano piano stiamo sgretolando
con fumi, scorie varie e surrogati
in nome di un miraggio senza corpo
che con stoltezza chiamano progresso.
Tratta da"Tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa
![]() |
| http://fioristamariangela.blogspot.com/2010/07/dallarancio-i-pregiati-fiori-delle.html (la foto) |
Sera di Maggio
Sera di maggio fatta di profumo
di zagara, vagante per il cielo
colmo di stelle , limpido e pulito.
Mormorar di ruscelli immacolati,
frinir di grilli, graciar di rane,
sapore marino sulle labra
sbocciar di rose e canti d'usignoli
che l'animo conducono per mano
nel mondo arcano di una vita sana
che piano piano stiamo sgretolando
con fumi, scorie varie e surrogati
in nome di un miraggio senza corpo
che con stoltezza chiamano progresso.
Tratta da"Tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa
24/05/11
Survaival.....help
Continua l'invasione dell'uomo bianco nelle riserve di popoli oramai destinati a scomparire, noi sosteniamo Survaival, Bocchigliero oltre sostiene Survival e vi chiediamo di dare uno sguardo a questo sito, loro hanno bisogno di noi, di te e di tutti gli uomini di buona volontà. http://www.survival.it/ Oggi Survival ha sostenitori in 82 paesi. Opera per i diritti dei popoli tribali in tre direzioni complementari: sensibilizzazione e mobilitazione dell’opinione pubblica, educazione alla diversità e finanziamento di piccoli progetti locali. Inoltre, offre agli indigeni un palcoscenico da cui essi possano rivolgersi direttamente al resto del mondo. Lavoriamo a stretto contatto con le organizzazioni indigene locali, con particolare attenzione verso i popoli tribali che rischiano maggiormente e che, di solito, sono quelli venuti a contatto più di recente con il mondo esterno.
Siamo convinti che l’opinione pubblica possieda la forza per cambiare realmente le loro sorti. Grazie alla sua presa di posizione, per i governi e le aziende sarà sempre più difficile perseguitare le popolazioni tribali, e un giorno diventerà impossibile (Tratto dal sito)
22/05/11
Deliberando....ma senza beffa
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| Violetta della Sila |
La notzia è questa, il comune di Bocchigliero, con delibera n.24 del 4/5/2011, ha deciso che i ricorsi per la restituzione,ai cittadini, del danaro, pagato per la depurazione, non dovuti, sono nulli perchè mancherebbero le marche da bollo. Ora noi ci chiediamo, se questo è vero, come si può ingannare in questo squallido modo i cittadini? aggirando una disposizione che prevedeva la restituzione del danaro che era stato pagato dai cittadini perchè non avevano usufruito del servizio. Forse si è trovato questo escamotage per dare una giustificazione ad altre cose fatte dall'amministrazione? o forse il cavillo, in legge, consente questo? Queste domande possono avere una risposta solo dagli Amministratori o da chi conosce, nel dettaglio, la faccenda. Noi come sempre andiamo Oltre, e chiedamo a chi legge di poterci delucidare su questa faccenda. Certo è che le cose poco chiare ci sono, e vorremmo che tutti quelli che sanno ci facessero sapere, aspettiamo con pazienza Basilichina, ( i monaci che vivevano a Bocchigliero) affichè si facccia chiarezza e non Oltre. Vorremo un paese migliore, vorremmo gente migliore, vorremmo cittadini migliori ma soprattutto Amministratori migliori.
18/05/11
Festa dei Parchi......
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| Tramonto sul lago Cecita |
Luci e ombre
I chiaro scuri nella vita sono tanti, come le salite e le discesce, le gioie e le sventure, come la luce e il buio, come il bianco e il nero. Due opposti si compensono dando equilibrio alla vita attraendosi. Le sfumarure e i dettagli formano l'insieme, il tutto. Questa disquisizione, quasi filosofica, ci preme evidenziare come premessa essenziale alle ombre che quotidianamente ci assalgono, creandoci dubbi e incertezze che corrodono la nostra mente, e noi affannati alla ricerca della felicità, ma dove crediamo di averla trovata, altro non è che una grande illusione. Tempo addietro cercavamo una definizione sintetica e chiara della felicità e allora quasi per gioco tutti,7/8 persone, dovevano rispondere alla fatidica domanda. Cos'è per te la felicità? Tutti, io compreso trovammo difficoltà nel poter cercare la definizione di FELICITA'. La risposta, tra tutte, più bella è stata:"La felicità è un lasso di tempo tra una sofferenza e l'altra". Sapete chi diede quella risposta? la persona più grande che, probbabilmente, era quella con maggiore esperienza e, sicuramente, era sceso e salito diverse volte nel corso della sua lunga esistenza.
Viandante
Non cadere,
viandante
che percorri le strade del mondo!
