06/05/11

L'ultimo viaggio

C'era un silenzio assordante, in via Roma, a Bocchigliero intorno alle 16 di Giovedì 5 Maggio 2011, aspettavamo che il tuo feretro si avviasse, portato a spalla dai tuoi colleghi dell'Enel, verso la chiesa Madre, in Piazza del Popolo. Poi, un grande applauso ha rotto quella cappa di sgomento e tristezza insieme che attraversava l'intero paese. Ci siamo incamminati, accompagnandoti, in un assordante lungo silenzio, rotto dal rumore delle suole sull'asfato nero, non una parola durante l'intero tragitto che ci ha portato in Piazza. La chiesa era stracolma di gente, di fiori e di volti attoniti e increduli, che ha voluto mostrarti l'affetto e la stima verso quel sorriso che per sempre conserveremo nei nostri cuori, quel sorriso che elargivi a chiunque incrociasse il tuo sguardo, quella disponibilità che solo chi ti ha conosciuto ha potuto apprezzare. C'era anche il tuo collega incolume, con te nel fatale incidente, che  ha voluto accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, la chiesa Matrice è raramente stracolma di gente, fatta eccezione per le grandi feste patronali,come in questa triste occasione, i volti, di tutti, segnati da una profonda tristezza per la perdita di un uomo che era sempre pronto ad aiutare gli altri. Ma tutti in questi giorni ci siamo chiesti il perchè succedono fatti di questo tipo, traggedie che gettano nello sgomento intere comunità, e perchè propio a te Filippo?? le risposte vanno cercate nella nostra fede e nella speranza della resurrezzione, siamo sinceramente e sentitamente vicini alla famiglia tutta. Ciao Filippo.

01/05/11

Riserve abbandonate ......e molto Oltre

Vorremmo continuare a dedicare ancora qualche cosa che a noi sembra rilevante. Prima capiamo di cosa parliamo

Corvo imperiale
Corvus corax - E’ il più grande corvo europeo con un'apertura alare di più di un metro e 30. e pesare 1500 grammi. In Italia è piuttosto raro e si nutre di carne di insetti e lombrichi, ma anche da carogne di topi, lepri e altri animali e nelle zone dove non esistono avvoltoi, occupano la loro nicchia.(protetti).
Loxia curvirostra - in suo nome deriva dal becco lungo che ha la parte inferiore rivolta verso l'alto e la superiore verso il basso, incrociandosi. Questa forma del becco gli permette di estrarre con facilità i semi dalle pigne. Vive nei boschi di abeti dove svolge anche la funzione di disseminatore, portando i semi ai bordi dei boschi.(protetti) Un bellissimo esemplare è stato recuperato, ferito, dalla polizia provinciale che, dopo il difficilissimo recupero, durante il recupero si è ferito un agente,  ha affidato l'uccello al centro di recupero di Rende(cs). L'esemplare era  nel territorio di Bocchigliero.(forse in una delle tante riserve)
. Ebbene, vorremmo, qui, dare una notizia, che siamo sicuri che pochissimi sanno. Bocchigliero, paese che sorge su una delle ultime propagini della Sila, che guarda il mare Jonio dall'alto e ne sfrutta l'aria marina, che è un mix di aria marina e silana http://www.parcosila.it/web/    Questo sperduto borgo ha dato i natali al primo prof. Universitario in patologia aviaria, si tratta del prof. Papparella Vincenzo docente di Patologia Aviaria a Napoli, al quale và riconosciuto il merito di essere stato il primo, per questo sposa il nostro motto :"La storia la fà chi arriva primo". Il nostro,poco amato, comune dovrebbe dedicare a lui, e alla sua memoria qualche cosa per ricordarlo. Noi, come al solito, andiamo Oltre, e per questo chiediamo: che una riserva,in Sila, prenda il suo nome, o almeno il suo cognome.                                                                                           Nove sono le riserve naturali biogenetiche. Fra queste, degne di nota sono “I Giganti di Fallistro”, 50 colossali alberi di pino con oltre 500 anni di età ed altri 5 di acero montano della stessa età, e la Riserva “Golia-Corvo”, area di diffusione e ambientamento dei cervi, dove ne vivono circa 150 esemplari.


Le altre riserve naturali statali biogenetiche sono: "Gallopane", "Tasso-Camigliatello", "Poverella-Villaggio Mancuso", "Coturelle-Piccione", "Gariglione-Pisarello", "Macchia della Giumenta - S. Salvatore", "Trenta Coste" istituite con Decreto del Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste del 13 luglio 1977.

All’Ente Parco è affidata la gestione delle suddette riserve. Tratto dal sito del Parco Nazionle della Sila




28/04/11

Confronto... crescita, rispetto, conoscenza e Oltre




La politica è tanto, e forse di più non abbiamo la pretesa o l'ambizione di rispondere in maniera
esaustiva alla fatidica domanda: Cosa è in realtà la Politica??. Certamente la capacità di progettare il futuro dei popoli, e poi la capacità di viverla con passione, con dedizione, con onestà intellettuale e con grande capacità di ascolto. Certo è che la Politica da molto tempo non è più questo, ma mero interesse personale o di parte, senza riuscire ad essere quella che dovrebbe essere.Come apprendere l’arte oratoria? Cicerone diceva:
 La parola è segno distintivo dell'umanità e radice della sua capacità di interagire col mondo. Se a ogni cultura la parola in qualche modo interessa, in un mondo come il nostro, sempre più basato sulle opportunità offerte da una buona comunicazione, Cicerone si rivela, a sorpresa, ancora attuale. Lo mette bene in rilievo Paolo Marsich, il curatore di questo L'arte di comunicare che ha tutte le qualità per accattivarsi i lettori: è breve, agile, scandito in capitoli ben definiti, in una parola «leggibile». Quello della «leggibilità», discutibile parola tanto frequente in quarte di copertina e comunicati stampa, sembra essere il miraggio degli editori contemporanei, ed è il corrispettivo di una «comunicabilità», per così dire, di una capacità di spendere le proprie risorse per la buona riuscita di un discorso orale. Nel nostro tempo, come osserva Marsich, la parola comunicazione è diventata non certo sinonimo di un'arte, ma una sorta di specchietto per le allodole: «imperano» scuole di comunicazione, escono manualetti, anche scolastici, che pretendono di insegnare attraverso tecniche spicciole, in poche facili lezioni, la capacità di esprimersi bene in pubblico, convincendo i propri ascoltatori senza porsi il problema morale di ciò che viene loro proposto. Ebbene, alcuni di questi (come quelli che suggeriscono delle «tecniche» per assemblare un tema), hanno attinto dai trattati di Cicerone, ma snaturandone le intenzioni autentiche e ignorandone l'etica sottesa.


