20/02/11

Il Portale.......e oltre


Vogliamo, ancora, ribadire alcuni concetti precedentemente espressi, ma per tante ragioni non approfonditi, alcuni appelli, per nulla ascoltati, anche qualche proposta, che non ha ricevuto ascolto alcuno, eppure ormai il nostro, modestissimo, blog-sito,è conosciuto da tanti; bocchiglieresi, americani, tedeschi e da tanti blogger all'interno della rete, che qui vogliamo ringraziare per gli apprezzamenti che ci fanno, ai tanti che ci chiedono copie di testi dialettali e non solo, o altri che vogliono sapere altre cose su nostre ricerche, noi a tutti diciamo un sentito e semplice grazie!!. Noi non nasciamo con intenti politici-amministrativi, ma come pro-Bocchigliero, ma anche per la cultura, la nostra storia,la storia di ogni singolo individuo può concorrente alla vera, e forse mai scritta, STORIA e le opportunità per il futuro.Ma il motivo principe di questo blog è stato la passione per la storia e le radici attraverso la conoscenza di gente che ha donato il propio contributo culturale e sociale alle comunità di appartenenza. Ma non solo, hanno portato in alto il paese o la città di origine, inorgogliedo tutta la popolazione, lontano sono stati nominati paesi e contrade sconosciute, l'ITALIA non era di fatto ancora unita, non è unita ancora oggi dopo 150 anni dall'Unità, e nel lontano 1911, in occasione dei 50 anni dall'Unita, avvenuta nel 1861,si diede incarico al prof.Loria di organizzare, a Roma, la prima mostra di Etnografia Italiana con relativi convegni e congressi. Il Prof. Lamberto Loria  fu Direttore del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. Il punto di riferimento per Calabria è stato un calabrese di cui abbiamo già parlato, Raffaele Corso, di Nicotera(vv) dove esiste un museo a lui dedicato, e vi suggeriamo di andarlo a visitarlo.  Ma la cosa per cui noi abbiamo approfondito è propio un cittadino bocchiglierese, certo Don Prof. Giuseppe Scafoglioe che conosceva molto bene Raffaele Corso, e non solo il "bocchiglierese" in questione ha scritto su riviste di respiro Europeo come Enotria, Folklore Italiano (conoscenza dei popoli). Questo illustre e molto colto "paesano" racconta, nei suoi scritti, cose sconosciute ai tanti amanti della storia. Don Giuseppe Scafoglio ha scritto tantissimo, non solo le due pubblicazioni sulla Madonna di Jesu, conosciuti da molti, anche perchè ripubblicato, quello del 1934, dall'insegnante Giuseppe Scigliano, il ricavato servì a restaurare le chiese di Bocchigliero. Dobbiamo congratularci con l'insegnante Giuseppe Scigliano anche perchè lavorare per il luogo, per la propia gente per amore nel donare il propio tempo, la propia conoscenza non può che arricchirci... grazie anche a Lei ins. Scigliano e a tutti quelli che in futuro daranno agli altri per arricchirsi dentro, e a tutti quelli che hanno già dato, propio come Don Giuseppe Scafoglio. Stiamo mettendo a punto una delle tante iniziative per rivalutare la figura di Don Giuseppe, si tratta di alcune foto,delle tante, fatte da Don Giuseppe per i suoi articoli su riviste di respiro Europeo. Mostra fotografica che verrà lanciata dall'Università di Salerno, per poi giungere alla ripubblicazione di molti scritti di questo concittadino che tanta lontano ha portato il paese di Bocchigliero. Abbiamo bisogno di un minimo di aiuto e noi lo chiediamo a chi in questo periodo ci segue, l'aiuto consiste nel dare il propio contributo a questa operazione di rivalutare la figura culturale di Don Giuseppe, e cercare di fare chiarezza su episodi che ci hanno creato molti, moltissimi dubbi. Anche la nostra mail: gattica@live.it  è dedicata ad una località, nel territorio di Bocchigliero, che negli anni 30'  era di propietà della famiglia  Scafoglio, infatti GATTICA è una località da cui si ammirano dei posti meravigliosi, e propio da gattica, Don Giuseppe, scriveva i suoi articoli e i suoi appunti per i suoi scritti. Ma la cosa che ci ha veramente colpito, in questa  nostra ricerca, è stata una lettera che abbiamo trovato nelle mani del Prof. Domenico Scafoglio, parente di Don Giuseppe, oggi docente a Salerno. http://www.disced.unisa.it/Personale/Docente/Scafoglio.htm . Questa lettera, che noi pubblichiamo,ci ha colpito per come, gli ultimi alunni di Don Giuseppe, volevano omaggiarlo di un riconoscimento, una associazione a lui dedicata. Se, alunni di Don Giuseppe, volevano onorarlo e omaggiarlo di un così grande pensiero, perchè noi bocchiglieresi non dovremmo farlo??????
                                                               
Unica foto di Don Giuseppe
                                                                       LA LETTERA:
                                                                                                                      Rimini, 7 nov. 1985
Egr.Sig.
Giuseppe Scafoglio
via XXV Aprile-pal Barberio-Crotone

Gentile signore,
mi perdoni l'invasione nel suo privato,che intendo fare con la massima correttezza e per un fine degno di lode.
Sono un ex insegnante statale di materie letterarie, di anni 64 ed in quiescenza. Ieri consultai gli elenchi telefonici della provincia di Cosenza e Catanzaro, alla ricerca di eventuali parenti del mio primo maestro di latino, Don Giuseppe Scafoglio, deceduto nel 1936 a Bocchigliero, ove era nato. Dopo circa 2 ore di vana consultazione, la scoperta dell'omonimo mi sembrò un segno rivelatore e mi suggerì la nota che scrivo.
Se crede di rispondermi in qualsiasi modo, tanto che si tratti di pura coincidenza o di parentela, le sarei grato io, che fui un allievo prediletto ed a lui devo la scelta della mia vita; e con me il folto gruppo di amici che dopo cinquantanni sono saldamente legati fra di loro, nel nome e nel rispetto del grande uomo, che fu per tutti educatore e guida morale.
Dopo la guerra che ci separò e dispersi, reduci da vicende e pericoli, istituimmo un sodalizio a lui intitolato, destinato ad onorare la memoria di chi ci insegnò ad essere uomini, con l'amicizia da lui voluta nei brevi anni di scuola, perchè fosse custudita fedelmente dai suoi ultimi discepoli.
Quest'anno, ricorrendo il cinquantesimo della sua scomparsa, vorremmo ricordarlo con qualche testimonianza di onore ed affetto particolare. Ci sarebbe per tanto utile qualunque contributo di elementi, scritti o riferiti, da aggiungere a quelli che possediamo per gli anni riminesi dal 1926 al 1936, utili a tracciare un profilo del sacerdote, maestro ed uomo, conosciuto e stimato dall'intera città. 
In attesa di leggerla, porgo di cuore ringraziamenti e saluti.
                                                                                              
                                                                                                  Otello Pasolini

Vogliamo chiedere a tutti voi se vale la pena dedicare qualche cosa a Don Giuseppe Scafoglio.


16/02/11

L'ambulanza e non solo......