Cerca di non cadere mai.
Se un giorno dovesse capitarti
sulle strade più aspre,
sforzati a rialzarti.
E' difficile trovare una mano
che ti rimetta in piedi
Viandante
Non cadere,
viandante
che percorri le strade del mondo!
Cerca di non cadere mai.
Se un giorno dovesse capitarti
sulle strade più aspre,
sforzati a rialzarti.
E' difficile trovare una mano
che ti rimetta in piedi
15/05/11
Mulattiera...e non Oltre
C'era una volta una strada mulattiera, che per volontà dell'amministrazione comunale veniva
trasformata in strada, irta, non propio larga e non propio sgombra dalle continue frane che su di essa cadono. Una persona,dell'opposizione, doveva occuparsi di seguire, nei dettagli, la cosa, ma la Signora della politica Jonica ha deciso di distaccarsi dal gruppo dell'opposizione, non prima di aver ottenuto la presidenza della commissione lavori pubblici, e andare per suo conto, e così la cosa, anzi la strada è stata abbandonata, non dalle continue e rovinose frane, ma da chi doveva occuparsene, da chi in campagna elettorare ha promesso agli elettori di essere coerente e decisa a combattere l'amministrazione guidata dal sindaco De Vincenti, così non è stato, e la coerenza vuole che la persona in questione deve lasciare, dimettendosi dal suo ruolo, non capovolgendo la volontà degli elettori. Volevamo ricordare, a chi ha poca memoria, che la signora della politica Jonica non è stata eletta, ma è subentrata per le dimissioni di un consigliere di minoranza, infatti, Lei, è stata la prima dei non eletti. Noi abbiamo documentato lo stato della strada è ci sembra opportuno segnalarlo ai nostri lettori, che aumentano giorno dopo giorno, e di questo siamo orgogliosi. Ma, non tutti i mali vengono per nuocere, siamo convinti che le opportunità per un futuro migliore esistano ancora, basta saperle coglierle. Noi, abbiamo il diritto di sapere cosa ne sarà della "strada", anche perchè i soldi spesi sono anche dei cittadini di Bocchigliero, e quindi anche nostri.
14/05/11
Incontro..Bocchiglieresi a Milano e...Oltre
L'evento è di quelli importanti, ormai rienuto storico. L'incontro, che si ripete da 12 anni, è un incontro tra i bocchiglieresi che si trovano lontani dalle loro radici, e insieme condividere una messa e poi, dopo le foto di rito, si starà insieme per una pizza. Per maggiori informazioni: http://bocchigliero.blogspot.com/ . Auguri e un caro saluto a Concy, che mantiene e rinnova forti tradizioni familiari
09/05/11
ll fuoco...e L'olmo
Il fuoco è stato un punto di grande aggregazione famigliare; tutto si faceva con il fuoco, scaldava l'acqua per lenire le fatiche delle dure giornate nei campi, o a raccogliere, non prima di averla tagliata, la legna per i rigidi e lunghi inverni silani. Con il fuoco si cucinava un lento e gustoso sugo, a volte con carne di capra, o di altro tipo, io, preferivo la capra con quel suo profumo di selvatico e di primordiale. Con il fuoco si scaldava il cibo per i maiali, una delle poche fonti di sostentamento; carne, salumi e tutto ciò che si poteva preparare con il maiale. Il fuoco preparava le caldarroste, e mentre si mangiavano, magari a lume di candela, la nonna raccontava storie tra il fantastico, il reale e a volte il pauroso. Una di queste sere la nonna, con i suoi lunghi capelli avvolti in una bellissima treccia che tutte le mattine aveva cura di sciogliersi e pettinarsi, per poi raccogliere i capelli caduti e venderli a chi, di tanto in tanto, passava tra le vie del paese chiedendo chi avesse capelli da vendere, non so, e non mi sono mai chiesto, se si vendevano a grammi o con il noto sistema del baratto. Quella sera, la nonna, ci raccontò la storia di una nostra antenata,vissuta tanti e tanti anni prima, che raccoglieva nella sua grande casa i trovatelli, crescendoli, accudendoli e facendoli andare anche a scuola. Lei, Ermelinda, questo era il suo nome, donna ricchissima e gentile con un portamento quasi regali, nobile, con uno sguardo dolce e caritatevole, era alta Ermelinda, bella, ma non aveva preso marito per una storia che evitava ricordare, a se ma soprattutto agli altri, quando gli chiedevano i motvi, la sua riposta era sempre la stessa; "mi sono sposata con questi meravigliosi bambini che sono anche figli miei". Le giornate, nella grande casa, trascorrevano serenamente, e ogni bambino veniva seguito con molta attenzione, preoccupandosi principalmente di impartire loro