Completamente diverso è infatti l'approccio di Cicerone, che data ormai quasi duemila anni fa: l'oratore non è un semplice «persuasore occulto», come diremmo noi, ma una persona innanzitutto fedele a una propria etica irrinunciabile, fondata sugli stessi valori che fondano anche la res publica e lo stato libero. È fondamentale, poi, che un buon oratore sappia molte cose, cioè abbia ampie conoscenze in diverse discipline, perché il suo parlare non sia meccanica ripetizione di concetti raffazzonati in fretta e senza basi. Altro aspetto fondamentale: la predisposizione, perché nonostante l'esercizio giovi se non ci sono doti naturali è ben difficile raggiungere l'eccellenza. Queste teorie basilari, tratte principalmente dal trattato in forma di dialogo De oratore, presuppongono nell'autore un'idea molto precisa anche del ruolo che questo personaggio complesso e impegnato doveva avere, e anche il fatto che la sua attività oratoria, non finalizzata alla gloria ma al bene comune, doveva svolgersi necessariamente dentro uno stato repubblicano. Solo in una repubblica dunque, come quella che Cicerone aveva sempre difeso contro i diversi tentativi di trasformarla nel «governo di uno solo», poteva nascere e prosperare una simile figura, che nell'arte della parola faceva confluire rispetto per lo stato, senso di giustizia, sincera volontà di migliorare i propri ascoltatori, capacità di sacrificio. Forse troppe qualità in una sola persona? Può darsi, ma l'oratore ideale che Cicerone aveva in mente era molto simile a lui stesso: che infatti lottò contro il malgoverno in Sicilia di Verre, contro il tentativo di colpo di stato di Catilina, si schierò contro Cesare perché credeva Pompeo il vero garante delle libertà repubblicane. Infine commise l'errore che gli fu fatale credendo nelle buone qualità politiche di Ottaviano, contro l'avidità di potere di Antonio. Quest'ultimo, nel breve periodo in cui si alleò con l'avversario, non fu altrettanto clemente di Cesare e fece uccidere Cicerone, nel 43 a. C. Quindi lui stesso fu coerente fino alla propria fine, coltivando con l'oratoria un ideale di vita, un sogno di civiltà. Perché «non c'è nulla di più nobile che riuscire a catturare l'attenzione delle persone con la parola, […] e questa è l'unica dote che presso tutti i popoli liberi […] ha sempre ottenuto riconoscimento e valore».                   Cicerone      "Larte di comunicare"
















































25/04/11

Il Rosso e il Nero.......LIBERI!!!!

Oggi,come tanti anni fa ,l'Italia venne  Liberata da un dramma che continuava da due lunghissimi anni di guerra cviile, di una mancanza di identità nazionale che, con l'8 settembre del 43' aveva spaccato l'Italia in due, la Repubblica di Salò, da un lato e i Partigiani dall'altro. Ma la maggioranza degli Italiani non stavano da nessuna delle due sponde, erano pervasi da un senso di insicurezza e di non identità, e propio a loro che va il nostro rispetto e la stima di  noi ,gelosi, orgogliosi custodi della nostra ITALIANITA'                                                         

20/04/11

FOLKLORE



Panoramica del rione "destra" di Bocchigliero
 Molti anni fa, esattamenta qualche anno prima della processione vivente, su un giornale, a diffusione regionale,
 veniva pubblicato un articolo sul Venerdì Santo a Bocchigliero.


                                          CALABRIA
                           
                            "Un suo angolo e il suo folklore"


                             Il Venerdì Santo a Bocchigliero
 
Sul lago Cecita, a 12 chilometri a nord est di Camigliatello Silano, si imbocca la statale 282 per la Fossiata. Qui un segnale indica Bocchigliero a 29 km. La strada è una delle più belle di tutta la Sila, con un fondo solido e scorrevole.Si snoda nel cuore dell'altopiano Silano,attraverso pinete di un verde senza pari e vallate silenziose e antiche che invitano al riposo e danno libero sfogo alla fantasia.E' facile,infatti,in queste vallate a mò d'anfiteatro naturale,vedere gli antichi Bruzi affrondare gli Osci o i vicini Morgeti,oppure vederli cariche di bottino razziato alla potente Sibari o alla piu antica Crotone,qui' rifuggiarsi.
Sono vallate che osservate,ad esempio,da Pettina Scura o da Isco Serrato lasciano senza respiro anche chi é avvezzo a simili spettacoli.Dopo questa passeggiata,tra tanto verde,tanta storia e tanta pace si arriva a Bocchigliero,costruita sui resti di Arento,città Bruzia.Si stende sul dorsale di una delle ultime propagine della sila...area e clima sono migliorati dalle splendida è lussureggiante vegetazione di castagne e di querce che incorniciano l'abitato di un verde intenso dove l'occhio riposa.
E' qui che ogni anno,nel pomeriggio del Venerdi Santo,dalle chiesa madre,esce la processione preceduta dal Cristo  vivente: un uomo vestito con una tunica rossa,con una corona di spine sul capo e con sullle spalle una voluminosa croce di legno. Vieni sospinto lungo la Via Crucis dai Giudei,vestiti con tuniche bianche e armati di picche,di spade,di lancie e di attrezzi atti alla crocefissione.
L'uomo che porta la Croce ha nome Saverio,come Saverio si chiamavano tutti coloro che lo hanno preceduto.
L'intera popolazione con devozione antica,segue il Cristo Vivente per le strade,intonando inni sacri. E' raro vedere tanta maestria quanto il Cristo ne impiega a portare la grande croce e nel cadere sotto di essa la prima, la seconda e specialmente la terza volta.
Curvo sotto la croce nera, affronda le vie del paese tra due ali di folla.Vieni spinto da Giudei che insistono sulla croce, le cui spinte fanno roteare il Cristo che stenda a reggersi in piedi, ai posti obbligati che sono segnati da una grossa e vecchia croce di legno, é una spinta piu forte che lo fa cadere, dopo una serie di sbandate e la perdita dell'equilibrio.Il Cristo è seguito da una bella statua di Madonna vestita a lutto, l'Addolorata con tanta mestizia sul suo volto espressivo da commuovere. La statua è portata a spalle da donne che vestite con abito da "Addolorata" incantano (pagano per portare la statua)fino a quanto un "incanto" superiore non venga a sostituirle.
Altre statue seguono portate a spalle con lo stesso sistema dell'Addolorata.
Le statue sono seguite dall'intera popolazione,mentre il Cristo,di tappa in tappa,segue la sua Via Crucis. Lungo il faticoso cammino viene asciugato dalla Veronica e aiutati dal Cireneo.
E' un  sollievo per il Cristo che viene liberato dalla grande e pesante croce per circa 15 min.
Intanto si avvicina il crepuscolo e si accentono grosse torce che fannno luce a questa meravigliosa sciera che all'unisono intona il "Sono stata io l'ingrato o mio Dio perdono e pieta".

Tratto da "L'informatore Calabrese"  Marzo 1976

18/04/11

L'aurora boreale

Questo è un filmato di un professionista, che riesce a

 trasmettere emozioni e senzazioni che vanno Oltre....           http://www.facebook.com/TSOPhotography

14/04/11

Venerdì Santo

Questo video risale al 1987, quando alcuni ragazzi organizzarono la prima processione vivente del Venerdì Santo a Bocchigliero.La storia la fa chi arriva prima. Poi, questo video, sparì per moltissimi anni, quindi venne concesso a Giuseppe Lerose, amico di vecchia data, di pubblicarlo sul web, oggi noi lo riproponiamo per chi non l'avesse ancora visto. Vogliamo, a tutti voi, augurarvi una buona settimana Santa e una Pasqua di gioia e serenità.