Questa è l'ambulanza che la Provincia di Cosenza ha donato al Comune e alla popolazione di Bocchigliero e oltre. Quasi puntuale è arrivato il Presidente della Provincia di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio, che ha percorso via Roma, da Piazza del Popolo al Comune, dopo aver consumato un caffè in uno dei bar della piazza. La consegna del mezzo è avvenuta in Piazza Arento, alla presenza di autorità civili, il Sindaco, e militari, il Maresciallo della locale stazione dei Carabinieri e l'intera popolazione, una festa, con i fotografi, le telecamere e l'ambulanza che, al suono della sirena e del lampeggiante azzurro, ha percorso le vie cittadine. Poi la massa di gente si è diretta verso la sala Consigliare, lungo via Sandro Pertini, un corteo capeggiato dal Presidente Oliverio, dal Sindaco De Vincenti, dal vice sindaco e da tutto il consiglio comunale e anche il rappresentante dell'opposizione,Giuseppe Santoro.  Nella sala consigliare è iniziato l'incontro con la popolazione e il gruppo che si è formato dopo l'astensione dal voto,"Bocchiglierio Sciopera". In poche parole era presente l'intera cittadinanza. In quella sede, Istituzionale, si è dato vita ad una serata come poche nella storia, recente, di Bocchigliero.  Totale disponibilità da parte di tutti; da parte dell'opposizione, da parte dell'amministrazione, da parte dei cittadini e del comitato ma anche noi siamo daccordo. La provincia ha fatto la sua parte, ora tocca all'amministrazione e al comitato chiedere, alla Regione, la disponibilità, e aspettare fiduciosi che le cose si realizzano. La strada come panacea a tutti i mali? Qua noi la pensiamo diversamente; e cioè che la strada, quando sarà, non è una priorità, come l'ambulanza, altre sono le priorità come è emerso dal dibattito  che si è avuto ........IL LAVORO, quello vero e non assistenzialistico come è stato fino ad oggi. Forse il cammino della RIVOLUZIONE CULTURALE è iniziato?????? Noi non ne siamo certi, ma i segnali ci sono tutti per gridare al miracolo, solo se quelli con le capacità imprenditoriali, con la base economica, e, non per ultimo, l'amore per la propia terra investiranno,credendoci, nella propia terra. Auguriamo a quanti credono in un vero e prospero futuro di questa terra che i sogni possano realizzarsi senza più contrasti e cattiverie, che hanno reso il paese quasi invivibile.

                                           Progetto Strada Bocchigliero-Mare

12/02/11

Primavera Bocchiglierese

Questa mattina aprendo i giornali locali,"Il Quotidiano" e "Calabria ora", abbiamo appreso che Martedì 15 Febbraio, il Presidente della Provincia Gerardo Mario Oliverio, PD,      http://www.gerardomariooliverio.it/sito/  sarà a Bocchigliero,            http://bocchigliero.asmenet.it/ ,     per dare alla cittadinanza e quindi al Comune una ambulanza più volte richiesta. La Provincia, al di fuori delle propie competenze, dà alla comunità uno strumento fondamentale e di primaria importanza,grazie a quanti hanno sposato questa battaglia di civiltà, e un sincero ringraziamento al Presidente Oliverio che riesce ad interpretare correttamente le necessità primarie di una comunità che sta per scomparire. Alle 18, sempre nel Palazzo Comunale verrà presentato il primo lotto della Bocchigliero -Mare, questa è una di quelle cose che si aspetta da troppi anni, e che se dovesse avverarsi forse si uscirebbe dall'isolamento e quindi dal completo spopolamento. Noin saremo presente, e vi terremo informati, cercando di dare il nosto modesto contributo

07/02/11

AMAZZONIA

Da Survaival Internacional, abbiamo appreso una notizia che vorremmo comunicarvi  http://www.uncontactedtribes.org/immaginibrasile , per la prima volta sono state divulgate immagini di una delle tante comunità di Indios che vivono come all'originre. Popolazioni che a noi ricordano scoperte fatte da calabresi, Raffaele Corso di cui abbiamo parlato in uno dei nostri primi post .Raffaele Corso fece una ricerca etnografica dal 1908 al 1910, in Calabria, in cui esattamente il 9 luglio del 1908 scrive dalla Calabria al Prof. Lamberto Loria, direttore del Museo di Etnografia Italiana.:"conosco la necessità di una ricca rappresentanza di materiali calabresi nella Esposizione di Etnografia Italiana,e procurerò di essere utile all'opera grandiosa.Non le nascondo però,che una SUA vista in queste contrade sarebbe molto opportuna. Dal Prof. Mario Mandalari ho avuto notizia di una tribù di bruzzi,annidata nelle montagne di Cosenza, nel territorio di Serrra Pedace.Essa vive di erbe e di caccia, in capanne; è violenta, superstiziosa lontana e segregata dai centri civili, in Calabria solo all'inizio del 1900.Adesso come allora,  La comunità internazionale si divide tra chi vorrebbe "civilizzarli" e chi invece vorrebbe conquistare queste popolazioni e sfruttarne ogni risorsa, che va dal disboscamento selvaggio e incontrollato, a un luogo turistico o altro ancora. Survaial Internacional si batte perchè queste popolazioni vengano protette dall'invasione di chi sta distruggendo la foresta intorno a questi uomini, donne e bambini che chiedono solo di essere lasciati in pace..... e noi condividiamo questa impostazione e chiediamo a voi che leggete di condividere e appoggiare Survaival Internacional. Queste sono scoperte antropologiche che noi amiamo e sappiamo per certo che un popolo senza una storia non ha presente e soprattutto non ha futuro

01/02/11

Recensire...e oltre

Ci capita di leggere tante cose; sia su carta che sul web, e cerchiamo di tirare fuori ciò che ci sembra più bello, interessante  o di interesse per quelli che abitualmente passano su nostro blog. Siamo, prettamente, interessati alla valorizzazione del singolo e della comunità che ci circonda,  vorremmo fungere da volano, da stimolo da propulsione per delle sfide, forse irraggiungibili,ma tentiamo, di volta in volta di lanciare  proposizioni, proposte che guardano lontano, e senza alcuna paura miriamo al cuore, al nucleo delle cose senza girarci attorno, certo un po di diplomazia non guasta ma è tempo di essere e non più apparire. Per questo non è sufficiente un lavoro su se stessi, ma anche e soprattutto, attraverso gli altri che si può raggiungere tale obbiettivo.  

28/01/11

Processionaria...appello urgente


La processionaria stà devastando decine e decine di pini nella nostra amatissima Sila. e non solo. Noi sentiamo il dovere di intervenire e sollecitare che qualche cosa debba essere, e possa essere fatta.Ci siamo documentati ed esistono metodi che ossono combattere questo parassita del pino      .La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un insetto dell'ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae.


Esso deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di "processione".

Questo artropode si trova nelle regioni temperate dell'Europa meridionale, nel vicino Oriente e perfino nell'Africa settentrionale.



E' uno degli insetti più distruttivi per le foreste, capace di privare di ogni foglia vasti tratti di pinete durante il proprio ciclo vitale.



Le pianta più colpita è il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre), ma è facile trovarne anche presso larici e cedri.