sani e forti principi Cristiani. Questo non bastò, dopo qualche anno, uno di loro diventato adulto, fece ritorno nella grande casa di donna Ermelinda, ma con intenti poco pacisici; voleva impossessarsi di uno stivale d'oro pieno di moltissimi oggetti preziosi. Ermelinda avendo riconosciuto quello che era stato uno dei suoi ragazzi, venne uccisa dallo stesso e lo stivale, preziosissimo, gli venne preso dal suo ragazzo, ladro e assassino, che scappò a gambe elevate. Però dal piano superiore, attraverso le tavole del pavimento, alcuni ragazzi assistettero alla scena, e uno di loro riconobbe quel giovane ingrato, ladro e ora anche assassino. Dopo un primo momento di smarrimento, i ragazzi di Ermelinda raccontarono tutto alle forze dell'ordine che prontamente arrestarono quel giovane assassino. Venne condannata ad una pena durissima, così dura che morì in carcere, ma prima di morire aveva confessato al suo compagno di cella dove aveva nascosto lo stivale pieno di preziosi. Il compagno di cella, certo Gervasi, scontato la sua pene, si diresse verso la montagna di Bocchigliero, giunto nei pressi dell'oggiammare, incontra un esperto di cose segrete al quale chiede informazioni dove si trovava l'Olmo della Riforma, il bocchiglierese insospettito del forestiero, indicò un posto diverso. L'indomani il nostro paesano si recò all'Olmo della Riforma e trovò, dopo aver scavato, lo stivale pieno di oggetti preziosi, che tenne per se. Questa l'estrema sintesi di un romanzo che ci auguriamo possa essere presto pubblicato.
08/05/11
Musei aperti...e Oltre
Ia notte tra 14 e il 15 maggio (ultimo ingresso all'una) dalle 20 alle2 è la notte dei musei per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale. http://www.lanottedeimusei.it/ La Notte Europea dei Musei in Italia
Per il terzo anno l’Italia partecipa alla manifestazione, attraverso musei statali, civici e privati, aree archeologiche, gallerie, biblioteche, per un’emozionante ed insolita esperienza del nostro patrimonio artistico. Insolita perchè i musei le gallerie saranno fruibili durante la notte e gratuitamente. Ci corre l'obbligo di ringraziare http://turistadimestiere.blogspot.com/ che con certosina puntualità e passione ci informa su eventi, viaggi e tutto quello che può interessare un buon viaggiatore e Oltre
06/05/11
L'ultimo viaggio
C'era un silenzio assordante, in via Roma, a Bocchigliero intorno alle 16 di Giovedì 5 Maggio 2011, aspettavamo che il tuo feretro si avviasse, portato a spalla dai tuoi colleghi dell'Enel, verso la chiesa Madre, in Piazza del Popolo. Poi, un grande applauso ha rotto quella cappa di sgomento e tristezza insieme che attraversava l'intero paese. Ci siamo incamminati, accompagnandoti, in un assordante lungo silenzio, rotto dal rumore delle suole sull'asfato nero, non una parola durante l'intero tragitto che ci ha portato in Piazza. La chiesa era stracolma di gente, di fiori e di volti attoniti e increduli, che ha voluto mostrarti l'affetto e la stima verso quel sorriso che per sempre conserveremo nei nostri cuori, quel sorriso che elargivi a chiunque incrociasse il tuo sguardo, quella disponibilità che solo chi ti ha conosciuto ha potuto apprezzare. C'era anche il tuo collega incolume, con te nel fatale incidente, che ha voluto accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, la chiesa Matrice è raramente stracolma di gente, fatta eccezione per le grandi feste patronali,come in questa triste occasione, i volti, di tutti, segnati da una profonda tristezza per la perdita di un uomo che era sempre pronto ad aiutare gli altri. Ma tutti in questi giorni ci siamo chiesti il perchè succedono fatti di questo tipo, traggedie che gettano nello sgomento intere comunità, e perchè propio a te Filippo?? le risposte vanno cercate nella nostra fede e nella speranza della resurrezzione, siamo sinceramente e sentitamente vicini alla famiglia tutta. Ciao Filippo.
01/05/11
Riserve abbandonate ......e molto Oltre
Vorremmo continuare a dedicare ancora qualche cosa che a noi sembra rilevante. Prima capiamo di cosa parliamo
Corvo imperiale
Corvus corax - E’ il più grande corvo europeo con un'apertura alare di più di un metro e 30. e pesare 1500 grammi. In Italia è piuttosto raro e si nutre di carne di insetti e lombrichi, ma anche da carogne di topi, lepri e altri animali e nelle zone dove non esistono avvoltoi, occupano la loro nicchia.(protetti).