Buona visione



CRISTO

Lavoro di Mariolino da Caravaggio (falsario)



Mattino di Pasqua

Cristo!
Tu salvatore delle genti
che un giorno in cielo
sollevasti il corpo,
solleva a te l'umanità che soffre
ed in te crede,
come il ladro in croce.
Solleva il mondo dalla fame amara
di pace, di giustizia, di perdono.
Solleva il male
che tormenta il corpo di tanta gente
che in un letto giace.
Dissolvi,
con il suono delle campane
che a festa suoneranno stamattina
dicendo al mondo che tu sei risorto,
il male antico:
l'odio e la vendetta, dal cuore umano
e rendilo pulito,
come quel giorno in cui gli regalasti
la terra per dimora e paradiso.

         Da: "Tra il vento e la pioggia"  di E. Benincasa



07/04/11

LE VERGHE DI ORO ( Leggenda paesana)


Territorio nel 1930 ( TRECCANI Enciclopedia) 



Vogliamo raccontarvi una leggenda, che abbiamo trovato in un testo del 1862 (appena un anno dopo l'Unità d'Italia). Testo di cui vi abbiamo già parlato,"Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero", ma adesso entriamo in una di queste meravigliose prose con rime e con una scrittura oramai scomparsa, un pò come la divina commedia di Dante, più volte citato nel testo. La leggenda di cui ci racconterà Leonardo Mazza successe, se successe, durante gli anni in cui il simbolo di Bocchigliero, era questo,(nella foto),che è un nostro biglietto da visita" TERRA BVCCHIGLIERI ". Abbiamo scelto di presentarvi questo pezzo per non dimenticare, mai, le nostre Radici, Storiche e Culturali, che sono la nostra colonna portante nella costruzione dell'Identità Antropologica di un popolo...e sicuramente Oltre.





         

         LE VERGHE DI ORO
________________________________________________
                                                                                                                    LEGGENDA PAESANA


Qual profondo del mar segreto abisso,
 Che mai, si appaga della orribil piena
 Di mille rivi, e di torrenti, e piogge,
 E' il cuor dell'uomo! A Lui dell'onde azzurre
 Il vasto interminabile orizzonte,
 Gli estesi campi, le profonde valle,
 E la stellata immensità dei Cieli
 Son poca cosa. In lui terribil guerra
 Fanno gli impulsi di contrarii affetti;
 Onde rivolge inquieto il suo pensero
 All'aquisto di un ben, di cui soltanto
 E' rimasta quaggiù la ricordanza;
 Felicitade io dico! Ahimè! affannoso
 L'uomo la cerca fra gli onor; sul trono;
 Fra lo splendore di ricchezze immense;
 Nei dolci amplessi di vezzos'amante;
 Ma invan! Del cuore suo duro governo
 Fa la pervers'Ambizion, che cieca
 Giammai non sazia la bramosa voglia,
 E da oggetto volando in altro oggetto,
 Ogni legame di natura spezza,
 E sacrilega, orrenda, parricida
 Infin diventa, senz'aver mai posa.
 Nell'amore gli versa entro le vene
 Tosco mortal di Gelosia la orrenda
 Cieca mània, che furioso il rende.
 E nel desio delle ricchezze, il core
 Gli rode orribil verme, l'interesse!
 Quel funesto malor, che inoculando
 Il suo veleno entro agli umani petti,
 Spinge i mortali agli spergiuri, ai vili
 Iniqui tradimenti ; ad ogn' infame
 Lorda sozzurra; all'adulterio, al sangue.
 A quai tremendi orribili delitti
 L'uomo non spinge l'esecranda fame
 Dell'oro? Ahimè di Polidoro io taccio!
 E d'altri mille assai funesti casi
 Orridi effetti di avarizia ingorda.

Dirò soltanto dell'orrendo scempio,
 Che d'innocente garzoncello fece
 Un uomo iniquo della patria mia,
 Di cui si serb'ancor trista memoria
 Fra i più tardi nipoti, a cui le vene
 Tremar di orrore in ricordarlo ai figli.
 D'alta montagna in su la cima siede
 Di Bocchigliero la terra, che superba
 Quasi Regina delle nubi stende
 L'acuto sguardo da lontano al Jonio,
 E dopo il ghiaccio dell'Inverno ride
 Come sposa novella, inghirlandata
 Da mille grati variopinti fiori,
 Che lambe il bacio d'olezzante auretta.
 Quivi, un secolo è già, vivea superbo
 Di sue ricchezze di Fuligno un figlio,
 Ricco di mandre, e di poderi; un vago
 Garzoncello tenea qual guardiano
 Di un piccolo stuolo di setosi porci,
 Che in Vallodoro a pascolar mandava.
 Mentre un giorno colà
 Quel giovinetto
 Pascer faceva le setose belve
 IN mezzo al grembo di una valle opaca,
 Quelle col muso rovistando, fuora
 Dal rimosso terren trasser due verghe.
 Appena egli le vide, assai giulivo
 Corse, le prese, le guardò più volte,
 E di acciaio, credendole, o di ferro,
 Presto ne andiede, al suo Patron recolle,
 Appena in su le stesse il guardo volse
 L'avaro ingordo, ch'eran d'oro vidde;
 E n'esultò.Mille carezze fece
 Al garzoncello; e il dimandò più volte
 Donde a te queste verghe?In vallodoro
 L'ho rinvenute, il giovinetto disse,
 Nel rovistio delle grugnanti belve.
 Queste verghe di acciaio un dì nascose
 L'avolo mio colà, disse quel furbo:
 Orgiunto è il tempo, in cui riprender deggio
 Quanto a me s'appartien: ragazzo, andiamo
 Colà dove tu queste hai rinvenute

Era il giorno all'occasso: e l'orizzonte
 Irradiava la purpurea luce
 Del sol, che disparia nell'occidente.
 Allor quei due solinghi e non veduti
 Mosser di Vallodoro in ver la selva,
 Delle verghe fatali alla scoperta.
 Lieto innanzi ne andava il giovinetto,
 E pensieroso e cupo lo seguiva
 Dappresso il suo padron,che incerto,e tristo
 Volgeva intorno sospettoso il guardo
 Come lupo rapace, il qual si accinge
 A dar la caccia alle dormenti mandre
 Giunsero quivi allor che l'Universo
 Della sera copriva il bruno ammanto,
 E del crepuscol suo l'incerto raggio
 Delle cose mostrava appena appena
 Il morente colore. Allor posaro
 Stanchi, anelanti a rinfrescar la lena
 Sui verdi strati di olezzant'erbetta.
 Primo il garzone incominciò. Signore,
 Vedi il terreno rovistato?Il veggio.
 Ebben! colà trovai quelle tre verghe.