Il ciclo biologico del parassita





La processionaria è attiva solo durante i periodi freddi dell'anno, dal momento che trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppelito sotto terra.



Le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova.



Ogni femmina produce un "ammasso" di uova che viene fissato ad un ago dell'albero ospitante (vedere foto). L'ammasso può contenere fino a 300 uova, dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le tipiche larve (vedere foto). Le uova sono completamente ricoperte da scaglie provenienti dall'addome della femmina.





Nonostante la modesta dimensione, le larve sono dotate di forti mandibole in grado di fagocitare i duri aghi già subito dopo la nascita (vedere foto).

In poco tempo, spogliato completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo nutrimento.



I bruchi vivono in gruppo. Inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano un nido sericeo dove affronteranno l'inverno (vedere foto).

L'attività riprende in primavera e le processionarie, in genere verso la fine di maggio, si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo.



Trovatolo, lì si interrano ad una profondità variabile di circa 15 cm. Lo stato di crisalide ha durata di circa un mese, ma può prolungarsi anche per uno o più anni.



L’insetto, raggiunta la maturità e avvenuta la metamorfosi, durante il mese di luglio esce dal bozzolo.



L’adulto è una falena con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con delle striature marroni; la femmina è solitamente di dimensioni lievemente maggiori del maschio (vedere foto).



La loro vita è molto breve: non più di 2 giorni.



Le femmine sono le prime a recarsi sugli alberi ad alto fusto, dove vengono in seguito fecondate dal maschio.



Il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia.





Thaumetopoea processionea

Gli adulti della processionaria della quercia sono farfalle notturne molto simili alla processionaria del pino.



Le larve sono di colore grigiastro e anch'esse fornite di peli altamente urticanti.

Tali bruchi compaiono in aprile, hanno un'attività più intensa nelle fasi crepuscolari e notturne del giorno e si spostano per alimentarsi formando processioni irregolari.

Durante il giorno le larve si riparano dentro nidi appiattiti costruiti sui grossi rami o alla base del fusto della pianta colpita dal parassita: la quercia a foglia caduca.



Concluso lo sviluppo larvale, avviene l’incrisalidamento entro un nido definitivo, solitamente posto lungo il tronco della pianta ospite. La metamorfosi porterà una nascita di una nuova falena tra luglio e settembre.



I problemi causati dall'insetto sono equivalenti a quelli della processionaria del pino.



Per informazioni sui metodi di interventro contro tale insetto valgono le stesse date per la processionaria del pino 
tratto da:
C' è un aggiornamento da fare: oggi domenica 30 gennaio,  sul giornale "Calabria ora", il comune di Longobucco ha segnalato, nella persona del sindaco, il probblema della processionaria all'Ente Parco. Siamo soddisfatti, ma dalle segnalazioni bisogna passare ai fatti

25/01/11

Madre.......e oltre


Questi sono alcuni disegni, dei tanti, che hanno arricchito la ripubblicazione di "Liriche in vernacolo Calabrese", pubblicato da noi lo scorso Giugno, e presentato a Bocchigliero nel teatrino parrocchiale. I  disegni aggiunti sono dell'insegnante sig. Teresa Brunetti, mia "Madrina" di battesimo, insieme al papà, Dott. Nicola Brunetti,compianto medico condotto per tantissimi anni a Bocchigliero, ed esemplare padre, nonchè meraviglioso medico, che aveva la passione per la ginecologia e la pediatria. E' stato anche autore di un libro di poesie che abbiamo trovato molto interessante.Il Dott. Nicola Brunetti ha fatto il medico per passione, per vocazione, in una sola parola per AMORE. Ma torniamo ai disegni, che coronano l'opera delle "Liriche in vernacolo Calabrese", questi due che vi mostriamo sono dedicati alla poesia "CALABRIA", che noi vogliamo dedicare a chi è lontano da questa terra, Madre e Matrigna, terra che troppo spesso viene additata come fanalino di coda per mille e più ragioni, dimenticando che questa terra è Madre di tanti figli che, sparsi per il mondo, sentono sempre il desiderio di ritornare o comunque di sognarla, di immaginarla diversa, migliore, non vogliamo toccare le corde del sentimento, ma quelle dei valori, dei positi propositi che fanno di noi una terra dalle mille risorse, dai mille paesaggi nascosti che aspettano di essere scoperti  e valorizzati, una terra fatta di uomini che hanno, sparsi in tutto il mondo, contribuito al progresso dell'umanità, e propio a loro, e a quanti quotidianamente vivono qui, combattendo contro mille ingiustizie, Matrigna, sperono e sognono una Calabria migliore
CALABRIA
Cca sù nnati patrimma e mmamma mia
e cca dormanu 'mpace 'u sùonnu eternu.
Cca sugnu natu pur'io, Calabria mia.
Ti stìenni longa longa 'ntra dui mari
e Rocca a Rreggiu e 'nzinu a Praia a mmare.
Sulu 'ntre vrazze tue nasce e cci crisce,
cumu si Cristu cci avisse benedittu,
'a kjanta e l'ordurusu bergamottu.
'Sti mari chi ti sù nnaca e ccuruna
sù nnietti e cchiari cumu 'nu brillante,
mentre 'stu cìelu pare fattu ammanu
e 'nu pitture chi dare s'è ffattu
culure ed arte e Cimabue e dde Giotto.
'U Pollino chi tieni ppe ccuscinu
'u vìentu e tramuntana ti ripare,
ccussi fa Dolcedorme 'mpampinatu
dduve 'a dimura l'aquila cci ha fattu.
L'Aspromonte chi tieni ppe trapunta
è 'nn'atra perna e da cullana tua
dduve l'olive sù cculure e argìentu
cumu 'nu mantu de 'na fata antica.
'Mmìanzu, assettata cumu 'na regina,
'a Sila nostra, chi 'ntre vrazze tene
'u Cecita, 'u lago Arvo e ll'Ampollino:
tre specchi e acqua pura cumu 'u cìelu,
atre tre perne e da cullana tua.
Cca nasce e crisce portugallu e ffagu,
oliva ducia e glianna de carigliu,
uva frammosa e ppumu limuncìallu.
Cca  fa llu nidu 'a quaglia a Primavera
e la beccaccia, e vìarnu, cci dimure.
'U sule chi t'allumine e tti scraffe
cunkje lla ficu,'u pumu e lla cerasa
e sutta 'a corkja reste e lle 'nsapure.
I figli tuvi, sparsi ppe llu munnu,
sentanu sempre 'u desideriu e tie:
e 'stu sule e 'stu cìelu e 'ste muntagne 
e sti laghi e 'sta gente e dde l'affettu
ch'un trovanu stapìannu a ttia luntani 
e prìestu o tardu pensanu a tturnare
ppe bìdare 'stu cìelu cristallinu
chi doppu  vistu nun si scorde mmai.

Da "Liriche in vernacolo Calabrese"



22/01/11

Arte...