Loxia curvirostra - in suo nome deriva dal becco lungo che ha la parte inferiore rivolta verso l'alto e la superiore verso il basso, incrociandosi. Questa forma del becco gli permette di estrarre con facilità i semi dalle pigne. Vive nei boschi di abeti dove svolge anche la funzione di disseminatore, portando i semi ai bordi dei boschi.(protetti) Un bellissimo esemplare è stato recuperato, ferito, dalla polizia provinciale che, dopo il difficilissimo recupero, durante il recupero si è ferito un agente, ha affidato l'uccello al centro di recupero di Rende(cs). L'esemplare era nel territorio di Bocchigliero.(forse in una delle tante riserve). Ebbene, vorremmo, qui, dare una notizia, che siamo sicuri che pochissimi sanno. Bocchigliero, paese che sorge su una delle ultime propagini della Sila, che guarda il mare Jonio dall'alto e ne sfrutta l'aria marina, che è un mix di aria marina e silana http://www.parcosila.it/web/ Questo sperduto borgo ha dato i natali al primo prof. Universitario in patologia aviaria, si tratta del prof. Papparella Vincenzo docente di Patologia Aviaria a Napoli, al quale và riconosciuto il merito di essere stato il primo, per questo sposa il nostro motto :"La storia la fà chi arriva primo". Il nostro,poco amato, comune dovrebbe dedicare a lui, e alla sua memoria qualche cosa per ricordarlo. Noi, come al solito, andiamo Oltre, e per questo chiediamo: che una riserva,in Sila, prenda il suo nome, o almeno il suo cognome. Nove sono le riserve naturali biogenetiche. Fra queste, degne di nota sono “I Giganti di Fallistro”, 50 colossali alberi di pino con oltre 500 anni di età ed altri 5 di acero montano della stessa età, e la Riserva “Golia-Corvo”, area di diffusione e ambientamento dei cervi, dove ne vivono circa 150 esemplari.
Le altre riserve naturali statali biogenetiche sono: "Gallopane", "Tasso-Camigliatello", "Poverella-Villaggio Mancuso", "Coturelle-Piccione", "Gariglione-Pisarello", "Macchia della Giumenta - S. Salvatore", "Trenta Coste" istituite con Decreto del Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste del 13 luglio 1977.
All’Ente Parco è affidata la gestione delle suddette riserve. Tratto dal sito del Parco Nazionle della Sila
28/04/11
Confronto... crescita, rispetto, conoscenza e Oltre
La politica è tanto, e forse di più non abbiamo la pretesa o l'ambizione di rispondere in maniera
esaustiva alla fatidica domanda: Cosa è in realtà la Politica??. Certamente la capacità di progettare il futuro dei popoli, e poi la capacità di viverla con passione, con dedizione, con onestà intellettuale e con grande capacità di ascolto. Certo è che la Politica da molto tempo non è più questo, ma mero interesse personale o di parte, senza riuscire ad essere quella che dovrebbe essere.Come apprendere l’arte oratoria? Cicerone diceva:
La parola è segno distintivo dell'umanità e radice della sua capacità di interagire col mondo. Se a ogni cultura la parola in qualche modo interessa, in un mondo come il nostro, sempre più basato sulle opportunità offerte da una buona comunicazione, Cicerone si rivela, a sorpresa, ancora attuale. Lo mette bene in rilievo Paolo Marsich, il curatore di questo L'arte di comunicare che ha tutte le qualità per accattivarsi i lettori: è breve, agile, scandito in capitoli ben definiti, in una parola «leggibile». Quello della «leggibilità», discutibile parola tanto frequente in quarte di copertina e comunicati stampa, sembra essere il miraggio degli editori contemporanei, ed è il corrispettivo di una «comunicabilità», per così dire, di una capacità di spendere le proprie risorse per la buona riuscita di un discorso orale. Nel nostro tempo, come osserva Marsich, la parola comunicazione è diventata non certo sinonimo di un'arte, ma una sorta di specchietto per le allodole: «imperano» scuole di comunicazione, escono manualetti, anche scolastici, che pretendono di insegnare attraverso tecniche spicciole, in poche facili lezioni, la capacità di esprimersi bene in pubblico, convincendo i propri ascoltatori senza porsi il problema morale di ciò che viene loro proposto. Ebbene, alcuni di questi (come quelli che suggeriscono delle «tecniche» per assemblare un tema), hanno attinto dai trattati di Cicerone, ma snaturandone le intenzioni autentiche e ignorandone l'etica sottesa.