Come scaltro mastino, il qual da lungi
 Guarda la preda, e frettoloso addosso
 Le corre: in simil guisa il folle avaro
 Corse, tenendo in man rustica mazza,
 E la diede al garzon, prendi, dicendo
 Apr'il terreno: e quei tost'obbediva
 Taciturno al comando del suo Sire.
 Dopo alquanti minuti il buon garzone
 Dato un colpo di marra, ode un tintinno
 Di metalli oggetto, e più frequenti
 Cadono i colpi allora, infin che scopre
 Lunga cassa di legno infracidata,
 Sentì l'avaro allor stringers'il cuore
 Tra il timore e la gioia: in un momento
 Aprì la cassa, e la rinvenne piena
 Tutta di verghe di pregevol, oro.
 Appena ei vide il gran tesoro, in petto
 Sentì balzarsi per la gioia il core.
 Ma poi temendo che il garzone avrebbe
 La sua fortuna di svelato altrui,
 Ed il Fisco Real stesa vi avesse
 La sua mano possente; chè in quel tempo
 Su i tesor il suo dritto aveva il Fisco,
 L'orribil concepì fiero disegno
 D'immolar l'innocente garzoncello,
 Vittima sacra all'avarizia sua!
 In quel momento, in cui dense copriano
 Tenebre il mondo,lo condusse in riva
 Di un ruscello vicino: ed impugnato
 Terribilbrando minaccioso alzava
 L'esecrabile destra, onde ferire
 Il meschinello. Appena egli lo vide
 Minacciargli la vita, genuflesso
 Cadde ai suoi piedi, e dimandò più volte...
 Perchè mi uccidi? Cosa mai ti ho fatto?
 E singhiozzando gli chiedea perdono
 Delle sue colpe, se qualcuna in lui
 Commessa egli ne avea. Ma quello in petto
 Roder sentia dell'interesse il verme,
 Ond'era sordo alla pietà. Più volte
 Vibrò nel petto all'infelice il brando,
 E quei cadde, chiamando nel morire
 Il dolcissimo nome di Maria....
 Quindi gettollo il fiero in mezzo all'onde
 Del rio, che mormorando i suoi lamenti
 Alzav'al Ciel per così gran delitto.
 Torna, ciò fatto alla fatale cassa
 Dell'auree verghe e le trasporta in casa:

Invan si tenta coi delitti orrendi
 Comprar felicità! Crudo rimorso
 Fa nel petto del reo terribil guerra:
 Gli turba i sogni, e lo molesta in veglia
 Coi tremendi latrati. Hai stolta, e vana
 Lusinga dei mortali! Allorchè l'uomo
 Cerca il bene nel male. Il mal peggiora,
 Fassi reale, e il ben presto dispare
 Qual nebia mossa da contrarii venti.
 Lo sciagurato, a cui grondava il sangue
 Dell'innocente dall'infame destra,
 Non ebbe mai nel viver suo riposo:
 Stava solingo: e sbigottito il guardo
 Volgeva intorno, come un uom che teme
 La vendetta di alcuno. I sogni suoi
 Turbava orribil gigantesco spettro!
 Livido il volto, e scarmigliato il crine
 Volgea su lui lo sguardo minaccioso,
 E gridava: Crudel, nel fuoco eterno
 Andrai perduto! E mentre vivi, in pace
 Non poserai per un istante il capo!!

E gli mostrava insanguinato brando,
 Su cui scolpiva con la destra mano:
 " Sangue innocente! E rivolgendo il ferro
 V'imprimeva " Del Ciel giusta vendetta!
 A tal vista, a tai detti egli tremava:
 Volea gridar, ma gli moria la voce
 Nell'affannoso straziato petto:
 Onde dal sonno si destava; e intorno
 Volgea smarrito e spaventato il guardo.
 Gridando: aiuto! aiuto! aiuto! aiuto!
 E si mettea sul viso ambe le palme.
 Così puniva il Ciel l'orrendo scempio
 Dell'innocente anciso giovinetto,
 L'ombra del quale, orribile fantasma!
 Tremar faceva l'uccisore infame.

Tra i rimorsi, le veglie e la paura
 Visse molti anni quell'incordo avaro,
 Privo dei lumi; che a punirlo Iddio
 Dell'avarizia sua, dei suoi delitti.
 Gli tolse il mezzo di veder dell'oro
 Il funesto splendor, che l'abbagliava,
 Fino a renderlo, ahimè! Vile omicida,
 Giunse al fine per lui l'ora fatale,
 Che l'appellava dell'Eterno Al Trono,
 Qual reo dinnanzi alla Giustizia vera.

Egli moriva: e nel morir più volte
 Maledisse il Creato, e l'esistenza
 Dell'alma sua, che nel terribil nulla
 Volea già spenta. Ahi sciagurato! Eterna
 Terribil'esistenza ora ti aspetta
 Nella cupa infernal sede dei rei,
 Dove iuvan dei tuoi falli avrai cordoglio.
 Ivi a neri caratteri vedrai
 Scritta del Ciel terribile sentenza "
 " Ecco la valle, ove la gioia è morta!
 " Lasciate ogni speranza voi ch'entrate!
 Nè avrai benigno spirito, che ti dica:
 Quì si convien lasciare ogni paura;
 Ma di Cerbero invece la fumante
 Triplice gola troverai, che in petto
 Ti verserà d'inferno ardenti fiamme.
 Infatti egli moriva: e allor che inquieto
 Al suo corpo un addio dava lo Spirito,
 D'angeli neri orribile caterva
 L'accolse in seno, ed esultante sparve.


Da : "_________ Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero___________"




                                                  
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  
                                             
                                                   
                        
                                                           

31/03/11

Cartolina di tanti anni or sono....

Eravamo ragazzi quando abbiamo girato questo video moltissimi anni fa, il nostro era uuno spirito da rivoluzionari, volevamo cambiare alcune cose, che potevano cambiare tante cose. Così non è stato! e forse così non sarà... buona visione  e Oltre.....  