Abbiamo identificato un'opera d'arte che deve essere restaurata al più presto,è un portale che si trova nella piazza principale di Bocchigliero, piazza del popolo, questa è un'opera d'arte di cui il paese ha bisogno, questo portale, che risale al  1600, probabilmente è l'opera più antica del nostro paese, l'amministrazione l'ha usata come immaggine di Bocchigliero,"la porta della Sila", oggi che l'amministrazione è la stessa deve, e sottolineamo deve, porsi il probblema del restauro, anche perchè è l'unica opera degna di chiamarsi tale al nostro paese. Vogliamo, in questo appello, sentire il vostro parere; è giusto che questo portale sopravviva oppure lo lasciamo morire,  alle intemperie e all'usura del tempo?, noi crediamo che vada ripreso ristrutturato e valorizzato. Non chiedimo tanto, non facciamo opposizione inutili e sterili, vogliamo contribuire ad una rinascita socio-culturale del paese, che stà vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia; sia dal punto di vista sociale che culturale. E' di oggi la notizia che l'Assessore alla Culturale della Regione Calabria, Mario Caligiuri, ha detto che le opere d'arte devono essere per la nostra regione uno scrigno di valori spirituali sui quali costruire lo sviluppo economico e civile, la promozione umana e il rafforzamento della storia e dell'identità. Non a caso, al centro delle politiche di sviluppo economico regionale. Sposiamo questa strada anche perchè riteniamo che solo una vera rivoluzione Culturale possa essere il vero volano dal quale possa nascere una terra migliore.  

15/01/11

RAI..........e oltre

Siamo onorati e felici di poter comunicarvi che il nostro amico e compaesano, Pino Jannelli, ha iniziato una serie di puntate su Geo & Geo in cui tratterà le erbe officinali, erbe che crescono spontanee nella nostra terra, erbe che hanno il preggio e il privileggio di essere di altissima qualità, noi auguriamo a Jannelli tanti successi, per se e per portare lontano le sue radici......Bocchigliero, vorremmo che si guardasse in maniera onesta e sincera alle nostre possibilità nel settore Natura, anche perchè riteniamo che possa essere una strada percorribile e che possa offrire opportunità di sviluppo culturale ed economico. Noi, non chiediamo di credere alle illusioni, o al lavoro-assistenziale, che non porta a vero sviluppo. Anche in questo caso chiediamo un tavolo, un dibattito, una qual si voglia reazione per poter discutere delle nostre opportunità, delle peculiarità del nostro territorio e del  micro- clima, in una sola parola studiamo la cura alla risoluzione dei grossi problemi che la nostra terra vive oramai da troppo tempo. abbiamo, sparsi per l'ITALIA, molti amministratori di comuni italiani, e poi i molti emigrati all'estero che possono seriamente contribuire alla rinascita di BOCCHIGLIERO..... NON LASCIAMO MORIRE UN LUOGO CHE MERITA ESSRE RIVITALIZZATO.........BUONA VISIONE
Clicca l'indirizzo per vedere la puntata con Pino Jannelli.

   http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2011-01-13&ch=3&v=45832&vd=2011-01-13&vc=3

11/01/11

Pensiero.....

C'è un pensiero costante in ognuno di noi, ci deve essere un pensiero costante che possa farci pensare in maniera diversa per farci vedere lontano. Un tempo l'uomo diceva, vado a guadagnarmi la gloria vado in guerra, oggi che l'uomo ha compreso le barbarie della guerra dice, vado a guadagnarmi la gloria, vado a lavorare. Forse, noi certamente no, i figli dei nostri vedranno un mondo miglore. Perchè le cose cambiassero non sono bastati cento anni, ma le coscenze si plasmano con il tempo e con gli errori. E la Calabria non ha tempo da perdere, c'è un risveglio delle coscienze, c'è una presa di coscenza collettiva che può essere cavalcata per il bene comune, contro le ingiustizie, le illegalita e le mafie che rallentano i tempi per non far crescere la società civile che scalpita per un riscatto necessario e non più rinviabile, solo insieme si riuscirà a sfondare questo muro, che non è, ne invalicabile ne imbattibile, è sufficente continuare sul percorso intrapreso. Che è partito dai ragazzi di Locri con l'associazione "E adesso ammazzateci tutti", all'indomani dell'uccisione del vice presidente della giunta Regionale Francesco Fortugno. Abbiamo letto alcuni libri che vorremmo consigliarvi. "Tra l'incudine e il martello" di Angelo Greco edito da Pellegrini     http://www.pellegrinieditore.it/Index.html  tratta in maniera approfondita la storia dei testimoni di giustizia e ne analizza ogni più piccolo dettaglio noi vi cosigliamo di leggerlo.  E poi altri libri che ci hanno fatto tanto comprendere che c'à nell'aria un vento di cambiamento, come "La città oscura"  Cosenza e il suo racconto criminale seconda edizione, edito da Falco Editore   http://www.falcoeditore.com/sito , sono chiari ed evidenti segnali che qualche cosa stà mutando, piano, ma il cambiamento è palese, tangibile non più arrestabile, Tutti dobbiamo fare la nostra parte, dobbiamo contribuire al cambiamento, per essere protagonisti del nostro futuro.

07/01/11

PROVERBIANDO

Tanti frequentatori del nostro blog-sito ci hanno chiesto copia dei "I mille proverbi Calabresi", abbiamo così deciso di ripubblicarli con una particolare impostazione; arricchita da nuovi disegni, con una traduzione in inglese, e con una introduzione antropologica del proverbio,per dare alle future generazioni uno strumento che possa far comprendere a pieno il vero significato del proverbio, che nasce da esigenze concrete e improrogabili. Non abbiamo pensato ad una nuova copertina perchè questa, nella foto,della prima edizione, ci sembra appropiata. Per avere chiaro la trasmissione della cultura e della conoscenza ai giovani, e a tale proposito vorremmo qui ricordare un bellissimo aneddoto. Ad una signora intorno ai novant'anni gli viene chiesto come mai ancora lavora a quella età, la signora risponde, pacatamente, " non voglio dare in pasto ai vermi la mia conoscenza", e noi aggiungiamo che, coloro i quali danno ai giovani, e più in generale a quanti lo chiedono, si arricchiscono dal punto di vista spirituale e culturale. Qui chiediamo l'aiuto a quanti interessati al progetto; Istituzioni, con il loro patrocinio, aziende per un contributo e a privati cittadini che vogliono contribuire alla ripubblicazione di questa raccolta di proverbi in dialetto. Tanti hanno provato a scrivere in dialetto, pochi ci sono riusciti, quasi tutti hanno scritto in dialetto senza la minima preparazione adeguata. Il dialetto, è la lingua base per tutti, anche se da qualche tempo non è più così, ed è per noi importante far conoscere la nostra Madre lingua, oramai in via di estinzione. Pochi hanno studiato il dialetto, tra questi non può e non deve essere dimenticato Don Giuseppe Scafoglio, che pubblicò nel 1928 "Forme del Sostantivo Calabrese", con una ricerca certosina e attenta che ancora oggi rimane attuale, anche perchè nessuno, dopo di lui, ha studiato approfonditamente il dialetto di questo lembo di terra che è Bocchigliero. quindi noi partiremo propio da Don Giuseppe Scafoglio, per comprendere bene il dialetto di Bocchigliero, le radici di un popolo .La grandezza dell'opera grammaticale di G.S., è chiara in alcuni autorevoli giudizi espressi sul primo quaderno pubblicato nel '28, giudizi che fanno onore a tutti i bocchiglieresi nel mondo. Ne riportiamo uno, di un illustre Calabrese:Raffaele Corso    http://www.sbvibonese.vv.it/sezionet/pag341_t.aspx    , prof. di Etnografia nel Regio Istituto Orientale di Napoli.
Gentile Professore,
Vedo con piacere il primo saggio da Lei preparato sul sostantivo calabrese, e mi auguro che presto seguiranno gli altri per completare lo studio della morfologia bocchiglierese.
Ella ha fatto, accoppiando la conoscenza della parlata alla passione dell'argomento, un lavoretto utile e degno di essere imitato per ogni luogo dove il si suona.
Con i migliori ossequi                                                                                       
                Suo R. Corso
Abbiamo, per questo, bisogno del vostro aiuto per consigli, sostegno, incoraggiamento e quant'altro avete in serbo..........Grazie                                                                                                   