Completamente diverso è infatti l'approccio di Cicerone, che data ormai quasi duemila anni fa: l'oratore non è un semplice «persuasore occulto», come diremmo noi, ma una persona innanzitutto fedele a una propria etica irrinunciabile, fondata sugli stessi valori che fondano anche la res publica e lo stato libero. È fondamentale, poi, che un buon oratore sappia molte cose, cioè abbia ampie conoscenze in diverse discipline, perché il suo parlare non sia meccanica ripetizione di concetti raffazzonati in fretta e senza basi. Altro aspetto fondamentale: la predisposizione, perché nonostante l'esercizio giovi se non ci sono doti naturali è ben difficile raggiungere l'eccellenza. Queste teorie basilari, tratte principalmente dal trattato in forma di dialogo De oratore, presuppongono nell'autore un'idea molto precisa anche del ruolo che questo personaggio complesso e impegnato doveva avere, e anche il fatto che la sua attività oratoria, non finalizzata alla gloria ma al bene comune, doveva svolgersi necessariamente dentro uno stato repubblicano. Solo in una repubblica dunque, come quella che Cicerone aveva sempre difeso contro i diversi tentativi di trasformarla nel «governo di uno solo», poteva nascere e prosperare una simile figura, che nell'arte della parola faceva confluire rispetto per lo stato, senso di giustizia, sincera volontà di migliorare i propri ascoltatori, capacità di sacrificio. Forse troppe qualità in una sola persona? Può darsi, ma l'oratore ideale che Cicerone aveva in mente era molto simile a lui stesso: che infatti lottò contro il malgoverno in Sicilia di Verre, contro il tentativo di colpo di stato di Catilina, si schierò contro Cesare perché credeva Pompeo il vero garante delle libertà repubblicane. Infine commise l'errore che gli fu fatale credendo nelle buone qualità politiche di Ottaviano, contro l'avidità di potere di Antonio. Quest'ultimo, nel breve periodo in cui si alleò con l'avversario, non fu altrettanto clemente di Cesare e fece uccidere Cicerone, nel 43 a. C. Quindi lui stesso fu coerente fino alla propria fine, coltivando con l'oratoria un ideale di vita, un sogno di civiltà. Perché «non c'è nulla di più nobile che riuscire a catturare l'attenzione delle persone con la parola, […] e questa è l'unica dote che presso tutti i popoli liberi […] ha sempre ottenuto riconoscimento e valore». Cicerone "Larte di comunicare"
25/04/11
Il Rosso e il Nero.......LIBERI!!!!
Oggi,come tanti anni fa ,l'Italia venne Liberata da un dramma che continuava da due lunghissimi anni di guerra cviile, di una mancanza di identità nazionale che, con l'8 settembre del 43' aveva spaccato l'Italia in due, la Repubblica di Salò, da un lato e i Partigiani dall'altro. Ma la maggioranza degli Italiani non stavano da nessuna delle due sponde, erano pervasi da un senso di insicurezza e di non identità, e propio a loro che va il nostro rispetto e la stima di noi ,gelosi, orgogliosi custodi della nostra ITALIANITA'
20/04/11
FOLKLORE
| Panoramica del rione "destra" di Bocchigliero |
veniva pubblicato un articolo sul Venerdì Santo a Bocchigliero.
CALABRIA
"Un suo angolo e il suo folklore"
Il Venerdì Santo a Bocchigliero
Sul lago Cecita, a 12 chilometri a nord est di Camigliatello Silano, si imbocca la statale 282 per la Fossiata. Qui un segnale indica Bocchigliero a 29 km. La strada è una delle più belle di tutta la Sila, con un fondo solido e scorrevole.Si snoda nel cuore dell'altopiano Silano,attraverso pinete di un verde senza pari e vallate silenziose e antiche che invitano al riposo e danno libero sfogo alla fantasia.E' facile,infatti,in queste vallate a mò d'anfiteatro naturale,vedere gli antichi Bruzi affrondare gli Osci o i vicini Morgeti,oppure vederli cariche di bottino razziato alla potente Sibari o alla piu antica Crotone,qui' rifuggiarsi.
Sono vallate che osservate,ad esempio,da Pettina Scura o da Isco Serrato lasciano senza respiro anche chi é avvezzo a simili spettacoli.Dopo questa passeggiata,tra tanto verde,tanta storia e tanta pace si arriva a Bocchigliero,costruita sui resti di Arento,città Bruzia.Si stende sul dorsale di una delle ultime propagine della sila...area e clima sono migliorati dalle splendida è lussureggiante vegetazione di castagne e di querce che incorniciano l'abitato di un verde intenso dove l'occhio riposa.
E' qui che ogni anno,nel pomeriggio del Venerdi Santo,dalle chiesa madre,esce la processione preceduta dal Cristo vivente: un uomo vestito con una tunica rossa,con una corona di spine sul capo e con sullle spalle una voluminosa croce di legno. Vieni sospinto lungo la Via Crucis dai Giudei,vestiti con tuniche bianche e armati di picche,di spade,di lancie e di attrezzi atti alla crocefissione.
L'uomo che porta la Croce ha nome Saverio,come Saverio si chiamavano tutti coloro che lo hanno preceduto.