23/03/11

Lungimiranza.... e non Oltre



Avere questa dote, questa peculiarità, questo vedere oltre è fondamento base per fare politica, e riuscire, perchè no, ad essere lider. Infatti si dice; è stato un grande statista lungimirante, oppure la scelta del lider è lungimirante, da vero lider, o ancora merita ciò perchè ha creduto in questo prima degli altri. Noi siamo certi che essere lungimiranti comporta dei rischi e non è sempre facile decidere e di conseguenza prendere delle decisioni, ma siamo altrettanto certi che tanti pur scendendo  nell'agorà, non hanno ne questa ne altre capacità. Ma qual'è la certezza che ci conforta? quella di essere convinti che senza lungimiranza non si può amministrate, non si può  fare il bene comune, non si può progettare il futuro, non si pensa alle generazioni che verranno, non si passerà alla Storia. Il fine giustifica i mezzi, questa è una delle frasi che ricorreva molti anni addietro quando della politica se ne faceva una passione, una missione ma poi tutto è cambiato, la politica si e messa alla mercè di quanti hanno usato, e usano la politica e  il potere per scopi personali, o ancora peggio per corrompere e ricattare la società civile. Arricchendosi alle spalle dell'onesto cittadino che non riesce più a distinguere l'illegale dal legale, il giusto  dalle ingiustizie, il cittadino onesto vive immerso in mille paure, e nell'impotenza più totale rispetto alle lobby in tutti i settori, anche in quelli della pubblica amministrazione, soprattutto in quelli. Ecco allora la nostra,una delle tante, battaglie che stiamo conducendo; La Rivoluzione Culturale,  senza contrapposizioni ma con il chiaro intendo di crescere, per affrontare le sfide del presente e progettare il futuro. Molti che partecipano al nostro blog hanno avuto esperienze politiche e oggi si sentono quasi in dovere di scndere in campo per dire la loro, per confrontarsi e discutere di quello che si può o si deve fare, sempre con metodi e sistemi corretti. Tanti amici fanno politica, sparsi in tutta l'Italia. Il prof. Rocco Linardi a Mantova, e tra le altre attività è direttore di un museo  http://www.valentigonzaga.com/   Saverio Iacovino è vice Sindaco e Assessore ai  Lavori pubblici in un ridente paesino del piacentino, Monticelli d'ongina. L'origine di Monticelli risale all'epoca romana, in quanto la zona era un punto strategico sul Po, come è testimoniato dai reperti trovati e,  ora conservati nel  Museo Archeologico locale. Ma invitiamo, se vi trovate da quelle parti ad andare a visitare Monticelli.    http://www.comune.monticelli.pc.it/ . Con Saverio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchere, e ci siamo detti tante cose sul paese natio, e sul suo furturo, sulle difficoltà che ci sono nell'amministrare un piccolo comune e ancora che il fine di un Amministratore debba essere quello dell'interesse generale e non il particolare e soprattutto non fare il propio interesse. Poi c'è Rosario Berardi,Assessore ai Servizi Civici, Società Partecipate, Reti Tecnologiche, Informatizzazione, Edilizia Scolastica del Comune di Pioltello (MI), e poi tanti altri impegnati attivamente in politica.     http://www.rosarioberardi.it/,  Rosario è il più longevo della politica. Tanti altri si occupano di politica e soprattutto a loro va il nostro accorato appello per aiutarci in questo percorso tortuoso e in salita ma siamo convinti che la strada delle sinergie, del confronto e dell'azione siano giuste. La politica è mediazione, partecipazione, confronto e scontro (verbale) dialettica e proposizione, dinamismo e pragmatismo. Credere non più in ideali pindarici, ma in cose concrete e praticabili, in progetti che possano creare quel reale sviluppo, senza aspettate i contributi statali o sussidi falsi, o ancora peggio vivere da parassiti. Vorremmo, dopo 150 anni dall'Unità d'Italia,  vivere una nuova e reale Primavera, che punti su valori che il tempo non può mutare ma la storia si!!!







21/03/11

SOLSTIZIO....dI Primavera

Giorno e notte sono in perfetto equilibrio,tempo di magie, di richiami primordiali, di venti lontani che portano, con l'aiuto del destino, o del fato, arie nuove, cambiamenti repentini e inattesi. Risveglio dei sensi e nuova vita. La campagna si inonda di mille colori e assume quel tratto di giovinezza che è sempre dentro di noi, deve essere sempre dentro di noi, per rinnovarsi, riveggetare, rivitalizzarsi e cogliere i profumi, i colori e gli odori della nuova e rigogliosa stagione. La primavera è stata fonte di rivoluzioni culturali e di popolo che hanno ridato dignità e speranze mai sopite , come le grandi" primavere" di Praga, d'Europa e i grandi cambiamenti epocali al grido di "PRIMAVERE". Noi crediamo che la Storia si ripete e che nessuno può negarci la speranza di un mondo migliore, di una terra migliore di un Uomo migliore e Oltre.
                                                                  CIRRI
Un volo di cirri
nel cielo azzurro
segue le rondini che vanno là...
dove la forza che han dentro
le spinge.
Si spostano e vanno,
si spostano e vengono.
Sono come il pensiero
che corre su tutto;
sul bene e sul male
nel chiaro e nell'ombra.
E si ferma là...
dove nessuno può dire s'è bene,
dove nessuno sa dire s'è male.

da " tra il vento e la pioggia" di E. Benincasa

18/03/11

E' Primo vero fiore

Lo zafferano della Sila
Porgo, a quanti amano un gesto per sentirsi appagati, questo meraviglioso prato, è un raro e bellissimo prato di zafferano selvatico, il prato appena nato si trova a più di mille metri sul livello del mare, in Calabria, e precisamente sull'alto piano della Sila. Non sappiamo, di preciso, se questo è uguale al classico zafferano,Oro-Rosso in Sardegna,  in Abbruzzo e in Toscana, è certo che a noi piace moltissimo solo a guardarlo, e se dovesse essere anche buono da raccogliere, sarebbe di qualità eccelsa?, approfondiremo anche questo per una via allo sviluppo eco-sostenibile. Pochi giorni mancano all'arrivo di giornate più lunghe e calde, e molti animali si stanno svegliando dal lungo e freddo letargo invernale. Anche l'Uomo, durante i mesi più freddi, entra, non tutti, in uno stato di letargo pisco-fisico isolandosi e chiudendosi a riccio, le giornate con più luce consentono anche all'Uomo di svegliarsi.  Cogliere l'attimo è dote di pochi, solo di chi ha compreso uno dei senzi dellla Vita; il godersi attimo per attimo quello che la Vita ci regala, senza chiederci nulla in cambio, se non il rispetto totale della Grande Maestra, che è la NATURA.

17/03/11

Differenziando... senza stoccaggio



Abbiamo seguito la presentazione della fase 2 della raccolta differenziata e, anche la distribuzione dei contenitori ad ogni singola famiglia o quasi. Ma ancora non conosciamo il tempo di stoccaggio, agli occhi del cielo più bello d'Italia ( tra i primi) addetta degli astrofili. Ma torniamo alla differenziata, non facendo mera e sterile opposizione ma, chiedendo a chiare lettere alcune cose molto semplici:

1) Quanto tempo rimane stoccata la spazzatura differenziata (plastica e vetro) in prossimità delle stalle all'interno della famosissima Aria Attrezzata?

2) L'umido dove verrà stoccato in attesa che diventi riutilizzabile?

3) Della discarica in località "Tre arie" cosa ne sarà?

Queste alcune delle domande che sorgono spontanee, poi se vogliamo andare Oltre, come sempre, ci verrebbe da chiedere altre semplici e concrete cose, come un approfondito resoconto dell'operato dell'Amministrazione a tutti i cittadini di Bocchigliero, residenti o non residenti,
per tutti quelli che sono lontani e hanno dentro il paese. Come alcuni amici,"paesani",fuori dall'Italia e altri in Italia, ai quali  piacerebbe sapere del loro amato paese sperano in uno scatto d'orgoglio, ma ancora per poco, perchè le generazioni cambiano e anche con estrema velocità..se non Oltre. Quindi, abbiamo bisogno di non perdere quel profondo legame alle radici, cercando di migliorare qualche piccola cosa e riuscire, insieme, a lasciare, a chi verrà dopo di noi, un paese migliore. Abbiamo bisogno di conoscere le sorti di un meraviglioso borgo che sta scomparendo, e con esso le storie, i ricordi e gli uomini che hanno contribuito, realmente, alla storia di questo paese. Quanti bocchiglierese, lontani, pensano di ritornare, in teoria tanti ma, nella pratica pochissimi, perchè? perchè dovrei essere attratto da questo posto? quali le opportunità di investimento? questi e tanti altri sono i perchè ai quali urge una, dieci, cento risposte. Inizieremo, anche, una serie di interviste; in primis all'opposizione, poi ai cittadini residenti e non, per avere un quadro esaustivo della reale situazione in cui versa il paese. Non strumentalizzeremo nessuna cosa per il bene comune, che non è solo il bene di chi vive oggi,noi, ma anche e soprattutto di chi verrà dopo di noi e...Oltre..