06/01/11

luoghi della memoria

Luoghi della memoria,tutti abbiamo dei luoghi che ci ricordano la nostra infanzia, alcuni belli altri meno, ma tutti fanno parte della nostra memoria, del nostro passato. Questi, i luoghi della memoria, stanno scomparendo, lasciandoci orfani di luoghi che andrebbero recuperati. Noi anche qui tentiamo di lanciare anche delle provocazioni, delle proposte che possano far riflettere chi è deputato a farlo. Chiediamo che a Bocchigliero venga istituita una bibblioteca comunale e si recuperino i tantissimi libri che sono stati donati dall'editore Luigi Pellegrini di Cosenza al comune di Bocchigliero, lo fece, perchè era imminente la nascita di una bibblioteca. Noi chiederemo all'Amministrazione di farlo e di dedicare questa a Don Giuseppe Scafoglio, che merita essere onorato per il prestigio e la conoscenza del paese in tutta Italia e non solo. Noi insieme all'Università di Salerno stiamo organizzando una mostra fotografica itinerante su Don Giuseppe, e ci piacerebbe partisse o arrivasse a Bocchigliero. Questo il nostro impegno per contribuire fattivamente ad un rilancio che parti dalla cultura in senso lato. Vorremmo che,quanti ci seguono, ci aiutassero con contributi (commenti) che arricchiscano la discussione, il confronto, la crescita e la possibilità di discutere senza alcun condizionamento di sorta. Tutti possono, e devono dare il loro contributo, noi come sempre fiduciosi aspettiamo......e oltre

30/12/10

Le feste dopo il Natale

Dopo il Santo Natale le feste proseguono con l'attesa della fine dell'anno,la notte di S. Silvestro, e poi l'Epifania che tutte le feste porta via. Ma noi quest'anno vorremmo parlare di alcuni dettagli delle feste. Come la notte del 31 dicembre, che viene festeggiata in tutto il mondo, se pur ad orari diversi, per i diversi fusi orari. In questa serata tutti vogliono brindare al nuovo anno per augurarsi ogni bene per l'anno che sopraggiungerà. Un tempo, non troppo lontano, in alcuni paesini della Sila Calabrese   http://www.parks.it/parco.nazionale.sila/    era usanza preparare alcuni strumenti e, dopo cena si andava casa per casa ad augurare ogni bene, di contro i propietari della casa offrivano loro ogni ben di Dio, frutta, dolci prevalentemente di origine Araba,e non poteva mancare il vino, padrone indiscusso delle tavole di ogni ceto sociale. E' stato trovato un motivetto musicato da un grande maestro, che visse e si sposò propio a Bocchigliero    http://it.wikipedia.org/wiki/Bocchigliero, tra le montagne della Sila Calabrese. Il chiarissimo prof. Giacomo Carrisi, parente di Albano Carrisi, noi vi regaliamo le parole originali:
"Cari signuri quantu siti belli ca siti nati n campu lla marina u mari vi mantene frischi e bielli cumu la rosa russa lu jardinu sa venire vieni mo fa nu friddu chi si mo se nu vieni prestu prestu ti vo benare u sequestru"
Noi con questo ci congediamo, per quest'anno, augurando a tutti voi tanta setenità e prosperità, per l'anno che stà arrivando
BUON ANNO...... e oltre  

22/12/10

Santo Natale 2010

BUON NATALE.., è quasi banale dirlo oggi con il significato di un tempo, oggi è Natale se c'è il regalo più ambito, se si sfoggia più del vicino o si fà l'addobbo più bello,dimenticando tutto quello che il Natale nasconde sotto l'alone di episodi come la natività e il perigrinare da un posto all'altro per partorire e poi, Maria, stanca e alla fine della sua gravidanza, sarà una umile e fredda grotta scaldata solo dal un bue e un asinello, che l'accoglieranno per l'evento che cambierà per sempre il destino dell'uomo; la nascita del Signore Gesù che per i peccati dell'uomo si farà crocifiggere. Anche la nostra esistenza è fatta da mille e più sacrifici e rinunce, a volte anche fatta da semplici e piccoli piaceri, come quello di donare agli altri per ricevere; un sorriso,una sensazione mista ad emozione o ancora un semplice  grazie, noi senza troppi fronzoli vogliamo augurare a voi tutti la nascita di una nuova coscenza spirituale e culturare che possa donarci la chiave della serenità........sincero e sereno Santo Natale a tutti i Cristiani della nostra Madre Terra.

18/12/10

Leonardo Mazza da Bocchigliero........

E' con rinnovato vigore e crescendo entusiasmo che chiediamo a tutti voi di contribuire a questa nosta ennesima, e non ultima, battaglia di cultura, di civiltà e di futuro. Vorremmo portare a vostra conoscenza un nostro conterraneo che è vissuto molti anni fà, ma avendo lasciato qualche cosa di scritto, ci pare opportuno e doveroso, farvi conoscere alcuni scritti di questo nostro compaesano, di una elevata cultura. Il personaggio in questione è Leonardo Mazza. Onestamente le notizie in nostro possesso sono veramente poche, ma qualcuno deve pur iniziare, e noi partiamo accennando alcuni episodi di questo sconosciuto personaggio di cultura elevata e di origine bocchiglierese, un figlio di Bocchigliero, che merita essere conosciuto da tutti i bocchiglierese e non solo. Certo è che esiste un libro, che circola da molti anni, ed è stato anche venduto all'edicola di Bocchigliero, vecchia gestione, dal titolo "Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero". Questo testo che si compone di oltre trecento pagine è un vero capolavoro di scrittura dell'epoca, la dedica introduttiva è datata 1862. Vogliamo qui riportare propio questa dedica  che L.M. fa al padre, per cominciare a capire i valori che c'erano un tempo