L'intera popolazione con devozione antica,segue il Cristo Vivente per le strade,intonando inni sacri. E' raro vedere tanta maestria quanto il Cristo ne impiega a portare la grande croce e nel cadere sotto di essa la prima, la seconda e specialmente la terza volta.
Curvo sotto la croce nera, affronda le vie del paese tra due ali di folla.Vieni spinto da Giudei che insistono sulla croce, le cui spinte fanno roteare il Cristo che stenda a reggersi in piedi, ai posti obbligati che sono segnati da una grossa e vecchia croce di legno, é una spinta piu forte che lo fa cadere, dopo una serie di sbandate e la perdita dell'equilibrio.Il Cristo è seguito da una bella statua di Madonna vestita a lutto, l'Addolorata con tanta mestizia sul suo volto espressivo da commuovere. La statua è portata a spalle da donne che vestite con abito da "Addolorata" incantano (pagano per portare la statua)fino a quanto un "incanto" superiore non venga a sostituirle.
Altre statue seguono portate a spalle con lo stesso sistema dell'Addolorata.
Le statue sono seguite dall'intera popolazione,mentre il Cristo,di tappa in tappa,segue la sua Via Crucis. Lungo il faticoso cammino viene asciugato dalla Veronica e aiutati dal Cireneo.
E' un sollievo per il Cristo che viene liberato dalla grande e pesante croce per circa 15 min.
Intanto si avvicina il crepuscolo e si accentono grosse torce che fannno luce a questa meravigliosa sciera che all'unisono intona il "Sono stata io l'ingrato o mio Dio perdono e pieta".
Tratto da "L'informatore Calabrese" Marzo 1976
19/04/11
La Montagna.....
Questo, dello stesso autore. è veramente uno spettacolo della natura......e non Oltre
18/04/11
L'aurora boreale
Questo è un filmato di un professionista, che riesce a
trasmettere emozioni e senzazioni che vanno Oltre.... http://www.facebook.com/TSOPhotography
14/04/11
Venerdì Santo
Questo video risale al 1987, quando alcuni ragazzi organizzarono la prima processione vivente del Venerdì Santo a Bocchigliero.La storia la fa chi arriva prima. Poi, questo video, sparì per moltissimi anni, quindi venne concesso a Giuseppe Lerose, amico di vecchia data, di pubblicarlo sul web, oggi noi lo riproponiamo per chi non l'avesse ancora visto. Vogliamo, a tutti voi, augurarvi una buona settimana Santa e una Pasqua di gioia e serenità.
Buona visione
Buona visione
CRISTO
| Lavoro di Mariolino da Caravaggio (falsario) |
Mattino di Pasqua
Cristo!
Tu salvatore delle genti
che un giorno in cielo
sollevasti il corpo,
solleva a te l'umanità che soffre
ed in te crede,
come il ladro in croce.
Solleva il mondo dalla fame amara
di pace, di giustizia, di perdono.
Solleva il male
che tormenta il corpo di tanta gente
che in un letto giace.
Dissolvi,
con il suono delle campane
che a festa suoneranno stamattina
dicendo al mondo che tu sei risorto,
il male antico:
l'odio e la vendetta, dal cuore umano
e rendilo pulito,
come quel giorno in cui gli regalasti
la terra per dimora e paradiso.
Da: "Tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa
07/04/11
LE VERGHE DI ORO ( Leggenda paesana)
![]() |
| Territorio nel 1930 ( TRECCANI Enciclopedia) |

Vogliamo raccontarvi una leggenda, che abbiamo trovato in un testo del 1862 (appena un anno dopo l'Unità d'Italia). Testo di cui vi abbiamo già parlato,"Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero", ma adesso entriamo in una di queste meravigliose prose con rime e con una scrittura oramai scomparsa, un pò come la divina commedia di Dante, più volte citato nel testo. La leggenda di cui ci racconterà Leonardo Mazza successe, se successe, durante gli anni in cui il simbolo di Bocchigliero, era questo,(nella foto),che è un nostro biglietto da visita" TERRA BVCCHIGLIERI ". Abbiamo scelto di presentarvi questo pezzo per non dimenticare, mai, le nostre Radici, Storiche e Culturali, che sono la nostra colonna portante nella costruzione dell'Identità Antropologica di un popolo...e sicuramente Oltre.