13/03/11

Il confessore e ....Oltre

Molte volte nella persona di tutti i giorni,che ci serve con, profesionalità, cortesia e gentilezza la colazione o tutto quello che ci può occorrere durante una giornata di lavoro, si trova il nostro confessore, la persona con la quale potersi sfogare, indignare e perchè no confessarsi. Questo è un giovane amico,Eugenio, che si prende cura, amorevolmente e con affetto, dei tanti clienti che affollano il bar che frequento quotidianamente. Questo post è dedicato a lui ma non solo anche a chi amorevolmente dedica, con passione e amore,il propio tempo ad ascoltare gli altri che hanno necessità di farsi ascoltare, di esprimere il propio parere,in una sola parola di confessarsi, di liberarsi e quindi di scaricare le propie tensioni che accumuliamo quotidianamente, che forse sono dentro di noi da tanto tempo e in qualche modo cerchiamo di sputarli fuori. Ma quello che ci chiediamo è, chi confessa i confessori?, chi li ascolta, chi comprende questo ruolo sociale importante e indispensabile?? Non vogliamo essere troppo obsoleti, ma abbbiamo bisogno di punti di riferimento, di valori, di obiettivi concreti e attuabili, di cose che in altri periodi erano appannaggio di una minoranza poco ascoltata e culturalmente vecchia. Allora si ascoltavano altri maestri, forse cattivi, ma che avevano un seguito, nella scuola e nella società tutta. Abbiamo il bisogno impellente di credere in un futuro migliore, abbiamo bisogno di avere dei valori veri, come la patria, l'identità antropologica, le radici fonte del nostro futuro e per questo pilastri portanti del nostro presente.
Grazie a tutti i CONFESSORI......e Oltre

06/03/11

Disquisizioni filosofiche....e non Oltre!

Stranamente,e senza volerlo ci imbattiamo in alcune cose così evidenti che non possiamo che approvare senza neanche discutere. Guardiamoci attorno o intorno, e ci accorgiamo come tutti,anche noi, corriamo e abbiamo i tempi contingentati, non abbiamo,più, nessun confronto con l'altro, per poterci arricchire, ci si illude che i nuovi mezzi di comunicazione ci tengono in contatto e ci danno la possibilità di confronto con tanta gente lontana. Ma sarà vero tutto questo?. A noi ci sembra propio di no, ci manca il confronto diretto, ci manca l'espressione dell'altro per leggere, nella mimica facciale e del corp,o il disappunto o la reazione reale che il freddo pc non potranno mai darci, ci manca il profumo dell'altro, gli atteggiamenti, le movenze  in una sola parola il dettaglio per andare Oltre. L'espressione mimica spesso è la cartina di tornasole per capire se quel che stai dicendo piace o meno, è più facile mascherare l'ipocresia davanti alla tastiera del pc. Mi torna in mente una massima di Socrate, il quale diceva : "Il dialogo è il sommo bene", che è inprescindibile per gli uomini, anche se in verità non definisce la verità una volta per tutte. Anche questo determinante è importante, perchè la verità va sempre messa in discussione. Ma la cosa determinante per Socrate,era la "maieutica", cioè " l'arte della levatrice" che nel metodo socratico sta per " tirar fuori" dal giovane allievo pensieri assolutamente personali, al contrario di quanti volevano imporre  le propie vedute  agli altri con la retorica o ancor peggio con l'arte della persuazione. Forse è propio così, viviamo in una società dove tutti ci propinano, con sermoni, con infiniti discorsi, argomenti o modi di pensare diversi dai nostri. Si, forse il dialogo è una delle carenze della nostra società, e le verità che ci propinano sono dentro di noi..... solo ed esclusivamente dopo esserci confrontati a lungo con qualcuno, e poi noi e solo noi ci faremo la nostra idea, giusta o sbagliata che sia, ma con una certezza ; questa verità, questa idea è nostra, giusta o sbagliata che sia ma Nostra. 

03/03/11

Primavera....e Oltre

E' tempo di semina, è tempo di fioritura,rinasce la vita, risveglio dei sentimenti sopiti e ... Oltre. L'aria è ancora fredda la notte, ma il giorno c'è più luce, fà buio più tardi in questo periodo dell'anno,...La primavera, tempo d'amore, ritorneranno a breve le rondini e, se potranno, rifaranno il nido nello stesso posto,come faranno questi piccoli uccelli a riconoscere il posto esatto dell'anno prima?... è l'istinto che li aiuta, è il desiderio antico come il mondo che gli consente tutto questo; l'AMORE. Anche tutto ciò che sembrava morto rifiorisce dando vita ad una infinità di colori e profumi che a breve inonderanno l'aria. La prima viola, l'odore forte della zagara o il profumo dei fiori di campo, che riusciranno ad inebriarti il cuore.
                                                 Fioritura
Al tepore d'un cuore,
nella gelida notte,
sei fiorito, cespo di ginestra!
Sei fiorito e mostri i fiori gialli
come sfida
al letargo del freddo di Gennaio.
Col suo gelido manto
ti brucerà la neve
arrestando l'intero germoglio!
E i cespi,
a te vicino,
mai sapranno l'effimera tua gioia.

Da "Tra il vento e la pioggia"  E. Benincasa

26/02/11

Fase 2 differerenziata

Riceviamo ed informiamo.
Abbiamo ricevuto l'invito a partecipare alla pubblica assemblea che si terrà il 2 Marzo 2011 c/o la sala consigliare di Bocchigliero alle ore 17,00.
La serata sarà dedicata al progetto, o fase 2 della differenziata.
Bocchigliero è un paesino con poco più di mille anime, già molto virtuoso per la raccolta differenziata, ma l'assessore dott. Giuseppe Bossio vuole, con il suo progetto, andare Oltre, e noi con lui. verranno distribuiti a tutti i cittadini vari contenitori per differenziare in maniera dettagliata, così da poter raccogliere e recuperare anche l'umido, che diventa una risorsa.
Noi come sempre saremo vigili e attenti per plaudire, o criticare l'operato dell'amministrazione, pro-tempore, saremo presente alla serata e documenteremo dettagliatamente il progetto "Fase 2"

25/02/11

La vita.... le paure:


...Un viaggio verso se stessi attraverso gli altri....................consapevoli di non pretendere TANTO DAGLI ALTRI MA MOLTO DA SE STESSI, e senza neanche accorgersene andare..Oltre. Questo percorso è pieno di insidie, di paure, di salite e di risalite, che, con ogni mezzo bisogna superare, ascoltandosi, osservando e studiando metodi e sistemi corretti che ci possano fare andare oltre, per affrontare l'insidia successiva o la paura successiva. Tanti affrontono la vita da vigliacchi, nascondendosi dietro  mille bugie, affogando i loro pensieri nell'alcool o nelle droghe, anche legalizzate,come i piscofarmaci. Ma cosa sono le ansie o le paure che l'uomo moderno vive quotidianamente?. Noi pensiamo che le paure facciano parte; dei nostri istinti primordiali, delle nostre esperienze sbagliate, o ancora di qualche cosa in noi di mai risolto, o mai affrontato con i mezzi  e metodi corretti. Uno dei primi passi che ci è toccato fare è stato: " l'Autostima", il volersi bene, per poi cercar di voler bene a gli altri. Guardarsi dentro, andando Oltre quello che è il quotidiano superficialismo post- industriale, al mattino aprite i vostri armadi è dite a voi stessi "oggi metto l'abito più bello che ho", esercizio da ripetere quotidianamente. Questo è, secondo pischiatri e piscologi, che farebbe bene all'Uomo Moderno. La paura non deve essere considerata come qualche cosa da allontanare, ma con la quale avere un confronto aperto e leale senza tentennamenti, senza insicurezze, senza avere nel passato il serbatoio del futuro, ma affrontando come una nuova e diversa avventura ogni giorno della nostra vita. La paura a volte pùo essere utile alla riflessione ma non deve stallarci, cioè renderci inermi, immobili, passivi , dopo la riflessione bisogna armarsi di coraggio e affrontare le paure, certo senza incoscenza, ma con la consapevolezza di potercela fare, anche perchè ognuno di noi ha dei talenti inespressi, delle potenzialità sconosciute e a volte e le ansie aumentano anche perchè non riusciamo ad esprimere a pieno i nostri talenti le nostre potenzialità e forse Oltre.
                   Questo pensiero, e la poesia che segue sono dedicati con infinita stima e affetto a RED

                                         Fiore di mandorlo
Lungo la strada di sempre ti distingui fra cento,
fra mille, fra tanti, fiore di mandorlo!
Sbocci nel freddo della notte stellata
inatteso,impensato e porti in tanto silenzio
una gosccia di vita.
                                      E. Benincasa da "Tra il vento e la pioggia"

23/02/11

Carneval..........e OLTRE

Noi cominciamo a prepararci e come al solito andiamo Oltre. Questo non deve apparire come qualche cosa di "superiorità", al contrario; precorrere i tempi può, voler dire, andare incontro a clamorosi flop, oppure a geniali intuizioni, certo è che "LA STORIA LA FA CHI ARRIVA PRIMA", e nessuno ricorderà i secondi. " Molti anni or sono andai, poco più che ventenne, al carnevale di Venezia. Mentre insieme alla mia accompagnatrice mi aggiravo tra le calle e i ponti della città, mi  trovai un set cine-fotografico parato davanti, con luci, modelle e modelli vestiti con delle splendide maschere e curati in ogni piccolo dettaglio, ci avvicinammo e, un uomo brizzolato e con una folta capigliatura, impartiva ordini con un garbo quasi sussurrato, procurando in me la curiosità di godermi lo spettacolo, ho scoperto in seguito che quel signore era uno dei grandi fotografi del carnevale di Venezia, Fulvio Roiter. Dal quel momento inizia ad amare la fotografia come momento dinamico e non statico, come dipingere un quadro o recitare i classici Greci, tutti, o quasi, possono farlo, ma farlo bene è tutta una cosa completamente diversa. Amare la fotografia vuol dire vedere oltre, nell'attimo in cui scatti cerchi quello che gli altri non vedono, quelli che gli altri potranno vedere con un  tuo clik." Questo è un pezzo di un bellissimo libro sulla fotografia, ma come sempre noi non vogliamo troppo approfondire per dare a chi legge la possibilità di spaziare di andare Oltre. Per il carnevale tutti vorrebbero essere ciò che non sono, oppure essere ciò che si è veramente, il carnevale come rito pagano e propiziatorio alla stagione che volge al termine, il carnevale come momento ludico fine a se stesso oppure carnevale come momento Pirandelliano "Uno, Nessuno, Centomila", ogni occasione una maschera ed una maschera per ogni occasione. Non diamo un solo significato, al Re Carnevale, vuole essere momento di rito urbano per esorcizzare la paura, a tutti i foto-carnevali amatori auguriamo buona caccia alla foto della vita carnevalesca.

20/02/11

Il Portale.......e oltre


Vogliamo, ancora, ribadire alcuni concetti precedentemente espressi, ma per tante ragioni non approfonditi, alcuni appelli, per nulla ascoltati, anche qualche proposta, che non ha ricevuto ascolto alcuno, eppure ormai il nostro, modestissimo, blog-sito,è conosciuto da tanti; bocchiglieresi, americani, tedeschi e da tanti blogger all'interno della rete, che qui vogliamo ringraziare per gli apprezzamenti che ci fanno, ai tanti che ci chiedono copie di testi dialettali e non solo, o altri che vogliono sapere altre cose su nostre ricerche, noi a tutti diciamo un sentito e semplice grazie!!. Noi non nasciamo con intenti politici-amministrativi, ma come pro-Bocchigliero, ma anche per la cultura, la nostra storia,la storia di ogni singolo individuo può concorrente alla vera, e forse mai scritta, STORIA e le opportunità per il futuro.Ma il motivo principe di questo blog è stato la passione per la storia e le radici attraverso la conoscenza di gente che ha donato il propio contributo culturale e sociale alle comunità di appartenenza. Ma non solo, hanno portato in alto il paese o la città di origine, inorgogliedo tutta la popolazione, lontano sono stati nominati paesi e contrade sconosciute, l'ITALIA non era di fatto ancora unita, non è unita ancora oggi dopo 150 anni dall'Unità, e nel lontano 1911, in occasione dei 50 anni dall'Unita, avvenuta nel 1861,si diede incarico al prof.Loria di organizzare, a Roma, la prima mostra di Etnografia Italiana con relativi convegni e congressi. Il Prof. Lamberto Loria  fu Direttore del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. Il punto di riferimento per Calabria è stato un calabrese di cui abbiamo già parlato, Raffaele Corso, di Nicotera(vv) dove esiste un museo a lui dedicato, e vi suggeriamo di andarlo a visitarlo.  Ma la cosa per cui noi abbiamo approfondito è propio un cittadino bocchiglierese, certo Don Prof. Giuseppe Scafoglioe che conosceva molto bene Raffaele Corso, e non solo il "bocchiglierese" in questione ha scritto su riviste di respiro Europeo come Enotria, Folklore Italiano (conoscenza dei popoli). Questo illustre e molto colto "paesano" racconta, nei suoi scritti, cose sconosciute ai tanti amanti della storia. Don Giuseppe Scafoglio ha scritto tantissimo, non solo le due pubblicazioni sulla Madonna di Jesu, conosciuti da molti, anche perchè ripubblicato, quello del 1934, dall'insegnante Giuseppe Scigliano, il ricavato servì a restaurare le chiese di Bocchigliero. Dobbiamo congratularci con l'insegnante Giuseppe Scigliano anche perchè lavorare per il luogo, per la propia gente per amore nel donare il propio tempo, la propia conoscenza non può che arricchirci... grazie anche a Lei ins. Scigliano e a tutti quelli che in futuro daranno agli altri per arricchirsi dentro, e a tutti quelli che hanno già dato, propio come Don Giuseppe Scafoglio. Stiamo mettendo a punto una delle tante iniziative per rivalutare la figura di Don Giuseppe, si tratta di alcune foto,delle tante, fatte da Don Giuseppe per i suoi articoli su riviste di respiro Europeo. Mostra fotografica che verrà lanciata dall'Università di Salerno, per poi giungere alla ripubblicazione di molti scritti di questo concittadino che tanta lontano ha portato il paese di Bocchigliero. Abbiamo bisogno di un minimo di aiuto e noi lo chiediamo a chi in questo periodo ci segue, l'aiuto consiste nel dare il propio contributo a questa operazione di rivalutare la figura culturale di Don Giuseppe, e cercare di fare chiarezza su episodi che ci hanno creato molti, moltissimi dubbi. Anche la nostra mail: gattica@live.it  è dedicata ad una località, nel territorio di Bocchigliero, che negli anni 30'  era di propietà della famiglia  Scafoglio, infatti GATTICA è una località da cui si ammirano dei posti meravigliosi, e propio da gattica, Don Giuseppe, scriveva i suoi articoli e i suoi appunti per i suoi scritti. Ma la cosa che ci ha veramente colpito, in questa  nostra ricerca, è stata una lettera che abbiamo trovato nelle mani del Prof. Domenico Scafoglio, parente di Don Giuseppe, oggi docente a Salerno. http://www.disced.unisa.it/Personale/Docente/Scafoglio.htm . Questa lettera, che noi pubblichiamo,ci ha colpito per come, gli ultimi alunni di Don Giuseppe, volevano omaggiarlo di un riconoscimento, una associazione a lui dedicata. Se, alunni di Don Giuseppe, volevano onorarlo e omaggiarlo di un così grande pensiero, perchè noi bocchiglieresi non dovremmo farlo??????
                                                               