E' a voi, mio amatissimo Padre, cui deggio offrire questo
 qualungue siasi parto del mio debole ingegno; a voi, cui son debitore di una doppia vita, della naturale e della civile. Il merito più grande, che abbia un Padre, ond'esigere dai suoi figli rispetto, e gratitudine non consiste tanto nella esistenza fisica ad essi data, quanto nella esistenza morale, cioè nell'educazione, poichè senza di questa a nulla vale la vita. Voi, a differenza di alcuni padri, che lasciano imbrutire i loro nati nell'ozio, nella ignoranza, e nella scioperataggine, avete pienamente compreso quali siano gli obblighi di un padre, e che la ricchezza migliore, la quale possa da questa lasciarsi alla sua prole, e per lo appunto la virtù, e quindi non avete tralasciato mezzo alcuno, onde darci una educazione confacente al nostro stato. E' per questa, che io vi professo la più grande obbligazione, e non posso diversamente dimostrarvene la mia gratitudine, che offrendovi queste pagine,le quali, se hanno qualche cosa di buono, faranno piuttosto il vostro onore, anzicchè il mio.
Vi bacio  con rispetto le mani, e sono
Da Bocchigliero li 2 Novembre 1862
                         Vostro aff.° figlio
                         Leonardo Mazza  


Chiunque abbia notizie su Leonardo Mazza può contattarci.Chi desidera avere una copia dell'intero libro, fotocopiato, può farne richiesta al nostro indirizzo di posta eletronica       gattica@live.it

14/12/10

Alcune poesie in vernacolo Calabrese

NEVICA.......nevica

Jazze! E fore jazze: pannizzìe
'A niva kjanu kjanu s'ammunzelle
facìannu tuttu jancu 'ntunnu  'ntunnu:i ceramili russi e subb'e case
'e lavinelle stritte e du paise
i fìarri e di barcuni 'e cimineje,
l'arbuli addormisciùti e sampinati.
'Ntru cìelu dinentatu vasciu vasciu joche lla niva 'mmentre si nni scinne,
cumu nu fùacu 'ntra  'na notte e festa.
'A gente passe senza fare stusciu tenìannu a kapu vàscia e ccummugliata e ccaminannu 'mpressa ppe llu friddu.
Intantu a niva ammucce lle pedate
cadìannu queta senza 'n'ugna e vìantu.
'Nu pettirussu ch'è rrestatu sulu,
'ntre rame senza pàmpine e du brunu,
si scùotule lla niva e subb'e pinne,
si gire e vote e mmere cumu jazze.
Abbiamo voluto inserire questa lirica in vernacolo calabrese perchè in Sila e a Bocchigliero stà nevicando copiosamente, del resto tutto ciò era stato ampiamente ed anticipatamente previsto, ma per noi ogni volta che nevica è la stessa identica cosa ,approfittiamo per ringraziare quanti partecipano al nostro blog-sito, con rinnovato interess





13/12/10

13 Dicembre S. Lucia 2012


Riproponiamo un vecchio post, ma attuale e certamente gradito ai più, ci scusiamo per non essere molto presenti, ma a breve capirete il perchè. Buona lettura.



Che Siracusa sia stata colpita da una grave carestia nel 1646, durante la dominazione spagnola, è storia. Che nella disperazione del momento sia giunta una nave carica di frumento e che questa circostanza sia stata ritenuta un miracolo, è possibile. Certo è, però, che da quel momento alla devozione per Santa Lucia è stato associato l'uso del mangiare la cuccia il 13 dicembre di ogni anno. Il nome "cuccia" può derivare dal sostantivo "cocciu", chicco, o dal verbo "cucciari", cioè mangiare un chicco alla volta. La tradizione vuole che questo dolce sia distribuito a famigliari, amici e vicini di casa. Le briciole si lasciano su tetti per essere catturate dagli uccellini. Altri paesi del sud dell'Italia hanno questa tradizione ormai quasi in disuso ma non a BOCCHIGLIERO che ancora, ieri 12 Dicembre, molti delle persone rimaste, per continuare una millenaria tradizione hanno reparato "la cuccia" che a Bocchigliero si fà con il grano e il mosto cotto, e non vi nascondo che ieri ne ho gustato un piatto intero..... gustosissima e oltre. La leggenda racconta di un miraco che S.Lucia  fece ma questa è la storia mista a legggenda                                               Nacque a Siracusa, ma non si conosce con certezza la data. La sua vita d'altra parte è intessuta di elementi leggendari, che stanno a testimoniare l'enorme venerazione di cui la santa ha goduto e gode.




La sua passio afferma che Lucia subì il martirio sotto Diocleziano, per cui si è voluto fissare la data di nascita al 283. Il più antico documento che la riguarda è un'iscrizione del V secolo in cui si parla di una certa Euskia, morta il giorno "della mia patrona Lucia".



Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano. Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappo gli occhi. Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani.



L'iconografia risente fortemente dell'episodio dello strappo volontario degli occhi in quanto la santa è raffigurata con una tazza in mano su cui sono posti gli occhi. Altri attributi possono essere una spada oppure anche una tazza da cui esce una fiamma. A Siracusa le stampe popolari riproducono la santa su un fercolo d'argento, con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola. La sua festa cade il 13 dicembre. Prima dell'introduzione del calendario moderno (1580) si celebrava il 21 dicembre il giorno del solstizio invernale, da cui il detto "S. Lucia il giorno più corto che ci sia". La festa è caratterizzata da pratiche devozionali di tipo magico-esorcistico e solare-agrario. Si confezionano in questo giorno pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con lo scopo di preservarsi da malattie oculari. A lei si offrono anche ex voto d'argento a forma di occhi, che vengono appesi sulla "vara" il giorno della festa. I fuochi accesi la vigilia della festa sono l'indicazione più evidente che ci troviamo in presenza di rituali Festivi legati al trapasso stagionale più delicato dell'anno, col progressivo scemare della luce, per cui occorre esorcizzare, il pericolo del non ritorno della luce. La Santa è stata più volte messa in relazione con la dea greca Demetra o con la romana Cerere, i cui attributi principali erano il mazzo di spighe e la fiaccola. I fedeli recano come offerta frumento bollito, cibo cerimoniale che veniva consumato anche nei misteri della dea greca. "Luce degli occhi, della vista", "luce del mondo", "luce cosmica": le espressioni rivelano non solo una chiara simbologia spirituale di grandissima intensità, ma soprattutto quella visione cosmologica delle civiltà passate e delle moderne culture contadine in cui s'alternano luce e notte, vita e morte, in un percorso che nella sua circolarità e garanzia di un eterno fluire e ritornare delle cose: l'eternel retourn, come direbbe                                         M. Eliade   http://it.wikipedia.org/wiki/Mircea_Eliade                         . Per saperne di più sulla chiesa di S. Lucia alla Badia   http://www.galleriaroma.it/Siracusa/Monumenti/Chiese%20Aperte%20al%20culto/Chiesa%20di%20S%20Lucia%20Alla%20Badia.htm

11/12/10

PRESAGIO....Nord......Sud

"O MIA BELLA MADU'NDRINA"
Articolo estrapolato da:   http://www.ilvelino.it/                                        - Esordio milanese col botto per il libro di Monteleone e Manti