LE VERGHE DI ORO
________________________________________________
LEGGENDA PAESANA
Qual profondo del mar segreto abisso,
Che mai, si appaga della orribil piena
Di mille rivi, e di torrenti, e piogge,
E' il cuor dell'uomo! A Lui dell'onde azzurre
Il vasto interminabile orizzonte,
Gli estesi campi, le profonde valle,
E la stellata immensità dei Cieli
Son poca cosa. In lui terribil guerra
Fanno gli impulsi di contrarii affetti;
Onde rivolge inquieto il suo pensero
All'aquisto di un ben, di cui soltanto
E' rimasta quaggiù la ricordanza;
Felicitade io dico! Ahimè! affannoso
L'uomo la cerca fra gli onor; sul trono;
Fra lo splendore di ricchezze immense;
Nei dolci amplessi di vezzos'amante;
Ma invan! Del cuore suo duro governo
Fa la pervers'Ambizion, che cieca
Giammai non sazia la bramosa voglia,
E da oggetto volando in altro oggetto,
Ogni legame di natura spezza,
E sacrilega, orrenda, parricida
Infin diventa, senz'aver mai posa.
Nell'amore gli versa entro le vene
Tosco mortal di Gelosia la orrenda
Cieca mània, che furioso il rende.
E nel desio delle ricchezze, il core
Gli rode orribil verme, l'interesse!
Quel funesto malor, che inoculando
Il suo veleno entro agli umani petti,
Spinge i mortali agli spergiuri, ai vili
Iniqui tradimenti ; ad ogn' infame
Lorda sozzurra; all'adulterio, al sangue.
A quai tremendi orribili delitti
L'uomo non spinge l'esecranda fame
Dell'oro? Ahimè di Polidoro io taccio!
E d'altri mille assai funesti casi
Orridi effetti di avarizia ingorda.
Dirò soltanto dell'orrendo scempio,
Che d'innocente garzoncello fece
Un uomo iniquo della patria mia,
Di cui si serb'ancor trista memoria
Fra i più tardi nipoti, a cui le vene
Tremar di orrore in ricordarlo ai figli.
D'alta montagna in su la cima siede
Di Bocchigliero la terra, che superba
Quasi Regina delle nubi stende
L'acuto sguardo da lontano al Jonio,
E dopo il ghiaccio dell'Inverno ride
Come sposa novella, inghirlandata
Da mille grati variopinti fiori,
Che lambe il bacio d'olezzante auretta.
Quivi, un secolo è già, vivea superbo
Di sue ricchezze di Fuligno un figlio,
Ricco di mandre, e di poderi; un vago
Garzoncello tenea qual guardiano
Di un piccolo stuolo di setosi porci,
Che in Vallodoro a pascolar mandava.
Mentre un giorno colà
Quel giovinetto
Pascer faceva le setose belve
IN mezzo al grembo di una valle opaca,
Quelle col muso rovistando, fuora
Dal rimosso terren trasser due verghe.
Appena egli le vide, assai giulivo
Corse, le prese, le guardò più volte,
E di acciaio, credendole, o di ferro,
Presto ne andiede, al suo Patron recolle,
Appena in su le stesse il guardo volse
L'avaro ingordo, ch'eran d'oro vidde;
E n'esultò.Mille carezze fece
Al garzoncello; e il dimandò più volte
Donde a te queste verghe?In vallodoro
L'ho rinvenute, il giovinetto disse,
Nel rovistio delle grugnanti belve.
Queste verghe di acciaio un dì nascose
L'avolo mio colà, disse quel furbo:
Orgiunto è il tempo, in cui riprender deggio
Quanto a me s'appartien: ragazzo, andiamo
Colà dove tu queste hai rinvenute
Era il giorno all'occasso: e l'orizzonte
Irradiava la purpurea luce
Del sol, che disparia nell'occidente.
Allor quei due solinghi e non veduti
Mosser di Vallodoro in ver la selva,
Delle verghe fatali alla scoperta.
Lieto innanzi ne andava il giovinetto,
E pensieroso e cupo lo seguiva
Dappresso il suo padron,che incerto,e tristo
Volgeva intorno sospettoso il guardo
Come lupo rapace, il qual si accinge
A dar la caccia alle dormenti mandre
Giunsero quivi allor che l'Universo
Della sera copriva il bruno ammanto,
E del crepuscol suo l'incerto raggio
Delle cose mostrava appena appena
Il morente colore. Allor posaro
Stanchi, anelanti a rinfrescar la lena
Sui verdi strati di olezzant'erbetta.
Primo il garzone incominciò. Signore,
Vedi il terreno rovistato?Il veggio.
Ebben! colà trovai quelle tre verghe.
Come scaltro mastino, il qual da lungi
Guarda la preda, e frettoloso addosso
Le corre: in simil guisa il folle avaro
Corse, tenendo in man rustica mazza,
E la diede al garzon, prendi, dicendo
Apr'il terreno: e quei tost'obbediva
Taciturno al comando del suo Sire.
Dopo alquanti minuti il buon garzone
Dato un colpo di marra, ode un tintinno
Di metalli oggetto, e più frequenti
Cadono i colpi allora, infin che scopre
Lunga cassa di legno infracidata,
Sentì l'avaro allor stringers'il cuore
Tra il timore e la gioia: in un momento
Aprì la cassa, e la rinvenne piena
Tutta di verghe di pregevol, oro.