Unica foto di Don Giuseppe
                                                                       LA LETTERA:
                                                                                                                      Rimini, 7 nov. 1985
Egr.Sig.
Giuseppe Scafoglio
via XXV Aprile-pal Barberio-Crotone

Gentile signore,
mi perdoni l'invasione nel suo privato,che intendo fare con la massima correttezza e per un fine degno di lode.
Sono un ex insegnante statale di materie letterarie, di anni 64 ed in quiescenza. Ieri consultai gli elenchi telefonici della provincia di Cosenza e Catanzaro, alla ricerca di eventuali parenti del mio primo maestro di latino, Don Giuseppe Scafoglio, deceduto nel 1936 a Bocchigliero, ove era nato. Dopo circa 2 ore di vana consultazione, la scoperta dell'omonimo mi sembrò un segno rivelatore e mi suggerì la nota che scrivo.
Se crede di rispondermi in qualsiasi modo, tanto che si tratti di pura coincidenza o di parentela, le sarei grato io, che fui un allievo prediletto ed a lui devo la scelta della mia vita; e con me il folto gruppo di amici che dopo cinquantanni sono saldamente legati fra di loro, nel nome e nel rispetto del grande uomo, che fu per tutti educatore e guida morale.
Dopo la guerra che ci separò e dispersi, reduci da vicende e pericoli, istituimmo un sodalizio a lui intitolato, destinato ad onorare la memoria di chi ci insegnò ad essere uomini, con l'amicizia da lui voluta nei brevi anni di scuola, perchè fosse custudita fedelmente dai suoi ultimi discepoli.
Quest'anno, ricorrendo il cinquantesimo della sua scomparsa, vorremmo ricordarlo con qualche testimonianza di onore ed affetto particolare. Ci sarebbe per tanto utile qualunque contributo di elementi, scritti o riferiti, da aggiungere a quelli che possediamo per gli anni riminesi dal 1926 al 1936, utili a tracciare un profilo del sacerdote, maestro ed uomo, conosciuto e stimato dall'intera città. 
In attesa di leggerla, porgo di cuore ringraziamenti e saluti.
                                                                                              
                                                                                                  Otello Pasolini

Vogliamo chiedere a tutti voi se vale la pena dedicare qualche cosa a Don Giuseppe Scafoglio.


16/02/11

L'ambulanza e non solo......

Questa è l'ambulanza che la Provincia di Cosenza ha donato al Comune e alla popolazione di Bocchigliero e oltre. Quasi puntuale è arrivato il Presidente della Provincia di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio, che ha percorso via Roma, da Piazza del Popolo al Comune, dopo aver consumato un caffè in uno dei bar della piazza. La consegna del mezzo è avvenuta in Piazza Arento, alla presenza di autorità civili, il Sindaco, e militari, il Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri e l'intera popolazione, una festa, con i fotografi, le telecamere e l'ambulanza che, al suono della sirena e del lampeggiante azzurro, ha percorso le vie cittadine. Poi la massa di gente si è diretta verso la sala Consigliare, lungo via Sandro Pertini, un corteo capeggiato dal Presidente Oliverio, dal Sindaco De Vincenti, dal vice sindaco e da tutto il consiglio comunale e anche il rappresentante dell'opposizione,Giuseppe Santoro.  Nella sala consigliare è iniziato l'incontro con la popolazione e il gruppo che si è formato dopo l'astensione dal voto,"Bocchiglierio Sciopera". In poche parole era presente l'intera cittadinanza. In quella sede, Istituzionale, si è dato vita ad una serata come poche nella storia, recente, di Bocchigliero.  Totale disponibilità da parte di tutti; da parte dell'opposizione, da parte dell'amministrazione, da parte dei cittadini e del comitato ma anche noi siamo daccordo. La provincia ha fatto la sua parte, ora tocca all'amministrazione e al comitato chiedere, alla Regione, la disponibilità, e aspettare fiduciosi che le cose si realizzano. La strada come panacea a tutti i mali? Qua noi la pensiamo diversamente; e cioè che la strada, quando sarà, non è una priorità, come l'ambulanza, altre sono le priorità come è emerso dal dibattito  che si è avuto ........IL LAVORO, quello vero e non assistenzialistico come è stato fino ad oggi. Forse il cammino della RIVOLUZIONE CULTURALE è iniziato?????? Noi non ne siamo certi, ma i segnali ci sono tutti per gridare al miracolo, solo se quelli con le capacità imprenditoriali, con la base economica, e, non per ultimo, l'amore per la propia terra investiranno,credendoci, nella propia terra. Auguriamo a quanti credono in un vero e prospero futuro di questa terra che i sogni possano realizzarsi senza più contrasti e cattiverie, che hanno reso il paese quasi invivibile.

                                           Progetto Strada Bocchigliero-Mare