Calabria, 9 dic (Il Velino) - Un viaggio in un libro. Un viaggio, non per svago ma per scelta, responsabile e necessaria, di capire e aiutare a capire. Un viaggio in una Lombardia che, per certi aspetti, è più Calabria della Calabria stessa. Evidenziare come l’emigrazione verso il Nord non abbia riguardato solo i cervelli ma anche i soldi da riciclare e le menti criminali e soprattutto spiegare, senza tralasciare i recenti fatti di Reggio Calabria, come la ndrangheta si sia estesa al nord: questi i propositi. ‘O mia Bella Madundrina, da Sud a Nord l’inarrestabile ascesa della Ndrangheta’, volume edito da Aliberti, scritto a quattro mani dai reggini Felice Manti, firma del ‘Giornale’, e Antonino Monteleone, inviato di La 7 per la trasmissione televisiva ‘Exit’, sarà presentato questa mattina nella capitale commerciale del nostro paese, divenuta simbolo della potenza economica del crimine mafioso calabrese che, in ragione della debolezza del tessuto produttivo, imprenditoriale ed economico del Sud, negli anni Sessanta ha aggredito, e senza neanche troppa fatica, il tessuto invece prolifero del Nord. Presto una presentazione anche a Reggio Calabria, ma intanto oggi l’esordio al circolo della stampa di Milano per il volume, ultimo cronologicamente nella letteratura già nutrita sul tema, che però non rappresenta semplicemente ‘un altro libro, un altro titolo’ da aggiungere alla bibliografia in esponenziale crescita, ma si propone come un racconto. E a proporlo sono chi la guerra di mafia l’ha vissuta, Felice Manti, e chi, come la generazione successiva, ne ha raccolto la pesante eredità e ha voluto studiarla e comprenderla, Antonino Monteleone. Un viaggio al Nord ma tornando al Sud, terra matrigna di origine, e il tutto senza dimenticare ciò che oggi sta accadendo a Reggio Calabria, la strategia della tensione con cui le ‘ndrine colpiscono le istituzioni di cui, anche, si servono in tutta Italia per infiltrarsi, per gestire potere, per prevaricare e calpestare i diritti e il bene comune. Dunque il racconto e la denuncia di coinvolgimenti di apparati, di segmenti della Stato, quello infedele, quello corrotto, quello abitato o connivente con faccendieri, quello deviato che lascia trapelare informazioni, che spiffera notizie per consentire a chi è ricercato dalle forze dell’ordine di sfuggire alla cattura. Tra le tante voci raccolte dai giornalisti reggini Il contributo fondamentale di un agente del servizio segreto civile in forza a Reggio Calabria per diversi anni, che ha delineato un rapporto sinallagmatico, di prestazioni dunque corrispettive tra Stato e intrastato mafioso, tra pezzi di istituzioni e boss della ndrangheta.



Trattative quasi quotidiane in grado di, e questo è il grave campanello di allarme, condizionare le attività investigative della magistratura. Poi ancora ascoltato lo storico pentito di ndrangheta, Saverio Mandalari che fornisce un’interpretazione dei pentimenti in seno ai Tegano e ai Logiudice e del loro ruolo all’interno delle nuove dinamiche della criminalità a Reggio Calabria. Voce anche al disagio di un giovane dal cognome pesante e dalla reputazione forse irreversibile che, ad oggi, studia all’Università e si dissocia dalla ndrangheta, nonostante sia il nipote di un potente capobastone calabrese. Fatto anche il punto sulla politica con un’intervista ad Alberto Sarra, sottosegretario alla Presidenza della Regione Calabria, citato in alcuni atti giudiziari ma mai indagato, il quale si è concesso ai due giornalisti reggini, contrariamente a quanto fatto dal presidente della Giunta Regionale Giuseppe Scopelliti, sottrattosi invece alle loro domande. Eppure l’impegno sul tema è ben manifesto, atteso che proprio Alberto Sarra e Giuseppe Scopelliti, unitamente a Consigliere regionale delegato all'Emigrazione, Alfonsino Grillo, sono stati a New York per un incontro internazionale teso ad avviare un progetto di collaborazione sui temi della criminalita' organizzata, che nel 2011 porrà a disposizione della Calabria esperti internazionali in grado di porre in essere strategie di cooperazione e 'best-practices' idonee a fronteggiare le organizzazioni criminali'. Dalla Calabria alla Lombardia per esplorare quella zona grigia di cui tanto di parla senza che si venga a capo di chi effettivamente la popoli, la alimenti. Un viaggio che la ndrangheta ha avviato già da mezzo secolo quando, come richiama l’introduzione del libro, nel film girato nel 1956, ‘Totò, Peppino e la malafemmina’ con lo straordinario principe De Curtis, l’umile contadino Antonio Capone, nel primo Dopoguerra, colloca Milano in Calabria. Un presagio, forse un’intuizione. Oggi una verità che Felice Manti e Antonino Monteleone scandagliano e che oggi, certamente e purtroppo, non fa più ridere.

(red/cal) 9 dic 2010 10:59

10/12/10

I tempi incalzano.....150 anni

E' tempo di bilanci, di auguri,di rimpianti e pensieri che affollano la n
ostra mente, propio quando arriva questo periodo si torna al passato, a quello che era, è stato e oggi non è più, abbiamo bisogno di ricordare, recuperare e non perdere le nostre agognate Radici, indispensabili e difficili da recuperare quando ci sono guerre o catastrofi che annullano il nostro passato, ma non solo, molte volte anche l'emigrazioni creano l'assenza di radici e questa necessità, durante la vita, di cercarle disperatamente, a volte con entusiasmo altre con un segno distinto di opaca rassegnazione. Leggiamo, quotidianamente, della nostra terra solo ed esclusivamente fatti negativi che impressionano chi vive lontano da questa terra, madre e matrigna, dolce e violenta, romantica e fredda, arida, senza futuro e oltre veramente oltre. Anche i suoi figli, sparsi per il mondo, hanno ormai perso ogni speranza di riscatto, o di qualsiasi miglioramento, loro i figli oramai naturalizzati del grande, progredito e ricco Nord, quando in questi periodi si ritorna, o con la mente o con il corpo, si pensa a criticare pensando come e soprattutto cosa si fà al Nord o addirittura in Svizzera, Germania, Francia, Belgio e anche in America. Una cosa è certa che "il Ritorno" è necessario come bere,tuffarsi nel propio passato per ricaricarsi e credere in se stessi ancora di più, quasi un andare aritroso per proseguire la strada. Ci congratuliamo e ringraziamo quanti in questo anno e mezzo ci hanno seguito e continueranno a farlo, con l'augurio che l'anno che verrà possa essere l'anno della riscossa del Sud, per essere quello che si è stato prima dell'Unità d'Italia, anche perchè propio l'anno che verrà ci saranno, sono già iniziati, i festeggiamenti per i 150 anni dall'Unità d'Italia. A tale proposito vogliamo qui ricordare un editoriale dove, ricordando l'unità d'Italia, si sottolinea come il Regno delle due Sicilie salvò l'Italia intera, rimpinquendo le casse dei Piemontesi e dei Lombardi. L' Unità d'Italia diede vita ad una forma di brigantaggio terroristico per abbattere l'invasore che fece strage anche di civili ed interi villaggi, riportato questo da pochissimi testi storici e oggi con una lettura più attenta di quel periodo si evince come il Sud è stato portatore di oro alle casse della neonata Nazione Italia, oro che è stato quantizzato più del doppio di Lombardia e Piemonte, dissanguate dalle ultime guerre perse. Da quel momento il Sud o meglio il Regno delle due Sicilie è stato lasciato al suo destino. Poi, sono arrivati a smantellare tutte le fabbriche del Regno ed è iniziata la Grande emigrazione delle braccia del Sud prima verso l'Argenina, l'Australia e l'America e poi dopo la seconda guerra mondiale verso l'Europa; Belgio, Germania,Francia e infine,con le valige di cartone verso il Nord per mettere in moto la locomotiva industriale dell'Italia, Torino, Milano ed in file l'Emilia Romagna. Questo ha consentito al Nord di crescere e il Sud crostretto a vivere di clientela e di assistenzialismo.Vi consigliamo, per queste festività, di leggere il libro, davvero bello, edito da Mondadori e scritto da Giordano Bruno Guerri. Si intitola " Il sangue del Sud" e il sottotitolo è "Antistoria del risorgimento e del brigantaggio". Le cifre che ci sono in questo libro, sono a dir poco sorprendenti, ne cito una per tutte;l'Esposizine Universale di Parigi, nel 1856, premiò il Mezzogiorno come terzo paese al mondo per Sviluppo Industiale Oggi l'appello và fatto a tutti gli uomini, di buona volontà, che hanno a cuore o ancora meglio nel cuore la propia terra che chiede, ai suoi figli migliori, anche a chi amministra o è parte della cosa pubblica in altre parti d'Italia, un aiuto per poter risalire la china in maniera dignitosa e onesta, mettendo da parte vecchi rancori e cercando sinergie di ogni genere per poter progettare un futuro migliore per i figli di Calabria che verranno dopo di noi. Questo è l'augurio che ci facciamo e facciamo a tutti voi.


