Appena ei vide il gran tesoro, in petto
Sentì balzarsi per la gioia il core.
Ma poi temendo che il garzone avrebbe
La sua fortuna di svelato altrui,
Ed il Fisco Real stesa vi avesse
La sua mano possente; chè in quel tempo
Su i tesor il suo dritto aveva il Fisco,
L'orribil concepì fiero disegno
D'immolar l'innocente garzoncello,
Vittima sacra all'avarizia sua!
In quel momento, in cui dense copriano
Tenebre il mondo,lo condusse in riva
Di un ruscello vicino: ed impugnato
Terribilbrando minaccioso alzava
L'esecrabile destra, onde ferire
Il meschinello. Appena egli lo vide
Minacciargli la vita, genuflesso
Cadde ai suoi piedi, e dimandò più volte...
Perchè mi uccidi? Cosa mai ti ho fatto?
E singhiozzando gli chiedea perdono
Delle sue colpe, se qualcuna in lui
Commessa egli ne avea. Ma quello in petto
Roder sentia dell'interesse il verme,
Ond'era sordo alla pietà. Più volte
Vibrò nel petto all'infelice il brando,
E quei cadde, chiamando nel morire
Il dolcissimo nome di Maria....
Quindi gettollo il fiero in mezzo all'onde
Del rio, che mormorando i suoi lamenti
Alzav'al Ciel per così gran delitto.
Torna, ciò fatto alla fatale cassa
Dell'auree verghe e le trasporta in casa:
Invan si tenta coi delitti orrendi
Comprar felicità! Crudo rimorso
Fa nel petto del reo terribil guerra:
Gli turba i sogni, e lo molesta in veglia
Coi tremendi latrati. Hai stolta, e vana
Lusinga dei mortali! Allorchè l'uomo
Cerca il bene nel male. Il mal peggiora,
Fassi reale, e il ben presto dispare
Qual nebia mossa da contrarii venti.
Lo sciagurato, a cui grondava il sangue
Dell'innocente dall'infame destra,
Non ebbe mai nel viver suo riposo:
Stava solingo: e sbigottito il guardo
Volgeva intorno, come un uom che teme
La vendetta di alcuno. I sogni suoi
Turbava orribil gigantesco spettro!
Livido il volto, e scarmigliato il crine
Volgea su lui lo sguardo minaccioso,
E gridava: Crudel, nel fuoco eterno
Andrai perduto! E mentre vivi, in pace
Non poserai per un istante il capo!!
E gli mostrava insanguinato brando,
Su cui scolpiva con la destra mano:
" Sangue innocente! E rivolgendo il ferro
V'imprimeva " Del Ciel giusta vendetta!
A tal vista, a tai detti egli tremava:
Volea gridar, ma gli moria la voce
Nell'affannoso straziato petto:
Onde dal sonno si destava; e intorno
Volgea smarrito e spaventato il guardo.
Gridando: aiuto! aiuto! aiuto! aiuto!
E si mettea sul viso ambe le palme.
Così puniva il Ciel l'orrendo scempio
Dell'innocente anciso giovinetto,
L'ombra del quale, orribile fantasma!
Tremar faceva l'uccisore infame.
Tra i rimorsi, le veglie e la paura
Visse molti anni quell'incordo avaro,
Privo dei lumi; che a punirlo Iddio
Dell'avarizia sua, dei suoi delitti.
Gli tolse il mezzo di veder dell'oro
Il funesto splendor, che l'abbagliava,
Fino a renderlo, ahimè! Vile omicida,
Giunse al fine per lui l'ora fatale,
Che l'appellava dell'Eterno Al Trono,
Qual reo dinnanzi alla Giustizia vera.
Egli moriva: e nel morir più volte
Maledisse il Creato, e l'esistenza
Dell'alma sua, che nel terribil nulla
Volea già spenta. Ahi sciagurato! Eterna
Terribil'esistenza ora ti aspetta
Nella cupa infernal sede dei rei,
Dove iuvan dei tuoi falli avrai cordoglio.
Ivi a neri caratteri vedrai
Scritta del Ciel terribile sentenza "
" Ecco la valle, ove la gioia è morta!
" Lasciate ogni speranza voi ch'entrate!
Nè avrai benigno spirito, che ti dica:
Quì si convien lasciare ogni paura;
Ma di Cerbero invece la fumante
Triplice gola troverai, che in petto
Ti verserà d'inferno ardenti fiamme.
Infatti egli moriva: e allor che inquieto
Al suo corpo un addio dava lo Spirito,
D'angeli neri orribile caterva
L'accolse in seno, ed esultante sparve.
Da : "_________ Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero___________"
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