03/12/10

Hackers

E' già molto conosciuto per  le sue  violazioni di sistemi di sicurezza, è anche ricercato per stupro e hacheraggio,cioè violazioni via internet di sistemi di sicurezza, certamente questo sito  http://www.wikileaks.org/  stà sconvolgendo l'intero pianeta, pubblicando file riservati o addirittura segreti di tutte le ambasciate Americane del mondo, che informano la Casa Bianca,dove pare abbiano iniziato a difendersi con le diplomazie di mezzo mondo. Ma chi è l'ideatore e fondatore di questo sito??? semplicemente un hacker, cioè un pirata informatico che sfida i più impenetrabili sistemi di sicurezza, termine Americano per indicare persone altamente competenti in ingegneria e informatica. Questo sito propio ieri è stato oscurato per sei e più ore ricomparendo come   http://www.wikileaks.ch/  riaprendo i battenti virtualidi questo sito che stà facendo tremare i grandi della terra. lui Julian Assage   http://www.liquida.it/julian-assange/  è ricercato dalle polizie di tutto il mondo, sembra un Robin Hood dei tempi moderni. Un fustigatore dei potenti del pianeta, egli è stato rifiutato dal Pentagono un pò di anni fa e oggi si vendica dimostrando di essere veramente forte!!!!!! I video di wikileaks   

22/11/10

L'incontro.......le radici..e oltre

E' con vivo piacere che annunciamo l'incontro dei Bocchiglieresi a Milano, organizzato da anni dalla famiglia Caracciolo, l'incontro mira si a stare insieme e a passare una giornata insieme, mira a rafforzare quelle consolidate amicizie che si sono rafforzate negli anni, ma secondo il nostro spirito, la nostra visione e il concetto più volte espresso da questo blog-sito, della ricerca delle nostre radici, che troviamo attraverso gli altri; gli amici di sempre o i genitori e i loro nipoti,  di non perdere quel contatto, quel legame alle radici che ci consente di continuare a vivere un futuro sereno. Noi siamo certi che un popolo senza radici non sà da dove viene e sopratutto non sà dove andrà. Le tradizioni, l'infanzia i luoghi che ne hanno caratterizzato la nostra formazione sono indispensabili per il riconoscimento della propia identità. Auguriamo a tutti i Bocchiglieresi lontani, ma anche vicini, di essere sempre legati ai luoghi che hanno vissuto.... sono dentro di loro.

Allora,  per maggiori informazioni   http://bocchigliero.blogspot.com/

















15/11/10

oltre non si può.....fermati adesso


Avevamo tante cose di cui parlare, ma la trasmissione che adesso stà andando in onda, su rai tre,ci ha completamente spiazzato. una domanda ci nasce spontanea; come fà Saviano, che faccia televisiva non ha, ci spiega come è costituita la santa società. La mafia, la camorra e la 'ntrangheta la più forte. E' solo frutto di dichiarazioni di pentiti o di atti giudiziari a disposizione di tutti i cittadini Italiani. La mafia e tutte le organizzazioni che delinguono vivono al nord, al sud non rimane quasi nulla. Caro e giovane Saviano non vivere di sole dichiarazioni di pentiti o di riprese video, spesso taroccate, vivi la strada sappi segliere anche tu tra faziosità e verità, fra giustizia e illegalità, non vivere in uno stato di stallo o limbo perchè così vivi a metà. Non credere che una trasmissione ideata da Fazio...fazioso, ti trascini in un vortice più grande di te, possa creare quella rivoluzione culturare e sociale di cui abbiamo bisogno, noi vorremmo un mondo migliore ma
 questa secondo noi non è la strada giusta ma è quella in cui ti asservi al potere, sia essa di destra o di sinistra. La mafia , la camorra o la 'ntangheta la combatte chi quotidianamene lavora con onestà e rettitudine verso la patria, verso lo stato verso le regole, verso un mondo migliore. 

31/10/10

Lungimiranza

La lungimiranza è una delle cose fondamentali che un politico di razza deve avere, e, badate bene, molti politici italiani continuano a commettere errori propio perchè manca loro questo pilastro indispensabile per poter essere un vero leader, un condottiero che sappia guardare  lontano...oltre, a volte rischiando ma comunque decidendo senza tentennamenti di sorta, riuscendo appunto ad essere LUNGIMIRANTI. Oggi, non ci sono più gli statisti di un tempo, ma in politica si scende più per altre caratteristiche, che pare siano indispensabili, primo fra tutti il cognome che si porta o le borse che si è portato, o ancora gli interessi di lobby che a volte sono piccolissime ma potentissime. Ogni tanto, se non spesso, le lobby si creano non per credo o ideale ma per mero interesse economico. Ma noi che miriamo come sempre verrso .. altro, proponiamo, rispetto a quello che il mercato offre, delle strade da percorrere o comunque spunti di rifflessione che servono a noi stessi e a quanti credono ancora che qualche cosa si possa fare. Oggi su Calabria Ora, il direttore, Piero Sansonetti dedica l'editoriale a Kennedy il rivoluzionario che riuscì a fare cose che pochi credevano potesse fare. e poi dice che la Calabria avrebbe bisogno di un Kennedy, per poter invertire la rotta. Ma giudicando con superficialità la partenza di questa legislatura Regionale, non dà un buon esempio per spronare i Calabresi tutti, che hanno bisogno di credere in un sogno, dobbiamo avere un forte scatto, un sussulto che ci porti oltre queste paludi insidiose fatte da un passato che và risanato a partire dalle coscenze, quelle delle nuove generazioni perchè non fuggano dalla loro terra ma qui costruiscano il loro futuro. E infine non piangiamoci  addosso, ma chiediamoci cosa noi possiamo fare per la Calabria e non cosa essa può fare per noi!!!!!!!!